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Naomi Campbell nei file di Epstein: “Conobbe Giuffre minorenne”

Ghislaine Maxwell e Naomi Campbell

 

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La top model aveva frequentato l’isola del finanziere. Perquisiti a Parigi gli uffici dell’Institut du Monde arabe
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«Ciao Naomi, Jeffrey non vede l’ora di parlarti. Dice di chiamarlo sul cellulare». Nel milione di file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia — un tempo conversazioni private del finanziere pedofilo Epstein — il nome di Naomi Campbell, la super top model che dominò gli anni Novanta, appare quasi trecento volte. Usando quasi sempre come tramite la fidata assistente del miliardario, Lesley Groff, lei lo invita ad almeno quattro mega party: la festa per il suo 31° compleanno a St Tropez nel 2001 (l’allora fidanzato, Flavio Briatore al suo fianco), il Fire & Ice Gala, nella stessa località, nel 2004 e poi due serate d’alta moda a Parigi, nel 2010. Lui ricambia ricevendola nella sua casa newyorchese e nella villa privata sull’isola di Little Saint James; proprio quella dove portava le sue giovani vittime.

E infatti alcune di loro hanno raccontato di averla incontrata. Il loro abusatore la presentava per convincerle che le avrebbe aiutate ad entrare nel mondo della moda. In effetti c’…

«Ciao Naomi, Jeffrey non vede l’ora di parlarti. Dice di chiamarlo sul cellulare». Nel milione di file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia — un tempo conversazioni private del finanziere pedofilo Epstein — il nome di Naomi Campbell, la super top model che dominò gli anni Novanta, appare quasi trecento volte. Usando quasi sempre come tramite la fidata assistente del miliardario, Lesley Groff, lei lo invita ad almeno quattro mega party: la festa per il suo 31° compleanno a St Tropez nel 2001 (l’allora fidanzato, Flavio Briatore al suo fianco), il Fire & Ice Gala, nella stessa località, nel 2004 e poi due serate d’alta moda a Parigi, nel 2010. Lui ricambia ricevendola nella sua casa newyorchese e nella villa privata sull’isola di Little Saint James; proprio quella dove portava le sue giovani vittime.

E infatti alcune di loro hanno raccontato di averla incontrata. Il loro abusatore la presentava per convincerle che le avrebbe aiutate ad entrare nel mondo della moda. In effetti c’è pure una foto di Campbell insieme a Virginia Giuffre, allora minorenne: una delle prime vittime di Epstein e, prima di morire suicida, sua principale accusatrice. Che raccontò, fra l’altro, di essere stata abusata sessualmente proprio la notte della festa del 2001 da un uomo presentatole dal faccendiere.

L’avvocato della top model Martin Singer, in una mail al New York Times ora afferma che fino al 2019 la sua cliente «non sapeva della condotta criminale di Epstein. Se avesse incontrato giovani donne abusate avrebbe preso personalmente provvedimenti immediati per aiutarle». Sarà. Ma il suo nome appare nella lista di chi poteva inviare lettere e libri a Epstein nel carcere della Florida dove scontò 13 mesi nel 2008 per reati sessuali. Partecipando, subito dopo il suo rilascio, a una cena in onore del principe Andrea.

Il mondo della moda, d’altronde, non è il solo ad essere scosso dalle rivelazioni dei file. La procura francese ha creato una squadra speciale per analizzare i rapporti dei suoi cittadini con l’americano: e ieri ha messo in atto la sua prima azione, perquisendo gli uffici dell’Institut du Monde arabe — il celebre centro culturale parigino fondato nel 1980 — nell’ambito delle indagini avviate sul direttore, ora dimissionario, Jack Lang. Anche l’ex ministro della cultura appare nei file; con la figlia Caroline, che nel 2016 aveva fondato nel 2016 una società offshore basata alle Virgin Islands proprio con Epstein. I due sono indagati per reati finanziari.

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