✕

Mattarella: “In Iran un efferato sterminio di manifestanti”

Ascolta l'audio

La condanna del Capo dello Stato: “Fin dall’inizio il regime ha cercato di nascondere le proteste di piazza e la repressione”
1 minuti di lettura

ROMA – In Iran è in corso «un efferato sterminio di manifestanti». Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale i partecipanti al seminario di Venezia per la stampa britannica, ha definito «il giornalismo libero un antidoto contro abusi e manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati. Ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà d’informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato».

Ha legato questo ragionamento a quanto sta avvenendo in Iran: una netta condanna delle violenze degli ayatollah contro le proteste della società civile: «Insieme allo sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che fin dall’inizio ha tentato di bloccare la diffusione delle notizie. Tentativi di nascondere il dissenso, il ma…

ROMA – In Iran è in corso «un efferato sterminio di manifestanti». Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale i partecipanti al seminario di Venezia per la stampa britannica, ha definito «il giornalismo libero un antidoto contro abusi e manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati. Ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà d’informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato».

Ha legato questo ragionamento a quanto sta avvenendo in Iran: una netta condanna delle violenze degli ayatollah contro le proteste della società civile: «Insieme allo sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che fin dall’inizio ha tentato di bloccare la diffusione delle notizie. Tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l’oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche». Ha poi ricordato i 120 giornalisti uccisi nel 2025.

Intanto, dopo essersi astenuto alla risoluzione approvata al Senato con voto bipartisan, il M5s ha presentato alla Camera un documento («scongiurare azioni militari unilaterali») che ha ricompattato il campo largo: Avs lo ha sottoscritto, il Pd lo ha votato. Contraria però la riformista Lia Quartapelle, che ha polemizzato con Giuseppe Conte.

Leggi i commenti