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Gli Obama come due scimmie: il video-choc rilanciato da Trump. Che è costretto a cancellarlo

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Sul social Truth il presidente aveva postato un filmato meme che deride l’ex leader e sua moglie. Il senatore nero del Gop Scott: “E’ la cosa più razzista mai vista da questa Casa Bianca”. Lo staff del tycoon prima difende la pubblicazione e poi parla di “errore di un dipendente”
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NEW YORK – Barack e Michelle Obama come scimmie. A tanto si è abbassato il presidente Trump, rilanciando sul suo social un video parodia del film "Lion King", che ha provocato reazioni stizzite anche fra i suoi sostenitori repubblicani. La polemica è montata così velocemente, che la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha sentito la necessità di intervenire, dicendo che le critiche sono un "falso sdegno", perché appunto si trattava della ripresa di un meme. Anche se così fosse, Leavitt non ha però spiegato quale necessità o giustificazione esistesse per ripostare un video chiaramente razzista e offensivo, che riporta la mente a quando Trump aveva lanciato la campagna "birther" contro Obama, sostenendo che non poteva fare il presidente degli Stati Uniti perché non era nato in America, ma da qualche parte in Africa. E davanti alle critiche la Casa Bianca ha dovuto poi ammettere l’"errore" commesso da "un dipendente" e cancellare il video: "Un membro dello staff della Casa Bianca…

NEW YORK – Barack e Michelle Obama come scimmie. A tanto si è abbassato il presidente Trump, rilanciando sul suo social un video parodia del film "Lion King", che ha provocato reazioni stizzite anche fra i suoi sostenitori repubblicani. La polemica è montata così velocemente, che la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha sentito la necessità di intervenire, dicendo che le critiche sono un "falso sdegno", perché appunto si trattava della ripresa di un meme. Anche se così fosse, Leavitt non ha però spiegato quale necessità o giustificazione esistesse per ripostare un video chiaramente razzista e offensivo, che riporta la mente a quando Trump aveva lanciato la campagna "birther" contro Obama, sostenendo che non poteva fare il presidente degli Stati Uniti perché non era nato in America, ma da qualche parte in Africa. E davanti alle critiche la Casa Bianca ha dovuto poi ammettere l’"errore" commesso da "un dipendente" e cancellare il video: "Un membro dello staff della Casa Bianca ha pubblicato il post per errore. E' stato rimosso", ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca all'Afp.

La condanna di Tim Scott

Erano le 23 e 44 minuti di giovedì sera, quando invece di riposare il capo della Casa Bianca ha pubblicato sul suo social il video generato con l’intelligenza artificiale da un militante del movimento Maga. La prima parte denuncia le presunte frodi elettorali dei democratici, di cui Trump si lamenta senza prove dal 2020, quando aveva quantomeno incoraggiato e poi giustificato l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, perdonando i suoi esecutori condannati per reati comuni come l’aggressione dei poliziotti o la distruzione di proprietà pubbliche. Nel video originale si vede lui che fa la parte del leone e vari leader democratici che interpretano altri animali della giungla e si prostrano davanti al re. Quindi compaiono i volti di Barack e Michelle sopra i corpi di due scimmie. Persino il senatore repubblicano della South Carolina Tim Scott, un afro americano stretto alleato di Donald, si è risentito pubblicamente via X: "Prego che sia un falso, perché è la cosa più razzista che abbia mai visto da questa Casa Bianca. Il presidente dovrebbe cancellarlo".

Leavitt aveva risposto che “viene da un video meme su internet che mostra il presidente Trump come il re della giungla e i democratici come personaggi dal film Lion King".

Il razzismo di Trump

Il problema è l’esistenza di molti precedenti che autorizzano a sospettare la malizia di Trump. Il primo è ovviamente la campagna "birther" che aveva lanciato e finanziato quando era un privato cittadino, per contestare l’elezione di Obama, sostenendo che non aveva il certificato di nascita negli Stati Uniti e quindi non poteva guidare la Casa Bianca. Il messaggio sottinteso era che doveva essere nato in Africa, o comunque il fatto di avere un padre kenyano non lo rendeva accettabile come presidente. Da quell’episodio in poi, la china percorsa da Trump è diventata sempre più scivolosa. Da presidente ha descritto alcuni Paesi africani come "cessi"; ha detto che gli immigrati "avvelenano il sangue" del Paese; ha accusato la vicepresidente Harris di essere "diventata" nera per convenienza politica; e nei mesi scorsi ha definito i cittadini americani del Minnesota di origini somale come "spazzatura" da rispedire nel loro Paese. Tutte strizzate d’occhio al suprematismo bianco, che impera fra i suoi elettori del movimento Maga. Elementi che sembrano confermare come autentico lo sdegno degli stessi repubblicani come Scott, e richiederebbero uno sforzo maggiore da parte del presidente o dei suoi portavoce per spiegare i motivi che lo hanno spinto a ripubblicare un video razzista.

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