✕

Caso Epstein, Londra pubblica il dossier Mandelson: “Starmer sapeva dei rischi sulla sua nomina”

Ascolta l'audio

Richiesta dall’opposizione e da una parte del Labour, i documenti rischiano di mettere in difficoltà il primo ministro inglese, da mesi a fondo nei sondaggi, ora accusato di avere chiuso gli occhi sui compromettenti rapporti tra l’ex ambasciatore del Regno Unito a Washington e il finanziere pedofilo
1 minuti di lettura

LONDRA – Keir Starmer fu avvertito dai propri collaboratori che la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore a Washington comportava “dei rischi per la sua reputazione” a causa dei legami tra Mandelson e il finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Come se questo non bastasse, Jonathan Powell, consigliere per la sicurezza nazionale di Starmer, fece sapere per iscritto che la nomina di Mandelson gli sembrava “stranamente accelerata”, ma il suo commento non fu preso sufficientemente in considerazione dal capo di gabinetto, Morgan McSweeney, o dallo stesso primo ministro laburista. Sono le prime rivelazioni del dossier sulle comunicazioni private del governo britannico riguardanti il caso Mandelson, che Downing Street ha dovuto rendere pubbliche per l’imbarazzo provocato dalle dimissioni dell’ambasciatore per il suo coinvolgimento nello scandalo Epstein e successivamente quando Scotland Yard ha arrestato Mandelson per sospetta violazione di segreti commerciali.

Richiesta dall’oppos…

LONDRA – Keir Starmer fu avvertito dai propri collaboratori che la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore a Washington comportava “dei rischi per la sua reputazione” a causa dei legami tra Mandelson e il finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Come se questo non bastasse, Jonathan Powell, consigliere per la sicurezza nazionale di Starmer, fece sapere per iscritto che la nomina di Mandelson gli sembrava “stranamente accelerata”, ma il suo commento non fu preso sufficientemente in considerazione dal capo di gabinetto, Morgan McSweeney, o dallo stesso primo ministro laburista. Sono le prime rivelazioni del dossier sulle comunicazioni private del governo britannico riguardanti il caso Mandelson, che Downing Street ha dovuto rendere pubbliche per l’imbarazzo provocato dalle dimissioni dell’ambasciatore per il suo coinvolgimento nello scandalo Epstein e successivamente quando Scotland Yard ha arrestato Mandelson per sospetta violazione di segreti commerciali.

Richiesta dall’opposizione e anche da una parte del Labour, la pubblicazione dei documenti governativi sulla vicenda rischia di mettere ulteriormente in difficoltà Starmer, da mesi a fondo nei sondaggi, incapace di rilanciare l’economia e ora accusato anche di avere chiuso gli occhi sui compromettenti rapporti tra Mandelson ed Epstein. Un’altra email ora resa pubblica da Downing Street conferma l’immagine di uomo politico assetato di denaro che aveva già messo nei guai Mandelson in precedenza, quando era ministro nei governi di Tony Blair e di Gordon Brown, costringendolo due volte a dimettersi da ministro, prima per un prestito non dichiarato e poi per un favore a un miliardario: nel momento in cui nel settembre scorso è stato costretto a dare le dimissioni da ambasciatore a Washington, pur avendo mantenuto l’incarico soltanto per sette mesi Mandelson ha chiesto una buonuscita di oltre mezzo milione di sterline. Evidentemente non ne aveva diritto, perché invece di 547 mila sterline ne ha ottenute dal governo solamente 75 mila.

Rilasciato dalla polizia su cauzione (poi ritirata), l’ex-guru del blairismo non è stato incriminato e proclama la sua innocenza sulla questione dei presunti segreti commerciali passati a Epstein. Ma quale che sia la sorte giudiziaria di Mandelson, adesso è il futuro di Starmer a essere ancora più in dubbio. Smentendo le sue affermazioni secondo cui Mandelson fu scelto perché nascose la reale sostanza dei propri rapporti con il finanziere pedofilo, il dossier pubblicato adesso dal governo britannico rivela che vi furono ripetuti moniti sul pericolo di nominare come ambasciatore a Washington un personaggio pesantemente compromesso.

Ammette Darren Jones, capo della segreteria del premier: “La valutazione della nomina di Mandelson non è stata all’altezza”. Dopo l’ ex-principe Andrea e un ex-ambasciatore, nel Regno Unito bisognerà aggiungere un ex-primo ministro alle conseguenze dello scandalo Epstein?

Leggi i commenti