L’assalto alle petroliere nel Golfo apre un capitolo decisivo nella guerra americana e israeliana all’Iran, già estesa ad almeno 12 nazioni dall’invasione del Libano ai droni in Azerbaijan. Ieri il conto delle navi colpite nel Golfo è salito a 9, con allarme ambientale per il petrolio in mare. Il prezzo del greggio, e non solo, vola per l’aumento dei rischi e per il blocco alla navigazione.
La guerra nello Stretto
Le Guardie della rivoluzione dell’Iran dicono di avere colpito con i droni la portaerei statunitense Uss Abraham Lincoln, senza conferme. Dicono anche di aver colpito una petroliera «statunitense» nel nord del Golfo, senza dettagli. La tv di Stato riferisce che «è in fiamme», ancora senza conferme. La petroliera Sonangol Namibe con bandiera di Bahamas alla fonda davanti al porto iracheno di Khor al Zubair è stata centrata da un drone navale. Dopo un’esplosione a babordo, un’altra petroliera ancorata al largo del Kuwait imbarca acqua e riversa greggio in mare. L’Iran usa il b…
L’assalto alle petroliere nel Golfo apre un capitolo decisivo nella guerra americana e israeliana all’Iran, già estesa ad almeno 12 nazioni dall’invasione del Libano ai droni in Azerbaijan. Ieri il conto delle navi colpite nel Golfo è salito a 9, con allarme ambientale per il petrolio in mare. Il prezzo del greggio, e non solo, vola per l’aumento dei rischi e per il blocco alla navigazione.
La guerra nello Stretto
Le Guardie della rivoluzione dell’Iran dicono di avere colpito con i droni la portaerei statunitense Uss Abraham Lincoln, senza conferme. Dicono anche di aver colpito una petroliera «statunitense» nel nord del Golfo, senza dettagli. La tv di Stato riferisce che «è in fiamme», ancora senza conferme. La petroliera Sonangol Namibe con bandiera di Bahamas alla fonda davanti al porto iracheno di Khor al Zubair è stata centrata da un drone navale. Dopo un’esplosione a babordo, un’altra petroliera ancorata al largo del Kuwait imbarca acqua e riversa greggio in mare. L’Iran usa il blocco navale per alzare il costo della guerra. Le Guardie rivoluzionarie dicono che lo stretto di Hormuz «è sotto completo controllo. È chiuso alle navi degli Usa, Israele, Paesi occidentali e loro alleati: saranno colpite, se tentano di attraversare». Almeno 200 navi sono bloccate, e la Cina tratta il via libera con Teheran.
La battaglia per l’isola di Kharg
Per togliere all’Iran questa potente leva il presidente Trump ha annunciato che la marina Usa scorterà le navi in transito, ma per ora non risultano richieste. Gli organismi dello shipping hanno definito Hormuz, il Golfo persico e il Golfo di Oman “zona di guerra”, con effetti pratici come la possibilità per i marinai di rifiutarsi di navigare. E infuria la battaglia per l’isola di Kharg, dove si segnalano esplosioni: ospita il principale terminal petrolifero iraniano che gestisce il 90% delle esportazioni. L’Iran carica anche in piena guerra, ma l’isola è nel mirino israeliano.
Il fronte curdo
Secondo il Washington Post la Casa Bianca offre «ampia copertura aerea» ai curdi iraniani per avanzare nell’Iran occidentale: «Penso sia meraviglioso che vogliano farlo, sarei assolutamente favorevole», dice Trump. Ma è nebbia fitta su cosa stia succedendo nell’area: tra Iran e Kurdistan iracheno si moltiplicano bombardamenti, missili e movimenti di truppe. Gli americani attaccano le milizie sciite che minacciano la loro base di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Sei movimenti armati iraniani si sono coalizzati contro Teheran, ma il presidente del Kurdistan iracheno, Barzani, assicura al ministro degli esteri iraniano Araghchi che il territorio curdo «non farà parte di conflitti diretti con l’Iran». Contro le basi curde nel nord Iraq piovono i missili iraniani, e i droni colpiscono i monti al confine. Ma anche i caccia americani e israeliani bombardano le aree curde dell’Iran occidentale per aprire la strada a un’avanzata.
I droni in Azerbaijan
L’elenco dei paesi in cui è arrivata la guerra si è esteso all’Azerbaijan, che ha chiuso per 12 ore lo spazio aereo accusando Teheran di lanci di droni sull’aeroporto della enclave azera di Nakhchivan, ferendo 4 civili. L’attacco ha colpito il terminal e una scuola: il presidente Aliyev ha chiesto all’Iran di scusarsi, ma Araghchi accusa Israele.
Fuoco sugli Emirati
Negli Emirati è stato abbattuto un drone vicino alla base Usa di Al Dhafra: 6 feriti. Il Qatar sotto attacco missilistico ha evacuato i civili vicino all’ambasciata Usa a Doha. Gli Usa hanno sospeso le attività dell’ambasciata in Kuwait, e in Arabia Saudita è scattato l’allarme nella zona delle ambasciate ed è stato neutralizzato un drone al confine giordano. Anche il Bahrain continua a intercettare missili e droni iraniani. «Le tensioni hanno raggiunto un livello terrificante», dice il leader turco Erdogan.