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Incidente ferroviario in Spagna. Disastro in venti secondi, la pista del giunto rotto

(ansa)

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Al vaglio anche vecchie lamentele rivolte dai macchinisti del sindacato Semaf
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Un tratto di ferrovia rettilineo, rinnovato a maggio. Due treni che viaggiano entro i limiti di velocità di 250 chilometri orari (205 l’uno e 210 l’altro). Un sistema di sicurezza che, anche volendo, avrebbe impedito ai macchinisti di accelerare troppo o commettere altri tipi di errore. Il convoglio che deraglia per primo, appartenente alla compagnia Iryo e diretto a nord verso Madrid, era considerato nuovo. Uscito dalla fabbrica nel 2022, era stato revisionato il 15 gennaio. Anche il meteo, nonostante le temperature leggermente sottozero, si manteneva buono. «Davvero strano» è l’unico commento a caldo uscito dalla bocca del ministro dei trasporti spagnolo Oscar Puente dopo l’incidente di domenica sera ad Adamuz. «È da escludere l’errore umano» ha aggiunto Alvaro Fernandez Heredia, presidente delle ferrovie pubbliche spagnole Renfe.

Un tratto di ferrovia rettilineo, rinnovato a maggio. Due treni che viaggiano entro i limiti di velocità di 250 chilometri orari (205 l’uno e 210 l’altro). Un sistema di sicurezza che, anche volendo, avrebbe impedito ai macchinisti di accelerare troppo o commettere altri tipi di errore. Il convoglio che deraglia per primo, appartenente alla compagnia Iryo e diretto a nord verso Madrid, era considerato nuovo. Uscito dalla fabbrica nel 2022, era stato revisionato il 15 gennaio. Anche il meteo, nonostante le temperature leggermente sottozero, si manteneva buono. «Davvero strano» è l’unico commento a caldo uscito dalla bocca del ministro dei trasporti spagnolo Oscar Puente dopo l’incidente di domenica sera ad Adamuz. «È da escludere l’errore umano» ha aggiunto Alvaro Fernandez Heredia, presidente delle ferrovie pubbliche spagnole Renfe.

Un dettaglio però non è sfuggito ai soccorritori della Guardia Civil chiamati sul luogo dell’incidente. Mentre ancora si estraevano i feriti dalle lamiere, loro si concentravano su uno spazio vuoto di circa 30 centimetri tra due monconi di binario, proprio nel tratto in cui è deragliato il treno rosso di Iryo.

Uno dei due monconi di acciaio appare assottigliato e ritorto per quasi mezzo metro. La presenza di una lacuna così grande nella rotaia ha due possibili cause. O il binario si è strappato e deformato con l’incidente, oppure era già rotto prima. In quest’ultimo caso potrebbe essere considerato a ragione la causa della tragedia.

L’ipotesi circola in via informale ed è tutta da verificare. È possibile però che la piastra che unisce due sezioni dei binari per mantenerle allineate (la cosiddetta fishplate) abbia perso i bulloni e si sia staccata. Lo spazio vuoto fra le due estremità delle rotaie potrebbe essersi progressivamente allargato.

Il treno di Iryo, passandoci sopra domenica sera, sarebbe così saltato via dai binari. Gli ultimi due vagoni degli otto complessivi sono finiti sulla linea ferroviaria adiacente. Venti secondi dopo – troppo poco, nonostante i sistemi di sicurezza automatici, per far frenare un treno lanciato a duecento chilometri all’ora a cui servono due chilometri per arrestarsi – sui binari occupati dai vagoni riversi di Iryo è sopraggiunto il treno bianco di Renfe che viaggiava verso Huelva, a sud. È qui, nei convogli di testa, che si è registrato il numero maggiore di vittime.

Le indagini ufficiali sono affidate al Ciaf (Commissione di inchiesta degli incidenti ferroviari), un gruppo di ingegneri affiliato al Ministero dei trasporti. Ci vorranno settimane prima che dai rottami dei treni e delle rotaie venga estratta una verità.

Nel frattempo, alla ricerca di un perché, si ripescano le vecchie lamentele che i macchinisti spagnoli avevano sollevato tramite il loro sindacato Semaf. In diverse circostanze nei mesi scorsi avevano riferito di vibrazioni e balzi più forti del normale sulla linea fra Madrid e Malaga, con fastidi fra i passeggeri e rischio di usura dei materiali.

Le loro segnalazioni in estate erano arrivate in parlamento. Si era parlato di traffico troppo intenso e temperature troppo alte. La velocità massima era stata abbassata da 300 a 250 chilometri orari, ma una linea rinnovata in primavera con 700 milioni di spesa era stata considerata sufficientemente sicura. Con i sistemi di controllo automatici e l’uso di un convoglio chiamato “bateadora”, che percorre i binari la notte rilevando eventuali danni e irregolarità, la totale mancanza di un giunto fra le rotaie resta comunque difficile da spiegare. «È strano, tremendamente strano» continuava a ripetere ieri Puente.

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