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A Gaza la cultura rinasce dalle macerie grazie alla Biblioteca della Fenice

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L’iniziativa di due giovani, che hanno aperto la Al-Anqa per raccogliervi oltre 6mila libri che stavano andando perduti a causa della distruzione israeliana di tante biblioteche della Striscia. E così tanti palestinesi hanno potuto ricominciare a leggere. Per evadere o istruirsi
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La Biblioteca della Fenice è un nome usato dai palestinesi a Gaza per esprimere il loro amore per la vita: una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. A scegliere il nome sono stati due giovani, Omar Hamad e Ibrahim Al-Masri, e lo hanno fatto per comunicare il senso della nascita di una nuova biblioteca dalle macerie e in mezzo alla sofferenza. Più di 100 biblioteche sono state distrutte durante la guerra, e contenevano centinaia di migliaia di libri. Alcuni sono stati bruciati, mentre altri restano sepolti sotto le macerie. Le biblioteche erano distribuite tra il nord e il sud della Striscia di Gaza, e alcune erano considerate tra le più grandi e importanti fonti di riferimento per intellettuali e studenti universitari, tra cui la biblioteca della Grande Moschea di Gaza, la Biblioteca Diana Tamara Al-Sabbagh e quelle dedicate specificamente ai bambini, come il Centro Qattan per l’Infanzia. Sono state tutte completamente distrutte e migliaia di libri sono andati perduti.

Un teso…

La Biblioteca della Fenice è un nome usato dai palestinesi a Gaza per esprimere il loro amore per la vita: una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. A scegliere il nome sono stati due giovani, Omar Hamad e Ibrahim Al-Masri, e lo hanno fatto per comunicare il senso della nascita di una nuova biblioteca dalle macerie e in mezzo alla sofferenza. Più di 100 biblioteche sono state distrutte durante la guerra, e contenevano centinaia di migliaia di libri. Alcuni sono stati bruciati, mentre altri restano sepolti sotto le macerie. Le biblioteche erano distribuite tra il nord e il sud della Striscia di Gaza, e alcune erano considerate tra le più grandi e importanti fonti di riferimento per intellettuali e studenti universitari, tra cui la biblioteca della Grande Moschea di Gaza, la Biblioteca Diana Tamara Al-Sabbagh e quelle dedicate specificamente ai bambini, come il Centro Qattan per l’Infanzia. Sono state tutte completamente distrutte e migliaia di libri sono andati perduti.

Un tesoro antico

Dopo il cessate il fuoco, a Gaza si cerca un nuovo inizio in tutti gli aspetti della vita, compresa una rinascita della scienza e dell’istruzione dopo un’interruzione di oltre due anni a causa della guerra. “L’idea della biblioteca è nata per preservare ciò che resta e rilanciare l’idea della lettura, della scrittura e della ricerca, soprattutto alla luce del grande vuoto educativo a Gaza – dice l’ideatore dell’iniziativa, Omar Hamad, scrittore palestinese di 30 anni – Alcuni dei libri andati persi erano stati stampati prima del 1948, altri risalivano a 800 anni fa, all’epoca ottomana. Sono considerati patrimonio palestinese. Ma l’occupazione ha deliberatamente perseguito una politica di cancellazione dell’istruzione distruggendo scuole, università e biblioteche. Per questo abbiamo fondato la Biblioteca della Fenice”.

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“Ho molti libri che sono stati i miei compagni durante lo sfollamento. Dall’inizio della guerra sono stato sfollato più volte e ho sempre cercato di tenere i miei libri con me. Continuavo a pensare a come poterli collocare in un luogo adatto dove tutti potessero beneficiarne. Così è nata l’idea della biblioteca – aggiunge Hamad – Dopo un lungo periodo di sfollamento, ho finalmente trovato una casa per questi libri, che hanno contribuito ad alleviare la durezza e l’amarezza della nostra situazione. Passavo ore a leggere e a cercare persone che avessero libri, così da poterli scambiare e portare a tutti maggiore beneficio. La lettura è vita, e con questa biblioteca la conoscenza e la vita sono tornate con noi”.

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Un segno di speranza

Ibrahim Al-Masri, scrittore palestinese di 31 anni, dice: “È stato difficile vedere centri educativi e biblioteche distrutti e libri bruciati. Come persone che leggono, scrivono e si preoccupano dell’aspetto culturale della vita, e poiché la conoscenza è il fondamento di tutto, siamo riusciti a recuperare dei libri dalle macerie di biblioteche private e universitarie. Alcuni sono stati donati durante e dopo la creazione della biblioteca. I proprietari di quei libri o di quelle biblioteche sono morti, e le loro famiglie volevano che quei libri continuassero a essere utili come forma di carità continua. L’abbiamo chiamata Al-Anqa (la Fenice), che rappresenta la speranza nonostante il dolore e la rinascita dalle macerie. Ho sentito che era una meravigliosa opportunità per offrire agli studenti uno spazio per leggere o studiare. Vogliamo vivere le nostre vite normalmente”. E poi aggiunge: “Voglio mandare un messaggio al mondo: siamo i legittimi proprietari di questa terra e, nonostante le difficili circostanze, continuiamo a custodire la nostra conoscenza, la nostra istruzione e il nostro Paese”.

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La Biblioteca scientifica e culturale Al-Anqa è stata aperta a Gaza City dopo che i suoi libri sono stati spostati 13 volte durante lo sfollamento, in quello che i fondatori considerano un atto di resistenza culturale. In mezzo alla guerra e alla distruzione, la biblioteca ospita oltre 6mila libri in arabo e in inglese, che coprono vari campi tra cui scienza, lingua, media, educazione, management, economia, medicina, matematica, diritto e storia, oltre alla letteratura araba e mondiale e alla letteratura palestinese in generale e di Gaza in particolare.

Tramandare la Storia

Khaled Radwan, studente universitario di 20 anni, racconta: “Avevo bisogno di molti libri per i miei studi. Tutte le biblioteche universitarie sono state completamente distrutte. Mi interesso alla lettura fin da quando ero bambino. Mio padre aveva alcuni libri e amavo andare nella Città Vecchia di Gaza, dove trovavo molti testi antichi. Amo leggere delle diverse epoche in Palestina e in altri Paesi. È importante preservare la nostra storia per poterla documentare ogni volta che l’esercito israeliano distrugge i libri. Bruciano deliberatamente la storia affinché non resti nulla per noi, ma non sanno che noi la amiamo e ci teniamo alla cultura e alla conoscenza. Questa lunga storia non andrà perduta a causa dei loro attacchi e delle loro guerre”.

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Sarah Al-Taweel, 24 anni, ricorda: “Studiavo all’Università Al-Azhar ed ero molto appassionata di lettura. Andavo da una biblioteca all’altra. Ma durante la guerra ho smesso. Avrei voluto trovare anche un solo libro per tenermi occupata. Ho provato a leggere libri e romanzi online, ma la sensazione è diversa quando tengo un libro tra le mani. Mi sento psicologicamente serena, come se fossi libera tra le parole e le righe. Quando ho visto l’annuncio dell’apertura della biblioteca sono stata tra le prime persone interessate e sono stata felice di vedere i libri disposti come prima della guerra. Ora posso trascorrere del tempo a leggere. Isolarmi dalla difficile realtà che viviamo è importante per preservare la nostra mente. Per questo il risultato più importante dopo il cessate il fuoco è stata per me l’apertura della biblioteca”.

La biblioteca ha ricevuto sostegno da iniziative individuali e da donazioni fatte in memoria delle vittime. Contiene anche libri salvati da biblioteche distrutte, inclusa una rara collezione sulla storia di Gaza: anche così cerca di proteggere la memoria culturale e storica della città. La Biblioteca della Fenice mira inoltre a offrire prestiti gratuiti in risposta alle difficili condizioni economiche e a rendere la conoscenza accessibile al maggior numero possibile di persone. I frequentatori vedono nella sua apertura uno spazio per la lettura, la tranquillità e il supporto psicologico, oltre a una finestra per connettersi con il mondo nel mezzo della guerra.

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