“Paranoico e beve troppo”, il direttore dell’Fbi Kash Patel è fuori controllo
di Massimo BasileNEW YORK – Un uomo dedito all’alcol, in preda al panico, afflitto da manie di persecuzione. Quello che sembra un personaggio alla Stanley Kubrick ha in mano la sicurezza del Paese più potente al mondo. La personalità di Kash Patel, direttore dell’Fbi, è stata fatta a pezzi da un’inchiesta giornalistica condotta da The Atlantic che ha svelato una serie di fragilità del capo.
Un giorno Patel, mentre si stava preparando a lasciare il lavoro per il weekend, aveva avuto problemi a entrare nel sistema informatico interno. Convinto che qualcuno lo avesse bloccato, Patel era andato nel panico: aveva telefonato ai suoi assistenti e a ex dipendenti per dire che era stato appena licenziato. Secondo due funzionari dell’Fbi, “aveva dato di matto”. La mancanza di sangue freddo non è il requisito che ci si aspetta in chi è chiamato a guidare un’agenzia che si occupa di intelligence ed è formata da 38 mila persone. Quella crisi di nervi era finita nelle chat interne degli agenti, sconvolti dall’avere…
NEW YORK – Un uomo dedito all’alcol, in preda al panico, afflitto da manie di persecuzione. Quello che sembra un personaggio alla Stanley Kubrick ha in mano la sicurezza del Paese più potente al mondo. La personalità di Kash Patel, direttore dell’Fbi, è stata fatta a pezzi da un’inchiesta giornalistica condotta da The Atlantic che ha svelato una serie di fragilità del capo.
Un giorno Patel, mentre si stava preparando a lasciare il lavoro per il weekend, aveva avuto problemi a entrare nel sistema informatico interno. Convinto che qualcuno lo avesse bloccato, Patel era andato nel panico: aveva telefonato ai suoi assistenti e a ex dipendenti per dire che era stato appena licenziato. Secondo due funzionari dell’Fbi, “aveva dato di matto”. La mancanza di sangue freddo non è il requisito che ci si aspetta in chi è chiamato a guidare un’agenzia che si occupa di intelligence ed è formata da 38 mila persone. Quella crisi di nervi era finita nelle chat interne degli agenti, sconvolti dall’avere un capo paranoico. L’accesso al sistema era stato causato solo da un piccolo problema tecnico, subito risolto.
Secondo The Atlantic, Patel vive nell’incubo di essere licenziato dal presidente Donald Trump: le polemiche che lo hanno coinvolto - dall’uso del jet privato dell’Fbi per portare a cena la fidanzata, o le immagini di lui mentre beve birra con la nazionale olimpica di hockey su ghiaccio - avrebbero fatto scattare il conto alla rovescia. Dopo la procuratrice generale Pam Bondi e la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem, potrebbe toccare a lui. “Stiamo solo aspettando che Patel venga mandato via”, ha rivelato un funzionario Fbi a The Atlantic. Lo staff di Trump sta discutendo da settimane sul nome del sostituto. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito le voci di siluramento, ma aveva fatto così anche alla vigilia dei licenziamenti di Bondi e Noem.
Patel ha seminato dubbi anche per la sua dipendenza dall’alcol, al punto da farsi trovare “ubriaco” più volte al Ned’s club di Washington, anche alla presenza di membri della Casa Bianca, e al Poodle Room, club privato di Las Vegas dove va nei weekend. Briefing sono stati rinviati a causa delle sue condizioni post-sbornia. Funzionari, la cui testimonianza è stata inviata al dipartimento di Giustizia, hanno raccontato di aver avuto problemi persino a svegliarlo la mattina.
L’anno scorso l’Fbi ha dovuto chiedere alla Swat - la squadra speciale che si occupa di irruzioni negli edifici - attrezzature per forzare la porta della stanza dove Patel era rinchiuso da ore. Nessuno era riuscito a contattarlo. Molti si chiedono cosa accadrebbe se ci fosse un attacco terroristico agli Stati Uniti e Patel non fosse rintracciabile. Lui ha risposto alle critiche, sottoponendo i funzionari alla macchina della verità, per scoprire le gole profonde. Ma intanto pochi giorni prima che gli Stati Uniti lanciassero l’attacco all’Iran, aveva licenziato i membri del controspionaggio che si occupavano di Teheran. Se Patel è convinto di essere nel mirino di un complotto, all’Fbi ritengono che il nemico da cui deve guardarsi sia solo sé stesso.