BERLINO – La Romania precipita nel caos. Il premier liberale Ilie Bolojan èstato sfiduciato: una crisi di governo che rischia di riportare alla ribalta la destra sovranista di Aur, quella antieuropea e filorussa guidata da George Simion.
Battuto alle ultime elezioni presidenziali dal candidato europeista ed ex sindaco di Bucarest Nicusor Dan, Simion potrebbe approfittare del quadro politico incerto che rischia di caratterizzare Bucarest nei prossimi mesi e anni e puntare, stavolta, alla premiership. È probabile che il capo dello Stato Dan tenterà infatti di trovare una coalizione e un premier alternativi per scongiurare il voto anticipato. Non appena si tornerà alle urne, tuttavia, Simion rischia di stravincere. Non un dettaglio per un avamposto fondamentale della Nato sul Mar Nero e ultimo confine Ue prima di Ucraina e Moldova.
Per una beffa del destino, è stata la "strana coppia" Aur-socialdemocratici, dunque un'inedita alleanza tra estrema destra di Simion e sinistra, a far cadere …
BERLINO – La Romania precipita nel caos. Il premier liberale Ilie Bolojan èstato sfiduciato: una crisi di governo che rischia di riportare alla ribalta la destra sovranista di Aur, quella antieuropea e filorussa guidata da George Simion.
Battuto alle ultime elezioni presidenziali dal candidato europeista ed ex sindaco di Bucarest Nicusor Dan, Simion potrebbe approfittare del quadro politico incerto che rischia di caratterizzare Bucarest nei prossimi mesi e anni e puntare, stavolta, alla premiership. È probabile che il capo dello Stato Dan tenterà infatti di trovare una coalizione e un premier alternativi per scongiurare il voto anticipato. Non appena si tornerà alle urne, tuttavia, Simion rischia di stravincere. Non un dettaglio per un avamposto fondamentale della Nato sul Mar Nero e ultimo confine Ue prima di Ucraina e Moldova.
Per una beffa del destino, è stata la "strana coppia" Aur-socialdemocratici, dunque un'inedita alleanza tra estrema destra di Simion e sinistra, a far cadere il governo moderato di Ilie Bolojan. I socialdemocratici e i nazionalisti hanno dato la spallata al premier liberale con 281 voti su 464: una sfiducia decisa proprio dai "compagni" e alleati di governo di Bolojan, per scongiurare un pacchetto di austerità che dovrebbe ridurre l'immenso disavanzo pubblico (7,7% nel 2025) che da oltre cinque anni sta costando a Bucarest una procedura d'infrazione Ue.
"Questa mozione è sbagliata, cinica e pretestuosa", si è infuriato Bolojan, che governa la Romania dal 2025 e si è trovato ad affrontare una sfida titanica: sbloccare 11 miliardi di fondi Ue congelati causa deragliamento dei conti pubblici. Lui lo ha fatto all'antica: aumentando l'Iva e altre tasse, imponendo un tetto agli stipendi. Così, al grido di basta austerità i socialdemocratici hanno staccato la spina al governo che sostenevano. E adesso giurano che non si alleeranno mai e poi mai con la destra di Simion. Ma il sovranista si sfrega le mani: è al 35% nei sondaggi, potrebbe puntare a fare il prossimo primo ministro romeno. Morto un Orbán se ne fa un altro.