Donald Trump ha definito l'operazione per la cattura di Nicolas Maduro "straordinaria" e "tecnicamente perfetta". "È stata incredibile. Nessuno dei nostri è rimasto ucciso. Dall'altra parte, invece, sono morte molte persone", ha detto il presidente americano riferendosi agli oltre 30 cubani rimasti uccisi. Violente sparatorie sono esplose in piena notte nel centro di Caracas, con il fuoco intenso di armi automatiche e tiri di mitragliere contraeree. Le raffiche si sono concentrate nella zona del palazzo presidenziale, Palacio Miraflores, dove ieri si è insediata Delcy Rodriguez, nominata al posto di Nicolas Maduro catturato sabato da un raid americano. Un portavoce del governo ha poi precisato che si sarebbe trattato “di un errore di comunicazione”. Ma la situazione resta tesa. Diversi check point sono stati installati per le strade.
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Rodriguez: “Non ci governa nessun agente straniero”
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha insistito sul fatto che nessuna potenza straniera stia governando il suo Paese, in seguito a commenti da parte del presidente Usa Donald Trump secondo cui Washington lo avrebbe "gestito" in attesa di una transizione dopo la deposizione del suo predecessore, Nicolas Maduro, catturato in un'operazione Usa nel fine settimana. "Il governo del Venezuela è responsabile nel nostro Paese, e nessun altro. Non c'è alcun agente straniero che governa il Venezuela", ha affermato Rodriguez in un discorso televisivo.
Tajani: “Rubio ha ribadito il suo impegno per detenuti italiani in Venezuela”
"Ho insistito sull'importanza della liberazione dei nostri connazionali detenuti nelle prigioni venezuelane, a partire da Alberto Trentini, Mario Burlò, Luigi Gasperin e Biagio Pilieri. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito il sostegno alla liberazione dei prigionieri politici". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine della riunione dei Ministri degli Esteri G7 su Venezuela e Ucraina. "Ho sottolineato l'importanza di garantire una transizione pacifica in Venezuela e la necessità di tutelare la grande comunità di italiani nel Paese", ha aggiunto.
Petro: “Trump senile si rilegga Sacco e Vanzetti”
In un lungo post pubblicato sul social X, il presidente della Colombia Gustavo Petro ha accusato Donald Trump di avere un "riflesso senile" e di puntare solo al petrolio. Lo spunto per il commento nasce dalla clamorosa retromarcia del dipartimento di Giustizia americano che ha declassato a "cultura di corruzione" il Cartel de los Soles, dopo averla definita organizzazione terroristica guidata dal presidente venezuelano Nicolas Maduro. "Io l'avevo detto - ha commentato Petro, rilanciando la notizia - non esiste alcuna prova che nel narcotraffico esista un 'Cartello dei soli', il che indica che hanno sequestrato Maduro per appropriarsi del petrolio del Venezuela, seguendo la Dottrina Monroe, alla quale è fedele il gruppo megaoligarchico dei proprietari e fabbricanti di missili e dell'intelligenza artificiale". "E' un'alleanza tra sionisti e statunitensi perché entrambi si credono il popolo eletto di Dio, quando Dio ha scelto l'umanità e la vita, non la morte", ha spiegato. La Colombia, ha ricordato Petro, "non ha nè petrolio nè gas, ma ha carbone" e "vogliono trasformarci in colonie". "Ma ora la barbarie è contro l'umanità. Whisky contro vino, che deriva da Vita, direbbero gli italiani: barbarie contro civiltà", ha aggiunto. Il Presidente ha criticato anche Elon Musk e il segretario di Stato Marco Rubio e invitato a leggere Walt Whitman, Ernest Hemingway e Sacco e Vanzetti, "gli anarchici italoamericani impiccati per aver difeso i lavoratori newyorkesi biondi". "Coloro che hanno votato per Trump devono sapere che hanno votato per uomini avidi e fuori dalla legge. Un pò come eleggere presidente i pistoleri dei deserti dell'Ovest e i cercatori d'oro", ha concluso.
Tajani a G7, italiani detenuti siano liberati
Nel suo intervento alla videoconferenza degli ministri degli Esteri del G7, Antonio Tajani ha invocato una transizione pacifica in Venezuela e insistito sulla liberazione dei detenuti italiani. Lo ha riferito lo stesso ministro degli Esteri su X.
"Ho sottolineato l'importanza di garantire una transizione pacifica in Venezuela e la necessità di tutelare la grande comunità di italiani nel Paese", ha spiegato. "Durante la riunione ho insistito sulla importanza della liberazione dei nostri connazionali detenuti nelle prigioni venezuelane, a partire da Alberto Trentini, Mario Burlò, Luigi Gasperin e Biagio Pilieri", ha ricordato. Il segretario di Stato americano "Marco Rubio ha ribadito il sostegno alla liberazione dei prigionieri politici", ha assicurato. "In linea con il messaggio di papa Leone XIV, ho ricordato che per l'Italia le esigenze della popolazione civile sono l'obiettivo principale. Su questo siamo pronti a sostenere iniziative umanitarie per la popolazione venezuelana e a fare tutto ciò che sia necessario per una transizione pacifica. Anche su questo tema il segretario di Stato Rubio ha accolto con favore le nostre posizioni. Per l'Italia senza stabilizzazione non c'è nè crescita nè transizione", ha avvertito.
Cnn, i Maduro feriti alla testa mentre tentavano di fuggire
Dirigenti dell'amministrazione Trump hanno riferito ai parlamentari che il deposto presidente venezuelano Nicolßs Maduro e sua moglie Cilia Flores sono rimasti feriti alla testa mentre fuggivano dalle forze statunitensi che cercavano di arrestarli: lo riporta la Cnn citando fonti a conoscenza del briefing. Maduro e Flores hanno corso e tentato di nascondersi dietro una pesante porta d'acciaio all'interno del loro complesso residenziale, ma il telaio della porta era basso e i due hanno sbattuto la testa mentre cercavano di fuggire, hanno affermato i funzionari. Gli operatori della Delta Force li hanno catturati e hanno prestato loro i primi soccorsi dopo averli portati fuori dal complesso.
Ministro degli Esteri colombiano: “Preparati ad aggressione Usa”
La ministra degli Esteri della Colombia ha assicurato che il suo Paese desidera "mantenere aperti i canali diplomatici" con Washington, ma deve essere preparato a una "aggressione" degli Stati Uniti. "Per questo, abbiamo un esercito molto ben addestrato", ha spiegato la ministra Rosa Villavicencio in una conferenza stampa. Gli stati sovrani, ha sottolineato, "hanno il diritto di difendersi". Il presidente americano Donald Trump, quando domenica gli è stato chiesto se gli Stati Uniti potrebbero condurre un'azione militare contro la Colombia dopo quella in Venezuela, ha detto ai giornalisti: "Mi sembra una buona idea". Trump ha definito il presidente colombiano Gustavo Petro "un uomo malato" e lo ha accusato di inviare cocaina negli Stati Uniti.
Caracas: “Tribunale Usa ammetta incompetenza su Maduro”
Il procuratore generale venezuelano Tarek William Saab ha chiesto a un giudice di New York di "riconoscere l'incompetenza" del tribunale presso il quale il deposto presidente Nicolas Maduro è processato per traffico di droga e terrorismo, a seguito della sua cattura da parte degli Stati Uniti. Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati catturati il 3 gennaio durante un'operazione militare statunitense a Caracas e in altri tre stati. L'attacco ha causato ufficialmente la morte di 55 soldati venezuelani e cubani che facevano parte della sua scorta. Ieri Maduro si è dichiarato non colpevole durante la sua udienza in tribunale negli Stati Uniti, dichiarandosi "prigioniero di guerra". Il procuratore ha invitato il giudice Alvin Hellerstein a rispettare il diritto internazionale e a riconoscere l'incompetenza del tribunale da lui presieduto nel processare il leader di una nazione sovrana. Il procuratore ha anche annunciato la nomina di tre procuratori per indagare sulle decine di vittime civili e militari innocenti durante l'attacco statunitense. Ciò costituisce un crimine di guerra, un atto di aggressione senza precedenti contro la patria venezuelana, ha dichiarato Saab.
Procuratore generale Usa: “Maduro ha immunità diplomatica”
Il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, si è rivolto oggi all'Assemblea nazionale del Paese e ha invitato il giudice statunitense che supervisiona il procedimento legale contro il leader Nicolas Maduro, catturato dagli Stati Uniti e trasferito a New York, a rispettare il diritto internazionale e l'immunità diplomatica del leader. "Chiedo al giudice Alvin Hellerstein di rispettare il diritto internazionale e di riconoscere la mancanza di giurisdizione del tribunale a sua disposizione per perseguire il capo di una nazione sovrana come il Venezuela, protetto dall'immunità diplomatica", ha affermato Saab, stando a quanto riportano diversi media statunitensi, indicando di ritenere illegali la cattura e il perseguimento di Maduro negli Usa. Ha inoltre chiesto l'apertura di un'indagine sulle "decine di vittime civili e militari innocenti avvenute nel bel mezzo di questo crimine di guerra", sottolineando che l'Assemblea nazionale ha nominato tre procuratori del Ministero pubblico per guidare l'accusa.
Trump infastidito da Maduro che “imitava il mio ballo”
Parlando ai deputati repubblicani al Kennedy Center, Donald Trump ha detto di essere stato infastidito dal modo in cui il presidente venezuelano deposto, Nicolas Maduro, aveva ballato mentre l'amministrazione Usa intensificava le minacce contro di lui nelle settimane precedenti al blitz. "Saliva sul palco e cercava di imitare un po’ il mio ballo", ha detto Trump.
Tajani a videocall ministri degli Esteri su Venezuela e Ucraina
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parteciperà nel tardo pomeriggio a una conferenza tra i ministri degli Esteri del G7. Lo rende noto la Farnesina. I lavori prevedono innanzitutto un intervento del segretario di Stato americano, Marco Rubio, sull'operazione statunitense in Venezuela che ha portato all'arresto di Nicolas Maduro. Previsto interventi sul tema di tutti i ministri del G7. Seguirà poi un aggiornamento e un confronto sui negoziati per raggiungere la pace in Ucraina.
Trump: “Presto incontrerò Big Oil per il Venezuela”
Parlando ai deputati repubblicani al Kennedy Center, Donald Trump ha annunciato che incontrerà presto le compagnie petrolifere in relazione al Venezuela, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
Caracas e L’Avana: “55 militari morti in intervento Usa”
Cinquantacinque soldati cubani e venezuelani sono stati uccisi durante il raid degli Stati Uniti per catturare il leader venezuelano Nicolas Maduro, secondo i bilanci pubblicati oggi dai due alleati latinoamericani. Cuba ha reso noti i nomi di 32 membri dei suoi militari morti nell'assalto notturno che ha portato alla cattura di Maduro a Caracas, mentre le forze venezuelane hanno diffuso un elenco di 23 membri del proprio personale, anch'essi uccisi nel corso dell'operazione Usa.
Trump: “Hanno festeggiato tutti tranne che a New York”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato la sua città di nascita, New York, per non aver celebrato la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro. "Ovunque la gente è scesa per strada per festeggiare, tranne che a New York", ha detto durante il suo intervento davanti ai membri repubblicani della Camera in corso al Kennedy Center.
Trump: “L'operazione per la cattura di Maduro è stata tecnicamente perfetta”
Donald Trump ha definito l'operazione per la cattura di Nicolas Maduro "straordinaria" e "tecnicamente perfetta". "È stata incredibile. Nessuno dei nostri è rimasto ucciso. Dall'altra parte, invece, sono morte molte persone", ha detto il presidente americano riferendosi agli oltre 30 cubani rimasti uccisi. "Sapevano che stavamo arrivando ed erano protetti, i nostri uomini no. I nostri uomini si sono lanciati dagli elicotteri, è stato davvero incredibile", ha aggiunto Trump.
La Danimarca rafforza la sua presenza militare in Groenlandia
Il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha annunciato l'intenzione del suo Paese è di "rafforzare la presenza militare in Groenlandia. Ma avremo anche una presenza Nato più ampia, con più esercitazioni". Lo riporta l'agenzia nazionale Ritzau. Il ministro ha poi precisato che la Danimarca, e quindi anche la Groenlandia, sono membri dell'alleanza di difesa Nato con gli Stati Uniti. "Vorrei sottolineare che la Groenlandia fa parte del Commonwealth danese. Non mi risulta che qualcuno a livello internazionale lo metta in discussione", ha aggiunto.
Quattordici giornalisti arrestati a Caracas e poi rilasciati
Secondo il sindacato venezuelano della stampa (Sntp), ieri le forze di sicurezza venezuelane hanno arrestato 14 giornalisti a Caracas, tra cui alcuni reporter che stavano seguendo il giuramento dell'assemblea nazionale del Paese. In un post sul social X, l'Sntp ha riferito che 13 giornalisti stranieri e un giornalista venezuelano sono stati arrestati ieri e poi successivamente rilasciati. Il sindacato ha affermato che le attrezzature e le app di messaggistica dei giornalisti sono state controllate.
Trump: “Chi sarà decisero ultimo? Io”
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che diversi alti funzionari supervisioneranno il Venezuela, ma quando gli è stato chiesto chi sarà il decisore ultimo, ha risposto: "io". "Ho la sensazione che stiano cooperando", ha detto nel corso di un'intervista alla Nbc, aggiungendo che le persone al comando del Paese "hanno bisogno di aiuto". Trump ha affermato che le elezioni nel Paese sudamericano richiederanno del tempo e non avranno luogo nei prossimi 30 giorni. "Ci vorrà un periodo di tempo. Dobbiamo riportare il Paese in salute", ha dichiarato, in commenti che Nbc ritiene preparatori sia per gli statunitensi che per i venezuelani riguardo a una possibile presenza prolungata in Venezuela. Il presidente ha anche sostenuto che il suo movimento Make America Great Again "ama tutto quello che faccio", a fronte di critiche e perplessità che emergono nella base tendenzialmente isolazionista e anti-interventista in politica estera. Rispondendo a domande riguardo possibili interventi militari Usa nei Paesi che circondano il Venezuela, Trump "non ha fornito una cronologia specifica" ma "ha chiarito che sta osservando molto da vicino Paesi come Cuba e la Colombia", riporta l'emittente statunitense, ricordando l'avversione del presidente Usa verso i governi di entrambi i Paesi e la loro reputazione legata al traffico di droga.
Trump: “Maduro è un uomo violento, ha ucciso milioni di persone”
"Maduro è un uomo violento, ha ucciso milioni di persone". Lo ha detto Donald Trump parlando al Kennedy Center di Washington. "Le persone ci ringraziano per la sua cattura", ha aggiunto il presidente americano.
Bondi: “Il blitz in Venezuela è stata un'operazione di polizia”
Il blitz in Venezuela per l'arresto di Nicolas Maduro è stato "un'operazione di polizia" che "rientrava pienamente nei poteri conferiti al presidente dall'articolo due della Costituzione". Lo ha detto la ministra della Giustizia Pam Bondi in un'intervista a Fox. L'ex leader del Venezuela e sua moglie sono stati accusati per aver "ordinato omicidi, rapimenti e aggressioni di chiunque si opponesse a loro o cercasse di ostacolare il loro traffico di droga. Sono stati anche accusati di aver introdotto tonnellate di droga" negli Stati Uniti, ha messo in evidenza Bondi.
Ansa: “Giornalista italiano fermato ed espulso dal Venezuela”
Un giornalista italiano che collabora con la Cnn, il 35enne Stefano Pozzebon, è stato fermato ed espulso dal Venezuela al suo arrivo lunedì all'aeroporto di Caracas. Secondo quanto apprende Ansa da fonti qualificate, Pozzebon è stato bloccato per ore e poi imbarcato su un volo per la Colombia ed espulso. Sempre secondo Ansa, Pozzebon avrebbe un permesso residenza in Venezuela dove era già stato nel mese di dicembre.
Machado chiede la liberazione di tutti i prigionieri politici in Venezuela
Il Comitato per i Diritti Umani di Vente Venezuela, il partito guidato da Corina Machado, ha chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici, detenuti dal regime chavista ribadendo che è arrivato il momento della giustizia e della verità.
"Deve essere chiaro che il primo passo in questa direzione, fermo e inevitabile, è il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici civili e militari, nonché la fine della terribile pratica delle 'porte girevoli' della giustizia. Inoltre, lo smantellamento dello Stato di Emergenza è fondamentale, poiché questo, lungi dal contribuire a normalizzare la situazione nel Paese nel perseguimento di una transizione meno traumatica, non farà altro che provocare ulteriori disordini tra i cittadini e consentire ulteriori abusi del potere repressivo", ha sottolineato il comitato.
Nyt, retromarcia Usa su definizione del “Cartello di Maduro”
Clamorosa marcia indietro del Dipartimento di Giustizia su una dubbia accusa nei confronti del leader venezuelano Nicolas Maduro che l'amministrazione Trump aveva promosso lo scorso anno nel preparare il terreno per rimuoverlo dal potere: guidare un cartello della droga chiamato Cartel de los Soles. Lo scrive il New York Times. I procuratori continuano ad accusare Maduro di aver partecipato a una cospirazione di narcotraffico ma hanno abbandonato l'affermazione secondo cui il Cartello sarebbe un'organizzazione vera e propria. Ora è un "sistema di patronato" e una "cultura della corruzione" alimentata dal denaro della droga.
Le foto delle 32 guardie di Maduro morte durante il blitz Usa
“Vittime di un nuovo atto criminale di aggressione e terrorismo di Stato, perpetrato contro la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela dagli Stati Uniti, 32 cubani hanno perso la vita in azioni di combattimento e dopo una feroce resistenza”, ha scritto su X il Partito comunista cubano pubblicando le foto dei cubani a guardia di Maduro morti durante la cattura del leader venezuelano a Caracas,
Media: “Per intelligence Usa Rodriguez più indicata a garantire stabilità”
Un'analisi di intelligence classificata degli Stati Uniti avrebbe concluso che alcuni esponenti di vertice del regime venezuelano erano i più indicati a guidare il Paese e a garantirne la stabilità in caso di uscita di scena di Maduro. Lo ha riferito a Nbc News un funzionario americano, spiegando che tra questi figurava Delcy Rodríguez, che ieri ha prestato giuramento come nuova presidente del Venezuela. La valutazione dell'intelligence - secondo la stessa fonte - avrebbe influito sulla decisione dell'amministrazione Trump di non sostenere María Corina Machado, leader dell'opposizione vincitrice del premio Nobel per la pace. Il presidente statunitense ha dichiarato nel fine settimana che Machado "non gode di sufficiente rispetto" per guidare il Paese. La Casa Bianca non ha commentato ufficialmente il contenuto dell'analisi, ma la portavoce Karoline Leavitt ha affermato che "il presidente Trump viene regolarmente informato sulle dinamiche politiche interne in tutto il mondo" e che lui e il suo team per la sicurezza nazionale stanno prendendo "decisioni realistiche per garantire che il Venezuela si allinei agli interessi degli Stati Uniti e diventi un Paese migliore per il popolo venezuelano".
Cabello in video: “Leali sempre, traditori mai”
Il ministero dell'Interno venezuelano ha pubblicato ieri sera una foto di poliziotti armati schierati per le strade di Caracas, nell'ambito delle misure di sicurezza adottate in città. Molti degli agenti impugnano pistole automatiche. Nel gruppo delle forze di sicurezza è ritratto anche il ministro Diosdado Cabello. In un video, si sentono gli agenti gridare "Leali sempre, traditori mai!". Il ministro, riporta la Bbc, ha visitato alcune zone della capitale venezuelana ieri sera per monitorare le forze di sicurezza.
A Caracas i primi funerali delle vittime dell’attacco Usa
Si sono tenuti lunedì pomeriggio a Caracas i funerali di alcune delle vittime del raid Usa sul venezuela. I famigliari di Rosa Elena Gonzalez hanno partecipato alla sepoltura fuori dalla città di Caracas.
Media: “Decine di check point militari a Caracas”
Dopo la deposizione di Nicola Maduro, in Venezuela sembra non fermarsi la repressione. La Bbc riporta che nelle strade di Petare, a Caracas, ci sono "pattuglie di uomini incappucciati armati che controllano anche gli stati WhatsApp delle persone". Decine di posti di blocco militari sono sorti nella capitale venezuelana, continua l'emittente britannica. Intanto il sindacato dei Giornalisti e degli operatori dei media ha riferito che 14 cronisti sono stati arrestati ieri mattina, per poi essere rilasciati. Al momento è vietato l'ingresso ai giornalisti stranieri.
Delcy Rodríguez ha visitato la tomba di Chávez
La leader chavista Delcy Rodríguez ha visitato la tomba del defunto presidente Hugo Chávez (1999-2013) a Caracas, dopo aver prestato giuramento come presidente ad interim in seguito alla cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, da parte degli Stati Uniti dopo un attacco militare alla capitale venezuelana e ad altre regioni del paese. Lo riporta El Nacional. In un comunicato stampa pubblicato sul sito web della vicepresidenza, è stato spiegato che Rodríguez ha visitato la Caserma di Montagna, situata nella parrocchia 23 de Enero, fino a raggiungere il monumento dove riposano le spoglie di Chávez. Era accompagnata in questo evento da suo fratello, il presidente dell'Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez, il ministro dell'Ufficio della Presidenza Gustavo González López, il sindaco di Caracas Carmen Meléndez e il vice ammiraglio Anibal Coronado. Secondo il comunicato stampa, Rodríguez ha ribadito davanti al sarcofago il suo impegno di lealtà agli "ideali indipendentisti e la sua determinazione a continuare a difendere la sovranità nazionale, la pace e il benessere della pace".
Onu: “Operazione Usa mina il diritto internazionale”
Le Nazioni Unite hanno espresso "profonda preoccupazione" per l'operazione statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, avvertendo che l'intervento ha chiaramente "minato un principio fondamentale del diritto internazionale". Ravina Shamdasani, portavoce dell'ufficio Onu per i diritti umani, ha dichiarato a Ginevra che "gli Stati non devono minacciare né usare la forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di alcuno Stato".
Trump: “Machado non avrebbe dovuto vincere il Nobel”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smentito le indiscrezioni di stampa secondo cui avrebbe escluso la possibilità che la leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado potesse guidare il Paese perché vincitrice lo scorso anno del Premio Nobel per la Pace, un riconoscimento a lungo ambito dallo stesso Trump. "Non avrebbe dovuto vincerlo", ha detto Trump in un'intervista a Nbc News. "Ma no, questo non ha nulla a che vedere con la mia decisione", ha aggiunto.
Il presidente della Camera Usa: “Mi aspetto elezioni a breve”
Il presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, il repubblicano Mike Johnson, ha affermato che il Venezuela dovrebbe andare presto al voto, prendendo le distanze dalla posizione del presidente Donald Trump e del segretario di Stato Marco Rubio, che ha definito premature le elezioni dopo la destituzione di Nicolßs Maduro da parte delle forze statunitensi. Parlando ai giornalisti dopo un briefing con Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth, Johnson ha detto di aspettarsi che "un'elezione venga convocata in tempi brevi" per garantire la stabilità economica e politica del Paese, escludendo al tempo stesso l'invio di truppe Usa sul terreno.
Trump: “Industria petrolifera Usa pronta a operare in Venezuela entro 18 mesi”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di ritenere che l'industria petrolifera americana potrebbe avviare operazioni di ampia portata in Venezuela in meno di 18 mesi, a fronte di "un'enorme quantità di denaro" che le compagnie statunitensi investirebbero e che potrebbe essere recuperata attraverso i ricavi o con rimborsi da parte dell'amministrazione Usa. In un'intervista a Nbc News, Trump ha sottolineato che si tratterebbe di una "grande investimento", senza tuttavia fornire stime precise sui costi. Un Venezuela nuovamente produttore di petrolio sarebbe vantaggioso per gli Stati Uniti perché contribuirebbe a mantenere bassi i prezzi dell'energia, ha aggiunto.
Venezuela, caccia ai collaboratori Usa nell’arresto di Maduro
Le autorità venezuelane hanno avviato una caccia ai presunti collaboratori dell'operazione statunitense che ha portato all'arresto di Maduro, secondo quanto previsto da un decreto che dichiara lo stato di emergenza nel Paese. Il provvedimento, entrato in vigore sabato ma pubblicato integralmente solo ieri, ordina a tutte le forze di polizia federali, statali e municipali di individuare persone che avrebbero sostenuto l'azione delle forze speciali Usa. Secondo diversi media statunitensi, l'esercito americano avrebbe ricevuto appoggi sul terreno, anche all'interno della cerchia ristretta di Maduro, con una fonte che avrebbe fornito informazioni sui suoi spostamenti. Nel frattempo, il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp) ha denunciato il fermo di 14 giornalisti nelle ore successive all'operazione, precisando successivamente che tutti sono stati rilasciati.
Machado: “Non ho contatti con Trump da ottobre”
La leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado, ha dichiarato di non aver avuto più contatti con il presidente Usa, Donald Trump, da ottobre scorso. "Ho parlato con il presidente Trump il 10 ottobre, lo stesso giorno in cui è stato annunciato il Premio Nobel, ma da allora più niente", ha dichiarato a Fox News. Machado - ampiamente considerata l'oppositore più credibile di Maduro - ha lasciato il Venezuela il mese scorso per recarsi in Norvegia per ritirare il Premio e da allora non è più tornata. "Ho intenzione di tornare a casa il prima possibile", ha detto a Fox quando le è stato chiesto dei suoi piani per un eventuale rimpatrio.
Groenlandia, Trump lavora ad accordo da proporre a Nuuk
L'amministrazione del presidente statunitense, Donald Trump, sta lavorando a una bozza di accordo per la Groenlandia da proporre direttamente alle autorità di Nuuk, aggirando Copenaghen, secondo quanto riporta l'Economist.
I funzionari americani stanno discutendo la possibilità di offrire alla Groenlandia un “Trattato di libera associazione”. Si tratta di un patto che Washington ha già in vigore con piccoli Stati dell'Oceano Pacifico: Micronesia, Isole Marshall e Palau. In base a questi accordi, gli Usa garantiscono indipendenza e autonomia nella politica interna di questi Paesi e prendono sotto la loro responsabilità difesa e sicurezza, fornendo assistenza finanziaria in cambio dell'uso strategico di basi militari. La strategia di Trump, che non mirerebbe a un'annessione totale della Groenlandia, avrebbe due obiettivi: esacerbare le divergenze tra Copenaghen e Nuuk, alimentando il sentimento separatista sull'isola e avviare negoziati diretti con le autorità locali bypassando la Danimarca.
Dopo spari a Caracas evacuati gli edifici governativi
Gli edifici governativi di Caracas, in Venezuela, sono stati evacuati dopo gli spari registrati nella notte nei pressi del palazzo presidenziale di Miraflores. "I ministeri e gli edifici governativi situati nell'epicentro degli scontri (il centro di Caracas) sono stati evacuati. Le attività commerciali e i quartieri vicini al luogo della sparatoria sono chiusi a causa dell'emergenza, lasciando acquirenti e residenti intrappolati all'interno", ha riferito l'emittente colombiano Caracol.
Machado attacca Rodriguez e dice: "Voglio tornare il prima possibile"
"Ho intenzione di tornare in Venezuela il prima possibile": così la leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, che ha attaccato in un'intervista a Fox News la presidente ad interim Delcy Rodriguez. Per Machado, che parlava da una località segreta, Rodriguez è "una delle principali artefici di torture, persecuzioni, corruzione e narcotraffico. Il Venezuela libero - ha continuato Machado - diventerà il polo energetico delle Americhe". Machado ha affermato che Rodriguez è "rifiutata" dal popolo venezuelano e che gli elettori erano dalla parte dell'opposizione: "In elezioni libere e giuste, vinceremo con oltre il 90% dei voti, non ne ho dubbi", ha sottolineato.
“Trump ha chiesto a Rubio di guidare il processodi riforma del Venezuela”
Il presidente Donald Trump ha chiesto al segretario di Stato americano Marco Rubio "di guidare il processo di attuazione delle riforme economiche e politiche in Venezuela". Lo ha detto Stephen Miller, consigliere di Trump, sottolineando che gli Stati Uniti ritengono di avere la piena, completa e totale cooperazione dal governo di Caracas. Il tycoon ha chiesto a Rubio, "sotto la stretta guida e direzione del presidente, di guidare questo processo".
I democratici Usa critici: “Per il Venezuela non hanno alcun piano”
I democratici Usa critici dopo il briefing dell'amministrazione Trump sul Venezuela. Il segretario di Stato americano Marco Rubio "non ha dato risposte perché non sa cosa accadrà domani e il giorno dopo. Non ha un piano. Questo è quello che ci ha fatto male in Iraq, in Afghanistan e in Libia. Non c'è un piano", ha detto il deputato Jim Himes della commissione di Intelligence della Camera dopo aver sentito le spiegazioni dell'amministrazione.
Al termine dell'incontro "abbiamo ancora più domande" che risposte, ha detto il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer. "Non ho ricevuto alcuna assicurazione che non cercheranno di fare la stessa cosa in altri paesi", ha osservato Schumer.
Rientra l'allarme a Caracas
In merito alla sparatoria avvenuta vicino Miraflores a Caracas, fonti citate dal quotidiano El Nacional parlano di "un incidente provocato da una confusione interna tra le forze di sicurezza". Secondo le stesse fonti sarebbero stati levati in volo droni di vigilanza senza che venisse informato il personale a terra, che avrebbe quindi cercato di abbattere i velivoli 'non identificati'. L'episodio avviene a poche ore dall'insediamento ufficiale di Delcy Rodriguez alla presidenza del Paese e dall'insediamento del nuovo Parlamento venezuelano.
I video su X
In alcuni video postati su X si osserva anche il movimento di uomini in uniforme e di alcuni mezzi blindati nelle strade attorno al palazzo presidenziale e l'esplosione di proiettili di contraerea in diversi punti della capitale.
El Nacional: forse sparatoria dovuta a incomprensioni tra funzionari della sicurezza
El Nacional, che cita fonti a conoscenza dei fatti, riferisce che la sparatoria sarebbe avvenuta per incomprensioni tra funzionari della sicurezza. Secondo questa versione, nell'area sarebbero stati dispiegati droni di sorveglianza senza che il personale a terra fosse stato informato preventivamente dell'operazione. Alla vista dei droni che sorvolavano la zona, alcuni agenti avrebbero aperto il fuoco, ritenendoli una minaccia. La stessa fonte ha spiegato che la conferma del fatto che i droni appartenessero ai corpi di sicurezza ha tardato ad arrivare, generando la confusione e provocando le detonazioni che sono state registrate nei video diffusi sui social. Al momento non sono stati segnalati ufficialmente feriti, arresti o danni materiali. Le autorità non hanno confermato nessuna versione.
Media: sparatoria nei pressi del Palazzo del governo
Numerosi colpi d'arma da fuoco sono stati segnalati nei pressi del Palazzo di Miraflores, sede del governo venezuelano, a Caracas. Lo riferiscono i media locali. Alcuni utenti hanno condiviso video sui social. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di droni che stavano sorvolando l'edificio. Non è ancora chiaro se si tratti di droni di uso civile o militare. Un video sembra mostrare l'abbattimento di un drone.
Trump: “Nessuna elezione in Venezuela in 30 giorni, ci vorrà tempo”
Non ci saranno elezioni in Venezuela nei prossimi 30 giorni: "dobbiamo prima risanare il Paese. Non si possono tenere elezioni, non c'è modo che la gente possa votare". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Nbc. A chi gli chiedeva se ci fosse la possibilità di votare in 30 giorni, il presidente ha risposto: "No, ci vorrà del tempo. Dobbiamo prima riportare il Paese alla normalità".
Trump: “Gli Usa non sono in guerra con il Venezuela”
Gli Stati Uniti "non sono in guerra" con il Venezuela. Lo ha detto Donald Trump a Nbc, sottolineando che gli Usa sono "in guerra con chi vende droga. Siamo in guerra con chi svuota le proprie prigioni nel nostro Paese, con chi manda i tossicodipendenti e i malati di mente".
Trump: “Rodriguez collabora, con Rubio ha un buon rapporto”
Delcy Rodriguez sta cooperando: il segretario di Stato Marco Rubio, che "parla fluentemente spagnolo", ha "un rapporto buono" con lei. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Nbc, lasciando intendere che gli Stati Uniti potrebbero lanciare una seconda incursione militare in Venezuela se Rodriguez smettesse di collaborare. Il presidente ha quindi precisato di non credere che sarà necessario.