L’arma letale usata per uccidere Navalny: l’epibatidina, dalle foreste ai laboratori segreti
di Enrico FranceschiniDalle foreste tropicali dell’Ecuador al gelo della Russia. Ne ha fatta di strada il siero della rana freccia, il vertebrato più velenoso del mondo, con cui i servizi segreti del Cremlino hanno assassinato in carcere il leader dell’opposizione russa Aleksey Navalny.
Scoperta nel 1974 da John Daly, un biochimico americano, ma probabilmente sviluppata in laboratori top secret dalla Russia per almeno vent’anni, l’epibatidina è una neurotossina sintetizzata dalla famiglia dei dendrobatidi, note come rane freccia, originarie del Sud America: una specie di anfibi considerata più velenosa di qualsiasi serpente. Il siero letale si trova sulla pelle e ricopre il corpo come una sottile pellicola di liquido, conferendo un aspetto brillante ai colori già vivaci.
Le comunità indigene dell’Ecuador estraggono il veleno dalle rane e lo utilizzano per la caccia: l’epibatidina agisce sul sistema nervoso, provocando paralisi muscolare e arresto respiratorio, con effetto mortale.
A caratterizzare la ran…
Dalle foreste tropicali dell’Ecuador al gelo della Russia. Ne ha fatta di strada il siero della rana freccia, il vertebrato più velenoso del mondo, con cui i servizi segreti del Cremlino hanno assassinato in carcere il leader dell’opposizione russa Aleksey Navalny.
Scoperta nel 1974 da John Daly, un biochimico americano, ma probabilmente sviluppata in laboratori top secret dalla Russia per almeno vent’anni, l’epibatidina è una neurotossina sintetizzata dalla famiglia dei dendrobatidi, note come rane freccia, originarie del Sud America: una specie di anfibi considerata più velenosa di qualsiasi serpente. Il siero letale si trova sulla pelle e ricopre il corpo come una sottile pellicola di liquido, conferendo un aspetto brillante ai colori già vivaci.
Le comunità indigene dell’Ecuador estraggono il veleno dalle rane e lo utilizzano per la caccia: l’epibatidina agisce sul sistema nervoso, provocando paralisi muscolare e arresto respiratorio, con effetto mortale.
A caratterizzare la rana freccia sono le dimensioni di pochi centimetri e i colori intensi, dal rosso all’arancione, dal giallo fino al blu, che le rende difficile nascondersi o mimetizzarsi. Ma procurarsi la tossina in quantità sufficienti a produrre un veleno non è affatto semplice. Dal 1984 la rana freccia è una specie protetta. Inoltre, l’anfibio acquisisce il veleno dal consumo di insetti che contengono alcaloidi tossici, e per tali ragioni non è in grado di produrlo in cattività.
La prima sintesi chimica dell’epibatidina è stata creata in un laboratorio di ricerca nel 1993. E produrla richiede laboratori altamente sofisticati. «Questo veleno non è qualcosa che puoi ordinare online», dice uno specialista a Insider, il sito di investigazione giornalistica che affermò per primo la tesi secondo cui Navalny era stato assassinato. «Occorre un laboratorio di stato altamente avanzato. Il numero di Paesi capaci di sintetizzare la epibatidina e di utilizzarla come un’arma è estremamente piccolo».
La Russia di Putin è diventata specialista in avvelenamenti: nel 2006 uccise a Londra l’ex-agente del Kgb dissidente Aleksandr Litvinenko con gocce di polonio radioattivo nel tè e nel 2018 un altro ex-agente, Sergej Skripal, è sopravvissuto a stento insieme alla figlia a un avvelenamento con il gas nervino a Salisbury. Anche Navalny fu avvelenato in Russia con il gas nervino, prima di andare in Germania per curarsi, rientrare in patria ed essere sbattuto nella prigione in cui è misteriosamente morto.