Donald Trump sospende l’operazione Project Freedom. "Su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l'Iran e del fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che, pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace, il Project Freedom (la missione per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto". Nel frattempo la portaerei Ford, dopo mesi di attesa nel Mediterraneo, è stata richiamata negli Stati Uniti, mentre il gruppo navale francese della Charles de Gaulle ha attraversato il canale di Suez per avvicinarsi al Golfo nell’eventualità di un’operazione internazionale di pattugliamento dello Stretto di Hormuz.
- Navi Usa a Hormuz: “Pronte all’attacco se Teheran non tratta”
- Trump attacca ancora il Papa: “Vuole l’atomica per l’Iran”
- Il Golfo cerca nuove rotte per bypassare lo Stretto di Hormuz
- Cohen: “La guerra è stata inutile, la minaccia nucleare resta”
Media, leader sicurezza Israele contrari ad accordo Iran-Usa
L'establishment della sicurezza israeliana si oppone in modo unanime all'ultima ipotesi di accordo tra Stati Uniti e Iran, ritenendola "un disastro per Israele". Lo ha riferito una fonte della sicurezza al quotidiano Haaretz, secondo cui i vertici della difesa temono che Teheran possa ingannare Washington e accelerare il proprio programma nucleare non appena ne avrà la possibilità. Secondo la stessa fonte, i responsabili israeliani ritengono inoltre che l'Iran potrebbe beneficiare delle risorse economiche sbloccate dall'accordo, rafforzando ulteriormente le proprie capacità strategiche. Le stesse preoccupazioni, viene riferito, sarebbero state espresse anche durante le discussioni sulla sicurezza con la leadership politica del Paese.
Wall Street chiude in forte rialzo su speranza accordo Usa-Iran
La Borsa di New York ha chiuso in forte rialzo, sostenuta dalle speranze di una ripresa dei negoziati tra Washington e Teheran e da risultati aziendali incoraggianti. Il Nasdaq Composite Index (+2,02% a 25.838,94 punti) e l'S&P 500 Index (+1,46% a 7.365,09 punti) hanno entrambi raggiunto nuovi massimi storici. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato l'1,24%.
Trump: “Mio messaggio al Papa? Teheran non può avere arma nucleare”
"Il mio messaggio per il Papa è molto semplice, sia che questo lo renda felice o meno: l' Iran non può avere arma nucleare. Lui sembra dire che possono e io dico di no, perché altrimenti il mondo intero sarebbe in ostaggio". E' la risposta di Donald Trump a un giornalista che chiedeva quale messaggio il presidente americano intenda fare arrivare al pontefice attraverso il segretario di Stato Marco Rubio, in vista dell'incontro in Vaticano.
Trump: “Ottimi colloqui nelle ultime 24 ore, accordo molto possibile”
Gli iraniani "vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto ottimi colloqui nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che avremo un accordo". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale.
Media, la guerra all'Iran un potenziale movente per attentatore Trump
Il Dipartimento americano per la Sicurezza interna ha individuato nella guerra di Usa e Israele contro l'Iran un potenziale movente per Cole Allen, l'uomo accusato di aver tentato di assassinare il presidente Donald Trump e alti funzionari della sua amministrazione al gala per i corrispondenti della Casa Bianca, svoltosi il mese scorso. Lo si legge in un rapporto di intelligence inviato alle forze dell'ordine statali e locali degli Stati Uniti, nonché ad altre agenzie federali, nel resoconto dei media americani. SI tratta di una valutazione preliminare dell'Ufficio di Intelligence e Analisi del Dipartimento datata 27 aprile.
Dipartimento di Stato Usa: “Su accordo Trump non si farà mettere fretta”
Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, ha dichiarato ad Al Jazeera che il presidente Donald Trump ha chiarito di preferire la via diplomatica per la risoluzione del conflitto con l'Iran, ma di non avere intenzione di "accettare in fretta un cattivo accordo". "Trump concluderà un buon affare per il popolo americano", ha detto Pigott.
Nave Cma Cgm attraversa lo Stretto
La nave portacontainer 'Saigon', appartenente all'armatore francese Cma Cgm, è riuscita a uscire dal Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito all'Afp una fonte marittima che poi è stata confermata anche dallo stesso armatore. La nave, che era stata localizzata via satellite per l'ultima volta "il 5 maggio alle 12.30 Gmt all'interno del Golfo", è stata "nuovamente individuata il 6 maggio alle 13:30 Gmt al largo di Mascate", quindi fuori dal Golfo, secondo Marine Traffic della società di analisi Kpler. La nave, che era rimasta bloccata nel Golfo dall'inizio della guerra, "aveva spento il suo trasmettitore Ais" che diffonde la posizione dell'imbarcazione, "ed era scomparsa dai radar per 24 ore", ha aggiunto la stessa fonte.
Trump: “Aziende di difesa non abbastanza veloci nella produzione di equipaggiamenti”
Il presidente americano Donald Trump ha criticato le aziende della difesa per la lentezza nella produzione di equipaggiamenti militari, annunciando misure più stringenti. "Ho emanato un ordine speciale: le aziende della difesa che producono i migliori sistemi non stanno lavorando abbastanza velocemente. Ora stanno costruendo stabilimenti ovunque, ma ho detto loro che non è più consentito riacquistare azioni", ha detto durante un evento alla Casa Bianca. Il riferimento è a un ordine esecutivo firmato a gennaio che vieta dividendi e buyback finché le aziende non saranno in grado di "produrre un prodotto superiore, nei tempi e nei costi previsti". "Ho detto ad alcuni di questi che guadagnano milioni e milioni di dollari: dovete ridurre il vostro stipendio. Lo ridurrò io. E quei soldi li metterete nelle armi", ha aggiunto. Le dichiarazioni arrivano mentre crescono le preoccupazioni per il calo delle scorte militari statunitensi, anche alla luce della guerra con l'Iran. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha recentemente affermato al Congresso che potrebbero servire "mesi o anni" per ricostituire gli arsenali.
Soldato Idf pubblica una foto mentre mette una sigaretta in bocca alla statua della Madonna
Una foto pubblicata sui social media mostra un soldato israeliano che infila una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria, in un villaggio cristiano nel sud del Libano. La foto - pubblicata dal Times of Israel che riporta la notizia - è stata scattata nel villaggio di Debel, dove il mese scorso un soldato ha distrutto una statua di Gesù. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) non hanno al momento rilasciato commenti.
Trump: “Otterremo uranio dall'Iran”
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti otterranno uranio arricchito dall'Iran, mentre i due paesi faticano a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra del Golfo. “Lo otterremo”, ha detto Trump a un giornalista mentre lasciava un evento alla Casa Bianca. Uno degli obiettivi principali di Trump nel lanciare attacchi militari contro l'Iran era quello di garantire che Teheran non sviluppasse un'arma nucleare.
Netanyahu: “Obiettivo raid Beirut era capo dell’unità di élite di Hezbollah”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rivendicato l'attacco aereo su Beirut, precisando di aver dato l'ordine, insieme al ministro della Difesa Israel Katz, di "neutralizzare" il comandante della Forza Radwan, unità di élite di Hezbollah. "I terroristi della Radwan sono responsabili del lancio di razzi contro gli insediamenti israeliani e dell'attacco ai soldati delle Idf. Nessun terrorista ha l'immunità - la lunga mano di Israele raggiungerà ogni nemico e assassino - ha affermato Netanyahu su X - Abbiamo promesso di portare sicurezza ai residenti del nord e così faremo".
Raid di Israele su Beirut
Un raid aereo attribuito a Israele ha preso di mira Dahieh, sobborgo meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah. Lo riferiscono i media libanesi e le tv satellitari arabe.
Centcom: “Aperto fuoco contro petroliera iraniana in acque internazionali”
Le forze degli Stati Uniti hanno aperto il fuoco contro una petroliera battente bandiera iraniana in acque internazionali, dopo che l'imbarcazione avrebbe tentato di dirigersi verso un porto iraniano violando il blocco imposto da Washington. Lo ha riferito il Comando centrale dell'esercito statunitense (Centcom), precisando che "le forze americane hanno emesso ripetuti avvertimenti" e informato la nave della violazione, senza ottenere risposta dall'equipaggio. Secondo il comando militare, un caccia F/A-18 decollato dalla portaerei Uss Abraham Lincoln ha sparato contro la petroliera, che "non è più in rotta verso l'Iran". La nave, ha aggiunto il Centcom, era vuota al momento dell'incidente.
Netanyahu: “Più tardi parlerò con Trump, su uranio abbiamo stessi obiettivi”
"Manteniamo contatti continui con i nostri amici negli Stati Uniti. Parlo con il presidente Trump quasi quotidianamente. I nostri staff parlano ogni giorno, incluso oggi, e anche più tardi parlerò con il presidente Trump". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aprendo i lavori del gabinetto di sicurezza, secondo quanto riferito dai media locali. "C'è assoluto coordinamento tra noi, nessuna sorpresa. Condividiamo obiettivi comuni, e il più importante è far uscire dall'Iran il materiale arricchito, tutto il materiale arricchito, e lo smantellamento delle capacità di arricchimento dell'Iran", ha aggiunto. In ogni caso, ha proseguito Netanyahu, "siamo pronti per ogni scenario".
Trump: “Situazione completamente sotto controllo”
Il presidente Donald Trump ha detto di essere ottimista in vista di un accordo con l'Iran. "Abbiamo a che fare con persone che vogliono davvero fare un accordo. Abbiamo la situazione completamente sotto controllo", ha aggiunto nel suo intervento alla Casa Bianca a un evento dedicato alle madri e mogli dei militari.
Trump: “Eravamo lo zimbello del mondo e ora ci rispettano”
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad affermare che "fino a tre anni fa eravamo lo zimbello del mondo, mentre adesso ci rispettano tutti".
Trump: “Stiamo facendo molto bene con l'Iran, non avranno l'atomica”
“Stiamo facendo molto bene con l'Iran, vediamo se vogliono l'acccordo". Lo ha detto Donald Trump che, parlando alla Casa Bianca, ha aggiunto che "non permetteremo all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. Non permetteremo che ciò accada, e non lo permetteremo".
Trump: “Stiamo andando bene come in Venezuela, Teheran vuole negoziare”
Donald Trump insiste nel definire una "schermaglia" il conflitto con l'Iran, assicurando che gli Stati Uniti stanno "facendo incredibilmente bene, come abbiamo fatto in Venezuela". Nel corso di un evento alla Casa Bianca il presidente americano ha affermato che gli iraniani "vogliono fare un accordo, vogliono negoziare". Rimane da veder, ha aggiunto, se l'accordo sarà "soddisfacente" e se gli iraniani "acconsentiranno" alle richieste americane, "altrimenti lo faranno subito dopo".
Usa-Iran, possibile ripresa dei negoziati a Islamabad la prossima settimana
Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal in base a fonti vicine al dossier.
Israele, Netanyahu riunisce il gabinetto di sicurezza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato il suo Gabinetto di sicurezza per questa sera. Lo riporta il Times of Israel citando fonti informate. L'incontro fa seguito alle notizie secondo cui Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un accordo su un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.
Ghalibaf: “Gli iraniani preferiscono morire che arrendersi. E alla fine vinceranno”
"Il popolo iraniano possiede una consapevolezza storica e ha compreso che in questa fase delicata della storia del Paese deve resistere a ogni costo contro questo nemico criminale, che nella sua illusione pensava di distruggere la civiltà iraniana. Mi sorprende che i nemici non abbiano ancora compreso che il popolo iraniano preferisce morire piuttosto che arrendersi". Lo ha dichiarato in un messaggio audio il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf.
Nello stesso messaggio, rivolto al pubblico iraniano, Ghalibaf ha avvertito: “Il nemico, nel suo nuovo piano, sta cercando di esercitare pressioni economiche e di creare clamore mediatico attraverso un blocco navale, con l'obiettivo di distruggere la coesione del Paese per costringerci alla resa. Naturalmente, non sottovalutiamo la possibilità di un attacco militare, in particolare di matrice terroristica, ma la parte del piano del nemico che riguarda la società è quella di indebolire l'Iran dall'interno. Il nemico ha riposto grandi speranze nella pressione economica, ma è chiaro che gli sono state fornite ancora una volta informazioni false e che ha preso una decisione sbagliata basandosi su di esse. Questa decisione sbagliata causerà sofferenze a tutti".
"Tutti – ha concluso – dobbiamo sapere che siamo coinvolti in una delle più grandi guerre della storia recente dell'Iran. La vittoria finale renderà l'Iran un attore influente nel sistema internazionale e sarà la base per il progresso materiale e spirituale del Paese. È naturale che il raggiungimento di un tale obiettivo comporti difficoltà".
Onu, l’Iran invita a respingere la bozza di risoluzione Usa su Hormuz
L'Iran boccia la bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti all'Onu sulla riapertura dello Stretto di Hormuz ed esorta i Paesi membri del Consiglio di sicurezza a respingerla. "L'unica soluzione praticabile nello Stretto di Hormuz è chiara - scrive in un post la rappresentanza iraniana alle Nazioni Unite -. La fine permanente della guerra, la revoca del blocco marittimo e il ripristino del normale passaggio".
Invece, accusa Teheran, "gli Stati Uniti stanno spingendo per una bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu viziata e politicamente motivata, con il pretesto della 'libertà di navigazione', per portare avanti la propria agenda politica e legittimare azioni illegali, non per risolvere la crisi. L'Iran invita gli Stati membri ad agire sulla base della logica, dell'equità e dei principi, non della pressione, respingendo la bozza e astenendosi dal sostenerla o co-sponsorizzarla".
Trump: “Possibile accordo con l’Iran prima del mio viaggio in Cina”
Donald Trump ipotizza che gli Usa e l'Iran possano firmare l'accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio.
"È possibile, sì", ha affermato in un'intervista a Pbs.
La portaerei americana Ford lascia il Mediterraneo e torna negli Stati Uniti
La portaerei americana Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo la capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente sullo sfondo della fragile tregua con l'Iran. La Ford dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post. L'unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda, ma negli ultimi mesi ha dovuto affrontare più di un problema, da un incendio al locale della lavanderia a problemi idraulici che hanno messo in seria difficoltà tutto il sistema dei servizi igienici.
Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate a ridosso del Medio Oriente, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace.
Rezaei (Comitato di sicurezza nazionale iraniano): “Il testo di Axios è una lista dei desideri americani”
"Il testo di Axios rappresenta la lista dei desideri degli americani e non la realtà. Gli americani non otterranno con una guerra fallimentare ciò che non sono riusciti a ottenere con negoziati diretti". Lo ha scritto su X Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano, riferendosi all'articolo di Axios secondo cui la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. "L'Iran ha il dito sul grilletto ed è pronto - ha aggiunto Rezaei - se gli Usa non si arrenderanno e non concederanno quanto necessario, o se loro o i loro diabolici alleati cercheranno di agire in modo subdolo, daremo una risposta dura e che li farà pentire".
Fonti israeliane: “Non eravamo al corrente che Trump fosse vicino a un accordo”
Secondo fonti anonima israeliane citate dall’agenzia Reuters, “Israele non era al corrente del fatto che Trump fosse vicino a un accordo con l’Iran, e si stava preparando per un’escalation nei combattimenti”.
Fonti iraniane: “Nella proposta Usa clausole inaccettabili. Le notizie dell’accordo servono a coprire la ritirata di Trump”
Continua la guerra verbale tra Iran e Stati Uniti. Citando una fonte anonima, l’agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran, scrive che “l’Iran non ha ancora risposto all’ultima proposta degli Stati Uniti, che contiene alcune clausole inaccettabili”. Inoltre, “le notizie apparse sui media americani riguardanti un accordo tra Iran e Stati Uniti hanno come scopo quello di giustificare la ritirata di Trump dalle sue ultime azioni ostili” (la sospensione dell’operazione Project Freedom per scortare le navi attraverso Hormuz, ndr). Infine, in quella che appare una risposta all’ultimo post di Trump, che su Truth ha minacciato di riprendere i bombardamenti in caso di mancato accordo, la fonte citata da Tasnim avverte: “Usare un linguaggio minaccioso potrebbe peggiorare la situazione per gli Stati Uniti”.
Washington Post: “Più gravi di quanto ammesso dal Pentagono gli attacchi iraniani alle strutture americane nel Golfo”
Gli attacchi aerei iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E' quanto emerge da un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l'entità dei danni sarebbe "molto più ampia" rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington.
L'inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali. Diciannove immagini sono state escluse per mancanza di conferme, ma non sono emerse prove di manipolazione. In un'ulteriore verifica, i reporter hanno individuato anche 10 strutture danneggiate non documentate nei materiali iraniani.
Complessivamente sarebbero stati colpiti 217 edifici e 11 sistemi in 15 basi militari Usa nella regione.
L'accesso alle immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini dell'area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare l'impatto dei contrattacchi iraniani.
Flotilla, tribunale israeliano conferma la detenzione fino a domenica
Il tribunale di Ashkelon ha respinto il ricorso contro la detenzione fino a domenica di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Sumud Global Flotilla sequestrati dall'Idf la settimana scorsa mentre navigavano in acque internazionali al largo di Creta e portati in Israele. Lo ha riferito il loro avvocato.
Iran: “Stiamo valutando la proposta americana, comunicheremo le nostre osservazioni al Pakistan”
Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano afferma che la Repubblica islamica sta valutando la proposta statunitense e che comunicherà le sue osservazioni al Pakistan. Lo riferisce l’agenzia di Stato Isna
La Francia muove la portaerei Charles de Gaulle in direzione del Golfo Persico
Il gruppo da battaglia della portaerei francese Charles de Gaulle si sta spostando nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden nell'ambito degli sforzi congiunti di Francia e Gran Bretagna per preparare una futura missione a sostegno della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato mercoledì il Ministero delle Forze Armate francese. Il gruppo da battaglia della portaerei ha attraversato il Canale di Suez mercoledì, dirigendosi verso sud nel Mar Rosso. La flotta era stata schierata nel Mediterraneo orientale poco dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato gli attacchi aerei contro l'Iran e può rimanere in mare per un periodo compreso tra quattro e cinque mesi.
Trump: “Iran accetti l’intesa e la guerra finirà. Altrimenti bombarderemo”
"Supponendo che l'Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un'ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury (questo il nome dato da Washington alla guerra contro l’Iran, ndr) giungerà al termine e l'efficace Blocco permetterà allo Stretto di Hormuz di essere aperto a tutti, Iran compreso. Se non accetteranno, inizieranno i bombardamenti, che purtroppo saranno di un livello e di un'intensità molto maggiori rispetto a prima. Grazie per l'attenzione alla materia!". Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Moody’s: a causa della guerra forte calo del Pil di Qatar, Kuwait, Emirati e Arabia Saudita
La guerra in Medio Oriente sta infliggendo ai Paesi del Golfo il colpo economico più duro dai tempi della pandemia, con prospettive di breve termine in alcuni casi peggiori rispetto alla crisi del Covid. E' quanto emerge da un'analisi di Moody's Analytics e della World Bank, secondo cui il conflitto sta compromettendo i principali motori di crescita della regione. Moody's, si legge sul Wall Street Journal, stima un forte calo dell'attività economica nel secondo trimestre. Il pil del Qatar è atteso in contrazione di circa il 16% rispetto ai primi tre mesi dell'anno, mentre quello del Kuwait dovrebbe scendere di circa il 12%. Più contenuto, ma comunque significativo, il calo previsto per Arabia Saudita (-4%) ed Emirati Arabi Uniti (-8%), grazie anche alla possibilità per questi due Paesi di reindirizzare parte delle esportazioni petrolifere su oleodotti alternativi.
I pasdaran: “Ora attraversare Hormuz è possibile. Seguendo le nostre procedure”
"Il passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz è ora possibile, in conformità alle procedure iraniane, dopo la scomparsa della minaccia degli aggressori". Lo riferiscono i pasdaran. "Ringraziamo gli armatori delle navi ancorate nel Golfo per la loro cooperazione nel transitare lo Stretto di Hormuz in conformità alle normative iraniane". Il comunicato dei Guardiani della Rivoluzione non specifica se le procedure iraniane riguardino il pagamento del pedaggio che era stato importo ai mercantili nelle scorse settimane.
Axios: trattativa sulla moratoria al programma nucleare iraniano
Secondo quanto riportato dal sito Axios, i negoziati tra Iran e Stati Uniti si starebbero concentrando sul tema del programma nucleare iraniano, e sulla moratoria pretesa da Washington all’arricchimento dell’uranio da parte della Repubblica islamica. Tre fonti consultate da Axios sostengono che la moratoria sarebbe di almeno 12 anni, mentre una indica 15 anni come probabile compromesso. L'Iran ha proposto una moratoria di cinque anni sull'arricchimento e gli Stati Uniti ne hanno chiesti 20. Gli Stati Uniti - aggiunge la fonte - vorrebbero inserire una clausola in base alla quale qualsiasi violazione iraniana in materia di arricchimento prolungherebbe la moratoria stessa.
Teheran: “Stiamo valutando i 14 punti proposti dagli Stati Uniti”
Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato alla rete Cnbc che Teheran “sta esaminando” la proposta di pace in 14 punti di Washington
Macron: “La Francia non era l’obiettivo”, ma per il governo l’attacco alla nave dimostra che la situazione resta pericolosa
"In nessun caso è stata presa di mira la Francia". Ad affermarlo è il presidente francese Emmanuel Macron, a proposito dell’attacco alla nave del gruppo armatoriale francese Cma Cgm.
L'attacco ha dichiarato la portavoce del governo, Maud Bregeon, “dimostra però che la situazione rimane pericolosa, anche se la Francia non è stata specificamente presa di mira”.
Passi avanti sul memorandum Usa-Iran: conferme dal Pakistan
I progressi nel negoziato tra Usa e Iran sul memorandum di una pagina per arrivare alla fine della guerra – anticipati dal sito Axios – trovano conferme anche da fonti pakistane. Lo riferisce l’agenzia Reuters.
Stop al Project Freedom, la reazione dei mercati: borse in rialzo, cala il prezzo del petrolio
Sull’onda delle notizie che indicano una possibile distensione tra Stati Uniti e Iran, il prezzo del petrolio è sceso del 5 per cento. Guadagnano terreno invece le borse: Parigi (+2,71%), Francoforte (+2,55%), Londra (+2,27%)
Axios: Iran e Usa al lavoro su un memorandum per chiudere la guerra
Iran e Stati Uniti starebbero finalizzando la stesura di un breve memorandum, di una sola pagina, per mettere fine alla guerra. Lo avrebbero rivelato alcuni anonimi funzionari a conoscenza del dossier, citati dal sito Axios.
A condurre il negoziato sul memorandum, in 14 punti, sarebbero Steve Witkoff e Jared Kushner per parte americana e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che attraverso i mediatori.
Il testo dichiarerebbe la fine della guerra nella regione e l'inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati su un accordo dettagliato per aprire lo stretto di Hormuz, limitare il programma nucleare iraniano, revocare le sanzioni statunitensi e rilasciare gradualmente i fondi iraniani congelati.
Le nuove trattative potrebbero avvenire a Islamabad o Ginevra. Le restrizioni dell'Iran sul trasporto marittimo attraverso lo stretto e il blocco navale degli Stati Uniti sarebbero state gradualmente revocate durante i 30 giorni. Ma se le trattative fallissero, le forze statunitensi potrebbero ripristinare il blocco o riprendere l'azione militare, ha spiegato una fonte Usa.
A quanto si apprende, i mediatori americani si aspetterebbero una risposta iraniana entro 48 ore.
Raid israeliani in Libano, quattro morti a Zellaya
I raid lanciati da Israele sul Libano questa mattina hanno già causato quattro morti a Zellaya, nella Bekaa occidentale. Tra le vittime figurano la moglie e il figlio del sindaco del villaggio. Lo riferisce il quotidiano libanese L'Orient Le Jour. Nel frattempo, un drone israeliano sta sorvolando a bassissima quota la catena montuosa dell'Anti-Libano, sopra i villaggi a sud e a est di Baalbek. I 12 villaggi minacciati dall'avviso di evacuazione diramato dall'esercito israeliano questa mattina si trovano in sei diverse regioni del Libano meridionale e della valle della Bekaa.
La stampa locale ha riferito, inoltre, che un raid aereo israeliano ha colpito un'area vicina a una scuola pubblica a Meifdoun, nel distretto di Nabatieh. Il villaggio è già stato bombardato in mattinata in un raid che ha causato un morto. Il fuoco dell'artiglieria ha colpito anche Qabrikha (Marjeyoun).
Il Pakistan ringrazia Trump per la sospensione del Project Freedom
Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato il presidente americano Donald Trump per avere accettato di sospendere l'operazione militare nello stretto di Hormuz. "Sono grato al presidente Donald Trump per la sua coraggiosa leadership e per l'annuncio tempestivo riguardante la pausa del Project Freedom nello Stretto di Hormuz", ha scritto su X. "La generosa risposta del presidente Trump alla richiesta avanzata dal Pakistan e da altri Paesi fratelli, in particolare dal regno dell'Arabia Saudita e dal mio caro fratello, il principe ereditario e primo ministro Mohammed bin Salman, andrà molto lontano nel promuovere la pace regionale, la stabilità e la riconciliazione durante questo periodo sensibile", ha assicurato.
La Cina: “Stop alle ostilità, riaprire il prima possibile lo Stretto di Hormuz”
Durante un colloquio a Pechino con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha chiesto una cessazione "completa" delle ostilità in Medio Oriente e ha esortato Stati Uniti e Iran a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz "il prima possibile". "La Cina ritiene che una cessazione completa delle ostilità debba essere raggiunta senza indugio, che la ripresa delle ostilità sia ancora più inaccettabile e che la prosecuzione dei negoziati rimanga essenziale", ha affermato Wang Yi.
L’Onu: Israele liberi immediatamente Saif Abukeshek e Thiago de Avila della Global Sumud Flotilla. “La solidarietà non è un crimine”
"Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla": lo chiede il portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan. "Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno", sottolinea il portavoce in un commento reso noto a Ginevra. I due attivisti "continuano a essere trattenuti senza accusa". Il portavoce cita gli "inquietanti" resoconti di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila, abusi che "devono essere indagati".
La Spagna: la Ue attivi il meccanismo di blocco contro le sanzioni legate all’indagine della Corte penale internazionale su Israele
La Spagna ha chiesto alla Commissione europea di attivare il suo statuto di blocco per impedire l'applicazione delle sanzioni statunitensi alla Corte penale internazionale in merito alla sua indagine sulle azioni di Israele a Gaza, ha dichiarato il Primo Ministro Pedro Sánchez mercoledì a X. Lo statuto di blocco dell'UE è un meccanismo legale concepito per proteggere i cittadini europei dagli effetti extraterritoriali delle sanzioni imposte da paesi terzi.
Il bilancio dei morti nel rogo nel centro commerciale iraniano sale a 11
Il capo del dipartimento di emergenza del distretto nord-occidentale di Teheran Mehdi Bahraini ha dichiarato che 11 persone sono morte e oltre 41 sono rimaste ferite nell'incidente, avvenuto nel complesso di Arghavan ad Andisheh, nella zona ovest di Teheran. I video sui social media mostrano un denso fumo nero e un complesso completamente bruciato, che ospitava 250 unità commerciali e 50 uffici amministrativi.
Nave francese colpita a Hormuz. Ferito l’equipaggio
Una nave portacontainer francese, la Sant’Antonio, è stata colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato in un comunicato il colosso francese delle spedizioni Cma Cgm, spiegando che alcuni membri dell'equipaggio sono rimasti feriti e la nave ha subito danni. I membri dell'equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica, si legge nel comunicato.
L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che un cargo (senza tuttavia specificare quale) è stato colpito ieri intorno alle 19:30 ora italiana da un "proiettile di origine sconosciuta" nello Stretto di Hormuz. Dallo scoppio della guerra all'Iran, il 28 febbraio, Ukmto ha ricevuto segnalazioni di 46 incidenti nel Golfo Persico, di cui 26 veri e propri attacchi.
Incendio in un centro commerciale vicino a Teheran: 8 morti
Un incendio in un centro commerciale vicino alla capitale iraniana ha causato otto morti e 36 feriti, secondo quanto riportato mercoledì dalla televisione di stato. L'incendio è divampato martedì nel centro commerciale Arghavan, nella città di Andisheh, nella provincia di Teheran. Non è ancora chiaro cosa abbia provocato le fiamme e la televisione di stato IRIB ha affermato che le autorità stanno indagando. Le immagini televisive mostravano i vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme, mentre dense colonne di fumo nero si levavano dall'edificio a più piani. Non vi sono indicazioni che l'incendio sia collegato alla guerra.
Droni intercettati vicino all’isola di Qeshm nello stretto di Hormuz
Le difese aeree dell'Iran hanno intercettato piccoli droni e droni da ricognizione sull'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran nello Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato le autorità provinciali di Hormozgan, secondo quanto riportato da Students News Network (Ssn). Al momento non si segnalano danni.
Iran, Trump sospende la missione “Project Freedom”
"Alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri Paesi, dell'enorme successo militare ottenuto durante la campagna contro l'Iran e, inoltre, dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato di comune accordo che, pur mantenendo in vigore il blocco, Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo di tempo per verificare se l'accordo possa essere finalizzato e firmato". Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump.
Cnn: “Oltre 600 attacchi contro i siti Usa in Iraq da inizio della guerra”
Durante la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran sono stati effettuati oltre 600 attacchi di rappresaglia contro strutture americane in Iraq. Lo ha dichiarato un alto funzionario del Dipartimento di Stato citato dalla Cnn, parlando di numerosi attacchi missilistici e con droni contro l'ambasciata americana a Baghdad, il Centro di supporto diplomatico statunitense e il consolato americano a Erbil.
Cina: “Guerra Usa illegittima. Negoziati essenziali”
La guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran è illegittima. A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, durante un incontro a Pechino con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim. "La guerra è illegittima", ha detto Wang. "Siamo pronti a proseguire i nostri sforzi per allentare le tensioni. Stabilire un cessate il fuoco completo è sia necessario che inevitabile. La regione si trova a un bivio decisivo e gli incontri diretti tra le due parti sono essenziali", ha sottolineato.
Nave mercantile colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz
Una nave è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il Centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito (Ukmto).
Il ministro degli Esteri iraniano arrivato a Pechino
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Pechino, dove incontrerà il suo omologo cinese Wang Yi nel contesto della crisi del Golfo. Questo viaggio precede la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Cina, prevista per il 14 e 15 maggio, e si inserisce nel contesto della situazione in cui Pechino, considerata un alleato di Teheran, è uno dei principali importatori di petrolio dell'Iran.
Rubio, 'bozza risoluzione Onu sulla libertà di navigazione di Hormuz'
Su indicazione del presidente Trump, gli Usa, con Bahrein e partner del Golfo - Arabia Saudita, Eau, Kuwait e Qatar - hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per "difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", con lo stop ad "attacchi, posa di mine e pedaggi". Il segretario di Stato Marco Rubio ha rimarcato la necessità che "l'Iran riveli numero e ubicazione di mine marine posate" e collabori alla loro rimozione, sostenendo un corridoio umanitario, si legge in una nota. L'auspicio è di voto "nei prossimi giorni" col sostegno di Consiglio di Sicurezza e "un'ampia base di co-sponsor".