NEW YORK – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i membri del Board of Peace hanno promesso cinque miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza, devastata dalla guerra, e si impegneranno a fornire migliaia di soldati per le forze internazionali di stabilizzazione e di polizia nel territorio.
I fondi per la ricostruzione
Le promesse verranno annunciate formalmente quando i membri del consiglio si riuniranno a Washington giovedì nel loro primo incontro ufficiale, ha aggiunto Trump, che ha lanciato un avvertimento all’Onu sul ruolo che il nuovo organismo punta ad avere sulla scena internazionale.
"Il Board of Peace dimostrerà di essere l'ente internazionale più rilevante della storia, ed è un onore per me servire come suo presidente", ha scritto Trump in un post sui social media. Il tycoon non ha indicato quali nazioni membri abbiano promesso i fondi per la ricostruzione o che contribuiranno con i soldati alla forza di stabilizzazione. Ma nelle stesse ore …
NEW YORK – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i membri del Board of Peace hanno promesso cinque miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza, devastata dalla guerra, e si impegneranno a fornire migliaia di soldati per le forze internazionali di stabilizzazione e di polizia nel territorio.
I fondi per la ricostruzione
Le promesse verranno annunciate formalmente quando i membri del consiglio si riuniranno a Washington giovedì nel loro primo incontro ufficiale, ha aggiunto Trump, che ha lanciato un avvertimento all’Onu sul ruolo che il nuovo organismo punta ad avere sulla scena internazionale.
"Il Board of Peace dimostrerà di essere l'ente internazionale più rilevante della storia, ed è un onore per me servire come suo presidente", ha scritto Trump in un post sui social media. Il tycoon non ha indicato quali nazioni membri abbiano promesso i fondi per la ricostruzione o che contribuiranno con i soldati alla forza di stabilizzazione. Ma nelle stesse ore l’esercito indonesiano ha annunciato che potrebbe schierare fino a 8 mila soldati a Gaza entro la fine di giugno. E’ il primo impegno concreto ricevuto dal presidente americano, che non ha spiegato come intenda ricostruire la Striscia devastata dalla guerra.
Il piano, qualunque esso sia, non appare semplice. Secondo le stime delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale e dell'Unione Europea, la ricostruzione costerà circa 70 miliardi di dollari.
La prima riunione il 19 febbraio
La prima riunione del Board si terrà a Washington presso l’US Institute of Peace, che il dipartimento di Stato ha rinominato Donald Trump US Institute of Peace. L’edificio è attualmente al centro di un contenzioso legale, dopo che l’amministrazione federale l’ha rilevato e licenziato gran parte del personale. Al lancio ufficiale del Board parteciperanno anche il genero del presidente, Jared Kushner, il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e il miliardario Marc Rowan.
Chi ci sarà
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha la settimana scorsa ha annunciato alla Casa Bianca l’adesione di Israele, non ci sarà. Non è chiaro quanti dei più di venti membri del Board of Peace parteciperanno. Diciassette hanno firmato l’adesione durante la cerimonia a Davos, in Svizzera, a fine gennaio. Tra i leader presenti c’erano il presidente argentino Javier Milei, il premier ungherese Viktor Orbán, l’armeno Nikol Pashinyan e il presidente azero Ilham Aliyev.
Tra gli invitati anche i leader di Bulgaria, Kosovo, Kazakistan, Pakistan, Indonesia, Paraguay, Qatar, Giordania, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi, Uzbekistan e Mongolia. Trump ha invitato a farne parte altri Paesi, inclusi Russia, Cina, Bielorussia, Francia, Germania, Vietnam e Ucraina.
Finora, pochi paesi hanno espresso interesse a partecipare alla forza proposta, mentre l’Italia, attraverso la premier Giorgia Meloni, ha indicato la possibilità di farne parte come “Paese osservatore", un ruolo che, secondo l’opposizione, è visto come un “escamotage” per aggirare i limiti imposti dalla Costituzione ed evitare di pagare il miliardo di dollari chiesto da Trump per farne parte. Martedì il governo riferirà in Parlamento.
Il mandato
Il nuovo consiglio voluto da Trump era inizialmente visto come un meccanismo internazionale creato per il solo scopo di mettere fine alla guerra tra Israele e Hamas. E per questo aveva ottenuto il riconoscimento formale dal Consiglio di sicurezza dell’Onu attraverso una risoluzione. Ma con il passare delle settimane si sta profilando con un mandato molto più ampio sulle crisi globali e sembra essere l'ultimo tentativo di Trump di aggirare le Nazioni Unite, mettendosi in competizione.
Il tycoon, che si è autoproclamato presidente del Board e forse punta a essere capo part-time di una nuova Onu a guida americana, vuole ridefinire l'ordine internazionale post-Seconda Guerra mondiale. Molti dei principali alleati americani in Europa hanno rifiutato di unirsi, sospettando che possa trattarsi di un tentativo di competere con il Consiglio di sicurezza. L’Onu ha messo in guardia dalla possibilità che possa esserci una eccessiva concentrazione di potere nelle mani di una persona sola. Non sono stati fatti nomi, ma non è stato difficile per la diplomazia capire che il Palazzo di Vetro si riferiva a Trump.