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Midterm e Iran, i due obiettivi di Trump

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Con il suo discorso sullo stato dell’Unione il presidente ha lanciato la sfida ai democratici in vista delle elezioni e posto le basi per l’attacco a Teheran
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Con un discorso fiume, il presidente Donald Trump sfrutta lo Stato dell’Unione per un duplice fine: lanciare l’assalto ai democratici in vista del voto di Midterm e porre le basi per l’attacco contro l’Iran.

La sfida ai democratici ripropone i temi della campagna del 2024, ma con toni e gesti assai più aggressivi. Trump rilancia i dazi come strumento per «poter abolire le tasse», vanta successi contro il carovita, rivendica la caccia agli immigrati illegali e annuncia una task force anticorruzione guidata dal vice JD Vance, presentando la battaglia di Midterm come il terzo tempo dopo le due presidenziali vinte.

A dispetto di un’economia che non decolla, dello smacco subito dalla Corte Suprema con la sentenza contro i dazi, delle violenze commesse dagli agenti dell’Ice e dei sondaggi in calo, Trump rilancia senza esitazioni l’agenda sull’«Età dell’oro» che sta consegnando all’America. E per rendere più aggressivo l’ass…

Con un discorso fiume, il presidente Donald Trump sfrutta lo Stato dell’Unione per un duplice fine: lanciare l’assalto ai democratici in vista del voto di Midterm e porre le basi per l’attacco contro l’Iran.

La sfida ai democratici ripropone i temi della campagna del 2024, ma con toni e gesti assai più aggressivi. Trump rilancia i dazi come strumento per «poter abolire le tasse», vanta successi contro il carovita, rivendica la caccia agli immigrati illegali e annuncia una task force anticorruzione guidata dal vice JD Vance, presentando la battaglia di Midterm come il terzo tempo dopo le due presidenziali vinte.

A dispetto di un’economia che non decolla, dello smacco subito dalla Corte Suprema con la sentenza contro i dazi, delle violenze commesse dagli agenti dell’Ice e dei sondaggi in calo, Trump rilancia senza esitazioni l’agenda sull’«Età dell’oro» che sta consegnando all’America. E per rendere più aggressivo l’assalto all’opposizione mette in scena un vero e proprio show con ritmi da prime time tv: accusa i democratici di essere «corrotti», di voler «barare» nelle elezioni come avvenuto nel 2020 quando vinse Biden e gli inveisce contro quando non si alzano alla sua richiesta, rivolta a tutti i presenti, di «dimostrare con un gesto di essere per la sicurezza dei cittadini e contro gli illegali».

Il leader della minoranza democratica, Hakeem Jeffreys, aveva chiesto ai suoi di non cadere nelle attese provocazioni, ma le deputate più radicali, Ilhan Omar del Minnesota e Rashid Tlaib del Michigan, si scagliano contro Trump in maniera plateale. Ed è ciò che lui aspetta, per gridar loro: «Vergognatevi». L’intento è sfruttare lo share da capogiro per definire i democratici dei «furfanti», al fine di spingere la base del movimento “Make America Great Again” a fare quadrato, superando le pericolose lacerazioni causate dallo scandalo del magnate pedofilo Jeffrey Epstein e dall’uccisione a Minneapolis di due cittadini americani da parte degli agenti dell’Ice mascherati.

Ma non è tutto, perché nel finale, arriva il messaggio all’Iran che accompagna lo schieramento in Medio Oriente della forza militare più imponente degli ultimi venti anni. «Preferirei una soluzione diplomatica», esordisce il presidente, riproponendo lo schema che ha come regista il Segretario di Stato Marco Rubio, ma poi pronuncia un vero atto d’accusa verso il regime degli ayatollah: «Vogliono ricostruire gli impianti nucleari che gli abbiamo distrutto in giugno, hanno un arsenale di missili con cui minacciano l’Europa e le nostre basi in Medio Oriente, e con la repressione del mese scorso hanno ucciso 32 mila loro cittadini». È un elenco che suggerisce quali possono essere gli obiettivi dell’attacco Usa se i negoziati in corso dovessero fallire: gli impianti atomici, l’arsenale balistico, i Guardiani della rivoluzione e i vertici della teocrazia. Da qui il richiamo all’eliminazione di Qassem Soleimani, il super-generale dei pasdaran che proprio Trump nel 2020 ordinò di uccidere: «Era stato lui ad inventare gli ordigni lasciati lungo le strade che hanno ucciso negli anni migliaia di americani». Come dire: la resa dei conti con Teheran viene da lontano.

A discorso terminato, la replica dei democratici arriva da Williamsburg, Virginia, dove la neoeletta governatrice Abigail Anne Spanberger in appena 12 minuti invita gli elettori a «non credere a un presidente che non protegge l’America». Ex agente della Cia, bianca, paladina della polizia, sostenitrice dell’aborto e contraria alle “città santuario” per gli immigrati illegali, Spanberger è il volto centrista dei democratici convinti di poter respingere l’assalto di Trump e prevalere fra meno di otto mesi alle urne di Midterm.

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