Il presidente americano Donald Trump è tornato a minacciare pesantemente via social l’Iran in vista della scadenza dell’ultimatum di questa notte: “Un'intera civiltà morirà stasera. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà. Tuttavia, ora che avremo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario può accadere, chi lo sa? Lo scopriremo stasera”. Questa mattina intanto sono stati attaccati in Iran l’isola di Kharg e il sistema ferroviario. Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sarebbe invece in stato di incoscienza e starebbe ricevendo cure mediche nella città di Qom.
Qatar: 4 feriti, tra cui un bambino, per detriti di missile iraniano
Il Qatar ha denunciato quattro feriti, tra cui un bambino, a causa di detriti missilistici durante un attacco iraniano.
Leader Dem Jeffries ai Repubblicani: “Fermate la follia di Trump”
Il leader della minoranza alla Camera, Hakeem Jeffries, ha esortato i membri repubblicani del Congresso a "fermare la follia", dopo che il presidente Trump ha minacciato di "cancellare l'intera civiltà" dell'Iran. "Il Congresso deve porre immediatamente fine a questa sconsiderata guerra contro l'Iran, prima che Donald Trump ci trascini nella Terza Guerra Mondiale", ha dichiarato Jeffries in un post su X. "È giunto il momento che ogni singolo repubblicano anteponga il dovere patriottico agli interessi di partito e fermi questa follia. Basta", recita il post. Anche il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ha esortato i repubblicani ad agire, accusando Trump di essere una "persona estremamente malata".
Fonti regionali a Cnn, attese buone notizie da negoziati
Secondo una fonte regionale citate dalla Cnn, "buone notizie sono attese a breve da entrambe le parti", ossia da Iran e Stati Uniti dopo la proposta del Pakistan di prorogare la scadenza americana di due settimane e, per lo stesso periodo, riaprire lo stretto di Hormuz. La stessa fonte ha indicato che un possibile accordo potrebbe essere raggiunto già nelle prossime ore. La Casa Bianca ha confermato che Trump è stato informato della proposta pakistana e ha fatto sapere che una risposta è attesa a breve. Lo stesso presidente ha parlato di "negoziati intensi" in corso sul dossier iraniano, senza fornire ulteriori dettagli. Il Pakistan, insieme a Egitto, Turchia e Arabia Saudita, è tra i Paesi impegnati in un ruolo di mediazione tra le parti.
Teheran all'Onu: “Sì a negoziati genuini, no a cessate il fuoco temporaneo”
Il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, ha dichiarato che Teheran è disposta ad avviare negoziati "autentici" per porre fine al conflitto, ma non accetterà un cessate il fuoco temporaneo. "L'Iran è pronto a collaborare in modo costruttivo con ogni sforzo diplomatico genuino ù inclusi quelli promossi da Pakistan, Turchia ed Egitto, nonché le iniziative diplomatiche di Cina e Russia ù e a sostenere qualsiasi iniziativa credibile capace di portare a una fine sostenibile di questa guerra illegittima e ingiustificata", ha affermato Iravani. Il diplomatico iraniano ha anche riferito al consiglio di Sicurezza dell'Onu che un rappresentante, nominato dal segretario generale delle Nazioni Unite per sostenere gli sforzi diplomatici, era in viaggio verso Teheran.
Wsj, colloqui si concentrano sulla proroga della scadenza di Trump
I colloqui all'attenzione delle parti impegnate nella mediazione tra Usa e Iran si stanno ora concentrando sulla proroga della scadenza dell'ultimatum di Donald Trump, piuttosto che su un accordo. Lo riferisce il Wsj, citando funzionari Usa e arabi, con meno di quattro ore ancora a disposizione per la potenziale svolta in grado di cambiare la situazione. Donald Trump ha fissato alle 20 locali (le 2 di domani in Italia), la scadenza entro la quale Teheran avrebbe dovuto soddisfare le sue richieste di riaprire lo Stretto di Hormuz per scongiurare attacchi alle infrastrutture iraniane, tra cui centrali elettriche e ponti.
Trump: “Siamo impegnati in negoziati intensi con l'Iran”
"Siamo attualmente impegnati in negoziati intensi con l'Iran". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con Fox News. Il capo della Casa Bianca non ha ancora fornito una risposta sulla proposta pakistana di prorogare la scadenza odierna di due settimane.
Media: “L'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan”
Un alto funzionario iraniano sostiene che l'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.
Axios, Trump risponderà a proposta Pakistan
Il presidente americano, Donald Trump, "è stato informato della proposta del Pakistan e fornirà una risposta in seguito". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando ad Axios.
Trump: “Totalmente illegale l’appello di Teheran per scudi umani attorno alle centrali”
Il presidente americano Donald Trump ha definito "totalmente illegale" l'appello di Teheran ai giovani di disporsi come "scudi umani" attorno alle centrali elettriche del Paese. "Non è consentito farlo", ha detto il presidente a Nbc News, rifiutandosi di fornire aggiornamenti sullo stato dei negoziati in corso con l'Iran. Alla domanda su cosa abbia motivato il suo post mattutino secondo cui "un'intera civiltà morirà stanotte" - dichiarazione che ha suscitato critiche a livello nazionale e internazionale - Trump ha risposto: "Dovrete capirlo da soli".
Palazzo Chigi: “Ferma condanna condotte destabilizzanti regime”
"L'Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz arteria vitale per l'economia globale fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo". Così si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Palazzo Chigi: “Condividiamo la linea Ue, preservare infrastrutture e civili in Iran”
"Il Governo italiano condivide quanto già dichiarato dalle istituzioni dell'Unione europea sulla necessità di preservare l'integrità delle infrastrutture civili, oltre che l'incolumità della popolazione iraniana, e auspica che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi, in cui si spiega che "il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l'evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un'ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l'intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili".
Palazzo Chigi: “Gli iraniani non possono pagare le colpe del regime”
"L'Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz — arteria vitale per l'economia globale — fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo. Tuttavia, è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi, in cui si spiega che "il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l'evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un'ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l'intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili"
Cnn: “Funzionari Trump nutrono ancora qualche speranza sull'Iran”
I funzionari dell'amministrazione Trump nutrono ancora la speranza che i negoziati condotti tramite gli intermediari possano portare a qualche livello di accordo fra Stati Uniti e Iran in grado di spingere Donald Trump a rinviare la sua minaccia o quantomeno a ridurne la gravità. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
Macron convoca consiglio di Difesa per domani alle 8:30
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha convocato un consiglio di Difesa per domani alle 8:30: è quanto annuncia l'Eliseo nel contesto della guerra in Medio Oriente.
Premier Pakistan: “Trump proroghi scadenza di 2 settimane”
Il premier pakistano, Shehbaz Sharif, ha chiesto al presidente americano, Donald Trump, di prorogare di due settimane la scadenza per raggiungere un accordo con l'Iran. Il Pakistan è considerato primo mediatore nel conflitto tra Washington, Israele e Teheran. "Gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica della guerra in corso in Medio Oriente stanno procedendo con costanza, forza ed efficacia, con la possibilità di raggiungere risultati concreti nel prossimo futuro. Per consentire alla diplomazia di fare il suo corso, chiedo con urgenza al presidente Trump di prorogare la scadenza di due settimane", scrive su X Sharif. "Il Pakistan, in tutta sincerità, chiede ai fratelli iraniani di aprire lo stretto di Hormuz per un periodo corrispondente di due settimane, come gesto di buona volontà. Esortiamo inoltre tutte le parti in conflitto a osservare un cessate il fuoco ovunque per due settimane, al fine di consentire alla diplomazia di raggiungere una conclusione definitiva della guerra, nell'interesse della pace e della stabilità a lungo termine nella regione", aggiunge.
Unifil, soldato Onu fermato dall'Idf per un'ora, violati diritti
"Nel corso della prima serata, le Forze di Difesa israeliane hanno trattenuto un peacekeeper di Unifil dopo aver bloccato un convoglio logistico. A seguito di contatti diretti e immediati da parte del Capo Missione e Comandante della Forza di Unifil e della nostra Sezione di Collegamento, il peacekeeper è stato rilasciato in meno di un'ora". Lo riferisce Unifil, che sottolinea: "Qualsiasi detenzione di un peacekeeper delle Nazioni Unite costituisce una palese violazione del diritto internazionale. Ci aspettiamo il pieno rispetto dello status protetto dei peacekeeper delle Nazioni Unite da parte di tutti gli attori e che tutti si astengano dall'interferire in qualsiasi modo con la loro libertà di movimento". A quanto si apprende la vicenda non riguarderebbe il settore ovest e non sarebbero coinvolti militari italiani.
Nbc: “Pentagono propone a Trump obiettivi per evitare accuse di crimini di guerra”
Il Pentagono avrebbe predisposto per il presidente statunitense Donald Trump una serie di opzioni di attacco contro obiettivi iraniani che sono sia militari che civili, nel tentativo di evitare contestazioni legate alla definizione di "crimine di guerra". Lo riporta Nbc News, citando due funzionari statunitensi. Secondo quanto riferito, Trump starebbe valutando se dare seguito alla minaccia di colpire infrastrutture critiche iraniane, tra cui ponti, centrali elettriche e impianti di desalinizzazione, alcune delle quali potrebbero rientrare tra obiettivi di natura civile. Stando alla ricostruzione dell'emittente, tra le opzioni esaminate dal Pentagono figurerebbero infrastrutture a "doppio uso", cioè utilizzate sia per scopi civili sia militari. Questa classificazione consentirebbe all'amministrazione di sostenere che si tratti di obiettivi legittimamente militari e, di conseguenza, non riconducibili tecnicamente alla definizione di crimine di guerra.
Casa Bianca, solo Trump sa cosa accadrà stanotte
Solo Donald Trump sa "a che punto siamo e cosa farà". Lo ha affermato la portavoce della Casa Bianca, riguardo alle prossime mosse del presidente, alla luce dell'ultimatum che scadrà stanotte. "Il regime iraniano ha tempo fino alle 20, ora della Costa Orientale, per cogliere l'occasione e stringere un accordo con gli Stati Uniti", ha dichiarato la funzionaria a diverse testate, tra cui Al Jazeera e il Wall Street Journal.
Teheran, inviato Onu in arrivo per colloqui su stretto di Hormuz
Incaricato di contribuire alla risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz, segnalando una ripresa dell'attività diplomatica nonostante le tensioni in corso. Lo ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza l'ambasciatore iraniano all'Onu Amir-Saeed Iravani, precisando che "l'inviato personale del segretario generale è attualmente in viaggio verso Teheran per proseguire le consultazioni". Iravani - riporta Iran International - ha aggiunto che l'Iran "è pronto a impegnarsi in modo costruttivo con tutti gli sforzi diplomatici autentici" finalizzati a porre fine al conflitto e a ristabilire la stabilità nello snodo marittimo strategico.
Teheran: “Se Usa attaccano nostra reazione sarà immediata”
L'Iran ha avvertito che non resterà "a guardare" di fronte a quelle che definisce minacce di "crimini di guerra" da parte del presidente statunitense Donald Trump. L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir-Saeid Iravani, intervenendo durante una sessione del Consiglio di Sicurezza sullo stretto di Hormuz, ha invitato la comunità internazionale a reagire "prima che sia troppo tardi" e ha ribadito che Teheran eserciterà "senza esitazione" il proprio diritto all'autodifesa, adottando "misure immediate e proporzionate" in risposta a eventuali azioni statunitensi.
Kuwait chiede a cittadini di rimanere in casa la notte
Il ministero dell'Interno del Kuwait chiede ai cittadini e ai residenti di rimanere a casa dalla mezzanotte locale alle 6 del mattino di mercoledì come misura precauzionale. Lo riportano i media regionali.
Iran all'Onu: “Da Trump minacce profondamente irresponsabili”
L'ambasciatore dell'Iran all'Onu ha aspramente criticato le minacce di Donald Trump contro il suo Paese, dopo che il presidente Usa ha avvertito che "un'intera civiltà morirà" se Teheran non accetterà le sue richieste. "Trump ha fatto nuovamente ricorso a un linguaggio che non è solo profondamente irresponsabile, ma anche profondamente allarmante", ha sottolineato durante la seduta del Consiglio di Sicurezza Amir Saeid Iravani, aggiungendo che i commenti del tycoon rivelano "apertamente la sua intenzione di commettere crimini di guerra e crimini contro l'umanità".
Guterres: “Profondamente turbato da parole di Trump su distruzione civiltà”
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, si è detto "profondamente turbato dalle dichiarazioni che suggeriscono che intere popolazioni civili o civiltà possano essere chiamate a subire le conseguenze di decisioni politiche e militari". E' quanto ha riferito il portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric commentando le ultime parole del presidente Usa Donald Trump sull'ultimatum diretto a Teheran, in scadenza questa sera. "Non esiste alcun obiettivo militare che giustifichi la distruzione indiscriminata delle infrastrutture di una società o l'inflizione deliberata di sofferenze alle popolazioni civili", ha aggiunto il portavoce.
Idf: “Rammarico per la sinagoga distrutta a Teheran”
I militari israeliani hanno espresso rincrescimento per quelli che hanno definito come "danni collaterali" a una sinagoga di Teheran colpita in pieno periodo di Pesach durante un raid la scorsa notte contro un comandante iraniano di spicco dopo che i media iraniani hanno reso nota la completa distruzione della sinagoga di Rafi-Nia nel centro della città. "La scorsa notte le Idf hanno colpito un comandante di spicco nella base di emergenza "Khatam al-Anbiya" del regime del terrore iraniano. L'Idf esprime rincrescimento per i danni collaterali alla sinagoga e sottolinea che il raid era diretto "non a un qualsiasi luogo di culto ma a un militare di alto grado nelle forze armate del regime".
Wsj: “Iran ha detto ai mediatori che il suo arsenale di armi non è esaurito”
L'Iran ha detto ai mediatori che il suo arsenale di armi è lungi dall'essere esaurito e di disporre ancora di 15.000 missili e 45.000 droni. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i mediatori ritengono le cifre probabilmente esagerate. I numeri però - aggiungono - riflettono la posizione negoziale dell'Iran. La comunicazione iraniana sul suo arsenale ha preceduto l'interuzione dei canali diplomatici diretti con gli Stati Uniti.
Raid israeliano su mercato a Teheran, tre morti
Tre persone sono rimaste uccise in seguito a un attacco israeliano al mercato di Seyed Esmail, nella capitale iraniana Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale IRNA e dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars. Tra le vittime c'è un uomo di 65 anni. Secondo l'agenzia Fars, due persone sono rimaste ferite. Quattro negozi sono crollati a seguito dell'attacco.
Axios, progressi in negoziati ma accordo improbabile entro scadenza ultimatum
Nelle ultime 24 ore si sono registrati progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma resta improbabile il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco entro la scadenza fissata da Donald Trump (le 20 ora americana, le 2 di notte in Italia). Lo riferiscono ad Axios fonti americane e israeliane. Secondo un funzionario statunitense, l'approccio della Casa Bianca sarebbe cambiato nelle ultime ore: da "possiamo trovare un accordo" a "possiamo trovarlo entro le 20?". Fonti americane riferiscono inoltre che la controproposta presentata dall'Iran il giorno precedente, "pur non essendo quello che volevamo, era molto migliore di quanto ci aspettassimo". Da quel momento, aggiungono le stesse fonti, i mediatori hanno avviato un lavoro di revisione e correzione del documento insieme alla parte iraniana.
Media, l'Iran distribuisce 180.000 compresse di iodio a Bushehr
Le autorità sanitarie della città portuale meridionale di Bushehr, sede dell'unica centrale nucleare iraniana, hanno distribuito 180.000 compresse di iodio ai residenti nell'ambito di un piano di preparazione alle emergenze: lo ha dichiarato un funzionario locale, come riporta Iran International. Il funzionario ha affermato che inizialmente la distribuzione, cominciata prima della guerra dei 12 giorni a giugno, ha dato priorità alle aree circostanti la centrale nucleare, per poi estendersi all'intera città. "Fin dall'inizio del piano, tutti i centri sanitari di base hanno distribuito compresse di iodio utilizzando moduli e linee guida prestabiliti, e ora sono a disposizione di tutti i residenti", ha affermato il funzionario. Le autorità hanno dichiarato che le compresse sono destinate all'uso in caso di incidente radiologico.
Nyt: “Rilasciata la giornalista americana catturata in Iraq”
La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena e Kaitab Hezbollah. Kittleson è stata rilasciata "in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche" del premier iracheno, ha detto Kaitab Hezbollabh in una nota, sottolineando che Kittleson deve lasciare immediatamente l'Iraq. Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Kaitab Hezbollah, secondo quanto riferito da due funzionari iracheni.
Iraq, Kataeb Hezbollah annuncia: “Rilasceremo la giornalista americana Shelly Kittleson”
Kataeb Hezbollah, milizia filoiraniana integrata nell'esercito iracheno, ha annunciato che rilascerà la giornalista americana Shelly Kittleson, rapita il 31 marzo scorso a Baghadad, nei pressi dell'Hotel Palestine. Kittleson, 49 anni, collabora con vari media statunitensi e anche italiani.
Casa Bianca: “Trump è l'unico a sapere cosa farà in Iran”
"Il regime iraniano ha tempo fino alle 20 (le 2 di notte italiane) per cogliere l'occasione e raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. Solo il presidente sa come stanno le cose e cosa intenda fare". Lo ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo alle notizie secondo cui Teheran avrebbe interrotto i contatti diretti con gli Stati Uniti.
Cina e Russia bloccano la risoluzione all'Onu sulla sicurezza di Hormuz
Russia e Cina hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione in Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Bahrein sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, due no e due astensioni.
Il testo annacquato chiedeva lo sblocco della cruciale rotta marittima: un esito ben lontano dall'obiettivo iniziale dei paesi del Golfo promotori, che miravano a ottenere l'autorizzazione per liberare lo Stretto con la forza. La bozza finale non menzionava più l'autorizzazione all'uso della forza, nemmeno a scopo difensivo.
Fonti Usa: “Trump è in modalità di sfida dopo il recupero del pilota in Iran”
Donald Trump è "in modalità di sfida", ha commentato un esponente importante dell'amministrazione Usa al Wall Street Journal, mentre un'altra voce della Casa Bianca spiega che, a questa mattina, ancora non è stato deciso quello che gli americani faranno questa notte, allo scadere dell'ultimatum. Il Presidente è orgoglioso del successo dell'operazione per il recupero del co pilota dell'F15E abbattuto sull'Iran e incoraggiato da questo successo. Rimane disposto a una soluzione diplomatica e ai tentativi per arrivarci ma non si aspetta necessariamente questo risultato.
Intende continuare a esercitare massima pressione sull'Iran e le sue dichiarazioni avevano come obiettivo quello di dimostrare quanto può diventare agggressivo, ha aggiunto la fonte.
Tehran Times: “I canali di comunicazione con gli Usa non sono chiusi”
"I canali diplomatici e di colloqui indiretti con gli Stati Uniti non sono chiusi". E' quanto si legge sull'account X del Tehran Times, dopo che lo stesso giornale qualche ora fa aveva dato notizia della chiusura di tutti i canali di comunicazione tra Washington e Teheran.
L’appello del regista premio Osca Farhadi agli artisti di tutto il mondo: “Fate fermare gli attacchi contro le infrastrutture civili iraniane”
Il regista iraniano Asghar Farhadi, due volte premio Oscar, ha lanciato un appello agli artisti di tutto il mondo affinchè facciano sentire la propria voce contro gli attacchi alle infrastrutture civili. Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. Farhadi ha visto due volte l'Oscar al miglior film straniero: nel 2012 con Una separazione e nel 2017 con Il cliente.
Media iraniani: “Catene umane attorno a ponti e infrastrutture energetiche”
In Iran si stanno moltiplicando le manifestazioni di sostegno simbolico della popolazione ai ponti e alle infrastrutture energetiche del Paese, mentre si avvicina la scadenza delle 2 di notte italiane fissata dal presidente americano Donald Trump per un possibile accordo con Teheran. Sui media statali iraniani stanno circolando immagini di gruppi di cittadini che hanno formato catene umane attorno a ponti e centrali elettriche.
Le autorità iraniane hanno chiamato a raccolta "giovani, atleti, artisti, studenti e professori universitari", definiti "patrimonio essenziale" del Paese, e secondo quanto riportato migliaia di persone avrebbero aderito all'appello. Accanto alle catene umane si sono svolte anche manifestazioni con bandiere della Repubblica islamica e cartelli e slogan contro Stati Uniti e Israele.
Trump conferma l’ultimatum: “Ma se i negoziati procedono potrebbe cambiare”
Il presidente americano Donald Trump ha confermato a Fox News che l'ultimatum rivolto all'Iran per trovare un accordo, previsto per le 20 (le 2 di notte italiane), rimane in piedi. "Se dovessimo arrivare a quel punto, ci sarà un attacco come non ne hanno mai visti - ha detto Trump, aprendo tuttavia uno spiraglio - Se i negoziati dovessero proseguire e si arrivasse a qualcosa di concreto, questo potrebbe cambiare".
Fonti di Teheran: “Stop a sforzi negoziali con gli Usa, informato il Pakistan”
L'Iran ha interrotto gli sforzi negoziali con gli Stati Uniti, informando il Pakistan che non prenderà più parte ai colloqui per il cessate il fuoco. Lo hanno riferito tre alti funzionari iraniani, citati dal New York Times, dopo che il Tehran Times aveva dato notizia della chiusura di tutti i canali di comunicazione tra la Repubblica islamica e Washington.
Leone XIV scrive ai cristiani del sud del Libano dopo la cancellazione di un convoglio umanitario
Il giorno di Pasqua “per motivi di sicurezza” è stato bloccato un convoglio umanitario che, sotto l’egida della Santa Sede, portava 40 tonnellate di medicinali e beni di prima necessità. Già nei giorni scorsi il patriarca maronita libanese, Bechera Rai, L'Œuvre d'Orient e Caritas-Libano avevano denunciato il fatto che tale cancellazione “costituisce una violazione del diritto internazionale umanitari” e rappresenta “un affronto per gli abitanti inermi del Libano meridionale, intrappolati nel fuoco incrociato della guerra tra Hezbollah e Israele". Oggi il Vaticano rende noto il messaggio di solidarietà che papa Leone XIV ha inviato agli abitanti del villaggio di Debel a cui quegli aiuti erano diretti. Il Pontefice, scrive il cardinale Pietro Parolin, “estende il suo messaggio di consolazione e compassione a tutti i cristiani del Libano meridionale e a tutti coloro che soffrono le conseguenze della guerra”. A nome del Papa il Segretario di Stato prosegue: “Nella vostra sventura, nell'ingiustizia che subite, nel sentimento di abbandono che provate, siete molto vicini a Gesù. Siete vicini a Lui anche in questo giorno di Pasqua, quando ha vinto le forze del male, e che risuona per voi come una promessa di futuro. Non perdete la speranza!”.
(di Iacopo Scaramuzzi)
Tre morti nell’attacco dell’Idf al mercato di Teheran
Tre persone sono morte in seguito a un attacco israeliano al mercato di Seyed Esmail a Teheran, in Iran. Lo riferiscono le agenzie iraniane Irna e Fars. Due persone sono rimaste ferite nell'attacco, che ha portato al crollo di quattro negozi.
La Casa Bianca nega di considerare l'uso dell'arma nucleare in Iran
La Casa Bianca nega di prendere in considerazione l'uso di armi nucleari in Iran.
Crosetto: “Sappiamo far rispettare i trattati, non siamo in guerra”
"Rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l'Iran. Sappiamo far rispettare i trattati". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell'informativa urgente sull'utilizzo delle basi Usa in territorio italiano. "Noi abbiamo preso le distanze e continuiamo a prendere le distanze da ciò che non condividiamo. Ma io non penso che gli Stati Uniti siano Biden, Trump o Clinton, così come l'Italia non è Meloni, Conte o Draghi, sono due Nazioni da sempre alleate. All'interno di questo, ciò che accade nelle basi è fissato da una legge, da ciò che ha deciso il Parlamento".
Crosetto: “La follia senza limiti è quella del regime iraniano”
"La follia senza limiti è quella di chi massacra decine di migliaia di ragazzi che chiedono solo la libertà di vivere, è la ricerca di un ordigno atomico per poterlo usare contro il nemico di sempre, Israele, è armare gruppi terroristici in ogni parte dell'oriente e dell'occidente e programmare stragi come quella del 7 ottobre, è considerare nemici tutti quelli che hanno un'altra cultura, è attaccare nazioni arabe vicine solo per scatenare una crisi economica. Questa è follia". Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, replicando a un post dell'ambasciata iraniana in Italia.
Crosetto: “Accordo con gli Usa sulle basi mai messo in discussione da nessun governo”
"L'applicazione dell'accordo sull'uso delle basi americane in Italia è sempre stata caratterizzata da una assoluta e coerente continuità da oltre 75 anni. In questi anni, nessun governo ha mai messo in discussione o solo ventilato l'ipotesi di non attuare accordi né ha messo in diccussione il loro contenuto o la loro portata". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nell'informativa urgente del Governo sull'utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle Forze armate statunitensi. "L'Italia non è il solo paese ad aver fatto accordi con gli Usa che prevedano l'uso delle basi - ricorda Crosetto - Rispettare gli accordi non significa essere coinvolti in una guerra che nessuno ha voluto, ma rispetare gli impegni. Siamo parte della Nato, con capacità e assetti di cui gli alleati ci rendono pieno merito, ma sappiamo far rispettare le nostre leggi e i trattati che ci vincolano".
L’ambasciatore iraniano a Crosetto: "La follia è di Usa e Israele"
L'avvertimento di Guido Crosetto sulla "follia senza limiti" lanciato dal ministro della Difesa in un'intervista al Corriere della Sera "rappresenta una descrizione accurata dell'attuale comportamento di Washington e Tel Aviv". E' la risposta che l'ambasciata iraniana in Italia dà alle parole del ministro, accusando Usa e Israele di aver "oltrepassato ogni confine etico e giuridico" bombardando abitazioni civili, scuole, ospedali, università, luoghi di culto e siti storici. "Il suo riferimento a Hiroshima richiama la realtà che la stessa mentalità che produsse quella tragedia oggi, con gli attacchi contro gli impianti nucleari pacifici attivi dell'Iran (come Bushehr), sta mettendo a rischio la vita di milioni di persone in tutta la regione" si legge in un post sull'account X dell'ambasciata.
La guerra è già costata agli Usa tra i 22,3 e i 31 miliardi di dollari
La guerra contro l'Iran ad oggi sarebbe costata agli Usa tra i 22,3 e i 31 miliardi di dollari e circa un decimo di tale cifra - tra i 2,1 e i 3,6 - è rappresentato dal costo delle attrezzature militari distrutte. E' quanto emerge da un'analisi di Elaine McCusker, ricercatrice senior presso l'American enterprise institute (Aei) ed ex funzionaria di alto livello del Pentagono, riportata dal Financial Times. Secondo l'esperta "le perdite di soldati e materiale da parte degli Stati Uniti sono contenute rispetto agli standard delle guerre in cui le due parti sono più equilibrate ma la distruzione da parte dell'Iran di costosi sistemi radar statunitensi ha reso Washington più vulnerabile in caso di futuri conflitti in altri teatri, come la Cina", si legge sul Ft. I calcoli della McCusker includono il costo dello schieramento di ulteriori risorse statunitensi in Medio Oriente dalla fine di dicembre e tra i 2,1 e i 3,6 miliardi di dollari per i danni registrati ad oggi e la sostituzione delle attrezzature. Qui la spesa maggiore è stata rappresentata dal costo della riparazione della Uss Gerald R Ford, una portaerei ritirata per manutenzione dopo un incendio nella lavanderia, e il prezzo della riparazione di un sistema di allerta precoce contro i missili balistici danneggiato da un drone in Qatar.
Netanyahu: “Abbiamo colpito ponti e ferrovie”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che l'Idf ha colpito in Iran "ferrovie e ponti utilizzati dai Guardiani della rivoluzione islamica" per "trasportare materie prime per armi, armamenti e i militanti che attaccano noi, gli Stati Uniti e anche i Paesi della regione". Gli attacchi, ha aggiunto, vengono condotti "con crescente intensità".
L’Idf bombarda 10 tratti chiave di ferrovie e ponti in Iran
L'aeronautica israeliana ha bombardato circa 10 tratti "chiave" di ferrovie e ponti in Iran, nell'ambito degli sforzi per impedire al Corpo delle Guardie rivoluzionarie Islamiche di spostare armamenti. Lo hanno riferito funzionari della sicurezza a Times of Israel. In vista degli attacchi, l'Idf aveva avvertito gli iraniani di tenersi lontani dai treni fino a questa sera. Secondo quanto riferito dalle autorità di sicurezza, i pasdaran avrebbero utilizzato i ponti ferroviari e autostradali per trasportare armi e altro materiale militare. Israele ha inoltre avvertito che colpirà le "infrastrutture nazionali" iraniane per causare danni economici al regime.
Macron: “Cecile Kohler e Jacques Paris, detenuti in Iran, ora sono liberi”
"Cécile Kohler e Jacques Paris sono liberi e in viaggio verso il territorio francese, dopo tre anni e mezzo di detenzione in Iran. È un sollievo per tutti noi e ovviamente per le loro famiglie". Lo annuncia sui social il presidente francese Emmanuel Macron. "Grazie alle autorità omanite per i loro sforzi di mediazione, ai servizi dello Stato e ai cittadini che si sono mobilitati senza sosta e hanno così contribuito al loro ritorno", spiega. Fonti vicine al ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot hanno riferito a Bfmtv che i due ex ostaggi hanno lasciato l'Iran questa mattina, accompagnati dall'ambasciatore francese in Iran e in un convoglio diplomatico. Attualmente si trovano in Azerbaijan.
Teheran: “Chiusi tutti i canali di comunicazione con gli Usa”
L'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti. Lo riferisce il Tehran Times. "Tutti gli scambi di messaggi sono stati sospesi", riporta il quotidiano governativo.
Teheran: "No a negoziati con gli Usa. Vogliono la nostra resa"
Non c'è nessun negoziato in corso tra Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito una fonte di primo piano iraniana alla Reuters. Gli Usa, ha spiegato, "vogliono che l'Iran si arrenda sotto la pressione degli attacchi".
Axios: “Trump ‘assetato di sangue’, Vance e mediatori spingono per i negoziati”
Il conto alla rovescia verso le 20 americane (le 2 di notte in Italia) è iniziato: nel giro di poche ore si capirà se il presidente americano Donald Trump darà seguito alla minaccia di "cancellare in una notte un intero Paese" o se concederà ancora tempo ai negoziati in corso attraverso i mediatori internazionali. Trump ha delineato uno scenario che prevederebbe la distruzione sistematica di ponti e centrali elettriche entro la mezzanotte, mentre - secondo quanto riferito ad Axios da fonti dell'amministrazione e della difesa - sarebbe già pronto un piano operativo, con conseguenze potenzialmente devastanti per la popolazione civile e il rischio di ritorsioni su vasta scala.
Sempre secondo fonti dell'amministrazione, sarebbe lo stesso Trump tra i più inclini a una linea dura: "Il presidente è il più assetato di sangue, come un cane rabbioso", afferma un funzionario, ridimensionando l'idea che siano altri - come il capo del Pentagono Pete Hegseth o il segretario di Stato Marco Rubio, "due colombe rispetto al presidente" - a spingerlo verso l'azione. Il presidente avrebbe inoltre iniziato a sondare consiglieri e alleati sulla possibilità di colpire infrastrutture strategiche iraniane, arrivando a definire il piano "Infrastructure Day".
Fonti del Pakistan: “Proseguono gli sforzi per facilitare i colloqui tra Usa e Iran”
Due fonti pachistane a conoscenza delle discussioni hanno riferito che gli sforzi per facilitare i colloqui tra Stati Uniti e Iran sono ancora in corso, mentre gli attacchi contro l'Iran si intensificano e si avvicina la scadenza fissata dal presidente Donald Trump. Lo riporta Reuters sul proprio sito.
Vance: “Due strade ben definite per il futuro di Teheran”
Per l'Iran ci sono "due strade ben definite". Lo ha affermato il vicepresidente americano JD Vance in una conferenza stampa a Budapest, parlando del conflitto con Teheran. Lo riporta il Guardian. "Credo che la prima opzione sia che gli iraniani decidano di diventare un paese normale. Non finanzieranno più il terrorismo. Entreranno a far parte del sistema commerciale e di scambio globale. E questo significherà cose molto migliori per loro dal punto di vista economico", ha spiegato. "L'opzione B è che gli iraniani non si siedano al tavolo delle trattative e rimangano fedeli al terrorismo, a terrorizzare i loro vicini, non solo Israele, ma ovviamente anche i loro vicini arabi. In tal caso, la situazione economica in Iran continuerà a essere molto, molto negativa e, francamente, probabilmente peggiorerà", ha aggiunto.
Vance: “Obiettivi militari della guerra con l'Iran raggiunti, a breve finirà”
"Gli obiettivi militari degli Stati Uniti sono stati raggiunti. Ciò significa, come ha detto il presidente, che a breve questa guerra si concluderà. E credo che la natura della conclusione dipenda in ultima analisi dagli iraniani". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban a Budapest.
Vance: “Prima della scadenza dell’ultimatum ci saranno negoziati intensi”
Ci saranno "un bel po’ di negoziati" prima della scadenza dell'ultimatum imposto da Donald Trump all'Iran. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, in visita in Ungheria. L'ultimatum scadrà alle 2 di notte ora italiana.
Wall Street Journal: “Gli Usa hanno colpito a Kharg più di 50 target militari”
Gli Stati Uniti hanno colpito più di 50 target militari sull'isola di Kharg. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti.
Trump: “Ma con il nuovo regime forse qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario può accadere, chi lo sa?”
"Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario può accadere, chi lo sa?", ha aggiunto Trump su Truth. "Lo scopriremo stasera, uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsione, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo iraniano!", ha concluso il presidente americano.
Trump: “Un'intera civiltà morirà stanotte, non vorrei ma è probabile”
"Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
I pasdaran minacciano: “Usa e alleati senza petrolio e gas per anni”
"I Guardiani della rivoluzione dichiarano ancora una volta che se l'esercito terroristico americano supererà le linee rosse, la nostra risposta andrà oltre la regione". E' quanto affermano i pasdaran iraniani secondo una dichiarazione di cui ha dato notizia la tv iraniana in cui viene minacciata una rappresaglia contro infrastrutture per "privare gli Usa e i loro alleati di petrolio e gas nella regione per anni". "I partner dell'America nella regione dovrebbero anche sapere che fino ad oggi abbiamo esercitato grande moderazione in nome del buon vicinato e abbiamo avuto riserve nello scegliere obiettivi per la rappresaglia, ma tutte queste riserve sono state abbandonate", aggiunge la dichiarazione.
Fox: “A Kharg nel mirino bunker, stazioni radar e deposito munizioni”
L'attacco americano sull'isola di Kharg aveva come obiettivi bunker, stazioni radar e un deposito di munizioni. Lo riporta Fox citando alcune fonti.
Axios: “Gli Usa hanno attaccato target militari a Kharg”
Gli Stati Uniti hanno attaccato target militari sull'isola di Kharg. Lo riporta Axios citando fonti americane.
Qatar: “Vicini al punto in cui l’escalation non sarà più controllabile”
A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran e mentre sono già in corso raid su ponti e autostrade nella Repubblica islamica, il Qatar avverte che la situazione "è vicina" a un punto in cui non può più essere controllata. Dice il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari: "Avvertiamo dal 2023 che un'escalation lasciata incontrollata ci porterà a una situazione in cui non potrà più essere gestita e siamo molto vicini a quel punto. Ed è per questo che abbiamo esortato tutte le parti a trovare una soluzione, a trovare un modo per porre fine a questa guerra prima che sia troppo tardi".
Iran, colpito anche il ponte che collega Tabriz a Zanjan
Un altro ponte, quello autostradale che collega la città di Tabriz a quella di Zanjan nel nord ovest dell'Iran, è stato colpito oggi da un raid israelo-americano. Lo riportano i media iraniani sottolineando che si tratta di una infrastruttura civile. In precedenza era stato segnalato un raid contro un ponte ferroviario a Kashan.
Attacco a ponte ferroviario in Iran: “Due morti e tre feriti a Kashan”
Due persone sono state uccise in un attacco statunitense-israeliano a un ponte ferroviario nella città iraniana centrale di Kashan. Lo fa sapere un funzionario regionale ai media statali.
"Pochi minuti fa, l'aggressore americano-sionista ha attaccato il ponte ferroviario Yahya Abad nella città di Kashan", ha detto Akbar Salehi, un alto funzionario della sicurezza regionale della provincia di Isfahan, citato dall'agenzia di stampa iraniana Irna. "Due persone sono state uccise e altre tre ferite in questo attacco", ha aggiunto.
In Iran colpito ponte ferroviario a Kashan
Le forze di Israele e Stati Uniti hanno attaccato il ponte ferroviario di Kashan, vicino a Isfahan. Lo ha riferito il vice governatore di Isfahan, citato da Nour News.
"Il nemico aggressore americano-sionista ha attaccato il ponte ferroviario di Yahyaabad nel distretto di Kashan", ha detto, "due persone sono state uccise e altre 3 sono rimaste ferite".
Esplosioni dopo attacchi sull'isola di Kharg
I media iraniani riportano esplosioni a seguito di attacchi sull'isola di Kharg nel Golfo Persico. Lo scrive l'agenzia turca Anadolu.
Media: “Il presidente Pezeshkian contro i pasdaran: ‘Portano l'Iran al disastro’”
Una spaccatura sempre più profonda ai vertici della Repubblica islamica è sfociata in uno scontro insolitamente aspro, con il presidente Masoud Pezeshkian che accusa gli alti comandanti delle Guardie Rivoluzionarie di azioni unilaterali che hanno compromesso le prospettive di cessate il fuoco e spinto l'Iran verso il disastro. Lo scrive Iran International.
Due fonti vicine alla presidenza hanno riferito di un acceso scambio di battute avvenuto sabato 4 aprile tra Pezeshkian e Hossein Taeb, figura influente vicina alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Durante l'incontro, Pezeshkian ha accusato il comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad Vahidi, e Ali Abdollahi, comandante del Quartier Generale Centrale di Khatam al-Anbiya - il comando unificato delle forze armate del Paese - di agire unilateralmente e di fomentare l'escalation attraverso attacchi contro i Paesi della regione, in particolare contro le loro infrastrutture. Secondo le fonti, Pezeshkian avrebbe affermato che tali politiche avevano distrutto ogni residua possibilità di cessate il fuoco e stavano conducendo la Repubblica islamica direttamente verso "un'enorme catastrofe".
Ha inoltre avvertito che, sulla base di quelle che ha definito valutazioni precise, l'economia iraniana non sarebbe in grado di resistere a una guerra prolungata ancora a lungo e che, nelle condizioni attuali, un collasso economico totale sarebbe inevitabile.
Nuovo attacco in Iran all'isola di Kharg
Nuovo attacco all'isola di Kharg, nel Golfo Persico, da cui proviene la stragrande maggioranza delle esportazioni iraniane di petrolio. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr, dando notizia di esplosioni. A metà marzo, l'esercito Usa aveva già effettuato dei raid aerei sull'isola.
Pasdaran: “Se gli Usa superano il limite attaccheremo fuori dalla regione”
I pasdaran hanno avvertito che il conflitto potrebbe estendersi oltre la regione mediorientale. "Se l'esercito terroristico statunitense oltrepasserà le linee rosse, la nostra risposta andrà oltre la regione", si legge in una nota dell'ufficio stampa del Corpo delle Guardie rivoluzionarie Islamiche riportata dalla Tasnim.
"Non siamo stati e non saremo gli iniziatori di attacchi contro obiettivi civili, ma non esiteremo a reagire contro i vili attacchi contro infrastrutture civili, avvertono i pasdaran.
Media Iran: “Cinque capi di Stato al lavoro per la mediazione”
"I capi di Stato di cinque Paesi amici, così come otto servizi segreti, sono stati in contatto con l'Iran per discutere un cessate il fuoco tra il Paese, gli Stati Uniti e Israele, proposto dagli Usa". Lo ha dichiarato una fonte informata all'agenzia iraniana Fars, aggiungendo che il presidente Donald Trump è alla ricerca di un accordo con l'Iran e, a tal fine, ha invitato questi Paesi e servizi segreti a trasmettere all'Iran il messaggio di cessate il fuoco.
L'Iran lunedì ha respinto il cessate il fuoco, presentando un proprio piano di pace in 10 punti, che prevede la fine definitiva della guerra e la revoca delle sanzioni.
Ue: “Trump? Respingiamo qualsiasi minaccia a infrastrutture civili in Iran”
Donald Trump minaccia di far saltare le centrali elettriche in Iran senza accordo? "Abbiamo sempre sostenuto che la diplomazia sia la risposta e, da parte nostra, respingiamo qualsiasi minaccia, anche di attacchi contro infrastrutture civili critiche. Tali attacchi rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre, e potrebbero anche portare a un'ulteriore e pericolosa escalation". Lo dice la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa. "L'Ue chiede la massima moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili e il pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti", rimarca.
Nuovo attacco su Dubai
Gli Emirati Arabi Uniti sono di nuovo sotto attacco missilistico dell'Iran. Lo riporta il Supremo consiglio di sicurezza emiratino su X. Secondo diversi media, a essere presa di mira è Dubai.
Teheran: “Colpita nave israeliana in un porto degli Emirati”
L'Iran ha rivendicato di avere colpito una vane israeliana nel porto di Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti. "Una nave portacontainer appartenente al regime israeliano, che aveva la missione di consegnare via terra equipaggiamento militare necessario al regime utilizzando il porto di Khor Fakkan negli Emirati Arabi Uniti senza passare per lo Stretto di Hormuz, è stata colpita con precisione dai Guerrieri dell'Islam durante un'operazione di intelligence e un attacco missilistico", si legge in una nota riportata dai media iraniani.
Idf: “Colpito un impianto petrolchimico a Shiraz”
Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato oggi di aver colpito ieri un importante complesso petrolchimico a Shiraz, nel sud dell'Iran. Secondo quanto scrive Idf in un comunicato pubblicato su Telegram, l'aeronautica, agendo sulla base di informazioni dell'intelligence dell'Idf, ha colpito l'impianto petrolchimico dove veniva prodotto acido nitrico utilizzato nella produzione di esplosivi e altri materiali critici per la produzione di missili balistici.
Secondo il comunicato, l'impianto era uno degli ultimi complessi rimasti a produrre componenti chimici critici per esplosivi e materiali per lo sviluppo di missili balistici.
Colpi di arma da fuoco nei pressi del Consolato di Israele a Istanbul: tre morti
Colpi di arma da fuoco nei pressi del Consolato israeliano di Istanbul, sulla sponda europea della città. Lo riferisce l'emittente turca Ntv, aggiungendo che numerose pattuglie di polizia sono state inviate sul posto. Tre persone sono rimaste uccise, secondo la Cnn turca. Il palazzo è vuoto: il personale diplomatico ha lasciato Istanbul dopo lo scontro tra Ankara e Israele sulla guerra a Gaza.
Il Regno Unito esclude l'uso delle basi per i raid Usa contro le infrastrutture iraniane
Il Regno Unito non consentirà agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari per sferrare attacchi aerei contro le infrastrutture civili iraniane, come centrali elettriche e ponti, anche a fronte dell'ultimatum imposto dal presidente americano Donald Trump a Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Sanità, Wes Streeting, a Lcb Radio, ribadendo la posizione di Londra sull'uso delle basi concesso agli Usa unicamente "per difendere gli interessi britannici e i nostri alleati in azioni di carattere difensivo".
I curdi smentiscono Trump: “Non ci ha dato armi”
Diversi leader dei partiti curdi iraniani hanno smentito di aver ricevuto armi dagli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che Washington avrebbe inviato armi ai manifestanti iraniani tramite i curdi.
"Abbiamo mandato armi ai manifestanti, molte. Penso che le abbiano prese i curdi", ha affermato Trump in un'intervista a Fox News. Ma Siamand Moeini, figura di rilievo del Partito per una Vita Libera in Kurdistan (Pjak), gruppo armato, ha respinto queste affermazioni.
"Per quanto riguarda il Pjak, per quanto ne so, non abbiamo ricevuto nulla. Sugli altri non posso esprimermi", ha dichiarato a Middle East Eye. Anche Hana Yazdanpanah, coordinatrice per le relazioni estere del Partito per la Libertà del Kurdistan (Pak), ha smentito l'arrivo di nuove dotazioni. Il gruppo, ha detto, dispone ancora dei vecchi kalashnikov usati contro l'Isis.
Esercito israeliano: “Colpito un ponte usato da Hezbollah nel sud del Libano”
Le Forze di Difesa Israeliane hanno bombardato un altro ponte sul fiume Litani, che a loro dire veniva utilizzato da Hezbollah per far transitare militanti e armi nel Libano meridionale. Lo scrive l'Idf spiegando che si tratta del settimo attraversamento fluviale bombardato dall'esercito nel contesto dei combattimenti in corso.
Ong Hrana: “Almeno 3.600 morti in Iran da inizio guerra, anche 248 bambini”
“Quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran dall'inizio delle ostilità, tra cui almeno 1.665 civili. Di queste vittime, almeno 248 erano bambini". Lo ha reso noto, secondo quanto riporta il Guardian, l'agenzia di stampa per i diritti umani Hrana, una ong con sede negli Stati Uniti.
Teheran: 18 vittime in raid su regione di Alborz
Un raid aereo contro la provincia iraniana di Alborz, a nord-ovest di Teheran, ha causato la morte di almeno 18 persone, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. L'attacco ha anche ferito 24 persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mizan, che fa capo al potere giudiziario.
Raid in Iran sull’aeroporto di Khorramabad
Raid hanno colpito l'aeroporto di Khorramabad, in Iran. Lo riferiscono media iraniani, come rilanciano al-Jazeera e Bbc a più di un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che non manca di 'rispondere'. La città di Khorramabad si trova nella provincia del Lorestan.
Media: tre bambini uccisi in raid a est di Teheran
Tre bambini sono rimasti uccisi in un raid aereo nei pressi di Teheran. Lo riferiscono i media iraniani. Secondo un giornalista dell'agenzia Mehr alle prime ore di oggi è stato colpito un palazzo a Pardis, città a est della capitale iraniana. Finora, ha riferito l'agenzia, sono stati recuperati sei corpi dalle macerie. Negli ultimi 15 anni a Pardis sono stati costruiti enormi complessi residenziali. La notizia del raid arriva a più di un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran, che non manca di “rispondere”.
Il presidente Pezeshkian: “14 milioni pronti a combattere”
"Oltre 14 milioni di fieri iraniani hanno dichiarato, fino a questo momento, la loro disponibilità a sacrificare la propria vita in difesa dell'Iran" e a combattere nella guerra lanciata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele. Lo ha scritto in un post su 'X' il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, affermando che "anch'io sono stato, sono e sarò pronto a sacrificarmi per l'Iran".
Forti esplosioni a Teheran e Qom
Forti esplosioni sono state registrate a Teheran e a Qom, dove secondo fonti dell'intelligence americana e iraniana sarebbe ricoverato Mojtaba Khamenei in gravi condizioni. Lo riferiscono media iraniani tra cui l'agenzia di stampa Mehr.
Idf: “Colpito un altro impianto petrolchimico a Shiraz”
Le forze armate israeliane hanno riferito di aver bombardato un altro impianto petrolchimico in Iran, sostenendo che si trattava di "uno dei pochi impianti rimasti" utilizzati per la produzione di materiali per missili balistici.
I media iraniani hanno riferito ieri che raid aerei hanno colpito il complesso petrolchimico di Marvdasht, vicino a Shiraz, poche ore dopo che l'aviazione israeliana aveva bombardato il più grande impianto petrolchimico iraniano ad Asaluyeh. Secondo l'Idf, l'impianto vicino a Shiraz "era utilizzato dalle forze armate iraniane per produrre acido nitrico, una sostanza necessaria per la produzione di esplosivi e altri materiali utilizzati nei processi di sviluppo dei missili balistici". Il sito era "uno dei pochi complessi rimasti per la produzione di componenti chimici essenziali per esplosivi e materiali per missili balistici in Iran", ha aggiunto
In corso attacchi aerei su Teheran, forti esplosioni
Sono in corso nuovi attacchi aerei di Usa e Israele su Teheran, dove sono state udite tre forti esplosioni. Lo riferisce Al Jazeera, che parla di aerei da combattimento che stanno sorvolando la capitale iraniana
Idf agli iraniani: “Oggi non prendete il treno, ne va delle vostre vite”
L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi e fino alle 21 ora iraniana (le 18,30 ora italiana, ndr) perché ciò "mette in pericolo le vostre vite". "Avviso urgente per gli utenti e i passeggeri dei treni in Iran - si legge sul canale X in lingua farsi dell'Idf - Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi preghiamo gentilmente di astenervi dall'utilizzare e viaggiare in treno in tutto l'Iran da ora fino alle ore 21:00 (ora iraniana). La vostra presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie mette in pericolo le vostre vite"
Sinagoga a Teheran distrutta da attacchi Usa-Israele
Una sinagoga nel centro di Teheran è stata completamente distrutta nel corso di un attacco degli Stati Uniti e di Israele.
Pentagono annulla conferenza stampa con Hegseth e Caine
Il Pentagono ha annullato il briefing con la stampa previsto oggi alle 8 locali (le 14 in Italia) con Pete Hegseth e il capo dello Stato maggiore delle forze armate Usa, il generale Dan Caine.
Teheran: “I giovani formino catene umane a protezione delle centrali elettriche del Paese”
“I giovani formino "catene umane" intorno alle centrali elettriche del Paese”. E' l'appello rivolto dalla televisione di stato da Alireza Rahimi, segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e dell'Adolescenza, in seguito alle minacce di ulteriori attacchi da parte degli Stati Uniti. L'appello, nel corso di una videochiamata, è stato rivolto a "tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti e gli universitari, nonché i loro professori", perché si riuniscano martedì alle 14 intorno alle centrali elettriche, che sono il nostro patrimonio nazionale e il nostro capitale, a prescindere da qualsiasi gusto o opinione politica, appartengono al futuro dell'Iran e alla gioventù iraniana".
Crosetto: “Il rischio di questo conflitto è la follia”
"Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C'è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere. E questo pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora. Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l'umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla". Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, in un'intervista al Corriere della Sera.
"Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore. Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall'esterno è in grado di influenzarlo. Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. L'Europa fa ciò che può ma non mi pare con successo. Intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte”.
Nave Maltese attraversa lo stretto di Hormuz
Una delle sette navi mercantili malesi che erano bloccate nello Stretto di Hormuz ha "ottenuto il passaggio sicuro" ed è ora in viaggio verso la sua destinazione finale. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Kuala Lumpur in una nota. "L'esito positivo fa seguito a incontri diplomatici di alto livello", tra cui una telefonata tra il premier malese Anwar Ibrahim e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian il mese scorso, si legge nel comunicato. Il ministero non ha specificato il nome della nave, se trasportasse merci o quale fosse la sua destinazione finale. L'ambasciata iraniana a Kuala Lumpur aveva annunciato ieri sui social media che la prima nave malese aveva attraversato lo stretto.
Chiuso ponte di collegamento tra Arabia Saudita e Bahrein
Il ponte King Fahd Causeway, importante arteria che collega Arabia Saudita e Bahrein, è stato chiuso a causa della minaccia di un attacco da parte dell'Iran. Lo ha annunciato l'Autorità del ponte King Fahd con un post su X. Nel comunicato si legge che la circolazione dei veicoli è stata "sospesa a titolo precauzionale". Il ponte, lungo 25 chilometri, è l'unico collegamento stradale tra il Bahrein, sede della Quinta Flotta della Marina statunitense, e la penisola arabica.
“Khamenei è in stato di incoscienza, è in cura a Qom”
Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportato dalla testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom. Secondo il memorandum, Khamenei è privo di sensi e "in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime". Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano a conoscenza da tempo della posizione di Khamenei Jr.
Cbs, oltre 370 militari Usa feriti
Oltre 370 militari statunitensi sono rimasti feriti dall'inizio dell'operazione contro l'Iran. Lo riferisce Cbs News citando un portavoce del comando centrale degli Stati Uniti. Secondo l'emittente, circa 330 militari sono già tornati in servizio, mentre cinque risultano gravemente feriti. I nuovi dati aggiornano il bilancio diffuso il 4 aprile dal Pentagono, che parlava di 365 feriti e 13 militari statunitensi morti dall'inizio dell'operazione, di cui sei in Kuwait e uno in Arabia Saudita.
Arabia Saudita, detriti missili vicino a impianti energetici
L'Arabia Saudita ha reso noto che sette missili balistici lanciati dall'Iran hanno puntato la Provincia Orientale del regno, area strategica per la produzione petrolifera, con detriti caduti nelle vicinanze di infrastrutture energetiche. A riferirlo è stato il portavoce militare saudita, il generale Turki al-Malki, in una breve dichiarazione. Secondo quanto comunicato, i sistemi di difesa avrebbero intercettato i missili, ma frammenti sono precipitati al suolo nei pressi di impianti energetici. Non sono state segnalate, al momento, vittime o interruzioni della produzione energetica.
Wsj, la Cina riserva spazio aereo offshore per 40 giorni
Pechino ha riservato ampie porzioni di spazio aereo offshore senza fornire spiegazioni, in una mossa definita inusuale dagli analisti. Lo riporta il Wall Street Journal. Le restrizioni, attive dal 27 marzo al 6 maggio, sono state comunicate attraverso avvisi Notam (Notice to Air Missions), normalmente utilizzati per segnalare esercitazioni militari di breve durata. Riservare spazio aereo significa, in termini operativi, dichiarare una zona di cielo temporaneamente soggetta a limitazioni: i voli civili non possono attraversarla liberamente e devono evitarla o ottenere autorizzazioni per farlo, mentre lo Stato che emette l'avviso mantiene il controllo prioritario dell'area.Nel caso specifico, si tratta di spazio offshore, ovvero sopra il mare e lontano dal territorio, ma in aree strategiche per traffico e operazioni militari. Secondo quanto emerge, le aree interessate si estendono per centinaia di chilometri sopra il Mar Giallo e il Mar Cinese orientale, coprendo una superficie complessiva superiore a quella dell'isola di Taiwan. Le limitazioni non prevedono un limite di quota, configurandosi come spazio Sfc-Unl, ovvero dal suolo fino a quota illimitata. Le autorità cinesi non hanno annunciato esercitazioni né fornito chiarimenti ufficiali, alimentando interrogativi tra gli osservatori internazionali. Il traffico aereo civile non risulta direttamente compromesso, ma richiede coordinamento per il transito nelle aree designate. Secondo esperti citati dal Wsj, la combinazione tra durata prolungata e assenza di spiegazioni potrebbe indicare uno stato di prontezza operativa sostenuta, piuttosto che una singola esercitazione. Le zone individuate coincidono con aree strategiche per eventuali operazioni militari, comprese rotte potenzialmente utilizzate dalle forze statunitensi in caso di crisi su Taiwan. La decisione arriva inoltre dopo che per un periodo insolitamente lungo c'era stata una riduzione dei voli militari cinesi nei pressi dell'isola, successivamente ripresi. Fonti della sicurezza taiwanese citate dal Wsj ritengono che Pechino stia approfittando della distrazione degli Stati Uniti, impegnati sul fronte mediorientale, per rafforzare la propria presenza militare nella regione.
Esplosioni a Teheran, danneggiata la sinagoga
Esplosioni nella notte a Teheran, udite anche nelle zone periferiche della capitale iraniana. L'agenzia di stampa Mehr riferisce che la sinagoga di Teheran è stata danneggiata da un proiettile israelo-americano. In un post su Telegram, l'agenzia Mehr ha pubblicato anche un video di 12 secondi che mostra soccorritori e cumuli di macerie, riferisce Al Jazeera
Mazda ferma produzione auto per Medio Oriente
Mazda ha sospeso la produzione domestica di veicoli destinati al Medio Oriente per i mesi di aprile e maggio, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo rendono noto fonti aziendali, citate dai media nipponici, spiegando che la misura della casa automobilistica riguarda circa 30.000 veicoli l'anno esportati in Arabia Saudita, Israele e altri mercati della regione. L'azienda giapponese aveva mantenuto invariati i livelli produttivi dall'inizio del conflitto in Iran, tentando di esplorare rotte di spedizione alternative per evitare lo stretto attraverso il quale transita circa l'11% del commercio marittimo globale; l'accumulo di scorte, tuttavia, ha portato alla sospensione temporanea dell'output destinato al Medio Oriente. Secondo le fonti, la produzione totale in Giappone non subirà variazioni: la casa di Hiroshima prevede di incrementare la produzione per l'Europa e gli altri mercati dove la domanda è in crescita. Anche altri grandi costruttori nipponici hanno adottato misure simili: Toyota Motor ha ridotto la produzione di veicoli per il Medio Oriente di circa 20.000 unità a marzo e di ulteriori 24.000 ad aprile; Nissan Motor ha tagliato l'output di circa 1.200 veicoli sia a marzo che ad aprile.
Wsj, negoziatori pessimisti sull’accordo Usa-Iran: divario ampio
I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l'Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatti la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani hanno riferito che Trump si è mostrato meno fiducioso sulla possibilità che si raggiunga un accordo, e prevedono che un ordine per l'attacco possa essere impartito già subito dopo la scadenza.
Rilasciato giornalista giapponese detenuto in Iran
Un cittadino giapponese detenuto in Iran, identificato come "presumibilmente" il capo dell'ufficio di Teheran della televisione pubblica giapponese Nhk, è stato rilasciato. Lo riferisce l'agenzia stampa Kyodo, citando fonti governative. "Un cittadino giapponese detenuto dall'Iran da gennaio è stato rilasciato. Questa persona è probabilmente il capo dell'ufficio di Teheran della Nhk", dice Kyodo. Tokyo aveva già annunciato alla fine di marzo la liberazione di un secondo cittadino giapponese detenuto da Teheran.
Ondata di attacchi aerei da Israele verso l'Iran
L'esercito israeliano ha annunciato un'ondata di attacchi aerei contro l'Iran dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la proposta di tregua per porre fine alla guerra, avanzata dai mediatori internazionali, non era ancora sufficiente. "Poco fa, le Forze di difesa israeliane hanno completato un'ondata di attacchi aerei con l'obiettivo di danneggiare le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e in altre aree dell'Iran", ha scritto l'esercito israeliano sul suo canale Telegram ufficiale.
Esplosioni a Teheran e nella periferia della città
Esplosioni a Teheran e nella periferia della città, riferiscono i media iraniani. “Pochi istanti fa sono state sentite delle esplosioni in alcune zone di Teheran e di Karaj”, città confinante ad ovest della capitale, riportano le agenzie stampa Mehr e Fars, senza dare ulteriori informazioni.
Esplosioni vicino all'aeroporto di Erbil
Due esplosioni sono state avvertite vicino all'aeroporto di Erbil, che ospita i consiglieri della coalizione anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti, nella regione del Kurdistan (nord dell'Iraq), riferisce un giornalista dell'Afp. Nella stessa regione, due civili sono stati uccisi da un "drone esplosivo proveniente dall'Iran", hanno annunciato le autorità locali. Le due vittime sono un uomo e sua moglie. Il governatore di Erbil, Omed Khoshnaw, ha denunciato in un post su Facebook "una violazione del diritto internazionale e un crimine di guerra". Alcune ore prima, i sistemi di difesa antiaerea avevano intercettato quattro missili diretti verso il consolato americano a Erbil, ha riferito una fonte di sicurezza all'Afp.
Wsj, bombardieri B-2 contro un complesso militare in Iran
I bombardieri B-2 hanno sganciato nel fine settimana bombe “bunker buster” da migliaia di chilogrammi su un complesso sotterraneo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il complesso è stato distrutto e diversi membri della Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi. Le bombe Gbu-57 sono le stesse usate in giugno contro gli impianti nucleari iraniani.
“Pentagono lavora a nuovi piani in Iran per evitare le accuse di crimini di guerra”
Il Pentagono sta ampliando l'elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. Lo riporta Politico citando alcune fonti. La convenzione di Ginevra concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. Al Pentagono è in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.
Drone si schianta su casa in Kurdistan, due morti
Un drone "proveniente dall'Iran" ha ucciso una coppia nel Kurdistan iracheno dopo essersi schiantato contro la loro casa. Lo riferiscono le autorità locali. Il servizio antiterrorismo della regione autonoma ha dichiarato in una nota che l'incidente è avvenuto "quando un drone carico di bombe proveniente dall'Iran si è schiantato contro un'abitazione civile nel sottodistretto di Dara Shakran, nella provincia di Erbil".
Oggi la risoluzione Onu su Hormuz, testo indebolito
Dopo diversi rinvii, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe votare oggi una bozza di risoluzione notevolmente depotenziata riguardante la navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito ieri all'Afp da fonti diplomatiche. Il Bahrein, membro eletto del Consiglio, sostenuto dagli Stati del Golfo, ha avviato due settimane fa i negoziati su un testo che avrebbe conferito un chiaro mandato Onu a qualsiasi Stato che desiderasse usare la forza per liberare questa cruciale via d'acqua, bloccata dall'Iran. Tuttavia, di fronte alle obiezioni di diversi membri permanenti, il testo è stato gradualmente indebolito e la votazione, prevista per venerdì, è stata rinviata più volte a causa del rischio di veti da parte di Russia e Cina. L'ultima versione del testo, visionata lunedì dall'Afp, condanna ancora gli attacchi iraniani contro le navi e "incoraggia fortemente gli Stati" interessati "a coordinare gli sforzi, di natura difensiva e proporzionati alle circostanze, per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, anche scortando navi mercantili e commerciali". La bozza di risoluzione "chiede" inoltre all'Iran di "cessare immediatamente tutti gli attacchi contro le navi" che transitano su questa cruciale rotta commerciale e "ogni tentativo" di ostacolare la libertà di navigazione. Il testo indica anche che il Consiglio sarebbe pronto a "considerare ulteriori misure" contro coloro che minano questa libertà di navigazione. La votazione è prevista per oggi alle 11 poche ore prima della scadenza dell'ultimatum lanciato dal presidente statunitense Donald Trump, che martedì sera aveva minacciato di distruggere "tutto l'Iran" se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz, vitale per le forniture globali di petrolio.
Cbs, 15 americani feriti in un attacco con droni dell'Iran in Kuwait
Quindici americani sono rimasti feriti la scorsa notte in un attacco iraniano con droni alla base Ali Al Salem in Kuwait. Lo riporta Cbs citando due funzionari americani, secondo i quali molti dei feriti sono già tornati al lavoro.
Cnn, Israele stila un elenco di nuovi target energetici
Israele ha approvato una lista aggiornata dei target energetici e infrastrutturali iraniani da colpire nel caso in cui le trattative diplomatiche fra gli Stati Uniti e Teheran fallissero. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Israele è scettica sulla possibilità di raggiungere un'intesa. Netanyahu ha espresso i suoi dubbi a Trump, al quale avrebbe detto che qualsiasi cessate il fuoco dovrebbe includere la consegna da parte dell'Iran di tutto il suo uranio arricchito e l'impegno a sospendere tutte le attività di arricchimento.