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Groenlandia, l’ironia del Cremlino sulla lite atlantica

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Vladimir Putin si tira fuori: “Non ci riguarda”. Poi punzecchia i danesi e fa i conti in tasca a Trump su quanto dovrebbe pagare l’isola danese. I falchi gongolano. Ma qualcuno avverte: “Una minaccia per la nostra sicurezza nell’Artico”
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Esclusi oramai da Davos, dove un tempo facevano a gara a organizzare i rinfreschi più lussuosi con ospiti d’eccezione come Robbie Williams (che non a caso cantava Party like a Russian, “Festeggia come un russo”), i russi si godono da casa «lo spettacolo» di un’Europa e un’America sempre più divise dalle mire di Donald Trump sulla Groenlandia. Rivendicazioni che pure minerebbero la sicurezza e la presenza di Mosca nell’Artico.

Putin e il valore della Groenlandia

Vladimir Putin rompe il suo silenzio soltanto per tirarsi fuori: «Non ci riguarda affatto». Salvo poi gettare sale sulle ferite accusando la Danimarca di aver «sempre considerato la Groenlandia una colonia» e di averla «trattata in modo piuttosto duro, per non dire crudele». Si lancia inoltre in ostici calcoli matematici. Considerato che nel 1867, per acquistare l’Alaska dalla Russia, gli Usa spesero l’equivalente odierno di 158 milioni di dollari, tenendo conto delle maggiori dimensioni della Groenlandia oggi dovrebbero versar…

Esclusi oramai da Davos, dove un tempo facevano a gara a organizzare i rinfreschi più lussuosi con ospiti d’eccezione come Robbie Williams (che non a caso cantava Party like a Russian, “Festeggia come un russo”), i russi si godono da casa «lo spettacolo» di un’Europa e un’America sempre più divise dalle mire di Donald Trump sulla Groenlandia. Rivendicazioni che pure minerebbero la sicurezza e la presenza di Mosca nell’Artico.

Putin e il valore della Groenlandia

Vladimir Putin rompe il suo silenzio soltanto per tirarsi fuori: «Non ci riguarda affatto». Salvo poi gettare sale sulle ferite accusando la Danimarca di aver «sempre considerato la Groenlandia una colonia» e di averla «trattata in modo piuttosto duro, per non dire crudele». Si lancia inoltre in ostici calcoli matematici. Considerato che nel 1867, per acquistare l’Alaska dalla Russia, gli Usa spesero l’equivalente odierno di 158 milioni di dollari, tenendo conto delle maggiori dimensioni della Groenlandia oggi dovrebbero versare alla Danimarca all’incirca 200-250 milioni: cifra — dice Putin — alla portata di Washington.

Un assist, ma anche una frecciatina per ricordare che la Russia potrebbe sempre rivendicare una “compensazione” per la svendita del suo ex territorio nel nord-Pacifico. Il tutto servito, in ogni caso, con ironia visto che Putin punta ancora a rilanciare il dialogo e a strappare concessioni sull’Ucraina dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner in arrivo a Mosca.

“L’Europa sempre più povera”

Make America Great Again, “Rendere l’America di nuovo grande”, in realtà vuol dire “Rendere l’Europa di nuovo povera”, ironizza invece l’ex leader Dmitrij Medvedev. Anche il Ceo del fondo sovrano russo Kirill Dmitriev, unico ammesso a Davos proprio per negoziati preliminari con gli Usa sull’Ucraina, prende in giro la Ue: «Crollo dell’Unione transatlantica. Finalmente qualcosa di cui vale davvero la pena discutere a Davos». In tanti si rallegrano perché «il mondo sembra essersi dimenticato di Zelensky». Mentre Rossijskaja Gazeta, l’organo governativo, si spende in un panegirico di Trump paragonando l’eventuale annessione del territorio autonomo danese a eventi «planetari»: «Se Trump riuscisse, si unirebbe alle fila di personaggi storici».

“La Groenlandia come la Crimea”

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov si accoda: «Trump passerebbe sicuramente alla storia». Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov sembra appoggiare la Casa Bianca. «In linea di principio, la Groenlandia non è una parte naturale della Danimarca». E ne approfitta per tracciare un parallelismo: «La Crimea non è meno importante per la sicurezza della Russia di quanto lo sia la Groenlandia per gli Usa».

La minaccia per gli interessi russi nell’Artico

Qualche commentatore non si esime dall’osservare che la possibile acquisizione dell’isola da parte degli Usa minaccerebbe gli sforzi russi di affermare la sua influenza nell’Artico, sede della Flotta del Nord e un tempo di test nucleari. «La Flotta del Nord sarà minacciata. I progetti economici incontreranno ostacoli. La deterrenza nucleare perderà efficacia. La Russia finirà in isolamento strategico», avverte Moskovskij Komsomolets. «La Groenlandia non è solo l’ambita isola di 2 milioni di km quadrati. È un cappio di ghiaccio intorno alla gola della Russia. E Trump ha già iniziato a stringerlo».

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