Scontro tra Zelensky e Zaluzhnyi, l’ex capo dell’esercito rivela la frattura con il leader ucraino
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – Per la prima volta parla in un’intervista Valerii Zaluzhnyi, il 52enne generalissimo ed ex capo dell’esercito ucraino poi inviato a Londra come ambasciatore dopo presunti screzi con il presidente Volodymyr Zelensky. Screzi che Zaluzhnyi conferma, parlando con la agenzia di stampa Associated Press di una vera e propria frattura, e già questa è una notizia. Ma l’ambasciatore rivela anche di un presunto complotto a Kiev per sbarazzarsi politicamente di lui. Frasi che fanno ancora più rumore visto che Zelensky potrebbe accettare nuove elezioni nel 2026, più probabilmente dopo un cessate il fuoco con la Russia, e a quel punto Zaluznhyi potrebbe essere il suo principale antagonista alle urne.
Le tensioni tra i due sono emerse poco dopo l’invasione della Russia nel febbraio 2022, soprattutto su come difendere l’Ucraina, secondo Zaluzhnyi. Il quale oggi rivela che, verso la fine di quell’anno, decine di agenti dell’intelligence di Kiev fecero irruzione nel suo ufficio. Per Zalu…
LONDRA – Per la prima volta parla in un’intervista Valerii Zaluzhnyi, il 52enne generalissimo ed ex capo dell’esercito ucraino poi inviato a Londra come ambasciatore dopo presunti screzi con il presidente Volodymyr Zelensky. Screzi che Zaluzhnyi conferma, parlando con la agenzia di stampa Associated Press di una vera e propria frattura, e già questa è una notizia. Ma l’ambasciatore rivela anche di un presunto complotto a Kiev per sbarazzarsi politicamente di lui. Frasi che fanno ancora più rumore visto che Zelensky potrebbe accettare nuove elezioni nel 2026, più probabilmente dopo un cessate il fuoco con la Russia, e a quel punto Zaluznhyi potrebbe essere il suo principale antagonista alle urne.
Le tensioni tra i due sono emerse poco dopo l’invasione della Russia nel febbraio 2022, soprattutto su come difendere l’Ucraina, secondo Zaluzhnyi. Il quale oggi rivela che, verso la fine di quell’anno, decine di agenti dell’intelligence di Kiev fecero irruzione nel suo ufficio. Per Zaluzhnyi, quell’episodio, finora mai riportato, è stato un atto di intimidazione, una minaccia.
Secondo il resoconto di Zaluzhnyi all”Ap, gli agenti ucraini non dissero cosa stessero cercando, ma lui impedì loro di rovistare tra i propri documenti e computer, per poi telefonare al capo di gabinetto di Zelenskyy dell’epoca, Andrii Yermak, e al capo del servizio di sicurezza Vasyl Maliuk, per chiedere lumi. Successivamente, Zaluzhnyi venne a sapere che l’agenzia di Maliuk aveva richiesto un mandato di perquisizione a un tribunale distrettuale di Kiev due giorni prima per ispezionare l’indirizzo in cui si trovava l’ufficio del generale. Dettaglio bizzarro: l’agenzia cercava di perquisire uno strip club presumibilmente gestito da un’organizzazione criminale, che però aveva chiuso già prima dell’invasione russa.Secondo Zaluzhnyi, il mandato di perquisizione era un pretesto per indebolirlo pubblicamente.
Il servizio di sicurezza ucraino “Sbu” risponde alla Ap sostenendo che non è mai stata effettuata alcuna perquisizione nell’ufficio di Zaluzhnyi, pur riconoscendo che l’indirizzo faceva parte di un’indagine non collegata a lui. Zelensky sinora non ha voluto commentare la vicenda. Ma i disaccordi tra il presidente e Zaluzhnyi su come difendere il Paese dalla brutale aggressione russa sarebbero proseguiti nei mesi successivi, secondo l’ex generale. Particolarmente acceso, racconta alla Ap, sarebbe stato il dissidio sulla controffensiva ucraina del 2023, che si sarebbe rivelata un flop.
La controffensiva è stata criticata da vari esperti militari per essere stata troppo ambiziosa e tardiva, dando il tempo a Mosca di fortificare le proprie posizioni. Ora Zaluzhnyi afferma che il piano da lui elaborato con l’aiuto dei partner Nato è fallito perché Zelensky e altri funzionari non destinarono le risorse necessarie all’offensiva. La strategia originale, infatti, prevedeva di concentrare molte forze in un raggio minimo per riconquistare la regione di Zaporizhzhia — dove sorge l’omonima e importante centrale nucleare — e poi avanzare verso sud, fino al Mar d’Azov. Ciò avrebbe interrotto un corridoio terrestre che l’esercito russo utilizzava per rifornire la Crimea, annessa illegalmente nel 2014. Invece, lamenta oggi il generale, le forze vennero disperse su un’area molto più ampia del fronte, diluendo la loro forza d’urto.
Alla fine, Zelensky destituì Zaluzhnyi dalla guida dell’esercito nel febbraio 2024, trasferendolo a Londra. Una mossa interpretata da diversi analisti politici come un tentativo del presidente di limitare il generale come possibile rivale politico in Ucraina. Un sondaggio Ipsos del mese scorso mostra in patria un sostegno a Zaluzhnyi del 23% in un’ipotetica futura elezione, rispetto al 20% di Zelensky, rendendolo il principale rivale del presidente. Ma per ora Zaluzhnyi evita di parlare di politica, dice alla Associated Press, per timore di fomentare divisioni tra gli ucraini: “Fino a quando la guerra non sarà finita o non terminerà la legge marziale, non ne discuterò”.