DUBAI – Nuovo attacco alla base Ali Al Salem, in Kuwait, dove è di stanza un contingente italiano al fianco di militari americani e kuwaitiani. Stamattina, un drone iraniano Shahed ha infatti colpito un capannone dove si trovava un “velivolo a pilotaggio remoto” - secondo le prime ricostruzioni un drone Reaper - appartenente alla Task force aerea italiana: che è andato distrutto. Non ci sono feriti.
Non è la prima volta che viene presa di mira. La base, usata per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione, fornisce un supporto logistico alle operazioni militari italiane in Africa orientale e nell'Oceano Indiano. Ed era già stata colpita nelle prime ore della rappresaglia iraniana lo scorso 28 febbraio, quando era stata colpita, appunto, l’area degli alloggi italiani dov’erano gli uomini del 51° Stormo di Istrana, costretti a rifugiarsi nei bunker. E poi ancora il 2 e il 6 marzo. Lo scorso 12 marzo, invece, è stata colpita la base militare italiana “Singara” a Erbil, in…
DUBAI – Nuovo attacco alla base Ali Al Salem, in Kuwait, dove è di stanza un contingente italiano al fianco di militari americani e kuwaitiani. Stamattina, un drone iraniano Shahed ha infatti colpito un capannone dove si trovava un “velivolo a pilotaggio remoto” - secondo le prime ricostruzioni un drone Reaper - appartenente alla Task force aerea italiana: che è andato distrutto. Non ci sono feriti.
Non è la prima volta che viene presa di mira. La base, usata per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione, fornisce un supporto logistico alle operazioni militari italiane in Africa orientale e nell'Oceano Indiano. Ed era già stata colpita nelle prime ore della rappresaglia iraniana lo scorso 28 febbraio, quando era stata colpita, appunto, l’area degli alloggi italiani dov’erano gli uomini del 51° Stormo di Istrana, costretti a rifugiarsi nei bunker. E poi ancora il 2 e il 6 marzo. Lo scorso 12 marzo, invece, è stata colpita la base militare italiana “Singara” a Erbil, in Iraq: anche in quell’occasione ci sono stati danni solo alla struttura.
Ad Al Salem «i droni hanno colpito un rifugio, all'interno del quale si trovava un velivolo a pilotaggio remoto dell'Aeronautica Militare Italiana, che è andato distrutto» ha annunciato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, in un post pubblicato su X alle 14:27. «Il velivolo costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative. Era nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni» ha aggiunto. Spiegando pure che «il dispositivo italiano della Task Force Air era stato alleggerito nei giorni scorsi, nell'ambito delle misure adottate in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area». Il generale ha poi voluto rassicurare: «Ho contattato immediatamente il colonnello Mangini per accertarmi delle condizioni del personale italiano presente. Al momento dell'attacco, erano tutti al sicuro e sono illesi». Ha poi raccontato di aver immediatamente informato il Ministro della Difesa Guido Crosetto e di essere in costante contatto con lui per monitorare la situazione di tutti i contingenti italiani all'estero.
Poco dopo, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha usato parole rincuoranti parlandone al Diario della domenica di Rete 4: «Non c’è nessun rischio e nessun problema per le nostre forze armate. Non ci lasciamo intimidire, manterremo i nostri impegni internazionali». Poi ha assicurato: «Domani a Bruxelles ribadirò la necessità di una posizione comune da parte dell'Europa sul conflitto.Tutto ciò che si deve fare in questa fase è essere sempre coordinati con la Ue» ha aggiunto. Spiegando che l’Italia «è pronta a sostenere il rafforzamento della missione Aspides nel Mar Rosso». Mentre, intanto, «nessun Paese europeo ha dato la propria prontezza militare per forzare Hormuz».