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Sovranismo e feeling con Trump: chi è la Lady di ferro del Giappone che incontra Meloni

(reuters)

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Da quando è diventata premier lo scorso ottobre l’ultraconservatrice ha scatenato una delle più gravi crisi con la Cina, approvato un budget record per la difesa e riaperto il dibattito sul nucleare
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PECHINO – In tre mesi ha scatenato una delle più gravi crisi diplomatiche degli ultimi anni con la Cina, ha approvato un budget record per la difesa (9 trilioni di yen, 50 miliardi di euro), non le dispiacerebbe modificare la Costituzione pacifista, ha riaperto il dibattito sulle armi nucleari – in un Paese che è stato l’unico a soffrire i bombardamenti atomici nella Storia – , ha promesso cifre esorbitanti per rilanciare l’economia in difficoltà. In tre mesi è riuscita a scombussolare la solitamente sonnacchiosa politica giapponese. Da quando è diventata premier lo scorso ottobre – prima donna a riuscirci – l’ultraconservatrice Sanae Takaichi che oggi vede la premier Giorgia Meloni è uno tsunami.

I giapponesi al momento apprezzano, anche se non tutto: il gradimento per il suo governo si aggira intorno al 70% negli ultimi sondaggi. Per questo ora la “lady di ferro del Sol Levante” ha deciso di andare “all in” e giocarsi la mano decisiva: elezioni anticipate, per capitalizzare il so…

PECHINO – In tre mesi ha scatenato una delle più gravi crisi diplomatiche degli ultimi anni con la Cina, ha approvato un budget record per la difesa (9 trilioni di yen, 50 miliardi di euro), non le dispiacerebbe modificare la Costituzione pacifista, ha riaperto il dibattito sulle armi nucleari – in un Paese che è stato l’unico a soffrire i bombardamenti atomici nella Storia – , ha promesso cifre esorbitanti per rilanciare l’economia in difficoltà. In tre mesi è riuscita a scombussolare la solitamente sonnacchiosa politica giapponese. Da quando è diventata premier lo scorso ottobre – prima donna a riuscirci – l’ultraconservatrice Sanae Takaichi che oggi vede la premier Giorgia Meloni è uno tsunami.

I giapponesi al momento apprezzano, anche se non tutto: il gradimento per il suo governo si aggira intorno al 70% negli ultimi sondaggi. Per questo ora la “lady di ferro del Sol Levante” ha deciso di andare “all in” e giocarsi la mano decisiva: elezioni anticipate, per capitalizzare il sostegno di cui gode e rendere più robusta la maggioranza alla Camera, ora risicata. Azzardo vincente o meno – con due partiti dell’opposizione che ora si coalizzano dando vita a una nuova formazione di centro – Takaichi lo scoprirà il mese prossimo.

Falco sulle politiche di sicurezza, colomba in quelle fiscali, Takaichi ha dimostrato in questi mesi di avere feeling, pur con qualche preoccupazione su dazi e impegni geopolitici, con lo statunitense Donald Trump (l’America rimane il principale alleato di Tokyo) con il quale ha tenuto con successo già un bilaterale, e con la stessa premier italiana Giorgia Meloni che ora incontra (e che aveva già calorosamente abbracciato all’ultimo G20). Ma sembra a suo agio anche con chi è all’estremo opposto, basti ricordare l’incontro di martedì col presidente sudcoreano di centro-sinistra Lee: i due si sono messi pure a suonare la batteria assieme tra grandi sorrisi e complimenti reciproci.

Nata a Nara, la città dei cervi e antica capitale imperiale, 64 anni, delfina del defunto premier Shinzo Abe di cui si considera l’erede, ammiratrice di Margaret Thatcher, ex batterista in una band heavy-metal (gruppi preferiti i Deep Purple e gli Iron Maiden), appassionata di moto e baseball, sostenitrice di un Giappone con maggiore peso militare nello scacchiere globale per contrastare Pechino e la minaccia nordcoreana, Takaichi fa parte dell’ala più a destra dei conservatori (il Pld, partito liberal-democratico, che governa quasi ininterrottamente il Paese dal 1955). E più a destra la nazionalista Takaichi il Giappone lo vuole spostare, anche per riprendersi i simpatizzanti di quell’ondata populista che presenta alcune somiglianze con il movimento Maga di Trump che ha portato via voti proprio al suo Pld alle ultime elezioni.

Takaichi è in politica dagli anni ’90 e ha già guidato diversi ministeri. Figura insolita nella politica nipponica dato che non proviene da nessuna grande “dinastia”: madre poliziotta, padre impiegato. Spinge per norme più severe in materia di immigrazione, contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso, assidua frequentatrice prima di diventare premier del santuario Yasukuni (simbolo del passato militarista del Giappone), ha spesso minimizzato le atrocità commesse dall’impero durante gli anni ’30 e ’40. Fece scandalo nel 2016 quando suggerì che il governo avrebbe potuto revocare le licenze di trasmissione alle emittenti ritenute politicamente di parte.

Conservatrice intransigente, è riuscita a catturare i giapponesi. Secondo gli analisti, la sua inaspettata popolarità riflette il desiderio di idee nuove su come affrontare i problemi cronici del Paese dopo una serie di primi ministri poco convincenti. “Il Giappone è tornato” il suo messaggio. Orgoglio nazionale e rinascita.

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