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Passeggiata show di Maduro: “Buon anno e buona notte”. Poi il primo giorno in cella a New York

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Accolto dai flash della Dea e portato nel penitenziario a Brooklyn. Oggi udienza con la moglie. Il giudice Hellerstein ha 92 anni
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NEW YORK – E’ arrivato con lo stesso portamento rigido che aveva ostentato nei palazzi del potere di Caracas. Solo che ad attenderlo nella sede della Dea di New York, prima del trasferimento nella peggiore prigione federale d’America, c’erano una luce al neon e un lungo corridoio attraverso il quale è stato scortato.

Vestito di nero, ciabatte e calzettoni bianchi, i polsi ammanettati, guardando verso i fotografi ha detto due volte «buona notte» e poi «buon anno». Per la prima volta dopo il lungo viaggio, l’ex presidente del Venezuela Nicolás Maduro si è separato dalla moglie, Cilia Flores, compagna di vita e di politica. Stavolta niente applausi dei sostenitori, ma il brusio dei flash dei fotografi e l’eco dei passi sulle piastrelle.

Le prime umilianti immagini che la Casa Bianca ha diffuso sui social, presentandole come “perp walk”, la sfilata dell’arrestato, hanno segnato la realtà simbolica della caduta del caudillo, mentre la separazione dalla moglie ha sancito un ulteriore lim…

NEW YORK – E’ arrivato con lo stesso portamento rigido che aveva ostentato nei palazzi del potere di Caracas. Solo che ad attenderlo nella sede della Dea di New York, prima del trasferimento nella peggiore prigione federale d’America, c’erano una luce al neon e un lungo corridoio attraverso il quale è stato scortato.

Vestito di nero, ciabatte e calzettoni bianchi, i polsi ammanettati, guardando verso i fotografi ha detto due volte «buona notte» e poi «buon anno». Per la prima volta dopo il lungo viaggio, l’ex presidente del Venezuela Nicolás Maduro si è separato dalla moglie, Cilia Flores, compagna di vita e di politica. Stavolta niente applausi dei sostenitori, ma il brusio dei flash dei fotografi e l’eco dei passi sulle piastrelle.

Le prime umilianti immagini che la Casa Bianca ha diffuso sui social, presentandole come “perp walk”, la sfilata dell’arrestato, hanno segnato la realtà simbolica della caduta del caudillo, mentre la separazione dalla moglie ha sancito un ulteriore limite al suo potere.

Oggi, a mezzogiorno, quando in Italia saranno le 18, Maduro entrerà per la prima volta nell’edificio della Corte federale di Manhattan come detenuto. Con lui è attesa la moglie. Il giudice che seguirà il caso ha 92 anni: si chiama Alvin Hellerstein, ebreo, nominato nel ’98 da Bill Clinton, a maggio aveva dichiarato illegittima la deportazione di immigrati venezuelani in Salvador senza giusto processo. L’udienza sarà veloce: il giudice leggerà i capi di imputazione e chiederà se i due si considerino colpevoli. Poi stabilirà la detenzione senza cauzione. Intanto Maduro e la moglie hanno passato le prime due notti al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, prigione federale dalle condizioni orribili, topi ovunque, carenza di personale, blackout elettrici e accoltellamenti.

Qui è stata tenuta l’ex complice di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, ma anche il capo del cartello della droga di Sinaloa, Ismael “El Mayo” Zambada Garcia. Attualmente sono rinchiusi il rapper Sean “Diddy” Combs e Luigi Mangione, incriminato per la morte di un Ceo delle polizze sanitarie. L’aereo con a bordo Maduro e la moglie era atterrato sabato sera alla base della Guardia nazionale a Newburgh, New York. Il presidente, apparso zoppicante, aveva mostrato il simbolo della pace mentre veniva portato via dagli agenti federali. La moglie, anche lei ammanettata, cappuccio in testa, era apparsa spaventata. Un elicottero li ha portati lungo il fiume Hudson, vicino alla 31ª Street. Maduro è stato scortato negli uffici della Dea per il riconoscimento, poi accompagnato nella prigione di Brooklyn.

Nelle stesse ore, il dipartimento di Giustizia ha pubblicato i quattro capi di imputazione che riguardano lui, moglie, figlio, due alti funzionari venezuelani e il presunto leader della gang criminale Tren de Aragua: cospirazione per narcoterrorismo, importazione di cocaina, possesso di armi automatiche e congegni esplosivi. Secondo l’accusa, Maduro avrebbe collaborato per anni con i narcos, utilizzando parte dei soldi per comprare la fedeltà di alti funzionari. Ma esperti legali nutrono dubbi sulla solidità delle accuse: il fentanyl, che provoca decine di migliaia di overdose in Usa, viene prodotto quasi interamente in Messico, utilizzando sostanze chimiche provenienti dalla Cina. Anche la cocaina segue percorsi diversi. L’unico leader politico di cui è stato provato il legame con il narcotraffico è Juan Orlando Hernandez, ex presidente dell’Honduras, condannato a 45 anni di carcere per aver portato negli Stati Uniti 400 tonnellate di cocaina. Donald Trump lo ha graziato.

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