Guerra in Iran, news. Tre soldati Unifil morti in Libano. Trump: “Senza accordo distruggeremo Kharg”

Guerra in Iran, news. Tre soldati Unifil morti in Libano. Trump: “Senza accordo distruggeremo Kharg”
Parigi chiede una riunione del Consiglio di sicurezza: “Inaccettabili gli attacchi a Unifil”. Madrid chiude lo spazio aereo ai velivoli che partecipano alla guerra. Santa Sede: “Israele farà entrare i nostri rappresentanti”. Il New York Times: missile mai testato prima in combattimento usato lo stesso giorno della strage di bambine a Minab
1 minuti di lettura

Il presidente americano Donald Trump, su Truth, parla di “grandi progressi” nelle discussioni con “il nuovo regime di Teheran”, ma minaccia gravissime conseguenze in caso di fallimento delle trattative. “Proposte Usa irragionevoli, nessun contatto diretto con Washington”, ha specificato Teheran. Santa Sede e Israele trovano l’accordo, il cardinale Pizzaballa potrà entrare nel Paese e celebrare la messa pasquale a Gerusalemme. Un soldato israeliano ucciso nel sud del Libano. La Spagna vieta il sorvolo a ogni velivolo impegnato nel conflitto in Iran.

Punti chiave

Iran: “Nessun negoziato con gli Usa dall’inizio della guerra, solo proposte”

"Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Quello che è successo è una richiesta di negoziati insieme a una serie di proposte dagli Usa che ci sono pervenute tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei smentendo quanto riferito da Donald Trump su trattative "anche dirette" con Teheran

Parolin vede l’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede: “Rammarico”

In seguito "allo spiacevole episodio" che il 29 marzo, Domenica delle Palme, ha coinvolto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, e padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, "ai quali la polizia israeliana ha impedito l'accesso alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme", il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, accompagnato da monsignor Paul R. Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, ha incontrato Yaron Sideman, Ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede. "Durante la conversazione, si è espresso rammarico per l'accaduto, in merito al quale sono stati offerti chiarimenti, e si è preso atto dell'intesa raggiunta tra il Patriarcato Latino di Gerusalemme e le Autorità locali circa la partecipazione alle liturgie del Triduo Santo presso la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme". Lo rende noto la sala stampa della Santa Sede

Crosetto: “Chi colpisce i caschi blu colpisce la comunità internazionale”

"Ho avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con il mio collega francese Vautrin, con la quale abbiamo condiviso la rilevanza strategica di Unifil. Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo. Le forze Onu sono in Libano per garantire la pace. Chi attacca i caschi blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 102,88 dollari

Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 3,25% a 102,88 dollari al barile. E' la prima volta dall'inizio della guerra che il greggio chiude sopra i 100 dollari

Casa Bianca: “Espressa a Israele la nostra preoccupazione per il caso Pizzaballa”

"Abbiamo espresso a Israele le nostre preoccupazioni in merito alla chiusura di questi luoghi sacri". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in merito al caso Pizzaballa. "Vogliamo che i fedeli possano accedere a questi luoghi sacri". Leavitt ha affermato che la Casa Bianca ha preso atto delle preoccupazioni israeliane in materia di "sicurezza". Leavitt ha aperto il briefing con la stampa facendo riferimento alla settimana santa e alle iniziative del presidente in occasione di Pasqua

Trump crolla nei sondaggi: è al 33%, il più basso del secondo mandato

Donald Trump sempre più a picco nei sondaggi. Il tasso di approvazione del presidente è sceso ancora, al 33%, il livello più basso del suo secondo mandato. E' quanto emerge da un sondaggio dell'Università del Massachusetts Amherst, condotto fra il 20 e il 25 marzo e secondo il quale il 62% degli americani non lo approva. Il tasso di approvazione del presidente è cinque punti più basso rispetto al luglio del 2025 e di 11 punti rispetto allo scorso aprile

Rubio: “La Nato non esiste senza gli Usa”

La Nato "non esiste senza gli Usa". II segretario di Stato americano Marco Rubio, nel corso di un'intervista ad Al Jazeera, ha osservato che "in fin dei conti, è molto semplice: la Nato è un'alleanza, e un'alleanza significa che deve essere reciprocamente vantaggiosa". Pertanto, ha aggiunto, "non può essere una strada a senso unico" e "speriamo di riuscire a sistemarla"

Casa Bianca: “Le parole del Papa? Pregare per i militari è nobile”

"Non c'è niente di sbagliato se i nostri leader militari e il presidente chiedono agli americani di pregare per i nostri soldati". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di ieri di Papa Leone. "Credo sia una cosa molto nobile da fare", ha aggiunto la funzionaria

Casa Bianca a Israele: “Riapra i luoghi sacri nella Settimana Santa”

La Casa Bianca sollecita Israele a riaprire alcuni luoghi sacri nel Paese durante il fine settimana. Lo dice la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. "Abbiamo espresso a Israele le nostre preoccupazioni riguardo alla chiusura di questi luoghi sacri", ha detto Leavitt durante un briefing con la stampa, aggiungendo che il Segretario di Stato Marco Rubio è stato coinvolto nell'appello. "La sicurezza è una priorità assoluta, ma comprendiamo che Israele sta lavorando sulle misure di sicurezza necessarie per riaprire i luoghi sacri durante la Settimana Santa", ha affermato Leavitt. "Vogliamo che i fedeli possano accedere a questi luoghi sacri", ha aggiunto

Parigi chiede una riunione del Consiglio di sicurezza: “Inaccettabili gli attacchi a Unifil”

La Francia chiede una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu a seguito dei "gravissimi incidenti subiti dai caschi blu dell'Unifil". Lo annuncia il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot su X, condannando "con la massima fermezza" gli episodi in cui sono morti tre peacekeeper. "Tali attacchi in prossimità delle posizioni delle forze di pace delle Nazioni Unite sono inaccettabili e ingiustificabili", aggiunge Barrot, precisando che Parigi "chiede un'indagine completa sulle circostanze di queste tragedie". "Tali condanne sono state espresse con la massima fermezza all'ambasciatore israeliano a Parigi", conclude

Casa Bianca a Madrid: “Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Spagna”

"Le Forze Armate degli Stati Uniti stanno centrando o superando tutti i loro obiettivi nel quadro dell'operazione Epic Fury e non hanno bisogno dell'aiuto della Spagna né di altri": lo ha dichiarato all'agenzia Efe un funzionario dell'amministrazione Trump, nel commentare la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai voli che partecipano all'operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran

Casa Bianca: “Trump chiederà a Paesi arabi di sostenere il costo della guerra”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è "interessato" a chiamare i Paesi arabi per chiedere loro di sostenere i costi della guerra in Medio Oriente. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti

La Casa Bianca ribadisce: “L'operazione in Iran 4-6 settimane, oggi è il giorno 30”

"Tutto quello che gli iraniani dicono privatamente saranno testate": le persone con cui gli Stati Uniti si stanno interfacciando "sembrano più ragionevoli di quelle che le hanno precedute e che non sono più sul pianeta Terra perché hanno mentito agli Stati Uniti". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che il Pentagono ha sempre parlato "di 4-6 settimane e oggi siamo al giorno 30"

La polizia israeliana conferma un accordo con Pizzaballa per celebrazioni pasquali in formato limitato e simbolico

La polizia israeliana conferma che, in seguito a un incontro questa mattina con il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini è stato concordato che le cerimonie tradizionali della Pasqua "si svolgeranno in formato limitato e simbolico". Come si legge in un comunicato, "c'è stato ampio accordo durante l'incontro sulla situazione unica della sicurezza quest'anno e che la situazione attuale non consente assembramenti su larga scala", dopo che anche nelle ultime due settimane ci sono stati impatti di missili e detriti vicino a sui luoghi sacri. "Il pericolo è reale, presente e immediato. L'obiettivo primario condiviso da tutti, dalla polizia e dagli esponenti religiosi, è prima di tutto la protezione di vite umane". "La polizia israeliana del distretto di Gerusalemme continua i suoi preparativi operativi, adattandosi pienamente alla complessa realtà della sicurezza in Israele durante l'operazione 'Ruggito del leone' (contro l'Iran, ndr)". "Sin dall'inizio dell'operazione è stato deciso che i luoghi sacri della Città vecchia di Gerusalemme sarebbero rimasto chiusi al pubblico dei credenti per proteggere vite umane". "Il sotto distretto di David di Gerusalemme sotto il comando di Dvir Tamin mantiene aperto il dialogo in corso con tutte le comunità cristiane in vista delle celebrazioni della Pasqua", si precisa

Unifil: “Basta attacchi deliberati contro i soldati Onu”

"Abbiamo avviato un'indagine per determinare ciò che è accaduto". Così Unifil in una nota in cui conferma la morte di due peacekeeper oggi nel sud del Libano, nei pressi di Bani Hayyan, aggiungendo che "un'esplosione di origine sconosciuta ha distrutto il loro veicolo e un terzo peacekeeper è rimasto gravemente ferito e un quarto ha riportato lesioni". "Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper – prosegue la nota - costituiscono gravi violazioni" e "possono costituire crimini di guerra. Il costo umano di questo conflitto è decisamente troppo alto. La violenza, come abbiamo già detto, deve finire"

Unifil conferma: “Due caschi blu uccisi in esplosione nel sud del Libano”

La missione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha reso nota l'uccisione di due peacekeeper in un'esplosione nel sud del Paese, confermando quanto precedentemente emerso da un rapporto interno Onu citato dal New York Times. "Due peacekeeper dell'Unifil sono stati tragicamente uccisi oggi nel sud del Libano, quando un'esplosione di origine sconosciuta ha distrutto il loro veicolo nei pressi di Bani Haiyyan. Un terzo peacekeeper è rimasto gravemente ferito e un quarto è stato ferito", si legge in una nota della missione, che ha annunciato l'apertura di un'indagine.

Iran: “Kiev partecipa attivamente all’aggressione”

L'Iran ha accusato l'Ucraina di essere direttamente coinvolta nelle operazioni militari contro Teheran. In una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e al Consiglio di Sicurezza, il rappresentante permanente iraniano all'Onu Amir Saeid Iravani ha affermato che l'ammissione di Kiev di inviare esperti in Medio Oriente "costituisce una partecipazione attiva all'aggressione militare contro l'Iran". "Così facendo, l'Ucraina si assume una responsabilità internazionale ai sensi del diritto internazionale per aver aiutato o assistito nella commissione di un atto internazionalmente illecito", ha scritto Iravani nella lettera diffusa dall'agenzia statale Irna, aggiungendo che si tratta di "fornire assistenza operativa e tecnica che contribuisce direttamente all'uso della forza e ad atti di aggressione contro la sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica islamica dell'Iran". Il diplomatico ha inoltre avvertito che colpire deliberatamente "infrastrutture industriali civili con l'obiettivo di esercitare pressione economica o punizione collettiva può costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, inclusi crimini di guerra".

Nato: “Da Teheran attacchi indiscriminati; siamo al fianco della Turchia”

"La NATO è fermamente al fianco di tutti gli Alleati, Turchia compresa, mentre l'Iran continua i suoi attacchi indiscriminati nella regione". Lo dice la portavoce della NATO, Allison Hart. "La nostra capacità di deterrenza e la nostra postura di difesa rimangono forti in tutti i domini, compresa la difesa aerea e missilistica", ha aggiunto la portavoce della Nato.

Trump, nuovi leader più ragionevoli scopriremo presto se vogliono trattare

Gli Stati Uniti scopriranno presto se il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sia disposto a collaborare per mettere fine al conflitto. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post. "Lo scopriremo", ha affermato il presidente, aggiungendo: "Ve lo farò sapere tra circa una settimana". Per Trump, a Teheran "c'è stato un totale cambio di regime e ora abbiamo a che fare con un gruppo di persone completamente nuovo. E finora si sono dimostrati molto più ragionevoli". Il presidente ha inoltre sottolineato l'incertezza che circonda le condizioni di salute del nuovo Leader Supremo, Mojtaba Khamenei, che non è stato visto in pubblico da quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato i loro attacchi, il 28 febbraio. "Nessuno ha avuto sue notizie", ha detto Trump. Alla domanda se Mojtaba Khamenei sia ancora vivo, il presidente ha aggiunto: "Non lo sappiamo. Riteniamo che probabilmente lo sia, ma in condizioni straordinariamente critiche".

Sanchez: “Con uccisione soldato Unifil superata nuova linea rossa in Libano”

"Nelle prime ore di ieri, in Libano è stata superata una nuova linea rossa. Un casco blu dell'Onu è rimasto ucciso in questo attacco e altri tre sono rimasti feriti. La Spagna condanna con fermezza questi fatti. Chiede che venga chiarita la provenienza del proiettile. E invita il governo di Israele a porre fine alle ostilità". È quanto scrive in un post sul social X il primo ministro della Spagna Pedro Sanchez. "Gli attacchi alle missioni di pace dell'Onu costituiscono un'aggressione ingiustificabile nei confronti dell'intera comunità internazionale", prosegue il post, "porgiamo inoltre le nostre sincere condoglianze alla famiglia del soldato deceduto e a tutto il personale dell'Unifil".

Domani videoconferenza ministri dell’Energia Ue

Domani i ministri dell'Energia dell'Unione europea terranno una videoconferenza informale per discutere di come coordinare l'approccio del blocco per rispondere alle tensioni in ambito energetico scatenate dagli sviluppi in Medio Oriente. Lo si apprende da un comunicato ufficiale. Si prevede che l'appuntamento, presieduto dal ministro cipriota dell'Energia Michael Damianos, prenderà il via alle 15:00, ed è prevista una conferenza stampa al termine dei lavori con quest'ultimo e il commissario Ue all'Energia Dan Jorgensen.

Trump: “Mojtaba Khamenei probabilmente vivo ma in condizioni gravi”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non sapere se Mojtaba Khamenei sia ancora in vita. "Non lo sappiamo - ha risposto al New York Post - Pensiamo probabilmente di sì, ma in condizioni estremamente gravi".

Trump: “Ghalibaf disposto a collaborare? ve lo farò sapere tra una settimana”

"Lo scopriremo presto. Ve lo farò sapere tra circa una settimana". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato, al New York Post, la disponibilità del presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf a collaborare con Washington. "Scoprirete a breve", ha aggiunto Trump a proposito della possibile risposta americana agli attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche israeliane.

Unifil: “Mezzo coinvolto in esplosione, a bordo diversi peacekeeper”

"Questa mattina un'esplosione ha gravemente danneggiato un veicolo dell'Unifil e diversi peacekeeper sono rimasti feriti. Alcuni dei feriti sono stati evacuati, ma non siamo riusciti a raggiungere la scena per estrarre altri due a causa della mancanza di garanzie di sicurezza. Dopo il coordinamento con le autorità libanesi e israeliane, una squadra è ora in viaggio verso il luogo dell'incidente. Fornirò aggiornamenti quando possibile". Lo riferisce la portavoce di Unifil, Kandice Ardiel.

Ankara, intercettato quarto missile su spazio aereo turco

Il Ministero della Difesa turco ha annunciato che un missile lanciato dall'Iran è stato intercettato lunedì sopra lo spazio aereo della Turchia. "Un missile balistico, identificato come proveniente dall'Iran e penetrato nello spazio aereo turco, è stato neutralizzato dai sistemi di difesa aerea e antimissile della NATO dispiegati nel Mediterraneo orientale", si legge nella nota del ministero. Si tratta del quarto episodio che coinvolge missili iraniani dall'inizio della guerra con l'Iran, lo scorso 28 febbraio. Il ministero ha inoltre sottolineato che l'esercito ha attivato tutte le misure ritenute necessarie alla protezione dello spazio aereo turco. "Tutti i provvedimenti contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese vengono attuati senza esitazione, mentre l'evoluzione della situazione nella regione è costantemente monitorata, con priorità alla sicurezza nazionale.", fa sapere Ankara.

Zelensky: “In Medio Oriente condiviso nostra esperienza, accordi storici”

"Siamo stati in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, in Giordania e abbiamo avuto contatti anche con altri Paesi. Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa, Rustem Umerov, è rimasto nella regione e avrà altri incontri con diversi rappresentanti". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Abbiamo fatto un passo molto importante, condividendo la nostra esperienza su come proteggere le persone e le infrastrutture civili. I leader del Medio Oriente sono molto grati agli ucraini per questo", prosegue Zelensky, sottolineando che "si tratta di accordi strategici per molti anni a venire. Si tratta anche di aprire l'esportazione, ma in modo corretto - non semplicemente vendendo la nostra esperienza, ma fornendo realmente un sistema ai partner. Non solo intercettori, ma anche linee di difesa, software, guerra elettronica. Stiamo affrontando questa questione in modo sistematico". "Si tratta di accordi storici sulla cooperazione strategica nel settore della tecnologia militare e in altri. Contratti decennali. È una questione di mutua assistenza. Siamo interessati al lavoro antimissile, di cui abbiamo una carenza. Abbiamo anche sfide legate all'energia. Gli accordi saranno formalizzati legalmente e sono molto importanti per il nostro Paese. L'Ucraina - aggiunge - non ha mai avuto accordi simili in questa regione".

Altri due soldati Unifil morti in Libano, tre vittime in poche ore

Altri due soldati Onu sono morti in Libano oggi: sarebbero caschi blu indonesiani, che operavano nella zona sud est del Paese. Almeno un'altra persona sarebbe rimasta ferita. Lo si apprende da fonti informate. Sarebbero così tre i soldati di Unifil morti nell'arco di poche ore.

Consiglio Ue modifica mandati missioni Aspides e Atalanta

Il Consiglio ha adottato le modifiche ai mandati delle operazioni navali europee Eunavfor Aspides ed Eunavfor Atalanta, rafforzando il contributo dell'UE alla sicurezza marittima nel Mar Rosso e nell'Oceano Indiano. Le decisioni arrivano mentre l'Unione continua a proteggere la libertà di navigazione e le principali rotte commerciali internazionali. Per Aspides, istituita nel 2024 in risposta agli attacchi degli Houthi, il mandato viene ampliato includendo la raccolta di informazioni sulle infrastrutture sottomarine critiche, la formazione delle forze marittime di Gibuti e la cooperazione con la Guardia costiera yemenita. Atalanta, attiva dal 2008, vedrà invece sospeso il monitoraggio del traffico illecito di carbone vegetale, mentre viene rafforzato il contrasto ai traffici illegali e introdotto un nuovo compito legato alla sicurezza delle infrastrutture critiche. Le modifiche puntano a consolidare la presenza marittima dell'UE nella regione e richiedono contributi continui in termini di mezzi navali.

Rubio: “Trump preferisce la diplomazia alla guerra”

Nella crisi in atto con l'Iran "il presidente Trump preferisce sempre la diplomazia e desidera raggiungere un risultato". Lo ha dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio, intervistato da Al Jazeera. Il capo della diplomazia americana ha ribadito che "sono in corso scambi di messaggi diretti e colloqui tra le parti in Iran e negli Stati Uniti, principalmente tramite intermediari". "Accoglieremmo sempre con favore uno scenario in cui l'Iran sia guidato da persone con una visione diversa per il futuro e, se si presenterà un'opportunità del genere, la coglieremo al volo", ha poi aggiunto secondo quanto riporta il sito dell'emittente quatarina.

Consiglio Ue estende regime delle sanzioni fino ad aprile 2027

Il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di estendere fino al 13 aprile 2027 il regime di sanzioni Ue che coprono le violazioni dei diritti umani in Iran. Lo si apprende da un comunicato che ricorda come le misure consistano nel divieto di viaggiare in Ue e ricevere fondi da cittadini Ue, il congelamento dei beni e il divieto di esportazione verso l'Iran di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna o il monitoraggio delle telecomunicazioni. L'elenco, aggiornato per rimuovere una persona deceduta, ora comprende un totale di 262 persone e 53 entità. Il regime di sanzioni è attivo dal 2011 e viene rinnovato annualmente da allora.

Idf, ieri colpita antiaerea iraniana vicino al Mar Caspio

L'Idf ha riferito di aver effettuato ieri un attacco contro sistemi di difesa aerea iraniani vicino al Mar Caspio, nel nord dell'Iran, a oltre 1.600 chilometri da Israele, nell'ambito degli sforzi in corso per espandere la propria superiorità aerea su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l'esercito, i jet dell'aeronautica israeliana hanno preso di mira un sito - nascosto in una zona boschiva - durante una serie di raid aerei effettuati ieri, colpendo sistemi che, a detta delle Idf, rappresentavano una minaccia per i propri velivoli.

Esercito iraniano: “Attaccheremo residenze dei politici e militari americani e israeliani in Medio Oriente”

L'esercito iraniano ha minacciato di attaccare le residenze di comandanti militari e politici, sia americani che israeliani, in Medio Oriente. In dichiarazioni riportate dall'agenzia Fars, il portavoce di Khatam al-Anbiya - il comando operativo delle forze armate iraniane - ha affermato che gli attacchi saranno condotti come rappresaglie per le "azioni terroristiche" di Stati Uniti ed Israele che hanno "preso di mira le case di cittadini iraniani in varie città" della Repubblica islamica. Nei raid condotti dai due Paesi hanno finora perso la vita diversi esponenti del regime di Teheran tra cui la Guida Suprema, Ali Khamenei, e il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani.

Libano: “1 morto e 17 feriti in attacco Idf a Beirut sud”

E' di almeno un morto e 17 feriti il bilancio di un attacco israeliano al quartiere densamente popolato di Rihab, a Beirut sud, che non era incluso negli avvisi diramati dall'Idf. Lo ha riferito il ministero della Salute del Libano. Tra i feriti ci sono 10 libanesi, 6 siriani, tra cui 4 bambini, e una donna guineana. Una fonte della sicurezza ha precedentemente dichiarato che nell'attacco sono stati uccisi tre membri di Hezbollah e altri tre sono rimasti feriti.

Bessent: “Gli Usa riprenderanno nel tempo il controllo di Hormuz”

"Con il passare del tempo, gli Stati Uniti riprenderanno il controllo dello Stretto" di Hormuz e "ci sarà libertà di navigazione, garantita da una scorta statunitense o da una scorta multinazionale". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un'intervista a Fox, stimando in 10-12 milioni di barili al giorno il deficit sui mercati.

Rubio: “Ci sono fratture all'interno della leadership di Teheran”

"Ci sono delle fratture" all'interno della leadership iraniana. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio in un'intervista ad Abc News. "Se ora al comando ci sono nuove persone che hanno una visione più ragionevole del futuro, questa sarebbe una buona notizia per noi, per loro, per il mondo intero", ha spiegato. "Ma dobbiamo anche essere preparati alla possibilità, forse persino alla probabilità, che non sia così". "Ci sono persone lì che dicono privatamente alcune cose giuste. Ma alla fine, dobbiamo vedere se queste persone saranno effettivamente al comando, se avranno il potere di ottenere risultati. Lo metteremo alla prova. Speriamo che sia così", ha aggiunto. "È evidente che ci sono persone che ci parlano in un modo diverso rispetto a quanto fatto in passato da chi era al potere in Iran".

Starmer: “Non ci faremo trascinare in questa guerra”

"Non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare". Lo ha dichiarato il primo ministro britannico, Keir Starmer, rispondendo alla domanda se stesse considerando di dispiegare truppe britanniche nella guerra in Medio Oriente per sostenere le operazioni di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Secondo quanto riferito dalla Bbc, Starmer ha precisato che il Regno Unito sta adottando "misure difensive" per proteggere "le vite britanniche, gli interessi britannici e, naturalmente, i nostri alleati nella regione". Il primo ministro ha aggiunto che il Regno Unito continuerà a difendere i propri interessi e a lavorare per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ribadendo che "non ci faremo trascinare in questa guerra".

Idf: “Colpita struttura dei pasdaran dentro l'università di Teheran”

L'Idf afferma di aver colpito nei giorni scorsi una struttura militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche situata all'interno dell'Università Imam Hossein, nel centro di Teheran. Lo riportano i media israeliani. Secondo i militari, l'università - descritta come "uno dei principali siti infrastrutturali militari delle Guardie Rivoluzionarie" - sarebbe stata utilizzata sotto copertura civile per la ricerca e lo sviluppo di armi, compresi lavori legati a missili balistici e altre capacità avanzate.

Ue: “Israele metta fine alle operazioni militari in Libano”

"Israele dovrebbe porre fine alle sue operazioni militari in Libano". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Anuar El Anouni in merito all'ordine del premier israeliano Benyamin Netanyahu all'esercito di ampliare ulteriormente la zona di sicurezza in Libano. E' quanto emerso nel corso del briefing quotidiano dell'esecutivo Ue con la stampa, dove la Commissione ha anche condannato "con forza" gli attacchi degli Houti nel Mar Rosso.
"Abbiamo già espresso con estrema chiarezza la nostra posizione di lunga data riguardo alla situazione nel sud del Libano - ha affermato il portavoce -. Abbiamo esortato e continuiamo a esortare Israele a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano, invitando inoltre tutte le parti ad attuare i termini degli accordi di cessate il fuoco del 27 novembre 2024 e a dare piena attuazione alla risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, astenendosi da qualsiasi azione che provochi ulteriori sfollamenti, poiché, ribadisco, la situazione sul campo, anche dal punto di vista umanitario, è grave" ha aggiunto. "Condanniamo con forza le minacce e gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e oltre – aveva affermato in precedenza il portavoce della Commissione – Perché rischiano di trascinare lo Yemen nella guerra regionale e di aumentare non solo il conflitto, ma anche l'instabilità nella regione, oltre ad avere un impatto sul commercio globale e sulla libertà di navigazione.
Ci uniamo all'appello dell'inviato speciale delle Nazioni Unite a esercitare moderazione, fermare le azioni militari e rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario, al fine di proteggere i civili e prevenire un'ulteriore escalation in Medio Oriente".
Quanto alle ipotesi di un allargamento della missione Aspides, "non facciamo speculazioni su possibili modifiche".

Iran, la tv Stato a Trump: “Stretto di Hormuz riaperto, sì, ma per le navi cinesi”

Teheran ha ironizzato sulle minacce del presidente americano Donald Trump di gravi conseguenze se non riaprirà lo stretto di Hormuz. "L'Iran ha risposto positivamente alle minacce di Trump e ha riaperto lo Stretto di Hormuz, ma solo per due petroliere cinesi!", si legge in un post della tv di Stato. Le autorità iraniane hanno lasciato passare oggi da Hormuz due portacontainers di proprietà ed equipaggio cinesi.

Esplosioni in Giordania e negli Emirati

Esplosioni sono state udite in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Lo riporta l'agenzia Fars, secondo cui le deflagrazioni negli Emirati sono provocate da "attacchi a interessi americani".

Iran, Ghalibaf: “Da noi i cristiani in chiesa, Israele li cancella”

"Le messe della Domenica delle Palme si sono svolte ieri a Teheran, Tabriz e Urmia, nonostante i bombardamenti israeliani contro i civili". Lo ha fatto sapere in un post su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, pubblicando alcune immagini delle celebrazioni in Iran all'indomani delle polemiche sorte per il divieto imposto da Israele al patriarca latino, Pierbattista Pizzaballa, di tenere i riti nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. "Prima del 1948 i cristiani rappresentavano il 12,5% della popolazione nei Territori occupati. Oggi sono solo l'1%. Il sionismo sta cercando di cancellare ogni traccia di Islam e Cristianesimo", ha aggiunto Ghalibaf.

Trump: “Intesa presto o spazzeremo via la rete di energia elettrica dell’Iran, i pozzi e l’isola di Kharg”

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato pesanti conseguenze se non si arriverà presto a un'intesa nei colloqui in corso con le nuove autorità iraniane.
"Sono stati fatti grandi progressi ma, se per qualsiasi motivo un accordo non sarà raggiunto a breve, il che probabilmente accadrà, e se lo stretto di Hormuz non è immediatamente 'riaperto, concluderemo il nostro bel 'soggiornò in Iran facendo saltare in aria e cancellando completamente tutti i loro impianti di generazione elettrica, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di dissalazione!), che di proposito non abbiamo ancora 'toccato'", ha avvertito su Truth.
"Questa sarà la punizione per i nostri numerosi soldati, e altri, che l'Iran ha massacrato e ucciso nel corso dei 47 anni di 'Regno del Terrore' del vecchio regime", ha spiegato.

Trump: “Grandi progressi nelle discussioni con il nuovo regime”

Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che sono in corso trattative con le nuove autorità iraniane e che sono stati fatti passi avanti. "Gli Stati Uniti d'America sono in serie discussioni con un nuovo e più ragionevole regime per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran", ha scritto su Truth. "Sono stati fatti grandi progressi", ha assicurato.

Starmer a Trump: “Non ci faremo trascinare nella guerra contro l'Iran”

"Questa non è la nostra guerra e non ci lasceremo trascinare dentro". Lo ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer ribadendo la sua linea sul conflitto in Medio Oriente e sulle pressioni, unite alle forti critiche, del presidente americano Donald Trump rispetto al tardivo e limitato sostegno di Londra alle operazioni militari Usa.
"La mia posizione e quella di questo governo non cambia, a prescindere dalla pressione nei nostri confronti", ha aggiunto sir Keir parlando nel corso di un evento nelle West Midlands dedicato al lancio della campagna elettorale del Labour in vista delle amministrative del 7 maggio, in cui il primo ministro rischia di subire una dura sconfitta, con possibili ripercussioni dirette sulla sua leadership in crisi.
Starmer nel suo intervento ha puntato sulla politica estera, criticando da un lato le opposizioni di destra, i Tory di Kemi Badenoch e Reform Uk di Nigel Farage, "che volevano l'ingresso" nel conflitto di Usa e Israele contro l'Iran "senza riflettere sulle conseguenze", e dall'altro i Verdi di Zack Polanski, schieramento in ascesa alla sinistra del Labour, per "volere l'uscita del Regno Unito dalla Nato".

Il Belgio aderisce alla coalizione per lo Stretto di Hormuz

Il Belgio aderirà alla coalizione dei paesi disposti a garantire il libero passaggio marittimo nello Stretto di Hormuz. Stiamo collaborando con la Francia e con tutti gli altri partner disponibili per raggiungere questo obiettivo strategico non appena le condizioni nella regione lo consentiranno, ad esempio con un cessate il fuoco. La libertà di navigazione è essenziale per la nostra sicurezza e stabilità economica". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa e del Commercio estero del Belgio, Theo Francken.

Iran, giustiziati due presunti membri di un gruppo di opposizione

Le autorità iraniane hanno giustiziato due uomini condannati in quanto affiliati ai Mujaheddin del Popolo Iraniano (Mek), un'organizzazione in esilio dagli anni '80 e designata come gruppo "terroristico" da Teheran. Lo riferisce l'agenzia stampa Mizan, espressione della magistratura della Repubblica Islamica.
Il dispaccio non specifica la data dell'arresto dei condannati nè se costoro fossero coinvolti nelle proteste di gennaio, ma afferma che avevano partecipato a "scontri urbani e atti terroristici" che hanno provocato la morte di diverse persone, con l'obiettivo di rovesciare il governo. "Dopo la conferma e l'approvazione definitiva della sentenza da parte della Corte Suprema, Akbar Daneshvarkar e Mohammad Taghavi-Sangdehi sono stati impiccati questa mattina", riferisce Mizan.

Teheran: “Indifferenza verso la guerra avrà conseguenze per tutti”

"Monitoriamo le posizioni dei Paesi e i loro approcci avranno certamente un impatto reciproco sulla nostra politica". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, riportato da Tasnim. Baghaei ha avvertito che "l'indifferenza di fronte a questa guerra avrà conseguenze per tutti" e che "l'indifferenza verso il male e la violazione della legge ricadrà sull'intera comunità internazionale".
Ha quindi aggiunto che "l'Iran, con una storia di 2.500 anni, ha dimostrato continuità nonostante tutte le difficoltà" e che "il nostro più grande alleato strategico è il popolo iraniano", sottolineando che le posizioni dei vari Paesi "avranno un ruolo nella definizione delle dinamiche future".

Media: raid su orfanotrofio a ovest di Teheran, 2 morti

Almeno due persone hanno perso la vita e altre cinque sono rimaste ferite in un raid aereo israelo-americano che ha colpito un orfanotrofio nella città di Fardis, a circa 40 chilometri a ovest di Teheran. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars citando un funzionario regionale. Il vice responsabile degli affari politico e di sicurezza della provincia di Alborz ha detto a Nour News che l'attacco è stato compiuto da forze legate al "regime israelo-americano". Sono in corso accertamenti sulle condizioni dei feriti. Ieri l'Irna ha fornito un bilancio dei minori uccisi nella guerra lanciata il 28 febbraio da Israele e Stati Uniti contro l'Iran parlando di almeno 230 vittime e 1.800 feriti.

Teheran: “Valutiamo il ritiro dal trattato di non proliferazione nucleare”

Il governo iraniano è tornato a mettere in discussione il proprio impegno nel Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Secondo quanto riferito dai media locali, il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato che Teheran continuerà a rispettare il trattato "finché ne resterà membro", ma ha avvertito che la sua "utilità è sotto esame", alla luce degli attacchi subiti dal Paese. Baghaei ha inoltre confermato che l'ipotesi di un ritiro dal Tnp è attualmente "in fase di revisione da parte del Parlamento".

Khamenei: “La Resistenza è più forte che mai”

La nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha reso omaggio al comandante della Marina del corpo dei Guardiani della rivoluzione, Alireza Tangsiri, la cui morte è stata confermata oggi. "Il martirio di quel valoroso figlio di Tangestan, soldato dell'Iran e custode dell'Islam, nell'epopea della Terza Guerra Imposta, è una grande fonte di orgoglio per il coraggioso popolo di Bushehr, e un grande onore per i giovani del sud, le Forze Armate della Repubblica Islamica e la nazione iraniana, che sono sempre stati i custodi dell'indipendenza e dei confini marittimi dell'Iran, in particolare del Golfo Persico, consentendo loro di avanzare sulla via della potenza marittima e della resistenza dell'Iran con più forza e fermezza che mai, se Dio vorrà", ha scritto a quanto riportano i suoi canali social.
"Porgo le mie congratulazioni e le mie condoglianze alla stimata famiglia, ai compagni d'armi e ai comandanti della Marina e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche per il martirio di quel valoroso comandante, e imploro Dio Onnipotente di concedere i ranghi più alti del paradiso all'eroe martirizzato", ha aggiunto.

Teheran: “Nostro ambasciatore cacciato da Beirut? Resta al suo posto”

L'Iran ha confermato che il suo ambasciatore in Libano, Mohammad Reza Sheibani, è rimasto nel Paese nonostante martedì scorso le autorità di Beirut avessero ordinato al diplomatico di lasciare il territorio libanese entro la giornata di ieri. Lo riferisce Iran International. Il ministero degli Esteri di Teheran ha anche confermato che l'ambasciata iraniana a Beirut "continua a operare". "Abbiamo seguito le notizie sul nostro ambasciatore - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei - La nostra ambasciata è aperta e il nostro ambasciatore continua il suo lavoro a Beirut e resta in città".

Domani il ministro degli Esteri del Pakistan a Pechino per colloqui sull’Iran

Visita in Cina, domani, per il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Islamabad, dove ieri si è tenuta una riunione tra i capi delle diplomazie di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto incentrata sulla situazione nella regione a un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran a cui Teheran non manca di “rispondere”. Il Pakistan si è offerto di mediare. La visita di Ishaq Dar a Pechino arriva su invito del capo della diplomazia cinese Wang Yi, precisano dal Pakistan, sottolineando la storica “amicizia” con il gigante asiatico, una partnership caratterizzata da "forte coordinamento e consultazioni che si tengono regolarmente" su questioni regionali e internazionali. La missione, aggiungono, servirà per parlare "in modo approfondito degli sviluppi nella regione, di questioni bilaterali e globali di interesse comune". Ieri Islamabad ha annunciato di essere pronta a ospitare colloqui tra rappresentanti di Stati Uniti e Iran "nei prossimi giorni" per "giungere a una soluzione globale e duratura del conflitto in corso".

Due portacontainer cinesi passano lo Stretto di Hormuz

Due portacontainer cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ed è prima volta per navi di questo tipo dall'inizio del conflitto. Lo rivela il sito di tracciamento delle navi MarineTraffic.
Le imbarcazioni della Cosco avevano già provato venerdì ad attraversare il braccio di mare, ma senza successo. Questa mattina invece i tentativi sono andati a buon segno, "a segnalare un potenziale cambiamento nelle condizioni del trasporto marittimo commerciale", ha sottolineato MarineTRaffic.
La Cscl Indian Ocean ha attraversato lo stretto alle 10:47 ora italiana e la Cscl Arctic Ocean alle 10:14. Entrambe le navi hanno registrato "proprietà ed equipaggio cinesi" e "sono dirette a Port Klang, in Malesia, per proseguire il loro viaggio sulla linea Mex di Cosco, che collega il Medio Oriente con l'Estremo Oriente", si legge ancora.
"Il transito, avvenuto con successo, segna il primo attraversamento confermato di una grande nave portacontainer dall'inizio del conflitto", sottolinea MarineTraffic.

Libano, nel sud ucciso soldato israeliano 19enne

Negli scontri e nei raid aerei in corso nel sud del Libano, tra le forze israeliane e Hezbollah, è stato ucciso un soldato israeliano di 19 anni, mentre cinque militari libanesi sono rimasti feriti.
L'esercito israeliano ha annunciato la morte del sergente Liran Ben Zion, 19 anni, di Holon, un soldato del IX battaglione della 401esima brigata corazzata, ucciso dal fuoco anticarro di Hezbollah nel sud del Libano. La notizia viene riportata dal quotidiano Haaretz. Nello stesso incidente, un ufficiale del corpo corazzato è rimasto gravemente ferito ed è stato evacuato in ospedale per le cure. Secondo le Forze di difesa israeliane, l'incidente è avvenuto nella notte tra lunedì e domenica, quando un missile anticarro è stato lanciato contro un carro armato che operava nel sud del Libano, uccidendo Ben Zion e ferendo l'ufficiale.
Successivamente sono stati lanciati altri due missili anticarro nella zona, senza che si registrassero ulteriori vittime.
L'esercito ha affermato che le truppe continuano a operare nell'area e sono alla ricerca della cellula responsabile dell'attacco.
Al contempo, un attacco israeliano ha colpito un posto di blocco dell'esercito libanese nel sud del Paese, secondo quanto riferito da un ufficiale militare libanese. Si tratta del primo attacco diretto a una postazione militare dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah. L'ufficiale, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha dichiarato che almeno cinque soldati sono rimasti feriti.
Dalla ripresa delle ostilità, il 2 marzo, l'esercito libanese ha confermato la morte di otto soldati uccisi dal fuoco israeliano nel Libano meridionale e orientale, mentre erano fuori servizio, ha riferito il quotidiano L'Orient Le Jour.

Iran: “Proposte Usa irragionevoli, nessun contatto diretto con Washington”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha definito le proposte degli Usa, articolate in 15 punti, come "eccessive e irragionevoli". Secondo quanto riferisce l'emittente dissidente iraniana, con sede a Londra, 'Iran International', Baghaei ha detto che non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan. Il funzionario ha aggiunto che la posizione dell'Iran sulle questioni in discussione è chiara e che Teheran rimane concentrata sul proprio quadro di riferimento.

Patriarcato: “La tutela della libertà di culto un dovere fondamentale”

"Desideriamo sottolineare che la fede religiosa costituisce un valore umano supremo, condiviso da tutte le religioni: ebrei, cristiani, musulmani, drusi e altri. Soprattutto in tempi di difficoltà e conflitto, come quelli attualmente vissuti, salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso". Lo sottolineano in un comunicato congiunto, il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa, nella quale si precisa che "le questioni riguardanti le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte". "Speriamo che continuino a essere trovate disposizioni adeguate, che permettano la preghiera di svolgersi nei luoghi di culto, in particolare nei Luoghi Santi di tutte le religioni, in modo che rispetti sia le legittime esigenze di sicurezza sia le osservanze e le preghiere religiose di profonda importanza per centinaia di milioni di credenti", prosegue la nota. "La Chiesa rimane in dialogo continuo con le autorità, inclusa la Polizia di Israele. Preghiamo e speriamo per la fine della tragica guerra che colpisce la regione, consapevoli delle gravi conseguenze che ha su tutti".
Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa "riaffermano il loro impegno per il dialogo, il rispetto reciproco e la conservazione dello status quo".

Il presidente israeliano Herzog conferma l’accordo con la Santa Sede

"Accolgo con grande favore gli accordi raggiunti questa mattina tra i comandanti della Polizia israeliana a Gerusalemme e il Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine il cardinale Pierbattista Pizzaballa, durante il loro incontro con un rappresentante dell'Ufficio del Presidente di Israele per definire le modalità di preghiera pasquale nella Città Vecchia di Gerusalemme". Così su X il presidente di Israele Isaac Herzog. "Ribadisco l'incrollabile impegno dello Stato di Israele per la libertà di culto di tutte le persone di fede e l'importanza di preservare lo status quo nei luoghi santi di Gerusalemme - aggiunge - A nome dello Stato di Israele, porgo i miei più calorosi auguri per la prossima Pasqua al Patriarca latino, ai nostri fratelli e sorelle cristiani in Terra Santa e ai nostri amici cristiani in Medio Oriente e nel resto del mondo".

Patriarcato: “Grati al presidente Herzog per l’attenzione e l’intervento”

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa in una nota congiunta, nella quale confermano che "le questioni riguardanti le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte", esprimono una "sincera gratitudine" a Isaac Herzog, presidente dello Stato di Israele, "per la sua pronta attenzione e il prezioso intervento".
"Esprimiamo inoltre il nostro ringraziamento ai Capi di Stato e ai funzionari che hanno agito rapidamente per trasmettere le loro posizioni ferme, molti dei quali si sono diretti personalmente per esprimere la loro vicinanza e il loro sostegno".

Teheran: “Il Pakistan ha comunicato la richiesta Usa di negoziati”

Il Pakistan ha comunicato all'Iran la volontà degli Stati Uniti di negoziare. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dal Tehran Times.
"Teheran ha ricevuto messaggi tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan, che indicano la disponibilità degli Stati Uniti e la richiesta di avviare negoziati", ha detto Baqaei.

Patriarcato: “No raduni ma dalla Chiesa saranno garantite messe in diretta”

"Naturalmente, e alla luce dello stato attuale della guerra, le restrizioni esistenti sugli raduni pubblici rimangono in vigore per il momento. Di conseguenza, le Chiese garantiranno che le liturgie e le preghiere vengano trasmesse in diretta ai fedeli in Terra Santa e in tutto il mondo". Lo si legge in una nota congiunta del Patriarcato Latino di Gerusalemme e della Custodia della Terra Santa nella quale si sottolinea che "le questioni riguardanti le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti".

Santa Sede: “Risolto l’incidente con Israele, i nostri rappresentanti potranno accedere”

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa confermano in una nota congiunta che "le questioni riguardanti le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti". "In accordo con la Polizia di Israele, è stato garantito l'accesso per i rappresentanti delle Chiese al fine di condurre liturgie e cerimonie e preservare le antiche tradizioni pasquali nella Chiesa del Santo Sepolcro".

Israele, incendio in una raffineria dopo missili su Haifa

Un incendio è divampato in una raffineria di petrolio nella città settentrionale israeliana di Haifa, poco dopo che l'esercito aveva dichiarato di aver rilevato nuovi missili in arrivo dall'Iran. La rete televisiva Channel 12 mostra un denso fumo nero che si alzava nel cielo dal sito.

Siria: “Vasto attacco droni alle nostre basi al confine con l’Iraq”

L'esercito siriano ha dichiarato che oggi un attacco di droni su larga scala ha preso di mira le sue basi vicino al confine con l'Iraq.
In una dichiarazione, l'esercito ha segnalato "un attacco su larga scala da parte di diversi droni che hanno preso di mira diverse basi militari vicino al confine iracheno all'alba di oggi", aggiungendo che la maggior parte dei droni è stata intercettata. "Stiamo valutando le nostre opzioni e risponderemo in modo appropriato per neutralizzare qualsiasi minaccia e prevenire qualsiasi aggressione contro il territorio siriano".

Madrid convoca l’incaricato d’affari di Israele per il divieto di accesso del cardinale Pizzaballa al Santo Sepolcro

La Spagna ha convocato oggi l'incaricata di affari di Israele a Madrid, il più alto grado della rappresentanza diplomatica attualmente presente nel Paese, per protestare contro il divieto di accesso al Santo Sepolcro al patriarca latino, cardinale Pierbattista Pizzaballa, alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme per celebrare la messa della Domenica delle Palme.
"Questa mattina abbiamo convocato l'incaricato di affari di Israele al ministero degli Esteri per trasmettergli la nostra protesta e chiarire che non può accadere di nuovo", ha annunciato il ministro degli Esteri José Manuel Albares, in un'intervista a Rac1.

Idf: “Nuovo attacco dallo Yemen verso Israele”

L'esercito israeliano ha dichiarato che l'Iran ha lanciato diverse ondate di missili contro Israele e che un attacco è stato lanciato dallo Yemen, per la seconda volta dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo scrivono i media internazionali.
Ha inoltre affermato che due droni provenienti dallo Yemen sono stati intercettati stamattina, senza però fornire ulteriori dettagli. La milizia Houthi yemenita, sostenuta dall'Iran, è entrata in guerra sabato, lanciando missili contro Israele e intensificando un conflitto che ha travolto il Medio Oriente.

Teheran conferma la morte del comandante della Marina dei pasdaran

L'Iran ha confermato la morte del comandante della Marina militare del corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica. "Il contrammiraglio Alireza Tangsiri è stato martirizzato", ha riferito il Tehran Times.

Madrid chiude lo spazio aereo ai voli degli aerei che partecipano alla guerra contro l’Iran

La Spagna chiude il suo spazio aereo ai voli degli aerei che partecipano alla guerra Iran. Lo riporta El País. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative. Il presidente del governo Pedro Sánchez lo ha dichiarato la scorsa settimana riferendo al Congresso sulla posizione di Madrid nel conflitto in Medio Oriente.

(afp)

Gli Usa hanno usato un’arma mai testata in combattimento e hanno colpito una palestra e una scuola

Nel primo giorno della guerra con Iran, un'arma con caratteristiche riconducibili a un missile balistico di nuova produzione statunitense è stata utilizzata in un attacco che ha colpito una palestra e una scuola elementare adiacente vicino a una struttura militare nel sud del paese, secondo esperti di armamenti e un'analisi visiva del The New York Times. Funzionari locali citati dai media iraniani hanno riferito che questo attacco e altri nelle vicinanze, nella città di Lamerd, hanno causato almeno 21 morti. L'attacco del 28 febbraio è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, causando 175 vittime. Nel caso di Lamerd, però, sarebbe stata utilizzata un'arma mai testata prima in combattimento. Il Nyt spiega di aver verificato i video di due attacchi a Lamerd, oltre a filmati successivi agli impatti. I giornalisti del quotidiano e gli esperti di munizioni hanno rilevato che le caratteristiche dell'arma, le esplosioni e i danni sono coerenti con un missile balistico a corto raggio chiamato Precision Strike Missile (PrSM), progettato per detonare appena sopra il bersaglio e disperdere piccoli proiettili di tungsteno.

Trump: “Ottenuto un cambio di regime in Iran”

Donald Trump ritiene che sia stato ottenuto un "cambio di regime" in Iran. Lo ha detto il presidente a bordo dell'Air Force One

Israele: “Stiamo reagendo ad attacco da Teheran”

L'esercito israeliano ha dichiarato che le sue difese aeree stanno reagendo a missili lanciati dall'Iran. "Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele", si legge nel comunicato militare. "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", aggiunge il comunicato, esortando la popolazione a cercare riparo fino a nuovo avviso.

L’Indonesia chiede un’inchiesta sulla morte del casco blu

Il governo indonesiano ha condannato la morte del soldato indonesiano dell’Unifil in un attacco di "origine sconosciuta" nel sud del Paese e ha chiesto un'indagine "approfondita e trasparente" sull'incidente. L'organizzazione ha dichiarato di "non conoscere la provenienza del proiettile" e di aver avviato un'indagine per accertare le circostanze della morte. Il Ministero degli Esteri indonesiano ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime le proprie condoglianze alla famiglia della vittima e indica di essere al lavoro per il rimpatrio della salma.

Aiea, da giorni non più operativo complesso di reattori di Khondab

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) ha dichiarato che il complesso di reattori ad acqua pesante di Khondab, in Iran, non è più operativo a seguito di un attacco militare israeliano avvenuto la scorsa settimana. Dopo un'analisi indipendente di immagini satellitari, l'AIEA ha concluso che il sito di Khondab "ha subito gravi danni e non è più operativo", aggiungendo che "l'impianto non contiene materiale nucleare dichiarato".

Idf: “Intercettati due droni dallo Yemen”

Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato di aver intercettato due droni lanciati dallo Yemen. Il gruppo yemenita, tuttavia, non ha rivendicato la responsabilità di questo attacco sui suoi canali Telegram, la piattaforma che utilizza abitualmente per diffondere comunicati, a differenza di quanto fatto per le offensive lanciate contro Israele nel fine settimana. Il portavoce degli Houthi, Yahya Sarea, aveva dichiarato il giorno precedente che il gruppo avrebbe continuato i suoi attacchi "nei prossimi giorni" fino a quando Tel Aviv non avesse interrotto le operazioni militari, da lui definite "crimini contro il popolo e la nazione”

L’esercito israeliano: in corso attacchi alle infrastrutture militari di Teheran

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto attacchi contro infrastrutture militari a Teheran. Lo ha scritto un portavoce dell'esercito su Telegram, senza fornire ulteriori dettagli.

Giappone, la premier valuta colloqui con l’Iran

La premier giapponese Sanae Takaichi valuta l'ipotesi di avviare un dialogo ad alto livello con la leadership iraniana, in un contesto di tensioni prolungate in Medio Oriente che impongono a Tokyo di mantenere una difficile mediazione diplomatica. "Valuterò il momento opportuno per eventuali colloqui sulla base degli interessi nazionali del nostro Paese, da una visione globale", ha dichiarato Takaichi intervenendo davanti alla commissione Bilancio della Camera.

Arabia Saudita: intercettati cinque missili

Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato l'intercettazione di cinque missili balistici diretti verso la parte orientale del Paese. "Cinque missili balistici sono stati rilevati e intercettati mentre si dirigevano verso la provincia orientale" dell'Arabia Saudita, ha annunciato il ministero in un comunicato, senza specificare la provenienza degli ordigni.

Trump: Cuba può ricevere greggio dalla petroliera russa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non avere nulla in contrario al fatto che Cuba riceva petrolio greggio da una petroliera russa vicino all'isola: "Devono sopravvivere! (...) Non ho alcun problema al riguardo", ha affermato.

Trump: “Iran consentirà il passaggio di 20 navi a Hormuz”

L'Iran consentirà il passaggio di 20 navi attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da domani in "tributo" e "segno di rispetto". Lo ha detto Donald Trump.

Trump: “Usa potrebbero prendere il petrolio dell'Iran e Kharg”

Donald Trump vuole prendere il petrolio dell'Iran e potrebbe impadronirsi dell'hub di esportazione dell'isola di Kharg. In un'intervista al Financial Times, il presidente ha spiegato che la sua "preferenza sarebbe quella di prendere il petrolio", paragonando la potenziale mossa a quanto fatto in Venezuela dopo gli Stati Uniti intendono controllare l'industria petrolifera "a tempo indeterminato". "Potremmo prendere Kharg o potremmo non prenderla. Abbiamo molte opzioni", ha aggiunto precisando che, a suo avviso, gli Stati Uniti potrebbero farlo "molto facilmente, non penso che abbiano difese".

Trump: “Oggi buone trattative con Iran”

“Con l'Iran stiamo negoziando direttamente e indirettamente”. Lo ha detto Donald Trump a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. “Oggi - ha aggiunto - ci sono state buone trattative”

Wsj: “Trump valuta missione militare per recuperare l'uranio in Iran”

Donald Trump sta valutando un'operazione militare per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran. Una missione complessa che vedrebbe le forze americane operare all'interno del paese per giorni o per un periodo più lungo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo cui il presidente non ha ancora deciso. Trump è consapevole dei rischi che una tale operazione comporta ma resta aperto all'idea. Il presidente e alcuni dei suoi alleati hanno detto privatamente che sarebbe possibile sequestrare l'uranio con un'operazione mirata che non allungherebbe la guerra, che si vorrebbe chiusa per la metà di aprile.

Iran colpisce impianto di desalinizzazione in Kuwait, un morto

Un morto e ingenti danni materiali costituiscono il bilancio di un attacco iraniano sferrato contro un edificio di servizio di un impianto di produzione di energia elettrica e desalinizzazione dell'acqua in Kuwait. Lo ha riferito il Ministero dell'Elettricità kuwaitiano. La vittima è un cittadino indiano. Squadre di emergenza sono state immediatamente inviate sul posto per gestire le conseguenze dell'attacco e garantire il regolare proseguimento delle operazioni.

Il parlamento israeliano approva l’aumento delle spese militari

Il Parlamento israeliano ha approvato un aumento delle spese militari per l'anno fiscale 2026.

Netanyahu, accesso immediato a Pizzaballa

"Ho dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino, sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme". Lo annuncia su X il premier israeliano Benyamin Netanyahu, precisando che "negli ultimi giorni, l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".

Unifil, ucciso un casco blu in un'esplosione nel sud del Libano

"Un peacekeeper è rimasto tragicamente ucciso in un esplosione in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr", nel sud del Libano e “un altro è rimasto gravemente ferito. Nessuno dovrebbe mai perdere la vita al servizio della causa della pace". Lo rende noto la missione di pace Onu di stanza in Libano, precisando che "non si conoscono le circostanze dell'esplosione, ma è stata avviata un'indagine".

Una petroliera russo è entrata nella zona economica esclusiva di Cuba

Una petroliera battente bandiera russa, carica di greggio, è entrata nella zona economica esclusiva di Cuba, secondo i dati di tracciamento navale, in quella che potrebbe essere la prima importazione di petrolio nel Paese caraibico in oltre due mesi.
La petroliera Anatoly Kolodkin, partita da Primorsk dopo aver caricato circa 650.000 barili di greggio degli Urali, potrebbe presto scaricare nel porto di Matanzas a Cuba:

I commenti dei lettori