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Fed, dipartimento di Giustizia apre un'indagine su Powell. Trump: “Non ne sapevo nulla”

(reuters)
L’inchiesta sulla ristrutturazione della sede di Washington. Ma è l’ennesima spallata della Casa Bianca alla Banca centrale Usa: il messaggio congiunto degli ex governatori a difesa dell’indipendenza dell’istituzione
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ROMA – L'ufficio del procuratore distrettuale del distretto di Columbia ha avviato un'indagine penale nei confronti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in merito alla ristrutturazione della sede centrale della banca centrale Usa a Washington e all'eventualità che Powell abbia mentito al Congresso americano sulla portata del progetto. Lo riferisce il New York Times.

Pronta la reazione del presidente Fed: "È un pretesto, rientra nelle minacce-pressioni esercitate dall'amministrazione Trump. Nutro profondo rispetto per lo stato di diritto e per il principio di responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno, e certamente non il presidente della Federal Reserve, è al di sopra della legge”.

L’intervento di Trump

Ma certo l’assertività della pr…

ROMA – L'ufficio del procuratore distrettuale del distretto di Columbia ha avviato un'indagine penale nei confronti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in merito alla ristrutturazione della sede centrale della banca centrale Usa a Washington e all'eventualità che Powell abbia mentito al Congresso americano sulla portata del progetto. Lo riferisce il New York Times.

Pronta la reazione del presidente Fed: "È un pretesto, rientra nelle minacce-pressioni esercitate dall'amministrazione Trump. Nutro profondo rispetto per lo stato di diritto e per il principio di responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno, e certamente non il presidente della Federal Reserve, è al di sopra della legge”.

L’intervento di Trump

Ma certo l’assertività della presidenza è un fattore anche nel processo di selezione del successore a Powell, il cui mandato scade a maggio. Anche se il presidente nega un coinvolgimento.“Non ne so nulla, ma di certo non è molto bravo alla Fed – ha dichiarato Trump in una intervista a Nbc News – Non mi sognerei nemmeno di farlo. Ciò che dovrebbe mettergli pressione è il fatto che i tassi sono troppo alti. È l'unica pressione che ha, è piuttosto l'opinione pubblica a mettergli pressione, lui ha danneggiato molte persone”.

Gli ex governatori: “Attacco alla Fed”

A intervenire a difesa del collega e dell’indipendenza dell’istituzione sono però i tre ex presidenti della Federal Reserve ancora in vita. “L'annunciata inchiesta penale sul presidente della Fed Jay Powell è un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi giudiziari per minare l'indipendenza" della banca centrale, si legge nel messaggio congiunto firmato da Janet Yellen, Ben Bernanke e Alan Greenspan, e da altri dieci esponenti di spicco, tra cui gli ex segretari del Tesoro Timothy Geithner, Jack Lew, Henry Paulson e Robert Rubin.

I firmatari sottolineano che questo approccio “non indipendente” è quello con cui "si attua la politica monetaria nei mercati emergenti con istituzioni deboli, con conseguenze altamente negative sull'inflazione e sul funzionamento delle loro economie in generale". Ma questo approccio "non ha posto negli Stati Uniti, il cui punto di forza maggiore è lo stato di diritto, che è alla base del nostro successo economico".

I motivi dell’inchiesta

"L'inchiesta, che include una verifica puntuale di quanto dichiarato dal numero uno della Fed sul progetto e un esame dei registri delle spese – precisa il Nyt citando funzionari a conoscenza del caso – è stata approvata a novembre da Jeanine Pirro, storica alleata del presidente Trump, nominata a capo dell'ufficio l'anno scorso". Il caso, sottolinea ancora la testata, è destinato ad "inasprire ulteriormente i contrasti" tra l'inquilino della Casa Bianca e Powell, "che il presidente Trump ha ripetutamente attaccato per essersi opposto alle sue richieste di ridurre significativamente i tassi di interesse".

I precedenti

Il mese di novembre Trump aveva ribadito che avrebbe voluto sostituire immediatamente il presidente della Federal Reserve, nominato proprio dal presidente repubblicano alla guida della banca centrale nel corso del suo primo mandato aggiungendo: “C’è qualcuno che mi ferma”.

Quando gli è stato chiesto dei suoi piani per la nomina di un nuovo capo della Fed, Trump aveva inoltre rimproverato Powell per la gestione dei tassi di interesse e aveva affermato che preferirebbe liberarsene “subito”. Al centro della scena c’è insomma ormai da mesi la richiesta di Trump di tagliare i tassi di interesse e la prudenza con cui Powell ha deciso di (non) muoversi, soprattutto dopo l’annuncio dei dazi del 2 aprile e l’elevata conseguente volatilità dei mercati durata qualche settimana. Questa disputa rimanda direttamente al dogma dell’indipendenza della banca centrale. Intanto la Casa Bianca continua le sue audizioni per individuare il successore a Powell. Questa settimana il presidente Donald Trump avrà un colloquio anche con Rick Rieder, Chief Investment Officer di Global Income di BlackRock, come candidato alla presidenza della Federal Reserve. In ballo ci sono anche Kevin Warsh, Kevin Hassett e Christopher Waller.

La reazione dei mercati

L'indice del dollaro è sceso intorno a 98,9 oggi interrompendo un rally di quattro sedute dopo che i procuratori federali hanno aperto l'indagine penale s rimettendo in discussione l'indipendenza della banca centrale.

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