Spagna sotto shock, allarme treni: un morto in un nuovo incidente
dalla nostra inviata Benedetta PerilliADAMUZ – Mentre ancora si cercano le ultime vittime di Adamuz, la Spagna fa i conti con un nuovo incidente ferroviario. Poco dopo le 21 di ieri un muro di contenimento è caduto su un treno regionale Rodalies, gestito dalla compagnia nazionale Renfe, nella zona di Gelida, a 40 chilometri da Barcellona, facendolo deragliare: nell’impatto è morto il macchinista e quaranta persone sono rimaste ferite. Secondo le prime ricostruzioni il crollo sarebbe avvenuto a causa del maltempo che da giorni colpisce la zona.
La notizia arriva proprio mentre la Spagna, colpita dalla tragedia andalusa, aveva deciso ieri di rallentare l’alta velocità: Adif, l’ente pubblico che gestisce l’infrastruttura ferroviaria, ha annunciato che sulla tratta Madrid-Barcellona in maniera precauzionale e temporanea i treni Ave andranno a 230 chilometri orari in circa 150 chilometri del percorso dove possono arrivare fino a 300 km/h. La misura è stata presa dopo la denuncia di molti macchinisti che hanno lamentato v…
ADAMUZ – Mentre ancora si cercano le ultime vittime di Adamuz, la Spagna fa i conti con un nuovo incidente ferroviario. Poco dopo le 21 di ieri un muro di contenimento è caduto su un treno regionale Rodalies, gestito dalla compagnia nazionale Renfe, nella zona di Gelida, a 40 chilometri da Barcellona, facendolo deragliare: nell’impatto è morto il macchinista e quaranta persone sono rimaste ferite. Secondo le prime ricostruzioni il crollo sarebbe avvenuto a causa del maltempo che da giorni colpisce la zona.
La notizia arriva proprio mentre la Spagna, colpita dalla tragedia andalusa, aveva deciso ieri di rallentare l’alta velocità: Adif, l’ente pubblico che gestisce l’infrastruttura ferroviaria, ha annunciato che sulla tratta Madrid-Barcellona in maniera precauzionale e temporanea i treni Ave andranno a 230 chilometri orari in circa 150 chilometri del percorso dove possono arrivare fino a 300 km/h. La misura è stata presa dopo la denuncia di molti macchinisti che hanno lamentato vibrazioni e oscillazioni eccessive sulla tratta. Le stesse che sarebbero state riferite da alcuni passeggeri del treno Iryo deragliato, mentre nei mesi scorsi almeno otto segnalazioni erano state fatte ad Adif sulla stessa tratta. E non si placano le polemiche mosse dall’estrema destra di Vox: «Viaggiare in Spagna non è più sicuro». Dura la risposta del governo: «Un’attitudine meschina e disumana».
Intanto ieri Adamuz si è risvegliata mostrando la sua ferita. Sotto gli occhi commossi di re Felipe e della regina Letizia, la zona dell’incidente è apparsa per la prima volta in tutta la sua distruzione: lamiere, valigie, scarpe, ma soprattutto un vuoto di 30 centimetri sulle rotaie poco prima del punto del deragliamento. È qui che si concentrano le indagini per capire se quella rottura è stata la causa o la conseguenza dell’incidente, mentre la Guardia Civil ispeziona con attenzione il vagone 6, il primo a deragliare. «Gli inquirenti hanno chiesto che non venga rimosso, qui ci sono molti pezzi del puzzle che devono essere messi insieme», ha spiegato il ministro dei Trasporti Óscar Puente. Mentre il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha escluso l’ipotesi del sabotaggio, inizialmente circolata, aggiungendo però che «tutte le possibilità restano aperte».
Davanti ai treni accartocciati, i reali di Spagna hanno incontrato gli eroi di Adamuz, tra i quali “l’angelo” Julio, 16 anni, tra i primi arrivati quella notte ad aiutare i passeggeri intrappolati. «In te vedo riflessa la gioventù spagnola», gli ha detto il sovrano stringendogli la mano. Ma intanto continua la conta dei morti: 42 in tutto, cinque estratti ieri. All’Istituto di medicina legale di Cordova, dove i medici forensi hanno identificato 25 corpi, le testimonianze dei professionisti aiutano a fare il punto sul numero delle vittime. «Non escludiamo che possano esserne rinvenuti altri, ma il dato allarmante fornito ieri da alcuni amministratori sul probabile incremento dei morti va ridimensionato: delle 43 denunce di scomparsa molti erano feriti poi rintracciati e molti sono cadaveri non ancora identificati», spiega un medico che preferisce restare anonimo.
Il tema della difficile identificazione, dato lo stato di molti dei corpi rinvenuti, è quello che affligge i familiari raccolti nel Centro civico poniente sur di Cordova, dove a metà giornata arrivano applausi anche per i sovrani. «Ogni secondo che passa dura una vita», spiega Osiris Sevilla. Attende notizie del marito Víctor, dovevano partire insieme in aereo ma i biglietti costavano troppo: lui ha preso il treno. Ai parenti è stato chiesto di produrre elementi biologici per permettere il riconoscimento tramite Dna. Anche i feriti della tragedia, nel pomeriggio, hanno ricevuto la visita dei reali all’ospedale Reina Sofia di Corbova.