Elezioni in Baden-Württemberg, dopo l’era verde Merz vuole riprendersi il land dell’automobile
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniSTOCCARDA – Sette milioni e mezzo di tedeschi sono chiamati oggi alle urne in uno dei land più ricchi e produttivi d’Europa, il Baden-Württemberg, attanagliato però dalla crisi di alcuni dei suoi più importanti settori industriali. “Autoland”, come viene definita da sempre la regione che abbraccia la Svevia e il Baden e ospita il quartier generale di Mercedes, Porsche e Bosch, è stata governata negli ultimi quindici anni da un verde, Winfried Kretschmann, dopo mezzo secolo di incontrastato regno della Cdu. E il partito di Friedrich Merz è fermamente intenzionato a riprendersi il Baden-Württemberg.
In effetti il favorito, fino a pochi giorni fa, era il candidato della Cdu, il trentottenne Manuel Hagel. Già nove anni fa fece discutere la sua mozione anti-Merkel a un congresso della Cdu in piena crisi dei profughi. Ma a Stoccarda si mormora che una sua vittoria potrebbe avere un sapore dolceamaro, …
STOCCARDA – Sette milioni e mezzo di tedeschi sono chiamati oggi alle urne in uno dei land più ricchi e produttivi d’Europa, il Baden-Württemberg, attanagliato però dalla crisi di alcuni dei suoi più importanti settori industriali. “Autoland”, come viene definita da sempre la regione che abbraccia la Svevia e il Baden e ospita il quartier generale di Mercedes, Porsche e Bosch, è stata governata negli ultimi quindici anni da un verde, Winfried Kretschmann, dopo mezzo secolo di incontrastato regno della Cdu. E il partito di Friedrich Merz è fermamente intenzionato a riprendersi il Baden-Württemberg.
In effetti il favorito, fino a pochi giorni fa, era il candidato della Cdu, il trentottenne Manuel Hagel. Già nove anni fa fece discutere la sua mozione anti-Merkel a un congresso della Cdu in piena crisi dei profughi. Ma a Stoccarda si mormora che una sua vittoria potrebbe avere un sapore dolceamaro, per Merz. D’un lato Hagel, pur essendo un iperconservatore, è uno stretto alleato del “merkeliano” governatore del Nordreno-Westfalia, Manfred Wüst. L’uomo, cioè, che potrebbe sfidare Merz alle prossime elezioni politiche. Se diventasse governatore, però, Hagel darebbe anche una spinta importante al governo in carica, che affronta un anno elettorale difficilissimo.
Lo sfidante verde Özdemir
Lo sfidante, che intende raccogliere l’eredità dell’immarcescibile Kretschmann, è il verde Cem Özdemir, due volte ministro, per dieci anni leader del partito ambientalista, ex europarlamentare, insomma un politico navigato. Non a caso i manifesti elettorali lo ritraggono spesso di tre quarti, con un’espressione ammiccante e lo slogan “Governatore - bisogna saperlo fare”. E nella regione che produce più Pil dell’Austria o del Belgio, i verdi hanno da sempre un’impronta iperpragmatica. Di Kretschmann si ricordano le epiche sfuriate da destra contro i verdi federali, in campagna elettorale Özdemir si è autodefinito la “Csu” degli ambientalisti, ossia il partner più conservatore. E ha chiamato i suoi compagni di partito a Berlino, appunto, “Schwesterpartei”, come la Cdu chiama la Csu.
I sondaggi
Durante la campagna elettorale i due sfidanti si sono punzecchiati appena: sanno che governeranno di nuovo insieme - il duello è solo per la poltrona di presidente della regione. E Özdemir ha persino difeso Hagel quando è stato travolto la scorsa settimana da uno scandalo per un vecchio video in cui raccontava raggiante di una sua visita in una scuola in cui aveva notato “gli occhi marrone cerbiatto” di una scolara. Özdemir ha condannato i commenti di Hagel ma ha aggiunto che “si è scusato” e che chiunque può commettere degli errori. Dopo quell’episodio, però, il vantaggio di Hagel su Özdemir si è sempre più assottigliato. Negli ultimi sondaggi sono pari, entrambi al 28%. Ma è anche vero che fino a una settimana fa i sondaggisti rilevavano ancora un terzo di elettorato indeciso.
Il boom dell’Afd
Quel che sembra certo è che l’Afd raddoppierà il suo risultato di cinque anni fa, quando era ancora al 9,7%. Nei sondaggi è data intorno al 20%. L’ultradestra è nata tredici anni fa proprio nel Baden-Württemberg, sull’onda della rabbia per i salvataggi greci e dell’euro che Merkel aveva definito “senza alternative”. Nel frattempo quel “partito dei professori” fondato dall’economista Bernd Lucke si è spostato radicalmente a destra. E oggi l’Afd guadagna consensi parlando di remigrazione, glorificando le politiche di Putin, chiedendo il ritorno al nucleare e difendendo a spada tratta il motore a combustione, nato anch’esso in questa regione quasi un secolo e mezzo fa. Il loro cartello elettorale più famoso è: “La tua auto voterebbe me”. Ma sulla Stuttgarter Zeitung e gli altri quotidiani locali paginate intere sono dedicate in questi giorni all’impennata dei prezzi della benzina e del gasolio dovuto alla guerra in Iran. Anche questo rischia di contribuire alla diffusa rabbia e insicurezza nell’”Autoland”.
Gli altri partiti
Altre sorprese potrebbero arrivare dalla Linke, che potrebbe superare la soglia di sbarramento del 5% ed entrare nel parlamentino regionale. Mentre i liberali della Fdp rischiano di rimanerne esclusi. E la Spd si prepara a incassare l’ennesima bruciante batosta elettorale: è data intorno all’8%.