WASHINGTON – È atterrato alle tre del mattino il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nella sua maratona di poche ore a Washington per tenere un piede in tre scarpe: quella della rinascita di Gaza, quella della protezione degli interessi commerciali italiani, e quella della necessità di non urtare la sensibilità di Trump. Roma però non diventerà membro permanente del Board of Peace, perché «la C…