La petroliera kuwaitiana al-Salmi è stata oggetto di un attacco iraniano mentre era ormeggiata al porto di Dubai, con conseguente incendio a bordo. L’equipaggio è stato messo in sicurezza, ma si teme la perdita di petrolio in mare. Nella notte sono stati intercettati anche missili balistici diretti verso la capitale saudita Riyad. Secondo una rivelazione del Financial Times, un broker di Pete Hegseth, il segretario della Difesa Usa, ha tentato un ingente investimento nel settore della difesa nelle settimane precedenti all'attacco in Iran. Il Pentagono replica: “Falso”
Media Teheran, nuovo attacco Israele contro acciaieria Isfahan
Nuovi attacchi hanno colpito l'acciaieria di Isfahan, già bombardata da Israele la scorsa settimana. Lo riferiscono i media iraniani. "Pochi minuti fa, il nemico americano-sionista ha preso di mira per la seconda volta con raid aerei il complesso siderurgico di Mobarakeh a Isfahan", ha scritto l'agenzia di stampa Fars. La scorsa settimana, l'Idf ha colpito l'acciaieria di Isfahan e una seconda fabbrica vicino ad Ahvaz.
Israele: “Responsabilità dei caschi blu Unifil morti è di Hezbollah”
L'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha dichiarato che Israele attribuisce a Hezbollah tutte e tre le recenti morti dei caschi blu dell'Unifil nel sud del Libano. I tre peacekeeper indonesiani sono morti mentre Israele e Hezbollah erano impegnati nei combattimenti. L'esercito israeliano ha dichiarato che le sue truppe non erano presenti nell'area del sud del Libano dove un'esplosione ha ucciso due peacekeeper dell'Unifil lunedì. Inoltre ha affermato che nessun ordigno esplosivo era stato collocato nell'area da soldati israeliani.
Usa, giornalista rapita in Iraq era stata minacciata
Shelly Kittleson, la giornalista statunitense rapita in Iraq, era stata avvertrita delle minacce a suo carico. Lo ha dichiarato un funzionario del Dipartimento di Stato americano, dicendo di essere a conoscenza del sequestro.
"Il Dipartimento di Stato ha già adempiuto al suo dovere di avvertire questa persona delle minacce che le venivano rivolte e continueremo a coordinarci con l'FBI per garantirne il rilascio il più rapidamente possibile", ha scritto Dylan Johnson, Sottosegretario per gli Affari Pubblici Globali del Dipartimento di Stato, in un post su X.
Media Beirut, 8 morti in raid israeliani nel sud del Libano
Un raid aereo israeliano che ha preso di mira un'abitazione nella città di al-Najjariya, nel sud del Libano, ha causato almeno cinque morti. Un altro attacco sulla città di Srifa, nel distretto di Tiro, ha causato la morte di tre persone e il ferimento di altre 19. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna.
Lapid: “Netanyahu ha spezzato la società israeliana dall'interno”
“Nel giorno in cui l'intero Stato di Israele piange la morte di cinque soldati uccisi in Libano, in una serata di incessanti lanci contro le comunità del nord, Netanyahu ha pronunciato per la millesima volta l'arrogante discorso in cui afferma: 'Ho cambiato il Medio Oriente'. Manca una parola in questo discorso: 'quasi'. Ha quasi cambiato il Medio Oriente, e alla fine si scopre ogni volta che non è cambiato. L'unica cosa che ha cambiato è stata la società israeliana, ci ha spezzati dall'interno". Lo ha dichiarato il capo dell'opposizione israeliana Yair Lapid rispondendo al discorso del premier Netanyahu questa sera.
Beirut, "Israele vuole rioccupare nostro territorio"
Il Libano è tornato a denunciare l'intenzione di Israele di "rioccupare" il suo territorio, dopo che Tel Aviv ha dichiarato di voler istituito una "zona di sicurezza" nel Paese dei cedri al termine della guerra. Secondo il ministro della Difesa libanese Michel Menassa le dichiarazioni del suo omologo Israel Katz "non sono più semplici minacce", ma riflettono "una chiara intenzione di imporre una nuova occupazione del territorio libanese, sfollare con la forza centinaia di migliaia di cittadini e distruggere sistematicamente villaggi e città nel sud". Ieri Katz aveva dichiarato che l'esercito israeliano occuperà un'area nel Libano meridionale, dal confine al fiume Litani, per garantirne la sicurezza, una mossa che Michel Menassa ha definito "un'intensificazione dell'aggressione contro il territorio libanese".
Araghchi: “Con Witkoff solo messaggi nessun negoziato”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato in un'intervista ad Al Jazeera lo scambio di messaggi con Steve Witkoff, inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump per il Medio Oriente, ma ha sottolineato che non sono in corso negoziati. Il capo della diplomazia iraniana ha riconosciuto che si stanno svolgendo alcune discussioni sulla sicurezza tramite il Pakistan e, riguardo alle minacce statunitensi, che se "i nemici" attaccheranno le forze iraniane saranno pronte ad affrontarli. Ha inoltre sottolineato che l'Iran non ha ancora risposto al piano in 15 punti proposto dagli Stati Uniti e legato alla scadenza fissata da Trump fra due giorni. Araghchi ha infine ribadito che l'Iran, in generale, non cerca un cessate il fuoco, bensì una soluzione definitiva al conflitto.
Papa: “Appello a Trump di porre fine alla guerra”
Un appello a Trump e ai leader del mondo per porre fine alla guerra e tornare al dialogo. Lo ha fatto Papa Leone XIV, all'uscita da Villa Barberini a Castel Gandolfo. Parlando con i giornalisti, il Pontefice ha confermato, rispondendo a una domanda in inglese, di aver parlato con Trump per cercare di porre fine alla guerra "spero stia cercando un modo per diminuire la quantità di violenza che sta generando, il che sarebbe un contributo significativo per rimuovere l'odio che si sta creando", anche nel contesto cristiano nel Medio Oriente. "Continuerei a rivolgere questo appello a tutti i leader del mondo per dire: tornate al tavolo per dialogare. Cerchiamo soluzioni ai problemi. Cerchiamo modi per ridurre la violenza".
Trump: “Le trattative con l'Iran stanno andando bene”
"Le trattative con l'Iran stanno andando bene". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista ad Axios.
Araghchi: “Non abbiamo risposto alle 15 proposte americane”
"Non abbiamo inviato nessuna risposta alle 15 proposte americane, né abbiamo presentato nessuna proposta o condizione". Lo ha detto ad Al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aggiungendo che l'Iran "accetterà solo la fine delle ostilità" e non un cessate il fuoco
Netanyahu, colpiamo con "dieci piaghe" regime terrorista
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che l'investimento iraniano di "mille miliardi di dollari" in missili balistici, arricchimento nucleare e sostegno a gruppi armati per procura "è andato in fumo". In una dichiarazione video, ha detto che Israele ha colpito l'Iran e i suoi alleati con "dieci piaghe", un riferimento alla prossima festività di Pesach, che inizia domani sera. Il primo ministro elenca i colpi inferti da Israele ai gruppi terroristici Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e altri in Cisgiordania, nonchè al regime deposto di Assad in Siria. Poi l'elenco delle cinque "piaghe" inflitte all'Iran, colpendo il suo programma nucleare, i missili balistici, le infrastrutture del regime, le forze di sicurezza interne e i suoi alti dirigenti. La guerra non è finita, ha detto ma ha elencato i risultati ottenuti da Israele, un possibile tentativo di preparare la sua campagna comunicativa nel caso in cui il presidente statunitense Donald Trump decidesse di porre fine alla guerra a breve. Netanyahu ha sottolineato che c'è stata una "svolta strategica" nei confronti dell'Iran, sostenendo che prima l'Iran voleva strangolare Israele, ma ora è Israele a strangolare l'Iran. Il regime "è più debole che mai, e Israele è più forte che mai". Il primo ministro ha insinuato che il presidente americano Joe Biden non abbia interiorizzato il pericolo iraniano, affermando di aver avvertito "i presidenti degli Stati Uniti".
Media, Usa non si oppongono all'iniziativa di Cina e Pakistan sull'Iran
Secondo una fonte a conoscenza dei dettagli interpellata da Channel 12, la Cina sta aiutando gli Stati Uniti negli sforzi per porre fine alla guerra e la Casa Bianca non si oppone all'iniziativa pachistana e cinese annunciata oggi. Tuttavia, precisa la tv israeliana, non c'è stata ancora una risposta ufficiale da parte degli Stati Uniti o dell'Iran all'iniziativa. Intervistato dalla stessa emittente, Donald Trump ha dichiarato: "I negoziati con l'Iran per porre fine alla guerra stanno procedendo bene". Alla domanda sull'iniziativa di Pakistan e Cina, Trump "non l'ha criticata né si è espresso contro. Tuttavia, non ha nemmeno confermato che gli Stati Uniti l'accetteranno", si legge sul sito di Channel 12.
Kallas, pena di morte grave regressione di Israele
"L'Ue ha una posizione di principio contro la pena di morte in tutti i casi e in ogni circostanza. Israele ha da tempo confermato una moratoria de facto sia sulle esecuzioni che sulle condanne capitali, dando così l'esempio nella regione nonostante un contesto di sicurezza complesso". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas in merito alla legge sulla pena di morte varata da Israele.
"L'approvazione del disegno di legge sulla pena di morte da parte del Parlamento israeliano rappresenta una grave regressione rispetto a quella pratica e agli impegni di Israele. - continua Kallas - Siamo profondamente preoccupati per il carattere discriminatorio de facto del disegno di legge. In linea con i nostri sforzi globali per l'abolizione universale della pena di morte, l'UE esorta Israele a rispettare la sua precedente posizione di principio e i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale, nonchè il suo impegno verso i principi democratici, come riflesso anche nelle disposizioni dell'Accordo di Associazione UE-Israele". "La pena di morte viola il diritto alla vita e non può essere eseguita senza violare il diritto assoluto a essere liberi dalla tortura e da altri maltrattamenti. La pena capitale non ha nemmeno un effetto deterrente comprovato e rende irreversibili eventuali errori giudiziari" ha concluso.
Pezeshkian: “Vogliamo mettere fine a guerra ma servono garanzie”
L'Iran ha la "volontà necessaria" per porre fine alla guerra in corso con Israele e gli Stati Uniti, ma sta cercando garanzie che il conflitto non si ripeta. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "Abbiamo la volontà necessaria per porre fine a questo conflitto, a condizione che vengano soddisfatte le condizioni essenziali, in particolare le garanzie necessarie per impedire la ripetizione dell'aggressione", ha affermato, secondo quanto riferito dal suo ufficio.
Putin sente il presidente degli Emirati sulla crisi in Medio Oriente
Il presidente Vladimir Putin ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, con focus sulla situazione in Medio Oriente e nel Golfò."È stata sottolineata l'importanza di una rapida cessazione delle ostilità e dell'intensificazione degli sforzi politici e diplomatici per una soluzione pacifica", ha riferito il Cremlino in un comunicato, ripreso dalle agenzia russe. I leader hanno inoltre rilevato l'alto livello di cooperazione e di contatti tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, che si stanno sviluppando con successo in molti settori.
Cnn, Pakistan valuta sostegno ad altri Paesi sul transito sicuro di Hormuz
Il Pakistan sta valutando la possibilità di assistere le navi di altri Paesi nel transito in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, potenzialmente registrandole sotto le cosiddette 'bandiere di comodo', una prassi del settore marittimo che consiste nel registrare ufficialmente le navi in ;;una nazione estera, spesso allo scopo di eludere le normative o ridurre al minimo il carico fiscale. Lo riferisce la Cnn, in base a due fonti vicine al dossier, aggiungendo che lo scorso fine settimana, il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha dichiarato che l'Iran sta consentendo al Paese il transito di un 20 navi totali "sotto bandiera pakistana" attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, una fonte ha precisato che il Pakistan non ha attualmente un numero così elevato di navi bloccate nel Golfo Persico e che, pertanto, potrebbe garantire un passaggio sicuro ad altre imbarcazioni, verosimilmente legate alla Cina.
Pezeshkian: “Da Usa attacchi durante dialogo, non credono in diplomazia”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che l'Iran è stato attaccato due volte durante i negoziati, sostenendo che ciò dimostra che gli Stati Uniti non credono nella diplomazia. E' quanto riporta Al Jazeera Arabic. In dichiarazioni rilasciate dalla presidenza iraniana, Pezeshkian ha anche affermato che le tensioni nello Stretto di Hormuz sono il risultato di quelle che ha definito azioni ostili americano-sioniste contro l'Iran. Ha inoltre criticato quelle che ha definito posizioni europee di parte nei confronti dell'Iran durante una telefonata con il presidente del Consiglio europeo.
Onu: “Applicare pena di morte per palestinesi è un crimine di guerra”
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha criticato duramente l'approvazione da parte del Parlamento israeliano di una nuova legge sulla pena di morte "profondamente discriminatoria", avvertendo che la sua applicazione nei Territori palestinesi occupati "costituirebbe un crimine di guerra". La nuova legge "è palesemente incompatibile con gli obblighi di Israele in materia di diritto internazionale", ha dichiarato Turk in un comunicato. "La sua applicazione ai residenti dei Territori palestinesi occupati costituirebbe un crimine di guerra", ha aggiunto. La legge prevede la pena di morte per i palestinesi della Cisgiordania riconosciuti colpevoli di aver intenzionalmente compiuto attacchi mortali considerati "atti di terrorismo" da un tribunale militare israeliano.
Oms: “Attacchi nei pressi di nostra sede a Teheran”
"Negli ultimi due giorni si sono verificati attacchi nei pressi della sede dell'Oms nella capitale iraniana, Teheran, che hanno mandato in frantumi le finestre". Lo scrive il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in un post sul social X. "Fortunatamente tutti i colleghi della sede dell'Oms in Iran sono stati rintracciati e nessuno è rimasto ferito", ha aggiunto, "gli attacchi che compromettono le operazioni e danneggiano gli edifici dell'Oms e di altre agenzie dell'Onu, le cui ubicazioni sono state chiaramente identificate, non possono essere tollerati e devono essere evitati a tutti i costi".
Serie di esplosioni nel centro di Teheran
Una serie di esplosioni ha scosso il centro di Teheran. Lo si apprende da 'Al Arabiya'.
Ue: “Un mese di guerra ci è costato 14 miliardi in più per energia”
"Ora più che mai, è estremamente importante che tutti noi restiamo uniti e agiamo insieme. Permettetemi di iniziare con alcuni dati: dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell'UE sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla spesa per le importazioni di combustibili fossili dell'Unione. Questi numeri dipingono un quadro molto chiaro: mentre la crisi in Medio Oriente entra nel suo secondo mese, è evidente che ci troviamo di fronte a una situazione molto grave". Lo afferma il commissario per l'Energia e l'Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Energia in videoconferenza. "Sebbene non vi sia un'immediata carenza di approvvigionamento di petrolio e gas nell'Unione Europea, assistiamo a una contrazione in alcuni mercati di prodotti, in particolare diesel e carburante per aerei, nonché a crescenti limitazioni nei mercati del gas e al suo effetto a cascata sul prezzo dell'elettricità. Questa situazione minaccia di imporre ulteriori costi alle nostre industrie e alle nostre famiglie", aggiunge.
Ambasciatore russo a Teheran: “Khamenei è in Iran”
L'ambasciatore russo a Teheran ha dichiarato che la nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, si trova in Iran e non è in cura in Russia. "Come la leadership iraniana ha ripetutamente affermato, il nuovo leader si trova in Iran, ma per ovvie ragioni si astiene dal comparire in pubblico", ha dichiarato Alexey Dedov all'emittente internazionale in lingua russa RTVI. Mojtaba Khamenei è il figlio dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo all'inizio della guerra, il 28 febbraio. Il giovane Khamenei non è ancora apparso in pubblico da quando è stato nominato leader dell'Iran all'inizio di questo mese, e la sua voce non si è ancora fatta sentire. Al suo posto, i media statali hanno diffuso dichiarazioni scritte a lui attribuite.
Il piano in 5 punti di Cina e Pakistan
Cina e Pakistan hanno chiesto una fine immediata della guerra in Medio Oriente, presentando un piano in cinque punti che prevede un cessate il fuoco e il rafforzamento della cooperazione sulla situazione in Iran.
L'iniziativa è stata annunciata al termine della visita a Pechino del ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar. I due Paesi si propongono come mediatori per evitare un'escalation del conflitto e "ristabilire la pace e la stabilità nel Golfo e nella regione del Medio Oriente". Il ministro cinese Wang Yi e il suo omologo pakistano "rafforzeranno la comunicazione strategica e il coordinamento sulla situazione in Iran e su altre questioni internazionali e regionali di interesse comune", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning. Secondo il ministero degli Esteri pakistano, il piano concordato prevede in primo luogo una "cessazione immediata delle ostilità" e l'avvio di negoziati di pace "il prima possibile". Cina e Pakistan sottolineano che dialogo e diplomazia rappresentano "l'unica opzione praticabile per risolvere i conflitti". Tra gli altri punti figura lo stop agli attacchi contro civili e obiettivi non militari, incluse infrastrutture energetiche e impianti di desalinizzazione, oltre alla richiesta di ripristinare rapidamente una "circolazione sicura delle navi civili e commerciali" nello stretto di Hormuz.
La visita di Dar segue gli incontri avuti domenica con i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia, nel quadro degli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra iniziata il 28 febbraio con attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Pechino, partner chiave della Repubblica islamica, non ha annunciato sostegno militare a Teheran e continua a chiedere un cessate il fuoco. Il Pakistan resta un alleato stretto della Cina nella regione, mentre Pechino ha invitato anche alla "calma e moderazione" nel contesto delle tensioni tra Islamabad e Afghanistan.
Araghchi: “Israele bombarda le nostre aziende farmaceutiche”
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha condannato Israele per gli attacchi aerei contro le aziende farmaceutiche presenti nel Paese. "I criminali di guerra in Israele ora bombardano apertamente e senza vergogna le aziende farmaceutiche. Le loro intenzioni sono chiare", ha affermato Araghchi in un post sui social media. Ha inoltre rivolto un avvertimento a Israele: "Il loro errore è quello di non considerare i civili palestinesi indifesi. Le nostre potenti forze armate puniranno severamente gli aggressori".
Trump: “La guerra in Iran non durerà ancora a lungo”
La guerra in Iran non durerà ancora a lungo. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post. "Non rimarremo ancora per molto. In questo momento li stiamo annientando", ha sottolineato il presidente.
Fonte Onu: “Casco blu Unifil ucciso da fuoco israeliano”
Una fonte della sicurezza delle Nazioni Unite ha dichiarato all'Afp che il casco blu indonesiano della missione Unifil ucciso nel fine settimana è morto a causa di fuoco israeliano. In precedenza, Unifil aveva dichiarato che il peacekeeper era stato ucciso domenica sera, quando un proiettile di origine sconosciuta "è esploso in una posizione Unifil vicino ad Adchit al Qusayr", mentre altri due caschi blu indonesiani sono stati uccisi nel Libano meridionale il giorno seguente. La fonte ha detto all'Afp, a condizione di anonimato, che erano state identificate prove secondo cui la fonte del fuoco di domenica sarebbe stato un carro armato israeliano.
Le Guardie della Rivoluzione dell’Iran: “Prenderemo di mira le aziende statunitensi presenti nella regione”
Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato che, a partire dal 1° aprile, prenderanno di mira le aziende statunitensi presenti nella regione come rappresaglia per gli attacchi contro l'Iran, secondo quanto riportato dai media statali. Le 18 aziende citate nella minaccia includono Microsoft, Google, Apple, Intel, IBM, Tesla e Boeing. “Queste aziende devono aspettarsi la distruzione delle loro rispettive unità in risposta a ogni atto terroristico in Iran, a partire dalle 20:00 ora di Teheran di mercoledì 1° aprile”, si legge nella dichiarazione.
Pakistan-Cina: “Documento in cinque punti per ripristinare la pace nella regione”
I ministri degli Esteri cinese e pakistano hanno chiesto un cessate il fuoco immediato e la fine della guerra nelle regioni del Golfo e del Medio Oriente, sollecitando l'avvio di colloqui di pace il prima possibile. I diplomatici hanno inoltre affermato che occorre garantire la sicurezza delle vie navigabili, delle navi e degli equipaggi bloccati nelle acque dello Stretto di Hormuz. I due paesi hanno lanciato l'appello in un'iniziativa in cinque punti pubblicata martedì per ripristinare la pace e la stabilità nella regione, ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano.
Pizzaballa: “Chiese in Terra Santa accoglieranno pubblico a seconda delle zone”
"Le chiese in Terra Santa rimangono aperte e sta a ogni parroco fare quanto possibile a seconda della zona e delle restrizioni di sicurezza in quell'area" valutazioni, "per consentire ai fedeli di celebrare i riti pasquali. Il Santo Sepolcro rimane chiuso al pubblico, in quanto non vi è un rifugio nelle vicinanze. Ma saranno consentite le celebrazioni per la comunità di frati locale e solo due o tre persone esterne". Lo hanno specificato in conferenza stampa a Gerusalemme il Patriarca Latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e il Custode di Terra Santa Francesco Ielpo.
Pizzaballa: “Grande dolore per la legge sulla pena di morte”
"Abbiamo appreso con grande dolore del voto del Parlamento israeliano sulla pena di morte, che non fa altro che aumentare il solco di odio tra israeliani e palestinesi. Dobbiamo lavorare con tutte le parti per evitare un ulteriore deterioramento della situazione". Lo ha affermato il Patriarca Latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa rispondendo a domande di giornalisti.
Pizzaballa: “Ci sono state incomprensioni, ma vogliamo guardare avanti”
"Non voglio soffermarmi di nuovo sull'episodio di domenica. Ci sono state delle incomprensioni. Vogliamo guardare al momento come a una opportunità per chiarire meglio i diritti delle comunità cristiane e il coordinamento con le istituzioni, di modo che non si ripetano più episodi del genere. Abbiamo ricevuto immediatamente l'assistenza del Presidente Herzog e numerosi esponenti delle comunità religiose e non, anche ebraiche. Anche la polizia è intervenuta tempestivamente. Siamo spiacenti per quanto accaduto, ma vogliamo guardare avanti". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa durante una conferenza stampa al Patriarcato Latino di Gerusalemme in vista della Pasqua.
Parigi ha vietato spazio aereo a Israele per trasportare armi americane
La Francia non ha permesso nel fine settimana a Israele di utilizzare il suo spazio aereo per trasportare armi americane da impiegare nella guerra contro l'Iran, hanno riferito martedì a Reuters un diplomatico occidentale e due fonti a conoscenza della questione. Lo scrive Reuters sul sito. Secondo le fonti, il rifiuto, avvenuto nel fine settimana, è stato il primo caso in cui la Francia ha preso una decisione del genere dall'inizio del conflitto in Iran. Né la presidenza francese né il ministero degli esteri sono stati immediatamente disponibili per un commento, precisa Reuters.
Trump: “Difficile per chiunque rimuovere l’Uranio dall’Iran”
L'uranio arricchito dell'Iran è sepolto così in profondità che sarà molto difficile per chiunque rimuoverlo. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs. Ieri il Wall Street Journal aveva riferito che il presidente americano stava valutando un'operazione militare mirata per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran.
Hegseth: “Intervento di terra resta un’opzione ma non possiamo rivelare i piani”
"Non si può combattere e vincere una guerra se si dice all'avversario cosa si è disposti a fare o cosa non si è disposti a fare, compreso l'invio di truppe sul terreno". Così il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth ha risposto ai giornalisti che chiedevano se un'invasione da terra dell'Iran fosse un'opzione sul tavolo. "Se necessario potremmo mettere in atto queste opzioni", "oppure forse non dovremo usarle affatto. Forse i negoziati funzioneranno, o forse c'è un approccio diverso. Ma il punto è essere imprevedibili, certamente non far sapere a nessuno cosa si è disposti a fare o non fare", ha aggiunto.
Hegseth: “Colloqui attivi, negoziamo con le bombe”
I colloqui con l'Iran sono "attivi" e in corso, gli Stati Uniti "preferirebbero di gran lunga" raggiungere un accordo, ma "nel frattempo, negozieremo con le bombe". Lo dice il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth durante un briefing con la stampa. "Dopo aver parlato" con Steve Witkoff, Jared Kushner e Marco Rubio "e molti altri" "posso dire che i colloqui sono molto concreti, sono in corso, sono attivi e credo che stiano guadagnando terreno. E lo apprezziamo.
Preferiremmo di gran lunga raggiungere un accordo se l'Iran fosse disposto a rinunciare al materiale bellico in suo possesso e alle sue ambizioni di aprire lo stretto. Questo è l'obiettivo, non vogliamo dover fare più di quanto sia necessario a livello militare. Ma non intendevo dire con leggerezza quando ho affermato che, nel frattempo, negozieremo con le bombe", ha aggiunto.
La Ue condanna Israele per pena di morte e spari su Unifil
L'Unione europea prende le distanze da Israele. Un portavoce della Commissione ha definito "totalmente inaccettabili" gli attacchi degli ultimi giorni contro la missione ONU in Libano (Unifil), in cui tre caschi blu hanno perso la vita e diverse persone sono rimaste ferite, chiedendo un'indagine "esaustiva" per chiarire le responsabilità. "Condanniamo gli attacchi contro i caschi blu e contro il contingente francese. Le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime", ha dichiarato il portavoce del Servizio europeo per l'Azione esterna, Anouar El Anouni nel corso del briefing quotidiano con la stampa. Nella stessa conferenza stampa, Bruxelles ha espresso "forte preoccupazione" per la legge approvata dalla Knesset che introduce la pena di morte per impiccagione per i condannati per omicidio a sfondo terroristico, una misura che la UE considera discriminatoria e "un chiaro passo indietro. La pena di morte è una violazione del diritto alla vita, e questo è un valore fondamentale per l'UE". Il portavoce ha ricordato che l'Unione si oppone alla pena capitale "in tutti i casi e in qualsiasi circostanza" e ha invitato Israele a rispettare i propri obblighi internazionali e i principi democratici.
Hegseth: “Trump non bluffa, se l’Iran è saggio cercherà l’accordo”
Se l'Iran è saggio, cercherà un accordo", il presidente Donald Trump "non bluffa". Lo dice il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth in un briefinig con la stampa sulla guerra in Iran. Hegseth ha rivelato di aver effettuato una visita a sorpresa in Medio Oriente durante il fine settimana per incontrare le truppe dislocate nelle basi della regione.
Ambasciatore Iran a Roma: “Khamenei è nel Paese e lo guida'”
Mojtaba Khamenei "si trova nel Paese e sta svolgendo le proprie funzioni di comando nella situazione di guerra". Lo ha detto l'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, in un'intervista all'ANSA, definendo "propaganda e disinformazione, tipica degli apparati mediatici israeliani", le voci emerse nei giorni scorsi che la Guida Suprema si trovasse all'estero per essere curato dopo essere stato ferito dai raid americani e israeliani. "Il nuovo leader guida il Paese e coordina la guerra con le istituzioni, ma per ragioni di sicurezza non è ancora apparso pubblicamente"
Costa sente Pezeshkian: “Cessare gli attacchi”
"La situazione attuale in Medio Oriente è estremamente pericolosa. Oggi, nella mia telefonata con il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ho esortato alla de-escalation e alla moderazione, alla protezione dei civili e delle infrastrutture civili, e alla necessità che tutte le parti rispettino pienamente il diritto internazionale". Lo scrive sui social il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "La perdita di vite innocenti, inclusa quella nella scuola di Minab, è profondamente deplorevole. Per la de-escalation, ho esortato l'Iran a cessare gli attacchi inaccettabili contro i paesi della regione e a impegnarsi positivamente sul tracciato diplomatico, in particolare con l'ONU per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. - ha esortato Costa - Deve esserci spazio per la diplomazia. L'UE è pronta a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni e per una soluzione duratura che ponga fine alle ostilità, affrontando al contempo le più ampie preoccupazioni per la sicurezza poste dall'Iran"
Trump: “La Francia non ha permesso il sorvolo agli aerei diretti in Israele, lo ricorderemo”
"La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il territorio francese. La Francia è stata molti inutile con noi nei confronti del "Macellaio dell'Iran", che è stato eliminato con successo! Gli Stati Uniti non dimenticheranno!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
Trump: “I Paesi senza carburante lo comprino da noi o se lo prendano a Hormuz”
"A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell'Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Dovrete imparare a combattere da soli, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi. L'Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a procurarvi il vostro petrolio!", aggiunge
Sanchez: “La pena di morte in Israele è un passo verso l’apartheid”
"Il governo spagnolo condanna la pena di morte per i palestinesi, recentemente approvata dal parlamento israeliano. Si tratta di una misura asimmetrica che non verrebbe applicata agli israeliani che commettono gli stessi crimini. Stesso reato, pena diversa. Questa non è giustizia. E' un altro passo verso l'apartheid. Il mondo non può rimanere in silenzio". Lo scrive su X il premier spagnolo, Pedro Sanchez
Regno Unito condanna Israele per la legge sulla pena di morte: “Sbagliata e discriminatoria”
"La pena di morte è sbagliata e noi ci opponiamo ad essa ovunque nel mondo": lo scrive oggi Yvette Cooper, ministra degli Esteri nel governo britannico di Keir Starmer, ripubblicando la dichiarazione sottoscritta con i colleghi di Italia, Francia e Germania di condanna della legge voluta dall'estrema destra e dal premier Benyamin Netanyahu per la sua introduzione in Israele nei confronti di chi sia condannato per atti mortali di "terrorismo", ma solo nei casi in cui venga riconosciuto "l'intento di negare l'esistenza dello Stato" ebraico. Legge bollata nel documento come "di fatto discriminatoria" ai danni dei soli palestinesi
Quattro feriti lievi a Dubai per detriti di missili intercettati
"Detriti provenienti da un'intercettazione sono caduti su alcune case residenziali nella zona sud di Dubai, causando danni materiali e lievi ferite a quattro cittadini asiatici": lo hanno annunciato le autorità emiratine su X mentre l'Iran continua i suoi attacchi quotidiani contro i paesi vicini del Golfo
Ue: “Condanniamo gli attacchi a Unifil; violano il diritto”
"Come Unione europea condanniamo gli attacchi che hanno provocato la morte di membri della forza di pace della missione Unifil e il ferimento di altri. Condanniamo inoltre gli attacchi che hanno preso di mira il contingente francese negli ultimi giorni, esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime e auguriamo una pronta guarigione ai feriti". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "Chiediamo un'indagine approfondita per fare luce su questi gravi attacchi, che costituiscono una grave violazione del diritto internazionale, sono totalmente inaccettabili e devono cessare immediatamente. Come Ue ribadiamo il nostro incrollabile sostegno all'Unifil, che rappresenta una forza fondamentale per la stabilizzazione della situazione in Libano", ha concluso il portavoce europeo
Foto satellitari mostrano i danni alla base Usa di Al Udeid in Qatar
Foto satellitari analizzate dall'Associated Press mostrano i danni causati da un attacco iraniano contro la base aerea di Al Udeid in Qatar. La foto del 15 marzo, fornita da Planet Labs PBC, mostra i danni a uno degli edifici dell'imponente base aerea. Il Qatar e gli Stati Uniti non hanno ancora riconosciuto i danni. Al Udeid funge da quartier generale avanzato del Comando Centrale delle forze armate statunitensi. Finora, le informazioni sui danni subiti in Medio Oriente, in particolare all'interno di installazioni militari chiuse, dall'inizio della guerra il 28 febbraio, sono state scarse. Le immagini provengono da Planet Labs PBC, una società con sede a San Francisco utilizzata da diverse testate giornalistiche, tra cui l'AP. Planet Labs ha imposto un ritardo di due settimane nella pubblicazione delle immagini, temendo che possano essere utilizzate da "attori avversari"
Ue: “La legge sulla pena di morte in Israele è un passo indietro”
L'Unione Europea esprime "grande preoccupazione" per la legge sulla pena di morte votata in Israele, che definisce "un passo indietro" e presenta una "natura discriminatoria". Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione, notando come in Israele si siano levate voci contrarie e che ci sia un appello alla corte suprema
Katz: “Distruggeremo tutte le case libanesi vicino al confine”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) demoliranno tutte le case dei villaggi libanesi che si trovano al confine. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Israel Katz, spiegando che Israele agirà "come a Rafah nella Striscia di Gaza".
L'obiettivo di Israele è creare una zona di sicurezza all'interno del Libano fino al fiume Litani, con l'obiettivo di contrastare le minacce, ha detto Katz.
Paesi arabi: “Israele non ha diritto di vietare i luoghi sacri”
L'Egitto e diversi Paesi arabi condannano il divieto d'accesso imposto da Israele ai luoghi sacri musulmani e cristiani di Gerusalemme, chiedono che vi sia consentito l'accesso e alla comunità internazionale di "adottare una posizione ferma che costringa Israele a porre fine alle continue violazioni e pratiche illegali". In un documento firmato da Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, i ministri degli Esteri hanno esortato Israele "a cessare immediatamente la chiusura dei cancelli della moschea di Al-Aqsa/Al-Haram Al-Sharif, a rimuovere le restrizioni di accesso alla Città Vecchia di Gerusalemme e ad astenersi dall'ostacolare l'accesso dei fedeli musulmani alla moschea". Condannano "con la massima fermezza le continue restrizioni imposte da Israele alla libertà di culto per musulmani e cristiani nella Gerusalemme occupata, tra cui l'impedimento ai fedeli musulmani di accedere alla Moschea di Al-Aqsa e l'impedimento al Patriarca Latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme".
Fuori uso l’impianto di desalinizzazione sull’isola di Qeshm
Uno degli impianti di desalinizzazione sull'isola iraniana di Qeshm è completamente fuori servizio a seguito di un attacco aereo statunitense. Lo ha dichiarato un funzionario sanitario iraniano, secondo quanto riporta Iran International. L'acqua potabile sull'isola dipende dagli impianti di desalinizzazione e l'unità danneggiata non può essere riparata in un breve periodo, ha aggiunto il funzionario. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato il 7 marzo che un attacco statunitense ha colpito l'impianto, interrompendo l'approvvigionamento idrico a decine di villaggi.
Iran, gruppo hacker Handala annuncia “attacco informatico su vasta scala contro una città Usa”
Il gruppo di hacker Handala ha annunciato un attacco informatico di vasta scala contro "una città degli Stati Uniti". Lo riferisce la televisione di Stato preannunciando altri dettagli: "Nelle prossime ore, tutto cambierà", ha assicurato.
Handala è riuscito a entrare nei giorni scorsi nell'account di posta elettronica privata del direttore dell'Fbi, Kash Patel.
Panetta: “Dal caro energia rischio spirale prezzi-salari”
L'intensità degli "effetti" del conflitto in Medio Oriente "dipenderà in misura cruciale dalla trasmissione degli shock alle retribuzioni e dalle ripercussioni sulle aspettative, con il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari". Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nella relazione all'assemblea ordinaria dei partecipanti in occasione dell'approvazione del Bilancio d'esercizio 2025. "Significativi rincari delle materie prime - ha osservato Panetta - potrebbero derivare da danni alle infrastrutture energetiche. Inoltre, eventuali interruzioni delle catene globali del valore potrebbero tradursi in aumenti dei prezzi dei beni intermedi, accentuando le pressioni sui prezzi al consumo".
Iran: “Pena di morte a chi filma i danni dai raid”
Rischia di essere condannato alla pena capitale chi filma o fotografa i danni causati da raid aerei in Iran. Lo ha reso noto il portavoce della Magistratura iraniana, Asghar Jahangir, citato dall'agenzia di stampa Fars. "Per coloro che forniscono informazioni al nemico scattando foto o filmando, la legge sull'inasprimento delle pene per spionaggio prevede la pena capitale e la confisca di tutti i beni", ha dichiarato Jahangir. "Quando vengono scattate fotografie delle aree danneggiate, il nemico viene informato che l'obiettivo è stato localizzato correttamente", ha aggiunto. "Fornire informazioni al nemico in questo modo equivale a collaborare con il nemico in attività di intelligence, reato per il quale il legislatore ha previsto la pena di morte e la confisca di tutti i beni", ha sottolineato Jahangir.
Parlamento Iran approva l'introduzione del pedaggio per le navi a Hormuz
Il parlamento iraniano ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz: lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. Nel testo si afferma il "ruolo sovrano" dell'Iran e delle sue forze armate nello stretto, la cooperazione con l'Oman e il divieto a qualsiasi Paese di imporre sanzioni unilaterali a Teheran. Nello Stretto di Hormuz normalmente transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl e dall'inizio della guerra l'Iran ha già imposto un pedaggio alle navi per un transito sicuro. Secondo Nbc, alcuni avrebbero pagato anche milioni per transitare.
Unicef: “340 bambini uccisi e migliaia feriti durante il conflitto”
A più di un mese dall'escalation militare in Medio Oriente, il conflitto continua a mietere vittime tra i bambini di tutta la regione. Secondo le notizie, più di 340 bambini sono stati uccisi e migliaia feriti. Lo denuncia l'Unicef in una nota precisando che il bilancio comprende 216 bambini uccisi e 1.767 feriti in Iran, 124 uccisi e 413 feriti in Libano, 4 uccisi e 862 feriti in Israele, 1 bambino ucciso in Kuwait, 4 bambini feriti in Bahrein e 1 bambino ferito in Giordania. L'evento con il maggior numero di vittime tra i bambini si è verificato il primo giorno di guerra, in seguito a un attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh in Iran, che ha causato la morte di 168 bambine e bambini. Gli attacchi incessanti delle parti in conflitto in diversi paesi stanno distruggendo e danneggiando le strutture e le infrastrutture da cui dipendono i bambini, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari. Le violenze in corso nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, nello stesso periodo hanno causato la morte di 16 bambini palestinesi e il ferimento di oltre 50.
Forti esplosioni udite a Dubai
Forti esplosioni si sono sentite in mattinata a Dubai, mentre quattro persone sono rimaste ferite dalla caduta di detriti di un drone intercettato dai sistemi di difesa in una zona residenziale. Le sirene antiaeree sono risuonate in Bahrein, mentre il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato tre missili balistici lanciati verso Riyadh e che i detriti di un drone intercettato a sud-est della capitale hanno causato danni lievi a sei abitazioni.
L’Italia ha negato l’uso della base di Sigonalle agli Usa
L'Italia ha negato agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella. L'episodio, avvenuto qualche giorno fa, è riportato dal Corriere e confermato da fonti informate. Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.
Iran: Pasdaran, colpiti portacontainer Israele e siti Usa
I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato di avere colpito diversi obbiettivi militari americani e una nave israeliana nell'88esima ondata di attacchi scatenata questa mattina. "In questo raid fulmineo, una nave portacontainer appartenente al regime sionista, denominata Express Halfong, è stata colpita da missili balistici delle forze navali dell'Irgc nelle acque centrali del Golfo Persico", si legge in una nota diffusa alla televisione di Stato.
"Nella seconda operazione combinata, è stato colpito con precisione da droni kamikaze il punto di raccolta sulla costa degli Emirati Arabi Uniti dei marines americani, che si nascondevano in un luogo segreto fuori da una base militare per paura dei missili devastanti della Guardia Rivoluzionaria", prosegue la nota. Droni, poi, hanno "distrutto il sistema anti-drone (Hawk) della Quinta Flotta dei terroristi americani, schierato fuori dalla base e intorno all'aeroporto di Manama in Bahrein". Infine, "sono stati colpiti da droni due radar avanzati di difesa aerea e di allerta precoce nella base Jaber Al-Ahmad (in Kuwait, ndr) dei terroristi americani", assicurano i Pasdaran.
Trump disposto a finire la guerra anche senza la riapertura di Hormuz
Donald Trump ha detto ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alla campagna militare statunitense contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari dell'amministrazione, secondo cui una decisione simile rafforzerebbe il controllo di Teheran sulla via navigabile e rimanderebbe a un secondo momento la complessa operazione per la sua riapertura. Nei giorni scorsi, il presidente degli Stati Uniti e i suoi collaboratori hanno valutato che una missione per forzare l'apertura dello stretto prolungherebbe il conflitto oltre la sua previsione di quattro-sei settimane. Secondo il giornale, Trump ha quindi deciso che gli Usa perseguano i propri obiettivi principali, ovvero indebolire la marina iraniana e i suoi arsenali missilistici e porre fine alle ostilità in corso, esercitando al contempo pressioni diplomatiche su Teheran affinché riprenda il libero flusso commerciale.
Nyt: “Leadership iraniana frammentata e indebolita fatica a coordinarsi”
Secondo funzionari a conoscenza delle valutazioni dell'intelligence statunitense e occidentale, la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha frammentato il governo iraniano, complicandone la capacità di prendere decisioni e coordinare attacchi di rappresaglia su larga scala. Lo riporta il New York Times. Diverse decine di leader iraniani e dei loro vice sono stati uccisi dall'inizio della guerra, quattro settimane fa. I sopravvissuti, spiega la testata, hanno difficoltà a comunicare e non possono incontrarsi di persona, per timore che le loro chiamate vengano intercettate dagli Stati Uniti o da Israele e che diventino bersaglio di un raid aereo. Sebbene le agenzie di sicurezza e militari iraniane continuino a funzionare, la capacità del governo di pianificare nuove strategie o politiche è stata indebolita.
Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano
Quattro soldati israeliani sono morti in combattimento nel sud del Libano. Lo ha comunicato l'esercito di Israele. Altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in maniera grave. Tra le vittime c'è anche un ufficiale della Brigata Nahal.
Iran, violente esplosioni a Teheran, Isfahan e Zanjan
Violente esplosioni sono segnalate a Teheran e nelle città di Isfahan e Zanjan, lo riportano i media locali. L'agenzia Tasnim ha precisato che nella capitale è stata colpita una sottostazione di una centrale elettrica. Poco prima, l'esercito israeliano aveva invitato gli abitanti di un quartiere residenziale di Teheran a rimanere al riparo in vista di un attacco contro "un'infrastruttura militare".
Missili contro Israele, esplosioni a Gerusalemme
L'esercito israeliano ha dichiarato che le sue difese aeree hanno reagito ai missili lanciati dall'Iran. A Gerusalemme sono risuonate le sirene antimissile e si sono udite diverse esplosioni. "Poco fa, l'Idf ha individuato dei missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele", ha comunicato l'esercito israeliano su Telegram.
Nyt: nessun incontro e comunicazioni scarse, la leadership dell'Iran in difficoltà
La guerra ha frammentato il governo iraniano, compromettendone la capacità di prendere decisioni e coordinare attacchi di rappresaglia su larga scala. Lo riporta il New York Times citando fonti dell'intelligence americana, secondo le quali i vertici del governo ancora in vita non riescono a incontrarsi di persona e temono che le loro conversazioni telefoniche vengano intercettate.
Wsj, Trump pronto a finire la guerra anche senza la riapertura di Hormuz
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all'operazione contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare Hormuz avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite. L’obiettivo sarebbe neutralizzare la marina iraniana e i suoi arsenali missilistici, per mettere fine alla guerra esercitando allo stesso tempo pressione su Teheran affinché ripristini il flusso dei liberi scambi. Se questo approccio non dovesse riuscire, Washington sarebbe pronta a sollecitare gli alleati in Europa e nel Golfo ad assumere la guida delle operazioni per la riapertura dello Stretto.
Pentagono: falso che Hegseth volesse speculare su guerra
Il Pentagono ha smentito che il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, abbia cercato di investire in importanti aziende del settore della difesa, come riportato dal Financial Times. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha definito "falsa e inventata" la notizia del quotidiano britannico secondo cui un broker legato a Hegseth avrebbe cercato di effettuare un investimento milionario in un fondo destinato a investire in aziende produttrici di armi, aerei e sistemi di difesa. "Si tratta di un'altra diffamazione infondata e disonesta, pensata per ingannare l'opinione pubblica. Chiediamo una smentita immediata", ha aggiunto Parnell sul suo account ufficiale di X.
Trump posta il video di un attacco Usa a un deposito di munizioni in Iran
Gli Usa hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense. Un video privo di didascalia, pubblicato su Truth dal presidente Donald Trump e raffigurante una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno, ha immortalato l'attacco, ha precisato il funzionario.
Ft, broker di Pete Hegseth voleva investire nella difesa prima di attacco a Iran
Un broker di Pete Hegseth, il segretario della Difesa Usa, ha tentato un ingente investimento in importanti aziende del settore della difesa nelle settimane precedenti l'attacco di Usa-Israele all'Iran. Lo riporta il Financial Times, in base a tre persone a conoscenza dei fatti: il broker presso Morgan Stanley ha contattato BlackRock a febbraio per valutare un investimento multimilionario nel 'Defense Industrials Active ETF' della società di gestione patrimoniale, prima che partisse l'azione militare contro Teheran. La richiesta, avanzata per conto del potenziale cliente di alto profilo, è stata segnalata internamente a BlackRock.
Impennata dei prezzi del petrolio dopo incendio alla petroliera
I prezzi del petrolio hanno avuto un'impennata nelle prime battute delle contrattazioni in Asia, dopo che le autorità di Dubai hanno comunicato di essere impegnate a domare un incendio a bordo di una petroliera kuwaitiana colpita da un drone iraniano. Il Brent è balzato del 2,4% all'apertura dei mercati asiatici di martedì, toccando i 115,49 dollari al barile. Il West Texas Intermediate (Wti), il riferimento per il mercato statunitense, ha guadagnato fino al 3,9%, a quota 106,86 dollari
Hezbollah rivendica 43 attacchi contro le forze israeliane in 24 ore
Hezbollah comunica di aver lanciato 43 attacchi contro le forze israeliane nelle ultime 24 ore. Lo riporta Al Jazeera. In dettaglio 26 attacchi si sono verificati all'interno del territorio libanese e 17 attacchi nel nord di Israele. Gli obiettivi - riferisce Hezbollah - includevano quattro basi militari, otto insediamenti, una caserma militare e quattro posti di frontiera di recente istituzione.
Arabia Saudita: intercettati 4 missili balistici diretti verso Riyad
Il ministero della Difesa saudita ha annunciato in una dichiarazione pubblicata su X di aver intercettato e distrutto altri quattro missili balistici diretti verso l'area della capitale Riyad.
Nave kuwaitiana colpita a Dubai, si teme fuoriuscita di petrolio
Si teme per una possibile fuoriuscita di petrolio dalla nave attaccata al porto di Dubai. Come riporta il Guardian, la petroliera è stata colpita in un attacco iraniano. Anche la Kuwait Petroleum Corporation afferma che la petroliera kuwaitiana al-Salmi è stata oggetto di un attacco "diretto e criminale" da parte dell'Iran mentre era ormeggiata nell'area di ancoraggio del porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Secondo una dichiarazione della compagnia, riportata dall'agenzia di stampa Kuwait News Agency, la petroliera era a pieno carico al momento dell'incidente. L'attacco ha provocato danni materiali allo scafo della nave e ha innescato un incendio a bordo. La società ha confermato che non si sono registrate vittime mentre sono in corso le operazioni per effettuare una valutazione precisa dei danni.
Netanyahu: “Raggiunta oltre la metà degli obiettivi della guerra”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un'intervista all'emittente statunitense Newsmax di non voler "stabilire una scadenza" per la fine della guerra con l'Iran aggiungendo però che "oltre la metà" degli obiettivi militari della guerra sono già stati raggiunti.
Paesi Golfo chiedono privatamente a Trump di proseguire con guerra
Gli alleati del Golfo degli Stati Uniti, guidati da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, stanno esortando il presidente Donald Trump a proseguire la guerra contro l'Iran, sostenendo che Teheran non è stata sufficientemente indebolita dalla campagna di bombardamenti guidata dagli Stati Uniti, in corso da un mese. E' quanto riferiscono funzionari statunitensi, del Golfo e israeliani. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari che hanno parlato in maniera anonima in conversazioni private funzionari di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein avrebbero espresso la volontà di non porre fine all'operazione militare finché non si verificheranno cambiamenti significativi nella leadership iraniana o un drastico cambiamento nel comportamento dell'Iran.
Dubai: quattro feriti in incendio causato da detriti di un’intercettazione aerea
Quattro persone sono rimaste ferite a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, a causa della caduta di "detriti" provocata da un'azione della difesa antiaerea. "Le autorità di Dubai sono intervenute per spegnere un incendio in una casa abbandonata ad Al Badaa, provocato da detriti caduti in seguito a un'intercettazione della difesa aerea. Sono stati segnalati quattro feriti lievi tra le persone che si trovavano nelle vicinanze dell'abitazione", ha scritto l'ufficio stampa di Dubai in un comunicato, in cui non si specifica l'origine dei detriti.
Con il blocco allo stretto di Hormuz sale il traffico al Canale di Panama
La guerra in Medio Oriente ha determinato un aumento del numero di navi che attraversano il Canale di Panama. A seguito degli attacchi statunitensi e israeliani, l'Iran blocca lo stretto di Hormuz, attraverso il quale transita solitamente circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (Gnl) destinato ai mercati mondiali. Questa situazione ha causato uno spostamento di parte del traffico marittimo verso il Canale di Panama. "Avevamo previsto circa 34 transiti (di navi nel canale) al giorno" per quest'anno, ma nelle ultime due settimane "ne abbiamo avuti 38, 39, 40", ha affermato Ilya Espino de Marotta, una responsabile dell'Autorità del Canale di Panama (ACP), in un'intervista al canale Telemetro. Gli Stati Uniti e la Cina sono di gran lunga i maggiori utenti del Canale di Panama, attraverso il quale transita circa il 5% del commercio marittimo mondiale. "Il Canale di Panama è una via sicura, breve e che, con i prezzi del carburante", offre rendimenti migliori, ha sottolineato la responsabile dell'ACP, l'ente pubblico autonomo panamense che gestisce il canale. Espino de Marotta ha tuttavia avvertito che il passaggio di oltre 40 navi al giorno non è "sostenibile nel lungo periodo".
Teheran: nessuna nave attraverserà Hormuz senza nostro consenso
Un funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera Arabic che nessuna nave può attraversare lo Stretto di Hormuz senza un accordo con l'Iran e un'accurata verifica dei suoi documenti. "Finora nessuna nave che trasportasse merci per un paese ostile ha attraversato lo Stretto di Hormuz, e nessuna lo attraverserà in futuro", ha aggiunto il funzionario.
Libano, riunione urgenza Onu alle 16 dopo morte 3 caschi blu
Il consiglio di sicurezza dell'Onu terrà oggi alle 10 (le 16 italiane) una riunione d'urgenza richiesta dalla Francia in seguito alla morte di tre caschi blu in Libano. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, aveva avanzato questa richiesta a seguito dei "gravissimi incidenti subiti dai caschi blu dell'Unifil", la forza di pace dell'Onu in Libano. La Francia "condanna con la massima fermezza gli spari" che tra domenica e lunedì hanno causato la morte di tre caschi blu della missione, aveva aggiunto su X.
Colpita petroliera a largo di Dubai, incendio a bordo
L'Ukmto, l'Autorità britannica per le operazioni di commercio marittimo, ha ricevuto una segnalazione relativa a un incidente avvenuto 31 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, con un proiettile non identificato che ha colpito una petroliera sul lato di dritta, provocando un incendio a bordo. "L'equipaggio è stato identificato e sta bene. Non è stato segnalato alcun impatto ambientale. Le autorità stanno indagando", fa sapere l'autorità su 'X'.
Iran: “Nessun negoziato con gli Usa dall’inizio della guerra, solo proposte”
"Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Quello che è successo è una richiesta di negoziati insieme a una serie di proposte dagli Usa che ci sono pervenute tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei smentendo quanto riferito da Donald Trump su trattative "anche dirette" con Teheran.