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Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Kallas: “Non raggiunto accordo su sanzioni Ue a Mosca”

Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Kallas: “Non raggiunto accordo su sanzioni Ue a Mosca”
Costa scrive a Orban: “La decisione sul prestito Ue a Kiev va rispettata”. Berlino a Macron: “Dialogo con Mosca segnale sbagliato”. La Germania critica la Francia a margine del Consiglio Affari esteri di Bruxelles
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“Purtroppo, per il veto di Ungheria e Slovacchia, non siamo riusciti a raggiungere un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni. Si tratta di una battuta d'arresto e di un inciampo. Il lavoro continua". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politicaa estera dell’Ue, Kaja Kallas, al termine del Consiglio Esteri. Kiev annuncia che il prossimo round di negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina dovrebbe svolgersi entro la fine di questa settimana e Zelensky avverte: “Russia e Bielorussia stanno preparando esercitazioni, l'ultima volta si è trattato di un'offensiva”. La Germania critica il presidente francese Macron per la sua offerta di dialogo a Putin.

Esplosione a Mykolaiv: sette agenti feriti

Un'esplosione a Mykolaiv è stata classificata come atto terroristico e ha ferito sette agenti. Lo ha dichiarato la Procura regionale di Mykolaiv su Telegram. Alle ore 18,10 odierne nella città di Mykolaiv un ordigno esplosivo improvvisato è detonato nei locali di una stazione di servizio non operativa situata nei pressi dell'edificio amministrativo del Dipartimento di polizia nella regione di Mykolaiv. In quel momento, gli agenti di pattuglia arrivati per il cambio turno si trovavano nei locali della stazione di servizio. A seguito dell'esplosione, sette agenti sono rimasti feriti, due dei quali in gravi condizioni. Una task force investigativa sta lavorando sulla scena del crimine. Le circostanze dell'incidente sono in fase di accertamento.Le indagini preliminari sono condotte dai servizi di sicurezza ucraini nella regione di Mykolaiv

Kiev: “Raid delle truppe russe nell'est dell'Ucraina, uccisa una donna”

"Una donna è stata uccisa" e "un'altra è rimasta ferita" in un raid attribuito alle forze russe su due distretti della regione di Dnipropetrovsk, in Ucraina orientale: lo afferma il governatore locale, Oleksandr Hanzha, citato dalla testata online Ukrainska Pravda. Hanzha denuncia inoltre danni ad abitazioni, a un centro artistico comunitario, a una scuola e a un'auto

Costa scrive a Orban: “La decisione sul prestito Ue a Kiev va rispettata”

"Ti invito fortemente a conformarti alla decisione presa al Consiglio europeo di dicembre" sul prestito da 90 miliardi all'Ucraina. Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in una lettera indirizzata a Viktor Orban sottolineando come "una decisione presa dal Consiglio europeo vada rispettata" e spiegando che "violando questo principio si viola il principio della sincera cooperazione". Domani a Kiev Costa solleverà la questione del caso dell'oleodotto con il presidente Volodymyr Zelensky, ha inoltre ricordato Costa nella missiva.

Kiev: “Putin sia perseguito come criminale di guerra”

Vladimir Putin sia perseguito come criminale di guerra, comunque vadano i negoziati per la fine della guerra, ha affermato il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha. "I criminali di guerra russi non hanno diritto all'impunità", ha aggiunto. Le responsabilità si estendono "dalla leadership del Paese, che ha dato inizio alla guerra, a ogni singolo occupante che commette crimini di guerra", ha precisato sollecitando i partner ad "attuare il mandato di arresto spiccato dalla orte di giustizia nei confronti del Presidente russo nel 2023"

Fico: “Stop alle forniture di elettricità di emergenza a Kiev”

Come aveva annunciato, il primo ministro slovacco Robert Fico ha sospeso le forniture di energia elettrica di emergenza all'Ucraina, a causa dell'interruzione delle forniture di petrolio russo attraverso l'oleodotto Druzhba che attraversa il territorio ucraino. "Data la gravità della situazione e lo stato di emergenza petrolifera dichiarato in Slovacchia, siamo costretti a procedere immediatamente a questa prima misura di reciprocità", ha detto Fico in un videomessaggio diffuso su Facebook. Il blocco "sarà revocato non appena sarà ripristinato il transito di petrolio verso la Slovacchia. In caso contrario, adotteremo nuove misure di reciprocità", ha avvertito.

Mosca: “Sale a 2 il bilancio dei morti nel Bryansk per i raid ucraini”

È salito a due morti il bilancio dei bombardamenti odierni delle forze ucraine sulla regione russa di confine di Bryansk, secondo quanto riferisce il governatore, Alexander Bogomaz. Sul suo canale Telegram, Bogomaz ha scritto che un uomo è rimasto ucciso quando l'auto su cui viaggiava è stata colpita "deliberatamente" da un drone ucraino nel villaggio di Troyebortnoye. In precedenza il governatore aveva riferito che un altro civile era rimasto ucciso in un bombardamento di droni ucraini sul villaggio di Goritsy, nel distretto di Pogarsk e che una scuola era stata colpita e danneggiata da velivoli senza pilota nel villaggio di Nova Pogoshch, nel distretto di Suzemskij. In quest'ultimo attacco non si registrano morti e feriti. Oggi in Russia le scuole erano chiuse per la festa dei Difensori della Patria, cioè le forze armate.

Kallas: “Prima di parlare con Mosca serve essere chiari su ciò che vogliamo”

"Tutti comprendono che la diplomazia è preferibile alla guerra. Tuttavia, dopo un anno di negoziati, non abbiamo ancora raggiunto nemmeno un cessate il fuoco. Non è l'Ucraina l'ostacolo alla pace, ma la Russia. Dobbiamo invertire la tendenza, passando dalla pressione sull'Ucraina affinché ceda il proprio territorio a ciò che la Russia deve fare per soddisfare le condizioni fondamentali per una pace giusta e duratura". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas in conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri. "Prima di parlare con Mosca, dovremmo essere chiari su ciò di cui vogliamo discutere. Le richieste massimaliste della Russia non possono ricevere una risposta minima", ha aggiunto.

Kiev: “Riconquistati più di 400km di territorio occupati da Mosca”

Le forze ucraine hanno "ripreso il controllo" di oltre 400 chilometri quadrati di territorio e su otto città nella direzione di Oleksandrivka, nella parte meridionale del Paese da gennaio, ha reso noto il comandante in capo, il generale Oleksandr Sirsky. "I nostri soldati non solo mantengono la posizione difensiva, ma operano anche con successo all'offensiva", ha sottolineato. "Il nostro piano rimane invariato. Porteremo a termine i nostri compiti cercando di preservare al massimo le vite dei nostri militari. rafforzando le nostre capacità difensive e incrementandole in ogni sezione del fronte. Stiamo lavorando in modo sistematico e coerente per liberare il territorio ucraino", ha affermato.

Kallas: “Von der Leyen e Costa sentiranno Orban sul veto che ha bocciato le sanzioni Ue a Mosca”

“È davvero deplorevole che la decisione presa da tutti i Paesi in seno al Consiglio europeo, da tutti i leader, ora sia costretta a fare un passo indietro.
So che il presidente del Consiglio europeo Costa, e la presidente von der Leyen saranno entrambi a Kiev domani e che sicuramente solleveranno la questione anche con il primo ministro ungherese, Viktor Orban, perché non è del tutto conforme alla clausola di leale cooperazione che abbiamo nei trattati Ue". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri Ue, rispondendo a una domanda sul blocco ungherese al prestito a Kiev e sul veto per l'approvazione del ventesimo pacchetto di sanzioni a Mosca.

Kallas: “Forse dovremo lavorare sugli asset russi”

Per sostenere l'Ucraina nel 2026 e 2027 "avevamo un piano A, quello di usare i beni congelati alla Russia e forse dovremo lavorarci" di nuovo. Lo sostiene l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, in conferenza stampa a Bruxelles. "Se non funziona" la cooperazione rafforzata per il prestito basato sul bilancio Ue, aggiunge, "possiamo sempre lavorare sui beni russi congelati", una via che era stata affossata nel Consiglio Europeo dello scorso dicembre.

Kallas: “Non abbiamo raggiunto un accordo sul 20esimo pacchetto di sanzioni Ue a Mosca”

“Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni. Si tratta di una battuta d'arresto e di un inciampo. Il lavoro continua". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas, al termine del Consiglio Esteri.

Putin riceve al Cremlino le vedove dei caduti in guerra

Vladimir Putin ha ricevuto al Cremlino alcune vedove dei caduti "eroicamente" in quella che la Russia continua a chiamare, a quattro anni dal suo inizio, “l'operazione militare speciale contro l'Ucraina”, ha reso noto il portavoce Dmitry Peskov. In occasione della giornata del Difensore della Madrepatria
Putin ha conferito onorificenze di Eroe della Russia e ha deposto fiori sulla Tomba del soldato ignoto.

Ungheria: “È nostro diritto decidere da chi acquistare l’energia”

"Le importazioni di gas e petrolio dell'Ungheria ammontano allo 0,2% del PIL della Russia". Lo afferma il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto entrando al Consiglio Esteri. "Si tratta di finanziamento di una guerra? Ridicolo. "Èun nostro diritto sovrano decidere da dove provengono le fonti energetiche e che tipo di fonti energetiche acquistiamo. Questo è un nostro diritto sovrano nazionale e non siamo disposti ad acquistare fonti energetiche piu' costose e meno affidabili".

Ue: via libera alle sanzioni contro otto magistrati e dirigenti carcerari russi

Via libera dell'Ue a sanzioni contro otto individui ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e di aver compromesso lo stato di diritto in Russia. Lo rende noto il Consiglio dell'Ue a margine della riunione dei ministri degli Esteri. Tra i destinatari delle misure figurano membri della magistratura coinvolti nella condanna di attivisti russi per accuse che l'Ue considera di "natura politica", nonché dirigenti di colonie penali in cui prigionieri politici sarebbero stati detenuti in condizioni disumane e degradanti. Nell'elenco compaiono, tra gli altri, Aleksei Vasilyevich Valizer, a capo di una colonia penale, e Anton Vladimirovich Rychar, responsabile di un centro di detenzione preventiva. Le sanzioni prevedono il divieto di ingresso o transito nell'Ue, il congelamento dei beni eventualmente detenuti sul territorio europeo e il divieto per cittadini e imprese dell'Unione di mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche. (ANSA).

Kiev: “Il prossimo round di colloqui entro la fine della settimana”

Kyrylo Budanov, capo dello staff del presidente Volodymyr Zelensky, ha dichiarato ai media ucraini che il prossimo round di colloqui con Russia e Stati Uniti potrebbe tenersi entro la fine di questa settimana. "Penso alla fine della settimana, questa settimana", ha detto a Novyny.Live secondo quanto riporta il Guardian.

Il segretario generale del Consiglio d’Europa: “La pace per Kiev non deve essere costruita sull'impunità di Mosca”

La pace in Ucraina non deve essere costruita sull'impunità della Russia". L'afferma Alain Berset, segretario generale del Consiglio d'Europa, alla vigilia del giorno in cui ha avuto inizio l'invasione su larga scala condotta da Mosca. "Mentre la guerra entra nel suo quinto anno, il 2026 deve essere l'anno in cui la pace tornerà in Ucraina. Ma la pace non può essere una semplice pausa nella violenza. Deve essere giusta, duratura e garantita da impegni vincolanti e dalla piena responsabilità per l'aggressione", indica Berset. "La responsabilità per i crimini commessi non è un principio astratto. È il fondamento della ripresa dell'Ucraina e di una pace duratura". E a questo proposito il segretario generale ricorda che il Consiglio d'Europa ha già un registro per i danni inflitti all'Ucraina e alla sua popolazione, che oggi apre la possibilità per i rifugiati ucraini che sono stati costretti a trasferirsi all'estero di richiedere un risarcimento per quanto subito. E che sta creando anche una commissione per i risarcimenti oltre che un tribunale speciale per il crimine d'aggressione.

Medvedev: “La Russia leader nel campo dei sistemi senza pilota”

La Russia è diventata un paese leader nel campo dei sistemi senza pilota, sebbene in precedenza questo settore non fosse considerato un punto di forza dell'industria della difesa nazionale. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev in una conversazione con i militari. Un video delle dichiarazioni è stato pubblicato sul suo canale Max e ripreso dall'agenzia Tass. "In passato si riteneva che i sistemi senza pilota non fossero il nostro punto di forza. Sì, è vero. Missili sì, aerei sì, carri armati sì e molto altro ancora. Ma i droni non erano il nostro forte. E ora siamo un Paese leader in questo settore. È proprio così", ha detto. Medvedev ha aggiunto che l'industria dei veicoli aerei senza pilota (Uav) è stata creata quasi "da zero" da appassionati all'inizio dell'operazione militare speciale, poiché all'epoca non si era praticamente mai discusso di droni. "Quando tutto è iniziato, all'inizio dell'operazione militare speciale, ovviamente non si parlava affatto di Uav. Inoltre, come ho detto ieri e posso dirvi oggi, non c'erano particolari speranze riposte in questo settore e non avevamo competenze rilevanti. La creazione dell'industria degli UAV, cioè il settore dei droni, è avvenuta inizialmente 'da zero', guidata da appassionati che hanno unito i loro sforzi, con alcuni che hanno investito i propri fondi personali. In seguito, il Ministero della Difesa si è naturalmente unito allo sforzo", ha concluso.

Mosca: un uomo ucciso dai droni di Kiev nel Bryansk

Un civile è rimasto ucciso oggi in un bombardamento di droni ucraini sulla regione russa di Bryansk, secondo quanto riferito dal governatore, Alexander Bogomaz. Le forze armate di Kiev, scrive il governatore sul suo canale Telegram, "hanno attaccato con droni kamikaze il villaggio di Goritsy nel distretto di Pogarsk. A seguito dell'attacco terroristico, purtroppo, un civile è morto". Bogomaza ha aggiunto che nel villaggio di Nova Pogoshch, nel distretto di Suzemskij, altri droni ucraini hanno colpito e danneggiato una scuola, senza provocare morti o feriti.

Medvedev: “Il destino di Mussolini e Hitler un esempio per i dirigenti di Kiev”

Il vice segretario del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo, Dmitry Medvedev, ha affermato che "il destino di Benito Mussolini e Adolf Hitler costituisce un esempio lampante per le attuali autorità di Kiev". Medvedev, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha affermato che, se il conflitto dovesse finire, nella migliore delle ipotesi i leader ucraini potranno fuggire in "uno dei Paesi di confine". "E nel peggiore dei casi, saranno impiccati dal loro stesso popolo proprio sulla Maidan", ha aggiunto Medvedev. Maidan, che in ucraino significa 'piazza', è diventata famosa con questo semplice appellativo, o con quello di Euromaidan, dopo le manifestazioni che nel 2014 portarono al rovesciamento del presidente filorusso Viktor Yanukovich. Ma il nome completo è Maidan Nezalezhnosti cioè Piazza dell'Indipendenza.

Macron: “L’Ue faccia progressi sul nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia”

Emmanuel Macron si appella all'Unione Europea affinché continui ad esercitare pressioni sulla Russia, con l'adozione del ventesimo pacchetto di sanzioni attualmente bloccato dal veto ungherese di Viktor Orban. "Continueremo ad aumentare la pressione sulla Russia", ha dichiarato Macron, in occasione di un incontro a Parigi con il premier finlandese, Alexander Stubb. Mentre la guerra russa in Ucraina entra da domani 24 febbraio nel suo quinto anno, "dobbiamo fare progressi sul ventesimo pacchetto di sanzioni dell'Ue e le discussioni si terranno nei prossimi giorni", ha aggiunto Macron

Banca Mondiale: “Per la ricostruzione dell’Ucraina servono 588 miliardi di dollari”

L'Ucraina ha bisogno di 588 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo quattro anni dall'invasione russa; una cifra quasi tre volte superiore al Pil annuale del Paese. È quanto riporta un rapporto della Banca mondiale, secondo cui il totale stimato e' superiore del 12% rispetto all'importo stanziato lo scorso anno, sullo sfondo di un inverno di devastanti attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine che hanno lasciato milioni di persone senza riscaldamento ed elettricità. Quattro anni di guerra hanno decimato l'economia ucraina, ridotto intere citta' in macerie e costretto milioni di persone a fuggire dalle proprie case. Gli alleati occidentali di Kiev hanno promesso centinaia di miliardi di dollari in aiuti all'Ucraina da quando la Russia ha invaso il Paese il 24 febbraio 2022, ma Kiev ne utilizza la maggior parte per lo sforzo bellico e per mantenere a galla la propria economia. "Le esigenze di ripresa e ricostruzione continuano a crescere e sono ora stimate a 587,7 miliardi di dollari in un orizzonte temporale di 10 anni, equivalenti a quasi tre volte il Pil dell'Ucraina del 2025", si legge nel rapporto pubblicato congiuntamente dalla Banca Mondiale, dal governo ucraino, dalle Nazioni Unite e dalla Commissione europea. La cifra è stata calcolata sulla base di una valutazione dei danni causati fino al 31 dicembre 2025. Da allora, la Russia ha lanciato attacchi più massicci alla rete energetica ucraina, tra cui ondate di raid missilistici e con droni che hanno completamente distrutto alcune centrali elettriche. Più di una casa su sette in Ucraina è stata danneggiata o distrutta a causa della guerra, si legge nel rapporto. I costi di ricostruzione sono stati più elevati nel settore dei trasporti, con una stima di 96 miliardi di dollari, seguito dai settori energetico e abitativo, con circa 90 miliardi di dollari ciascuno. La bonifica dei detriti e la "gestione del rischio di esplosivi" - essenzialmente le attività di sminamento - richiederanno 28 miliardi di dollari. Le regioni di Donetsk e Kharkiv, in prima linea, avranno bisogno dei maggiori investimenti, mentre la capitale Kiev necessiterà di oltre 15 miliardi di dollari per riprendersi, secondo il rapporto. Secondo i dati del Kiel Institute, con sede in Germania, gli alleati occidentali dell'Ucraina hanno stanziato oltre 400 miliardi di dollari in assistenza finanziaria, militare e umanitaria all'Ucraina dall'invasione russa. Un prestito Ue previsto di 90 miliardi di euro (106 miliardi di dollari) sarà destinato principalmente a coprire le spese militari dell'Ucraina, mentre il resto sarà destinato al sostegno al bilancio generale, ha dichiarato Bruxelles il mese scorso.

Domani Zelensky in videocollegamento alla plenaria del Parlamento europeo

Domani mattina il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, interverrà in videocollegamento alla plenaria straordinaria del Parlamento europeo, indetta per celebrare il quarto anniversario dell'invasione russa. Lo annuncia la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola. "Siamo al fianco del coraggioso popolo ucraino e insieme continueremo a batterci per una pace giusta e una sicurezza duratura per l'Ucraina", ha aggiunto Metsola.

Fumata nera a sanzioni Ue contro Mosca, veto di Budapest e Bratislava

Fumata nera alla riunione dei ministri degli Esteri Ue sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, la cui approvazione era attesa per il quarto anniversario dell'aggressione russa dell'Ucraina. Lo riferiscono fonti diplomatiche europee. Come annunciato alla vigilia, l'Ungheria di Viktor Orban e la Slovacchia di Robert Fico hanno posto il veto al pacchetto.

Kiev: “Gli ultimatum di Budapest e Bratislava siano rivolti al Cremlino”

"Oggi, in occasione del Consiglio esteri Ue, ho ribadito che gli ultimatum di Ungheria e Slovacchia dovrebbero essere rivolti esclusivamente al Cremlino.
Questi due paesi non possono tenere in ostaggio l'intera Ue. Invitiamo entrambi a impegnarsi in una cooperazione costruttiva e in un comportamento responsabile". Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, intervenuto in video alla riunione odierna dei ministri degli Esteri Ue in corso a Bruxelles. "Non vediamo ancora alcuna volontà da parte della Russia di porre fine alla guerra o di compiere passi seri verso la pace e sollecitiamo un aumento della pressione su Mosca" ha aggiunto.

L’allarme di Zelensky: “Russia e Bielorussia preparano esercitazioni militari”

Russia e Bielorussia stanno preparando esercitazioni, l'ultima volta si è trattato di un'offensiva. Il monito è arrivato dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, alla vigilia del quarto anniversario dell'invasione su vasta scala. "So che stanno parlando di esercitazioni militari con la Federazione russa sul territorio della Bielorussia. Di nuovo. Vedremo quanto saranno grandi", ha scritto Zelensky su Telegram. Il leader di Kiev ha ricordato che l'ultima volta, quando le esercitazioni erano state molto massicce, è iniziata l'offensiva sul territorio ucraino. "Pertanto, esercitazioni di questo tipo rappresentano sicuramente grandi rischi per l'Ucraina. E, credo, grandi rischi anche per i bielorussi", ha aggiunto il presidente.

Ue: mercoledì riunione degli esperti sul petrolio, ma Kiev non ci sarà

L’Ucraina non parteciperà direttamente al gruppo di coordinamento sul petrolio convocato per mercoledì dalla Commissione europea. Lo ha confermato una portavoce dell'esecutivo Ue, precisando che il gruppo si riunirà a livello di "esperti Ue" e vi parteciperanno rappresentanti degli Stati membri. Il gruppo di coordinamento è stato convocato dopo l'interruzione delle forniture di greggio russo dall'oleodotto Druzhba, provocando la minaccia di ritorsione da parte di Ungheria e Slovacchia.

Mosca: droni ucraini contro la stazione di pompaggio dell’oleodotto russo Druzhba

Droni ucraini hanno colpito la stazione di pompaggio petrolifera di Kaleikino (Transneft-Prikamye) nel distretto di Almetyevsk, nella regione russa del Tatarstan, punto di partenza dell'oleodotto Druzhba. I residenti locali hanno udito diverse esplosioni, riporta il Moscow Times. Secondo le autoritàregionali, un incendio è scoppiato a seguito della "neutralizzazione del drone" e della caduta di detriti dal velivolo nella zona industriale. Il governo del Tatarstan ha dichiarato che i vigili del fuoco stanno lavorando sul posto e che non ci sono stati feriti. Allarmi drone sono state diffuse durante la notte anche a Nizhnekamsk e Yelabuga, vicino alle quali si trova il più grande impianto di produzione di droni russo, Geran (Zes di Alabuga). La stazione di pompaggio petrolifera di Kaleikino e' una stazione di pompaggio petrolifera principale che riceve petrolio da diversi oleodotti e funge da importante hub di materie prime per il sistema di oleodotti Druzhba. I flussi di petrolio provenienti dai giacimenti della regione del Volga e della Siberia occidentale convergono alla stazione vicino ad Almetyevsk, dove vengono poi immessi nell'oleodotto principale diretto a ovest.

Ue: “Kiev riparerà il gasdotto Druzhba”

"La Russia ha distrutto il gasdotto Druzhba. La nostra priorità è la sicurezza energetica dei nostri Stati membri. L'Ucraina si è impegnata a riparare il gasdotto e la decisione sui tempi spetta a loro. Infine, abbiamo convocato un Gruppo di Coordinamento sul petrolio per questo mercoledì per fare il punto della situazione. Questo è il quadro attuale". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per l'Energia, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa.

Zelensky: “La Nato consideri i missili Oreshnik un obiettivo legittimo”

''La Nato dovrebbe considerare l'Oreshnik un obiettivo legittimo''. Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su 'X' a proposito del missile balistico a raggio intermedio russo caratterizzato da una velocità considerata superiore a Mach 10. In una intervista al media indipendente bielorusso 'Dzerkalo', il presidente ucraino ha messo in guardia dal fatto che ''i russi porteranno l'Oreshnik in territorio bielorusso'' perché ''hanno portato i veicoli necessari'' e ''stanno facendo di tutto per intimidire l'Europa''. Zelensky ha anche detto di sapere che il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ''sta parlando di esercitazioni militari congiunte con la Federazione Russa sul territorio bielorusso. Di nuovo. Vedremo quanto saranno su larga scala. Ma quando sono state condotte su larga scala, è iniziata l'offensiva sul territorio ucraino. Pertanto, tutto ciò rappresenta sicuramente grandi rischi per l'Ucraina. E, credo, grandi rischi per i bielorussi''.

Ue: “Veto al prestito a Kiev? I leader rispettino gli impegni”

"Come tutti sapete, il Consiglio europeo ha approvato il prestito all'Ucraina a un'unica e sola condizione: che tre Stati membri non partecipassero finanziariamente al programma. Ora questa condizione è stata soddisfatta e, pertanto, ci aspettiamo che tutti i leader rispettino i loro impegni; non farlo sarebbe chiaramente una violazione del principio di leale cooperazione". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, durante il briefing con la stampa, rispondendo a una domanda sul veto ungherese relativo al prestito per Kiev.

Unicef: “A Sumy morto un 17enne e a Kiev 4 bambini feriti”

“Abbiamo ricevuto notizie strazianti di un ragazzo di 17 anni ucciso a Sumy e di quattro bambini rimasti feriti a Kiev durante gli attacchi avvenuti due notti fa. Il bilancio delle vittime tra i bambini aumenta mentre la guerra entra nel suo quinto anno. È necessario porre fine agli attacchi brutali e insensati contro i civili. È necessario proteggere ogni bambino". Lo scrive Unicef Ucraina su X.

Ue: “In 4 anni stanziati 194,9 miliardi di aiuti a Kiev”

Nella giornata di oggi, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si recherà a Kiev insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Un viaggio che arriva alla vigilia del quarto anniversario dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia. "Nonostante scarsi guadagni territoriali e perdite enormi, la Russia continua a portare avanti la sua guerra illegale e non provocata, causando sofferenze alla popolazione civile innocente" si legge in una nota della Commissione "con l'inverno che stringe nuovamente la sua morsa sul Paese, la Russia tenta ancora una volta di piegare l'Ucraina colpendone sistematicamente le infrastrutture energetiche, lasciando milioni di persone al buio e al freddo. Più che mai, l'Europa resta al fianco dell'Ucraina, e questa visita intende anche sottolineare il nostro ampio sostegno al nostro coraggioso partner e vicino". Il sostegno dell'UE all'Ucraina è stato costante. Dall'invasione russa del 2022, l'Europa ha fornito 194,9 miliardi di euro di aiuti all'Ucraina, di cui 70 miliardi in assistenza militare. Inoltre, il prestito da 90 miliardi di euro proposto dalla Commissione, sulla base dell'accordo raggiunto dal Consiglio europeo, garantirà un sostegno finanziario continuo all'Ucraina per il 2026 e il 2027. La difesa dell'Ucraina è anche uno dei pilastri del nuovo strumento europeo per la difesa da 150 miliardi di euro - la Security Action for Europe

Tajani sul veto ungherese alle sanzioni Ue: “Chi non pressa Mosca sbaglia”

Il veto dell'Ungheria sulle nuove sanzioni alla Russia e sul prestito per Kiev "non lo condividiamo. Laddove è prevista l'unanimità, non possiamo fare altro". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "noi siamo favorevoli alle nuove sanzioni, al finanziamento di 90 miliardi; siamo favorevoli alla linea ultra-maggioritaria all'interno dell'Unione europea. Questa è la posizione dell'Italia. Noi siamo dalla parte dell'Ucraina, continueremo a fare quello che abbiamo fatto, continueremo a sostenerli in tutti i modi possibili", ha aggiunto il ministro, affermando inoltre: "continuiamo a dire che sbaglia chi non vuole fare delle scelte che spingano Mosca a venire a più miti consigli. Il nostro obiettivo è la pace, il nostro obiettivo è il confronto, è una soluzione, pero' deve essere una soluzione positiva che non può penalizzare l'Ucraina".

Merz: “Con Putin la Russia è al livello di barbarie assoluta”

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha denunciato la "barbarie assoluta" della Russia sotto la guida del presidente Vladimir Putin. "Questo Paese, sotto questa guida, è attualmente al punto più basso della barbarie assoluta, e nessuno dovrebbe avere dubbi sul tipo di regime e di barbarie che la Russia sta affrontando in questi anni", ha dichiarato Merz a Berlino in un discorso pronunciato il giorno prima del quarto anniversario dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina

Guteress: “In 4 anni di guerra più di 15mila vittime in Ucraina”

Alla vigilia del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha affermato che "è più che giunto il momento di porre fine allo spargimento di sangue", dato che il conflitto "ha provocato la morte di oltre 15mila civili". Nel suo ultimo discorso annuale al Consiglio per i diritti umani a Ginevra, boicottato dagli Stati Uniti sotto la guida di Donald Trump, il capo delle Nazioni Unite ha nuovamente condannato "la violenta repressione delle proteste in Iran". Infine, ha menzionato il conflitto israelo-palestinese, lamentando che la soluzione dei due stati sia stata "apertamente resa impraticabile".

Zelensky: “Nella notte osca ha lanciato decine di droni in tutta l’Ucraina”

La Russia ha lanciato decine di missili e droni contro obiettivi in ​​tutta l'Ucraina, radendo al suolo un'abitazione a Kiev, due giorni prima del quarto anniversario dell'invasione su vasta scala di Vladimir Putin. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che ieri il Cremlino ha lanciato 297 droni e quasi 50 missili, nell'ultimo di una serie di attacchi notturni. Ha aggiunto che "una parte significativa" di questi è stata abbattuta, invitando gli alleati a rafforzare le difese aeree del Paese contro gli attacchi nemici. Il presidente ucraino ha aggiunto che "Mosca continua a investire più negli attacchi che nella diplomazia. Questa volta, gli obiettivi russi includevano non solo impianti energetici, ma anche la logistica, in particolare le infrastrutture ferroviarie e di approvvigionamento idrico comunale". Il Cremlino ha colpito sistematicamente la rete energetica Ucraina, lasciando senza elettricità oltre mezzo milione di persone a Kiev. Altre città sono state colpite ripetutamente, tra cui Odessa e Kharkiv; mentre le temperature sono scese fino a -22 °C nell'inverno più freddo degli ultimi anni.

L’Italia invia a Kiev 10 generatori per contribuire all’emergenza energetica

Nel quadro delle intese tra il presidente del Consiglio Meloni e il presidente Zelensky, sono giunti dall'Italia in ucraina dieci generatori elettrici di elevata potenza donati dal Dipartimento della Protezione Civile. L'ambasciatore Carlo Formosa ha sottolineato come i generatori mobili rappresentino una risorsa immediatamente attivabile, capace di apportare energia dove serve, quando serve: "Così come per la spedizione in corso di oltre 300 caldaie, l'Italia continua a essere al fianco della popolazione ucraina con un sostegno concreto, coordinato e orientato alla protezione dei più vulnerabili. In un inverno segnato da una pressione continua sulle infrastrutture civili, la possibilità di mantenere costante l'elettricità può fare la differenza per la sicurezza e la dignità delle persone".
I generatori, con una capacità complessiva di 1.500 kVA, sono unità dotate di ruote, caratteristica che ne consente il rapido dispiegamento e lo spostamento in funzione delle concrete necessità operative: una flessibilità che li rende particolarmente preziosi per assicurare continuità all'alimentazione in contesti di emergenza. L'Italia continua quindi a essere impegnata per contribuire alla continuità dei servizi essenziali per la popolazione ucraina, in un contesto dove gli attacchi russi non cessano e le temperature invernali continuano ad essere estremamente rigide.

L’Ungheria ribadisce il veto alle sanzioni Ue contro Mosca

Ilministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ribadito il veto di Budapest sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia finché non verranno ripristinate le forniture di petrolio russo dall'oleodotto Druzhba. "Oggi ci sarà una grande battaglia, vorranno tutti il nostro sangue, ma è così, ci impegneremo in questa lotta, perché nessuno può scherzare con l'Ungheria, nessuno può mettere in pericolo la nostra sicurezza energetica" ha detto il capo della diplomazia magiara in un video diffuso sui suoi canali social prima del Consiglio Esteri a Bruxelles. "Il 24 febbraio si avvicina e, in occasione di questo triste anniversario, i fanatici della guerra di Bruxelles non hanno idea migliore che approvare un nuovo pacchetto di sanzioni. Non gli importa nemmeno se l'economia europea va in pezzi. È come quando un uomo magrolino cerca di mostrare i suoi bicipiti, è ridicolo e triste che siamo arrivati a questo punto" ha aggiunto.
Szijjártó ha poi sottolineato che il veto vale anche per il prestito di guerra di 90 miliardi di euro. "È ovvio che l'Ucraina non potrà accedere a tale somma fintanto che continuerà a minacciare il nostro approvvigionamento energetico", ha aggiunto.

Kiev: “Attaccati impianti energetici a Belgorod”

La regione di Belgorod è stata sottoposta a massicci attacchi missilistici da parte delle forze armate ucraine, con danni alle infrastrutture energetiche. Lo ha riferito il governatore Vyacheslav Gladkov, precisando che "si sono verificate interruzioni nella fornitura di elettricità, acqua e riscaldamento alle case dei residenti". Oltre ai danni alle infrastrutture, Gladkov ha denunciato danni minori "a Belgorod, dove i vetri di due condomini sono stati danneggiati.
Inoltre, sono state rotte delle finestre e la facciata di una struttura sociale è stata danneggiata". Sempre nel distretto di Belgorod, nel villaggio di Dubovoye, è stata danneggiata un'auto, mentre nei villaggi di Nikolskoye e Tavrovo sono stati danneggiati i tetti delle abitazioni private.

Putin: “Stiamo combattendo per il nostro futuro e l'indipendenza”

"La Russia sta combattendo per il suo futuro, per l'indipendenza, per la verità e la giustizia". Lo ha detto il presidente Vladimir Putin durante una cerimonia per la consegna della medaglia di Eroe della Russia a diversi militari in occasione della giornata dei Difensori della Patria, cioè le forze armate. Putin ha in particolare reso omaggio alle truppe impegnate nel conflitto in Ucraina: "Siete saldi dietro alla Russia, per la Russia, agendo in modo coordinato ed efficiente", ha affermato il capo del Cremlino, citato dalle agenzie russe.

Varsavia: “L’Ungheria dovrebbe essere solidale con l’Ucraina, sa cosa vuol dire essere invasi”

Quello che "mi sciocca, fondamentalmente, è che gli ungheresi capiscono cosa vuol dire" combattere contro i russi, dal momento che "Budapest è stata invasa per ben due volte nel ventesimo secolo, una volta dall'Armata Rossa. Mi sarei aspettato una maggiore solidarietà verso l'Ucraina, da parte dell'Ungheria". Lo dice il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, a Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri. Invece, continua, "il partito al governo, usando la propaganda di Stato e i media privati, ma controllati dal governo, è riuscito a creare un clima di ostilità nei confronti delle vittime dell'aggressione. E ora cerca di sfruttarlo per le elezioni politiche. E' abbastanza scioccante", conclude.

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Berlino: “L’offerta di Parigi per un dialogo con Mosca? Segnale sbagliato”

"La nostra disponibilità al dialogo c'è sempre. Tuttavia, troppe offerte di colloquio alla Russia rischiano di creare l'impressione che, con maggiore ostinazione, si possano ottenere sempre più concessioni. E questo sarebbe l'approccio sbagliato". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri europei, rispondendo a una domanda sulle richieste di Parigi di aprire un dialogo con Mosca. "La nostra strategia è del tutto chiara. Vogliamo contribuire a un'intesa. Ma finora è fallita per la totale mancanza di volontà della Russia di condurre colloqui seri", ha aggiunto.

Berlino: “Parleremo all’Ungheria, cambi idea sulle sanzioni Ue a Mosca”

"Sono sorpreso dalla posizione dell'Ungheria. Ne discuteremo con i colleghi ungheresi. Non credo sia giusto che l'Ungheria tradisca la lotta per la libertà e per la sovranità europea. Presenteremo nuovamente le nostre argomentazioni, a Budapest ma anche qui a Bruxelles, affinché si riconsideri la posizione". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri Ue.
"Uno sguardo alla storia dimostra che è giusto restare orientati verso l'Europa. Proprio noi tedeschi dobbiamo molto all'Ungheria. Lo sappiamo e sappiamo anche che, alla fine, ha sempre optato per la libertà", ha evidenziato, riferendo che solleverà il tema delle sanzioni con l'omologo ungherese Peter Szijjarto.
"La posizione tedesca è molto chiara: dobbiamo mantenere il sostegno in modo duraturo e fare esattamente ciò che abbiamo fatto lo scorso anno, ossia continuare ad aumentare la pressione sulla Russia. Per questo stiamo lavorando intensamente al ventesimo pacchetto di sanzioni Ue e sono convinto che, alla fine, avremo successo. Tutti i problemi che esistono possono essere superati con chiarezza e fermezza, al fianco dell'Ucraina e con un orientamento europeo chiaro", ha spiegato.

Kallas: “L’opposizione di Budapest non è legata alle sanzioni”

Sul blocco dell'Ungheria al 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, "abbiamo sentito quali sono i problemi che hanno e che non sono assolutamente correlati al ventesimo pacchetto di sanzioni. Penso che non dovremmo collegare cose che non sono affatto collegate tra loro". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue.
"Li ascolteremo spiegare quali sono le ragioni per cui stanno bloccando e poi vedremo se ci sono possibilità di superarle", ha aggiunto.
"Ovviamente stiamo facendo del nostro meglio per far approvare questo pacchetto di sanzioni. Ho parlato con gli Stati membri, che solleveranno la questione per convincere i Paesi che le stanno bloccando. Stiamo anche cercando modi per farlo. Ma poichè abbiamo sentito dichiarazioni molto forti dall'Ungheria, non credo che cambieranno la loro posizione oggi, purtroppo", ha concluso Kallas.

Kallas: “Non sono ottimista su una svolta in Ucraina in settimane o mesi”

“Guardando ai segnali, non sono così ottimista" sulla possibilità "che vedremo risultati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi" nei negoziati sulla pace tra l'Ucraina e la Russia. Lo ha detto l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, sottolineando che da parte di Mosca "non c'è serietà" e che la domanda resta "cosa la Russia è disposta a cedere".

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Kallas: “Non sono ottimista su risultati prossimi”

"Concentriamoci sul tipo di consenso che vogliamo vedere da parte russa, non su chi porterà queste concessioni sul tavolo". Lo ha detto l'Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Sicurezza, Kaja Kallas arrivando al Consiglio. "I negoziatori da parte russa non sono molto seri e non sono disposti a parlare di politica. Quindi, ovviamente, abbiamo visto molta pressione sull'Ucraina affinché ceda e si arrenda, ma loro non sono disposti ad arrendersi, e questo non porta a una pace duratura, quindi non sono così ottimista sul fatto che vedremo risultati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi" ha concluso.

Tre morti in un attacco russo a Zaporizhia

È di tre morti e un ferito il bilancio attuale del nuovo attacco russo su una zona industriale di Zaporizhia, condotto con dei droni. La notte scorsa invece una cinquantina di missili e centinaia di droni avevano invece colpito Kiev.

Zelensky: “Putin ha già scatenato la Terza guerra mondiale, va fermato”

Una Terza Guerra Mondiale "credo che Putin l'abbia già scatenata. La domanda è quanto territorio riuscirà a conquistare e come fermarlo. La Russia vuole imporre al mondo un diverso stile di vita e cambiare la vita che le persone hanno scelto per se stesse". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una lunga intervista rilasciata alla Bbc. "Credo che fermare Putin oggi e impedirgli di occupare l'Ucraina sia una vittoria per il mondo intero”.

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