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Scontro Kiev-Budapest, minacce e arresti: l’Ue richiama Zelensky

(agf)

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“Questo tipo di linguaggio non è accettabile” verso un membro dell’Unione
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Indubbiamente a Volodymyr Zelensky é scappato il freno. Ma da settimane Viktor Orban non fa che ripetere che l’Ucraina «è il nemico» e minaccia violente ritorsioni contro la decisione di Kiev di non riparare il gasdotto Druzhna, bombardato dai russi. La campagna d’odio anti-ucraina é diventata il cuore della corsa elettorale dell’autocrate magiaro in vista delle elezioni di aprile. E nei suoi sabotaggi quotidiani, Orban é affiancato dal suo omologo slovacco e altro grande appassionato di trame anti-europee, Robert Fico.

Il culmine é stato raggiunto la scorsa settimana, quando il premier ungherese ha posto il veto sul via libera ai 90 miliardi di prestiti all’Ucraina decisi dalla Ue a dicembre. A quel punto Zelensky ha perso il controllo e si é augurato «che una sola persona nella Ue non blocchi i 90 miliardi. Altrimenti — ha minacciato — daremo l’indirizzo di quella persona alle nostre forze armate, ai nostri uomini. Che lo chiamino e gli parlino nella loro lingua».

La Commissione…

Indubbiamente a Volodymyr Zelensky é scappato il freno. Ma da settimane Viktor Orban non fa che ripetere che l’Ucraina «è il nemico» e minaccia violente ritorsioni contro la decisione di Kiev di non riparare il gasdotto Druzhna, bombardato dai russi. La campagna d’odio anti-ucraina é diventata il cuore della corsa elettorale dell’autocrate magiaro in vista delle elezioni di aprile. E nei suoi sabotaggi quotidiani, Orban é affiancato dal suo omologo slovacco e altro grande appassionato di trame anti-europee, Robert Fico.

Il culmine é stato raggiunto la scorsa settimana, quando il premier ungherese ha posto il veto sul via libera ai 90 miliardi di prestiti all’Ucraina decisi dalla Ue a dicembre. A quel punto Zelensky ha perso il controllo e si é augurato «che una sola persona nella Ue non blocchi i 90 miliardi. Altrimenti — ha minacciato — daremo l’indirizzo di quella persona alle nostre forze armate, ai nostri uomini. Che lo chiamino e gli parlino nella loro lingua».

La Commissione europea, che finora non ha perso una parola sugli slogan violenti antieuropei di Orban ed é paralizzata da Budapest anche sul via libera al nuovo pacchetto di sanzioni antirusse, si é sentita in dovere di intervenire. «Siamo molto chiari», ha detto un portavoce di Ursula von der Leyen: «questo tipo di linguaggio non è accettabile» verso un membro della Ue.

Nel frattempo Orban ha alzato nuovamente il livello dello scontro. Due vagoni blindati ucraini che trasportavano decine di milioni di soldi in contanti e nove chili di lingotti d’oro sono stati sequestrati in Ungheria insieme a sette cittadini ucraini. Le autorità ucraine hanno aperto un’indagine sostenendo che quei soldi potrebbero essere di origine dubbia e accusando gli ucraini arrestati di essere delle spie.

Ma è più probabile sia vero quello che ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha: Budapest «ha preso degli ostaggi e rubato dei soldi». Probabilmente per guadagnare un paio di punti in una campagna elettorale che vede Orban in enorme difficoltà rispetto al suo rivale, Peter Magyar.

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