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Per il Natale ortodosso Putin paragona i soldati al Salvatore: “Missione sacra per conto di Dio”

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Il presidente russo non dà segni di distensione e assiste alla veglia della festività ortodossa tra militari in uniforme e familiari: “Orgogliosi dei nostri militari”
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Oramai è più di una battaglia esistenziale, per Vladimir Putin il conflitto in Ucraina è una «sacra missione… per ordine del Signore». Nel quarto Natale in trincea il presidente russo arriva a paragonare i «soldati della Russia» al «Signore nostro Salvatore venuto sulla Terra a salvare gli uomini». I soldati, dice, «svolgono sempre questa stessa missione, come se fossero stati incaricati dal Signore: difendere la Patria, salvare la Madrepatria e il suo popolo. E in ogni epoca, la Russia ha sempre considerato i suoi guerrieri in questo modo, come coloro che, come per ordine del Signore, svolgono questa sacra missione».

Tra i militari in uniforme e le loro famiglie

La prima veglia di Natale in tempi di Operazione militare speciale il president…

Oramai è più di una battaglia esistenziale, per Vladimir Putin il conflitto in Ucraina è una «sacra missione… per ordine del Signore». Nel quarto Natale in trincea il presidente russo arriva a paragonare i «soldati della Russia» al «Signore nostro Salvatore venuto sulla Terra a salvare gli uomini». I soldati, dice, «svolgono sempre questa stessa missione, come se fossero stati incaricati dal Signore: difendere la Patria, salvare la Madrepatria e il suo popolo. E in ogni epoca, la Russia ha sempre considerato i suoi guerrieri in questo modo, come coloro che, come per ordine del Signore, svolgono questa sacra missione».

Tra i militari in uniforme e le loro famiglie

La prima veglia di Natale in tempi di Operazione militare speciale il presidente russo l’aveva celebrata da solo in una cappella ma, a partire dal 2023, si è sempre circondato di veterani e loro famiglie. Stavolta i soldati che lo affiancano indossano persino l’uniforme, con le mostrine in bella vista. Putin, invece, è in abito scuro, niente cravatta.

Celebra la festività ortodossa che, secondo il calendario giuliano, cade il 7 gennaio nella Chiesa del Grande Martire San Giorgio il Vittorioso nella regione di Mosca. Mentre gli officianti intonano un canto, un addobbo natalizio cade dall’albero di Capodanno proprio ai piedi di Putin che lo raccoglie e lo riappende sul piccolo abete.

Il parallelo tra soldati e Salvatori e il richiamo alla vittoria

Quando il prete finisce di officiare la veglia di mezzanotte, il leader del Cremlino si rivolge ai soldati sotto le stesse volte affrescate della cappella e il suo messaggio diventa quasi un’omelia. «Cari amici», esordisce. Si rivolge innanzitutto ai familiari dei reduci: «Potete essere giustamente orgogliosi dei vostri padri e delle vostre madri, proprio come nel nostro Paese, in Russia, siamo sempre stati orgogliosi dei nostri soldati». Poi traccia il parallelo tra «il Signore Salvatore» e i militari russi. Infine, si dice certo che «tutti i soldati russi», compresi quelli di altre confessioni religiose, condividessero la gioia del Natale «così come tutti noi gioiamo insieme per le nostre vittorie condivise. Perché, come sappiamo, la vittoria è sempre una per tutti, una per tutti». Nessun segno di distensione o di apertura al negoziato.

Gli auguri e il ringraziamento alla Chiesa ortodossa

Nel suo tradizionale augurio di Natale, pubblicato in precedenza sul sito web del Cremlino, il leader del Cremlino aveva elogiato «l’enorme e davvero unico contributo della Chiesa ortodossa russa e di altre confessioni cristiane all’unità della società, alla salvaguardi del nostro ricco patrimonio storico e culturale e all’educazione patriottica, spirituale e morale dei nostri giovani». Le organizzazioni religiose, aveva detto, si concentrano sulla misericordia e la carità, sulla cura dei bisognosi e sul sostegno ai partecipanti e ai veterani dell’Operazione militare speciale. «Un lavoro così importante e richiesto merita il più sincero riconoscimento».

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