Hillary Clinton interrogata su Epstein rovescia il tavolo dei Maga: “Indagate Trump e Musk”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Se volete la verità sul caso Epstein, interrogate sotto giuramento Trump. E magari il suo ex amico e alleato Elon Musk. I repubblicani hanno costretto Hillary Clinton a testimoniare sul caso del finanziere pedofilo, nella speranza di metterla in imbarazzo e distrarre l’attenzione dall’attuale capo della Casa Bianca, titolare del nome più citato nei files segreti ora pubblicati. Così però le hanno offerto l’opportunità di togliersi i sassi dalle scarpe e rivoltare il tavolo contro di loro, nell’auduzione tenuta ieri a porte chiuse a Chappaqua, villaggio a nord di New York dove vive. Oggi toccherà al marito Bill, che qualche rapporto in più con Epstein lo ha avuto e magari dovrà fornire chiarimenti un po’ dettagliati, ma il rischio per il Gop è che l’effetto sia alla fine l’opposto di quello desiderato.
L’ex first lady non si è tirata indietro, accusando l’House Oversight Committee e il suo leader repubblicano James Comer di aver messo in piedi un «teatro politico partigiano…
NEW YORK – Se volete la verità sul caso Epstein, interrogate sotto giuramento Trump. E magari il suo ex amico e alleato Elon Musk. I repubblicani hanno costretto Hillary Clinton a testimoniare sul caso del finanziere pedofilo, nella speranza di metterla in imbarazzo e distrarre l’attenzione dall’attuale capo della Casa Bianca, titolare del nome più citato nei files segreti ora pubblicati. Così però le hanno offerto l’opportunità di togliersi i sassi dalle scarpe e rivoltare il tavolo contro di loro, nell’auduzione tenuta ieri a porte chiuse a Chappaqua, villaggio a nord di New York dove vive. Oggi toccherà al marito Bill, che qualche rapporto in più con Epstein lo ha avuto e magari dovrà fornire chiarimenti un po’ dettagliati, ma il rischio per il Gop è che l’effetto sia alla fine l’opposto di quello desiderato.
L’ex first lady non si è tirata indietro, accusando l’House Oversight Committee e il suo leader repubblicano James Comer di aver messo in piedi un «teatro politico partigiano». Non è la prima volta che accade, perché Hillary è il bersaglio preferito del Gop, come avevano dimostrato le audizioni sull’attacco terroristico al consolato Usa di Bengasi, che le erano costate la presidenza nel 2016, quando avevano rivelato l’uso di un indirizzo di email privato per comunicazioni legate al ruolo pubblico di segretaria di Stato. Stavolta però è diverso, perché si tratta del rapporto con un pedofilo condannato e la sua amica Ghislaine Maxwell: «Come ogni persona perbene, sono rimasta inorridita da ciò che abbiamo scoperto sui loro crimini». Lei però non ne sapeva niente: «Non ricordo di aver mai incontrato il signor Epstein. Non ho mai volato sul suo aereo né visitato la sua isola, le sue case o gli uffici. Non ho nulla da aggiungere a questo».
Ma allora perché interrogarla? «Mi avete costretta a testimoniare, pienamente consapevoli che non possiedo alcuna conoscenza in grado di aiutare la vostra indagine, al fine di distogliere l’attenzione dalle azioni del presidente Trump e di coprirle, nonostante le legittime richieste di risposte». Al suo posto dovrebbe esserci lui: «Se questo Comitato fosse serio nel voler scoprire la verità sui crimini di Epstein, non si affiderebbe ai briefing mediatici per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento. Gli chiederebbe direttamente sotto giuramento delle decine di migliaia di volte in cui compare nei file Epstein». E non solo lui, ma anche «chiunque chieda in quale notte ci sarebbe stata la “festa più sfrenata” sull’isola di Epstein», riferimento a un messaggio di Elon Musk.
I repubblicani le hanno chiesto cosa sapeva dei finanziamenti di Epstein alla fondazione del marito, ma siccome lei all’epoca era senatrice non aveva partecipato alla sua creazione. Poi volevano sapere perché Ghislaine era stata invitata al matrimonio della figlia Chelsea, ma in realtà era ospite di un altro invitato. Ad un certo punto l’audizione è stata sospesa perché la deputata Lauren Boebert ha passato una foto di Hillary al podcaster di destra Benny Johnson, che l’ha pubblicata. I suoi avvocati si sono ribellati: ma come, avete rifiutato di tenere un’audizione pubblica e adesso fate girare le immagini che volete? Allora fate entrare i giornalisti a mostrare tutto.
La verità del resto era evidente dal principio. I Clinton sono la coppia che più eccita la furia dei repubblicani, in particolare i più estremisti Maga, convinti di trovare nei files segreti la loro colpevolezza. Quindi obbligarli a testimoniare era la strada più facile per distogliere l’attenzione da Trump, in realtà molto più citato e presente nei documenti ora pubblicati. L’operazione si ripeterà oggi con Bill, che dovrà dare qualche spiegazione in più, perché aveva avuto rapporti almeno professionali con Epstein. Resta però senza risposta il dubbio sui motivi per cui le stesse domande non vengano chieste a Trump.