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I trentadue cubani della guardia prime vittime accertate del blitz in Venezuela

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Il presidente dell’Avana, Miguel Díaz-Canel, ha tributato loro due giorni di lutto nazionale. Erano i pretoriani di Maduro
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I pretoriani di Maduro erano soprattutto cubani, parte di quei trentadue morti a cui il presidente dell’Avana, Miguel Díaz-Canel, ha tributato ieri due giorni di lutto nazionale: «Onore e gloria per i combattenti caduti in seguito all’atto criminale e terrorista compiuto dagli Stati Uniti». Si tratta di uomini delle forze armate rivoluzionarie e del ministero dell’Interno, che hanno reagito con le armi all’assalto della Delta Force statunitense.

Le foto satellitari e alcune fonti venezuelane indicano che la residenza presidenziale era all’interno della base di Fuerte Tiuna, un complesso fortificato su una collina alle porte della capitale, dotato di un enorme bunker sotterraneo.

Quando hanno visto arrivare gli elicotteri, i cubani hanno aperto il fuoco. Ma era troppo tardi: sono stati travolti dal tiro di precisione dell’avanguardia americana, che si era già infiltrata da terra intorno all’obiettivo, mentre dal cielo piovevano bombe. Sono riusciti però a lanciare un missile contraereo…

I pretoriani di Maduro erano soprattutto cubani, parte di quei trentadue morti a cui il presidente dell’Avana, Miguel Díaz-Canel, ha tributato ieri due giorni di lutto nazionale: «Onore e gloria per i combattenti caduti in seguito all’atto criminale e terrorista compiuto dagli Stati Uniti». Si tratta di uomini delle forze armate rivoluzionarie e del ministero dell’Interno, che hanno reagito con le armi all’assalto della Delta Force statunitense.

Le foto satellitari e alcune fonti venezuelane indicano che la residenza presidenziale era all’interno della base di Fuerte Tiuna, un complesso fortificato su una collina alle porte della capitale, dotato di un enorme bunker sotterraneo.

Quando hanno visto arrivare gli elicotteri, i cubani hanno aperto il fuoco. Ma era troppo tardi: sono stati travolti dal tiro di precisione dell’avanguardia americana, che si era già infiltrata da terra intorno all’obiettivo, mentre dal cielo piovevano bombe. Sono riusciti però a lanciare un missile contraereo portatile Igla – documentato in un video – che ha sfiorato un grande Chinook americano, limitandosi a danneggiarlo. Se si fosse avvicinato di pochi metri, quel missile avrebbe potuto compromettere il blitz. Probabilmente però, l’ordigno è stato deviato dalle contromisure di bordo.

I filmati mostrano una dura battaglia, con razzi e raffiche di mitragliera sparate dagli elicotteri contro i militari che cercavano di intervenire a difesa di Maduro. Diversi edifici di Fuerte Tiuna, forse gli alloggi della guardia presidenziale, sono stati inceneriti e anche l’ingresso del rifugio sotterraneo è stato fatto saltare in aria.

La presenza di un alto numero di cubani nel bilancio delle vittime – 32 su ottanta – indica come Maduro non si fidasse dei suoi agenti. Secondo il segretario di Stato americano Marco Rubio, l’apparato di intelligence venezuelano era in mano agli emissari de l’Avana, che secondo lui lo tenevano sostanzialmente in ostaggio.

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