Referendum in Kazakistan, approvata la nuova Costituzione che rafforza i poteri del presidente
di Rosalba CastellettiIl presidente Kassym-Jomart Toakev promette di voler costruire un “Kazakhstan giusto” e liberalizzare il sistema politico, ma secondo diversi analisti la Costituzione approvata con l’87% di sì secondo due exit poll e con il 73% d’affluenza al referendum indetto oggi nell’ex Repubblica sovietica e più grande economia dell’Asia centrale non farà che rafforzare i suoi poteri e permettergli di rimanere al potere anche oltre la scadenza del suo mandato nel 2029. Sulla scia della Russia, suo vicino e tradizionale alleato.
Il referendum voluto da Tokaev
Tokaev ha presentato il referendum come «un momento davvero storico» che allontanerà il Kazakhstan, gigante dell'energia e dei minerali, da un sistema «super-presidenziale» per «consentire una ridistribuzione del potere e rafforzare l’equilibrio dei controlli e dei contrappesi».
Per l’analista politico Dosym Satpayev, invece, l’obiettivo è l’opposto: la nuova Costituzione «aumenta significativamente i poteri del capo dello Stato e non crea un…
Il presidente Kassym-Jomart Toakev promette di voler costruire un “Kazakhstan giusto” e liberalizzare il sistema politico, ma secondo diversi analisti la Costituzione approvata con l’87% di sì secondo due exit poll e con il 73% d’affluenza al referendum indetto oggi nell’ex Repubblica sovietica e più grande economia dell’Asia centrale non farà che rafforzare i suoi poteri e permettergli di rimanere al potere anche oltre la scadenza del suo mandato nel 2029. Sulla scia della Russia, suo vicino e tradizionale alleato.
Il referendum voluto da Tokaev
Tokaev ha presentato il referendum come «un momento davvero storico» che allontanerà il Kazakhstan, gigante dell'energia e dei minerali, da un sistema «super-presidenziale» per «consentire una ridistribuzione del potere e rafforzare l’equilibrio dei controlli e dei contrappesi».
Per l’analista politico Dosym Satpayev, invece, l’obiettivo è l’opposto: la nuova Costituzione «aumenta significativamente i poteri del capo dello Stato e non crea un sistema di controlli ed equilibri».
Gli emendamenti parlano chiaro. Permetteranno al presidente Tokaev, eletto nel 2019, di nominare direttamente tutti i funzionari governativi, tra cui i capi della Banca Centrale, dei servizi segreti e della Corte Costituzionale, nomine che in precedenza erano soggette all’approvazione del Senato. Il Senato stesso verrà abolito e il presidente potrà sciogliere il Kurultai, il nuovo Parlamento unicamerale, e promulgare temporaneamente leggi.
Il matrimonio sarà soltanto «l’unione tra uomo e donna». La libertà di espressione, già rigidamente controllata, non dovrà «minare la moralità della società né violare l’ordine pubblico». Sarà ancora più facile limitare le manifestazioni, che sono già praticamente inesistenti, soprattutto dopo le proteste del gennaio 2022 contro il costo della vita degenerate in disordini costati la vita a 238 persone.
Ripristinata la carica del vicepresidente
Tra le principali novità costituzionali, il ripristino della carica di vicepresidente, che era stata abolita nel 1996 e che ora verrà scelta dal presidente. Secondo molti analisti, il vice potrebbe essere visto come il successore di Tokaev, che compirà presto 73 anni e non ha dato alcuna indicazione sui suoi piani di successione.
Il presidente rimarrebbe limitato a un singolo mandato di sette anni, modifica introdotta nel 2022 dallo stesso Tokaev che ha dichiarato che si dimetterà nel 2029. Ma alcuni osservatori sostengono che la nuova Costituzione potrebbe “azzerare” il limite dei suoi mandati, come è successo in Russia per il presidente russo Vladimir Putin dopo la riforma costituzionale del 2020.
Le mire di Tokaev come segretario generale dell’Onu
Altri, invece, rilanciano la voce che Tokaev – che ha diretto l’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra dal 2011 al 2013 – stia valutando sia la possibilità di un secondo mandato presidenziale sia quella di una candidatura alla carica di segretario generale dell’Onu. In questo caso, la vicepresidenza gli consentirebbe di nominare un successore prima di lasciare anticipatamente l’incarico.
La campagna unilaterale
Per superare l’affluenza del 50% necessaria a convalidare il referendum, le autorità hanno mobilitato atleti e vip, nonché lavoratori di compagnie minerarie e petrolifere, settori cruciali per l’economia kazaka. Le poche persone che hanno osato criticare gli emendamenti sui social media sono state convocate dalla polizia o, addirittura, brevemente fermate, mentre i giornalisti che hanno pubblicato sondaggi d’opinione sono stati multati.
Economia in difficoltà
Il voto arriva in un momento difficile per l'economia che è strettamente legata a quella russa e ha dunque risentito delle conseguenze del conflitto in Ucraina. La crescita economica ha accelerato, ma si è impennata anche l’inflazione che lo scorso febbraio ha raggiunto l’11,7%, mentre i tassi di interesse sono al 18%, un livello record. Aumenti delle tasse hanno acuito il malcontento. Eppure, grazie a una campagna elettorale unilaterale durata un mese, il “sì” è dunque praticamente certo. E gli emendamenti saranno approvati in appena due settimane.