Wsj: “Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi segreti contro Teheran”
Secondo il The Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero condotto segretamente attacchi militari contro l'Iran, inclusa un'operazione aerea ad aprile contro una raffineria sull'isola iraniana di Lavan. Il quotidiano, citando fonti a conoscenza dei fatti, sostiene che Abu Dhabi sarebbe entrata attivamente nel conflitto, utilizzando caccia e sistemi di sorveglianza occidentali per difendere i propri interessi strategici ed economici nella regione.
Netanyahu: “Sulle sanzioni bancarotta morale dell'Europa”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definisce una "bancarotta morale" dell'Unione Europea la decisione di Bruxelles di sanzionare i coloni violenti. "Mentre Israele e gli Stati Uniti stanno facendo il “lavoro sporco” dell'Europa combattendo per la civiltà contro i fanatici jihadisti in Iran e altrove, l'Unione Europea ha rivelato la sua bancarotta morale tracciando un falso parallelo tra i cittadini israeliani e i terroristi di Hamas", ha affermato Netanyahu secondo una dichiarazione diffusa dal suo ufficio.
Iran: “Le forze armate pronte a rispondere a qualsiasi aggressione”
"Le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo esemplare a qualsiasi aggressione: strategie sbagliate e decisioni sbagliate avranno sempre un risultato sbagliato, tutto il mondo lo ha già capito. Siamo pronti per tutte le opzioni: rimarranno sbalorditi". Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo che Donald Trump ha detto che la tregua con l'Iran è di fatto appesa a un filo.
Axios: Trump vede il team di sicurezza nazionale per discutere le prossime mosse
Il presidente americano Donald Trump incontrerà il suo team per la sicurezza nazionale per discutere le prossime mosse nel conflitto con l'Iran, compresa la possibile ripresa delle operazioni militari. Lo riferisce Axios, citando tre funzionari americani, dopo che i negoziati con Teheran si sono arenati nuovamente nelle scorse ore.
La gaffe di Trump: “Sono disposto a prendermi una pallottola per gli Usa”
"Sono disposto a prendermi una pallottola per gli Stati Uniti". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca parlando della guerra contro l'Iran. Il presidente americano ha poi osservato che non è un'espressione "felice" visto i tre tentativi di assassinio di cui è stato vittima.
Trump: “La soluzione diplomatica con l'Iran è ancora possibile”
Donald Trump ritiene che la soluzione diplomatica con l'Iran è ancora possibile. "Molto possibile", ha detto aggiungendo che la leadership di Teheran è "indegna". "E' un terzo livello di leader, gli altri li abbiamo uccisi tutti", ha aggiunto.
Trump: “Molto deluso dai curdi, non aiutano i manifestanti”
"La popolazione ci sta guardando e vuole scendere in piazza. Non hanno armi. Non hanno pistole. Pensavamo che i curdi avrebbero dato delle armi, ma i curdi ci hanno deluso". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca della guerra con l'Iran.
"I curdi prendono, prendono, prendono. Hanno un'ottima reputazione al Congresso. Il Congresso dice: "Oh, combattono così duramente. Combattono duramente quando vengono pagati".
Quindi sono molto deluso dai curdi", ha aggiunto. "Abbiamo inviato delle armi con munizioni, e avrebbero dovuto essere consegnate, ma se le sono tenute. Avevo detto che se le sarebbero tenute e ho avuto ragione", ha accusato il capo della Casa Bianca.
Trump: “Il cessate il fuoco è in terapia intensiva, ha l’1% di chance di tenere”
Donald Trump ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo, in terapia intensiva per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato". "Ha l'1% di chance di tenere", ha detto il presidente alla Casa Bianca.
Trump: il mio piano il migliore di sempre
"Molte persone si chiedono: ha un piano?. Certo che ho un piano, ed è il piano migliore di sempre". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo nello Studio Ovale a una domanda sull'Iran all'indomani della controproposta di Teheran, definita "inaccettabile" dal tycoon
Trump: dall'Iran arrivata una proposta stupida, inaccettabile
«Ci hanno presentato una proposta stupida. Nessuno l'avrebbe accettata, anche se Obama l'avrebbe fatto, Biden l'avrebbe fatto. Quello che hanno accettato è stato molto peggio». Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca commentando la risposta iraniana alla proposta di accordo.
Trump: a breve incontro con folto gruppo di generali
Il presidente americano, Donald Trump, avrà a breve "un incontro con un folto gruppo di generali sull'Iran". Lo ha annunciato parlando a un evento alla Casa Bianca
Trump valuta ripristino operazione Stretto Hormuz
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato a Fox News di valutare "il rilancio di Project Freedom ma con un ambito più ampio che non si limiti solo a scortare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz". Il capo della Casa Bianca ha tuttavia chiarito di "non aver ancora preso una decisione definitiva".
Trump: continueremo pressione fino all'accordo
Gli Stati Uniti continueranno a "esercitare pressione" sull'Iran "fino a quando non raggiungerà un accordo". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a Fox News. "La resa dell'Iran avverrà sicuramente", ha aggiunto
Ambasciatore iraniano a Pechino: “Sosteniamo il piano di pace della Cina”
In vista della visita di Donald Trump in Cina questa settimana, Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, ha scritto su X che l'Iran è pronto a sostenere il piano in quattro punti di Xi per il Golfo. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha annunciato la propria disponibilità a sostenere il piano in quattro punti del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, volto a stabilire una sicurezza stabile e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico, questione che è stata altresì sottolineata durante l'incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi", ha scritto.
Condannato il soldato dell’Idf che aveva messo una sigaretta in bocca a una statua della Madonna
E' stato condannato a tre settimane di reclusione in un carcere militare il soldato israeliano che, ritratto in una foto mentre fumava, aveva infilato una sigaretta nella bocca di una statua della Madonna. L'immagine era stata scattata nel villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano, e aveva scatenato polemiche per il presunto oltraggio a simboli religiosi cristiani. Secondo quanto riferito dalle forze armate israeliane, citate dal Times of Israel, l'episodio è stato oggetto di un'indagine condotta dal comandante della 162esima Divisione, il generale Sagiv Dahan, responsabile nell'area quando si sono verificati i fatti. Stando al sito, il soldato che ha scattato la fotografia ha ricevuto una pena di due settimane. Le Idf hanno definito l'episodio "grave", ribadendo di rispettare la libertà di religione e di culto e la tutela dei luoghi sacri e dei simboli religiosi di tutte le fedi. "Le procedure relative al comportamento nei confronti delle istituzioni religiose e dei simboli religiosi vengono regolarmente chiarite alle truppe prima dell'ingresso nelle aree interessate", ha aggiunto l'esercito israeliano.
Sàar: “Diritto degli ebrei a insediarsi è morale e storico”
"Israele ha sempre difeso, difende e continuerà a difendere il diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria. Nessun altro popolo al mondo ha un diritto alla propria terra così documentato e consolidato come quello del popolo ebraico alla Terra d'Israele. Questo è un diritto morale e storico, riconosciuto anche dal diritto internazionale, e nessun soggetto può sottrarlo al popolo ebraico". Lo ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar, condannando le sanzioni approvate dall'Ue contro coloni per le violenze nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania.
Tajani: “Ci auguriamo che prevalga buonsenso”
"Tutti quanti siamo fortemente impegnati affinché si possa raggiungere un accordo. Disponibili noi e altri paesi a inviare navi delle marine militari per garantire la libera circolazione nello Stretto di Hormuz". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani lasciando il Consiglio Esteri. "Tutti abbiamo la stessa posizione: lavorare per il dialogo e la pace. Ci auguriamo che alla fine possa prevalere il buonsenso" ha aggiunto "lo abbiamo detto anche a Rubio la scorsa settimana".
Israele: “Sanzioni Ue mosse da idee politiche, inaccettabili”
"Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L'Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento". Lo afferma su X il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Gideon Sàar, in risposta all'intesa raggiunta nel Consiglio Affari Esteri dell'Unione sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti. "Oltraggioso è anche il paragone che l'Ue ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, un'equivalenza morale completamente distorta. Israele ha sempre difeso diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria"
Petroliera del Qatar fermata mentre tenta di passare Hormuz
Una petroliera del Qatar è stata fermata nello Stretto di Hormuz. A quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim, la Mizhem stava attraversando lo stretto quando improvvisamente ha cambiato rotta e si è fermata. La nave, diretta in Pakistan, sarebbe in attesa dell'autorizzazione dell'Iran al passaggio.
Studenti palestinesi in uscita da Gaza: 70 diretti a Italia e 2 a San Marino
Il ministero degli Esteri sta seguendo la partenza di 72 studenti universitari palestinesi che sono in uscita da Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom: 70 sono diretti in Italia e 2 a San Marino. Dopo le operazioni per visti e lasciapassare, il convoglio raggiungerà il valico di Allenby, al confine con la Giordania, con arrivo previsto ad Amman in serata. Gli studenti saranno ospitati per la notte presso l'Ospedale italiano di Amman. Il viaggio proseguirà con voli commerciali Royal Jordanian: domani su Roma e mercoledì su Milano. Gli studenti saranno accolti in 21 atenei italiani e dell'Università di San Marino.
Onu: “Poche settimane per evitare crisi umanitaria legata a blocco fertilizzanti a Hormuz”
"Altre 45 milioni di persone a rischio fame e carestia". E' l'avvertimento lanciato all'Afp dal direttore esecutivo dell'Unops, Jorge Moreira da Silva, che guida la task force delle Nazioni Unite incaricata di scongiurare una crisi umanitaria legata al blocco del passaggio dei fertilizzanti attraverso lo Stretto di Hormuz. Il responsabile Onu ha avvertito che "abbiamo davanti a noi poche settimane per prevenire quella che potrebbe diventare una massiccia crisi umanitaria".
Intesa tra i ministri Ue sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti
Via libera, a quanto si apprende, del Consiglio Affari Esteri alle sanzioni Ue contro i coloni israeliani violenti. L'Ungheria ha tolto il veto finora tenuto fermo contro le misure, sulle quali era necessaria l'unanimità. I 27 ministri degli Esteri hanno quindi raggiunto l'accordo politico. Non ha raggiunto il necessario quorum invece la proposta di imporre dazi ai prodotti degli insediamenti israeliani. L'accordo politico prevede invece anche nuove sanzioni contro Hamas.
In corso la riunione di sicurezza di Netanyahu
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo in questo momento una riunione sulla sicurezza nel suo ufficio a Gerusalemme, secondo quanto riferito al Times of Israel dall'ufficio di uno dei partecipanti.
L'incontro si svolge dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha respinto la risposta dell'Iran alla sua proposta di cessate il fuoco, e in vista dei colloqui diretti tra Israele e Libano che si terranno a Washington nel corso di questa settimana.
Teheran: “No negoziati se Usa non rispettano condizioni”
L'Iran non tratterà con gli Stati Uniti fino a quando Washington non accetterà cinque condizioni chiave. A chiarirlo è stato il generale Mohammad Ali Jafari, ex comandante dei Pasdaran e ora a capo del quartier generale culturale e sociale Baqiyatallah. "Finchè la guerra non cesserà su tutti i fronti, le sanzioni non saranno revocate, i fondi bloccati non saranno scongelati, i danni causati dalla guerra non saranno risarciti e non sarà riconosciuto il diritto di sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz, non ci sarà spazio per nessun altro negoziato", ha spiegato il generale, figura di spicco del regime, a quanto riferito dall'agenzia Fars. "Con questo livello di sfiducia verso gli Stati Uniti, è naturale che il team negoziale debba stabilire condizioni che garantiscano tutti i diritti incontestabili dell'Iran", ha aggiunto.
Media: “Seconda petroliera del Qatar carica di Gnl attraversa Hormuz”
Una seconda petroliera qatariota che trasporta gas naturale liquefatto sta attraversando Hormuz, pochi giorni dopo il passaggio nello Stretto della Al Kharaitiyat. Lo riferisce Reuters sul proprio sito. La nave, denominata Mihzem e fornita di una capacità da 174.000 metri cubi, è partita da Ras Laffan, principale polo energetico del Qatar, ed è diretta verso Port Qasim, in Pakistan, dove il suo arrivo è previsto oggi, secondo i dati di navigazione di Lseg.
Araghchi sente omologo saudita su "sviluppi diplomatici"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo saudita, Faisal bin Farhan. Secondo la nota diffusa da Teheran, nel colloquio i due ministri si sono consultati "sugli ultimi sviluppi relativi ai processi diplomatici in corso tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione del Pakistan".
Ministro del petrolio iraniano: “Iran si è preparato alle ripercussioni del blocco Usa”
Il settore petrolifero iraniano ha dovuto affrontare alcune difficoltà dall'inizio del blocco marittimo statunitense sui porti iraniani, ma il ministero del Petrolio ha adottato delle contromisure, ha dichiarato lunedì il ministro del Petrolio iraniano Mohsen Paknejad alla televisione di Stato, senza specificare quali. “Durante i 40 giorni di guerra, la nostra produzione non è diminuita e il processo di esportazione è stato favorevole”, ha detto Paknejad. “Naturalmente, nei giorni successivi al blocco (statunitense), abbiamo affrontato delle sfide, ma sono state prese delle misure e questo processo continua”, aggiungendo che “il nemico è pieno di illusioni”.
Ministro degli Esteri turco domani in Qatar
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan si recherà domani a Doha, in Qatar, per discutere della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, del suo impatto sui Paesi del Golfo e degli sforzi in atto per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato una fonte diplomatica turca. Fidan si è recato a Doha l'ultima volta a marzo e nel fine settimana ha avuto due diversi colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. In Qatar, Fidan ribadirà il sostegno della Turchia al suo alleato Qatar contro gli attacchi provenienti dall'Iran, ha affermato la fonte.
Ridotta udienza di Netanyahu: più tardi riunione sicurezza
L'udienza odierna del processo per corruzione a carico del premier israeliano Benjamin Netanyahu è stata ridotta di tre ore e mezza su sua richiesta. Lo hanno riferito i media locali. Nel pomeriggio, il capo di governo avrà un incontro con i vertici della sicurezza, in un clima di continua tensione riguardo al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Pechino: “Continueremo a svolgere un ruolo positivo per il cessate il fuoco in Iran”
"La posizione della Cina sulla situazione in Iran è coerente e la Cina continuerà a svolgere un ruolo positivo nel promuovere un cessate il fuoco, incoraggiare la fine delle ostilità e facilitare il dialogo e i negoziati". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun in conferenza stampa, in risposta alle notizie secondo cui i leader di Cina e Stati Uniti discuteranno di questioni relative all'Iran.
Tajani: “Favorevoli a rafforzamento Aspides”
"Se si rafforza l'iniziativa noi siamo favorevoli a che partecipino anche altri paesi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Consiglio Affari esteri a Bruxelles a proposito della missione Aspides. Sul cambio del mandato della missione "vediamo cosa succede, è una delle ipotesi per il dopo-fine-guerra intanto facciamo finire la guerra e vedremo con quali strumenti giuridici si potrà partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione" ha concluso il titolare della Farnesina.
Tajani: “Sostenere il dialogo, pronti a fare nostra parte”
"Per quanto riguarda l'Iran siamo grandi sostenitori di una trattativa che un porti a un accordo". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Esteri. "L'Iran non può avere l'arma nucleare, mi pare che inizino a capirlo anche a Teheran. Serve liberare lo stretto di Hormuz affinché possa esserci una navigazione garantita sia per quanto riguarda i fertilizzanti che il petrolio, e il resto dei prodotti. - ha proseguito Tajani - Bisogna lavorare e sostenere il dialogo, noi siamo pronti a fare la nostra parte anche successivamente inviando dei cacciamine per garantire la libertà di navigazione e quindi sminare lo stretto".
Pezeshkian: “Negoziato possibile. Se intesa la rispetteremo”
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian non ha chiuso la porta ai negoziati con gli Stati Uniti, dopo che Teheran ha respinto la proposta in 14 punti arrivata da Washington. "La vittoria ottenuta dalle forze armate sul campo di battaglia deve essere completata anche sul piano diplomatico", ha detto a quanto riporta l'agenzia Irna. "Pur nella diffidenza verso il nemico, riteniamo possibile negoziare da una posizione di dignità, saggezza e interesse", ha spiegato. E "se si raggiungerà un accordo che tenga conto delle preoccupazioni della Guida Suprema della Rivoluzione e degli interessi del popolo iraniano, saremo fedeli ai nostri impegni", ha assicurato.
Teheran: “Inquinamento a Kharg è dovuto a rilasci da petroliera danneggiata”
Il Dipartimento per l'ambiente iraniano ha attribuito l'inquinamento osservato vicino all'isola di Kharg allo scarico di acque di zavorra contaminate provenienti da una petroliera danneggiata, smentendo le notizie di perdite da oleodotti. Lo scrve l'agenzia iraniana Tasnim.
Premier del Libano: “Ok a pace con Israele ma nostre richieste vanno soddisfatte”
Con Israele "sosteniamo la pace, ma questa pace ha delle condizioni". Lo ha detto il premier del Libano Nawaf Salam, in un'intervista al quotidiano saudita Al Arabiya. Secondo Salam, le richieste del Libano sono un cessate il fuoco, il ritiro completo di Israele dal territorio libanese e il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti nelle carceri israeliane. "Una volta soddisfatte le richieste libanesi, siamo aperti a discutere le condizioni per la pace in un quadro arabo più ampio, perché ciò ha implicazioni per gli stati arabi", ha precisato Salam.
Teheran: “Negoziati possibili, se accordo giusto lo rispetteremo”
La Repubblica islamica dell'Iran "pur mantenendo la diffidenza nei confronti del nemico, ritiene possibili i negoziati, da una posizione di dignità, saggezza e opportunità". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un incontro con il comandante e gli alti ufficiali delle forze dell'ordine della Repubblica islamica dell'Iran (Faraja) in cui ha delineato le opzioni strategiche postbelliche dell'Iran. Lo riporta la agenzia Mehr. Il presidente ha aggiunto che, qualora si raggiungesse un accordo in linea con le preoccupazioni della Guida Suprema e gli interessi del popolo iraniano, l'Iran rispetterebbe i propri impegni.
Teheran: “Nuova azione a Hormuz complicherebbe la situazione”
Sono stati gli Usa e non l'Iran a provocare problemi nello stretto di Hormuz e qualsiasi nuova azione complicherebbe ulteriormente la situazione. A chiarirlo è stato il portavoce e del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, in una conferenza stampa a Teheran. "Lo Stretto di Hormuz era aperto", ha ricordato, "è stata l'aggressione degli Stati Uniti a provocare il blocco". E ora "qualsiasi intervento nelle questioni relative allo Stretto di Hormuz non farà altro che complicare ulteriormente la situazione".
Netanyahu: “Con fine regime crolleranno Hezbollah e Hamas”
La fine del regime degli Ayatollah a Teheran comporterà il crollo "come un'impalcatura" dei gruppi filo-iraniani in Yemen, gli Houthi, di Hamas a Gaza e in Libano di Hezbollah. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una intervista alla Cbs. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di rovesciare il regime iraniano, Netanyahu ha risposto: "Credo che non si possa prevedere quando accadrà. E' possibile? Sì. E' garantito? No. Ma posso dirvi che si debba procedere gradualmente e poi crolla".
Netanyahu: “Guerra non è finita, scorte di uranio vanno eliminate”
La guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran "non è finita" perché prima devono essere "eliminate" le scorte di uranio arricchito. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'emittente americana Cbs. La guerra, ha detto Netanyahu al programma '60 Minutes', "non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati". Quindi occorre "entraee e portarlo fuori", ha detto il premier israeliano. Netanyahu ha affermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump condivideva una posizione simile. "Non parlerò di mezzi militari, ma il presidente, quello che il presidente Trump mi ha detto, è stato: 'Voglio intervenire'".
Teheran: “Da noi proposta ragionevole. Da Usa ingiusta”
L'Iran ha difeso la decisione di respingere la bozza di memorandum di intesa in 14 punti con gli Stati Uniti. "Tutto ciò che abbiamo proposto nel testo era ragionevole e generoso. Non solo per gli interessi nazionali dell'Iran, ma per il bene e il progresso della regione e del mondo. Le parti americane continuano a insistere sulle loro richieste ingiuste", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani.
"Non abbiamo rivendicato alcun vantaggio, l'unica cosa che abbiamo rivendicato sono i diritti legittimi dell'Iran", ha assicurato.
Teheran: “Abbattuto drone nemico, non c'è un vero cessate il fuoco”
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver abbattuto un "drone del nemico aggressivo" nel sud-ovest del paese, durante l'attuale cessate il fuoco con gli Stati Uniti. "Non è stato stabilito un vero e proprio cessate il fuoco tra l'Iran e gli Stati Uniti. Inoltre, non vi è alcuna prospettiva chiara di un accordo tra i due paesi", ha affermato ieri il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, Ebrahim Rezaei. Secondo Tasnim, ha anche aggiunto che Teheran non permetterà che venga stabilita alcuna linea di collegamento tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti nella regione. "Il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti hanno scelto la strada sbagliata, mentre alcuni paesi della regione si sono resi conto dei propri errori e hanno inviato messaggi all'Iran", ha affermato.
Seul condanna attacco a mercantile di Hormuz: “Risponderemo”
La presidenza sudcoreana ha condannato con la massima fermezza l'attacco subito questo mese nello Stretto di Hormuz, bloccato dall'Iran, contro una nave mercantile di una compagnia di navigazione coreana, e ha annunciato una risposta non appena verrà identificata la responsabilità dell'attacco. Esperti sudcoreani hanno condotto un'indagine forense preliminare sui danni alla parte posteriore sinistra della nave, ha dichiarato ai giornalisti un alto funzionario presidenziale. L'attacco ha provocato un incendio nella sala macchine dell'imbarcazione.
Kallas: “Ue sostiene soluzione diplomatica”
L'Ue sostiene una "soluzione diplomatica" per la guerra nel Golfo, ma non può "negoziare" al posto degli americani. Così l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas conferma, a margine del Consiglio Ue a Bruxelles, la scarsa incidenza dell'Unione nella crisi in corso da inizio marzo nel Golfo Persico. "Sosteniamo una soluzione diplomatica - afferma - e siamo anche impegnati con quei Paesi che mediano tra le due parti. Siamo anche impegnati con i Paesi del Golfo, perché condividiamo le stesse preoccupazioni. Anche se ci fosse un cessate il fuoco, sono in corso colloqui a lungo termine sulle minacce che l'Iran rappresenta per la regione. Non si tratta solo di questioni nucleari, per le quali abbiamo offerto la nostra esperienza, dato che disponiamo di esperti che hanno già negoziato accordi sul nucleare, ma anche di altre minacce che l'Iran pone ai Paesi vicini: i gruppi che agiscono per conto di Teheran, il programma missilistico, le loro attività ibride e informatiche in Europa".
"Stiamo quindi discutendo anche - continua - quando arriverà il momento, del nostro ruolo nell'architettura di sicurezza del Golfo, perché la vediamo allo stesso modo. È una questione che riguarda il nostro vicinato immediato e ha un impatto significativo su di noi. Ma certo, in questo momento, la spinta è per fermare la guerra, aprire lo Stretto di Hormuz. Gli americani e l'Iran, stanno negoziando tra di loro. Possiamo solo sostenerli, ma non possiamo davvero fare accordi al posto loro", conclude.
Kallas: “Lo spostamento delle truppe Nato non sono una novità”
Gli "spostamenti" di truppe all'interno dell'Alleanza atlantica non sono una "novità" e c'è ancora "tempo" per valutare che cosa significhi davvero l'annunciato ritiro di 5mila soldati Usa dalla Germania. Lo sottolinea a Bruxelles, a margine del Consiglio Ue, l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas. "C'è un continuo dispiegamento di truppe - afferma - che avviene costantemente in Europa, comportando spostamenti di truppe. Quindi, in realtà, non è una novità. Penso sia importante che le truppe americane rimangano in Europa, perché proteggono gli interessi americani in Europa, così come gli interessi europei. Questo è l'annuncio fatto dal Pentagono e, naturalmente, c'è ancora tempo per valutare cosa significhi in pratica".
Media Iran, petroliera passa Hormuz usando la rotta indicata dalle forze armate iraniane
Una petroliera Vlcc (Very Large Crude Carrier) che trasportava greggio iracheno ha attraversato lo stretto di Hormuz ieri, utilizzando una rotta designata dalle forze armate iraniane. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim News, affiliata ai pasdaran. Secondo Tasnim si tratta della Agios Fanourios che, dopo aver lasciato lo stretto, si trova ora nel Golfo dell'Oman, diretta al porto vietnamita di Nghi Son.
L'Iran giustizia un uomo accusato di “spionaggio per il Mossad e la Cia”
La magistratura iraniana ha dichiarato in un comunicato che un uomo di nome Erfan Shakourzadeh è stato giustiziato per impiccagione questa mattina con l'accusa di "spionaggio per la Cia e il Mossad" durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025. "Il condannato, che era un dipendente di un'organizzazione scientifica legata ai satelliti, aveva trasmesso informazioni classificate sui progetti e sul personale dell'organizzazione a questi servizi segreti", aggiunge il comunicato, secondo l'agenzia di stampa Irna.
Oggi la Knesset vota la pena di morte per gli attentatori del 7 ottobre
La Knesset, il Parlamento israeliano, oggi voterà il disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia israeliano, Yariv Levin, per imporre la pena di morte e celebrare processi pubblici per i palestinesi coinvolti negli attentati del 7 ottobre 2023. Il testo è sostenuto sia dal partito di governo che dall'opposizione. "Poiché esiste la piena autorità per imporre la pena di morte, qualsiasi condanna, se inflitta, verrà anche eseguita", ha dichiarato Levin. "Stiamo parlando di centinaia di imputati. Sono fiducioso che l'esercito abbia assunto la guida nell'attuazione delle procedure e saprà come fare tutto il necessario affinché i processi possano iniziare presto", ha aggiunto il ministro. Il presidente della Commissione costituzionale della Knesset, Simcha Rothman, ha affermato che la legge invia "un messaggio chiaro ai nemici: lo Stato di Israele non resterà a guardare, non dimenticherà né perdonerà e punirà con le pene più severe previste dalla legge, inclusa la pena di morte".
Attacchi aerei Israele nel sud del Libano
I media israeliani hanno riferito che l'Idf sta lanciando attacchi aerei e bombardando posizioni nel Libano meridionale, aggiungendo che si sono udite esplosioni in Galilea. Nel frattempo, Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un contingente israeliano all'interno di un'abitazione nella città di Al-Taybeh, nel Libano meridionale.
Droni Hezbollah uccidono soldato israeliano
Un riservista dell’Idf è rimasto ucciso ieri in un attacco di droni di Hezbollah nel nord di Israele. Il soldato ucciso è stato identificato come il sergente maggiore Alexander Glovanyov, 47 anni, autista del 6924* battaglione del Centro trasporti, originario di Petah Tikva. Durante l'attacco diversi droni esplosivi lanciati da Hezbollah hanno colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano.
Iran: Netanyahu, Mojtaba Khamenei è vivo
Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, afferma di credere che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sia viva, nonostante non si abbiano sue notizie da quando è stato nominato successore del padre assassinato all'inizio di marzo.
Interrogato sulle condizioni fisiche e sull'influenza operativa del giovane Khamenei durante un'intervista a '60 Minutes' della CBS, Netanyahu ha dichiarato: "Credo che sia vivo. Quali siano le sue condizioni, è difficile dirlo, sapete? Si è rifugiato in qualche bunker o in qualche luogo segreto".
Il primo ministro israeliano afferma che Mojtaba sta "cercando di esercitare la sua autorità", ma ritiene che tale autorità sia inferiore rispetto a quella esercitata dal suo predecessore Ali Khamenei.
Il petrolio guadagna oltre il 3% in Asia con il mancato accordo Usa-Iran
I prezzi del petrolio salgono nelle contrattazioni sui mercati asiatici in scia al mancato accordo con l'Iran sulla proposta di pace elaborata da Washington, con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, in gran parte chiuso, che mette a rischio le forniture energetiche globali: il Wti guadagna il 3,50%, a 98,76 dollari, mentre il Brent sale del 3,45%, a 104,78 dollari al barile.
Iran: dopo risposta Trump, Brent (+2,69%) supera 104 dollari
I prezzi del petrolio sono tornati a salire questa notte, dopo che Donald Trump ha bruscamente respinto la risposta dell'Iran alle proposte americane per porre fine alla guerra. Teheran ha anche messo in guardia i francesi e gli inglesi contro qualsiasi intervento nella regione.
Anche prima dell'apertura dei mercati asiatici, i prezzi del petrolio hanno preso il volo, con il Brent che ha guadagnato il 2,69% a 104,01 dollari al barile
Trump, “Gli Usa monitorano le scorte residue di uranio arricchito dell'Iran”
Gli Stati Uniti stanno monitorando le scorte residue di uranio arricchito dell'Iran e, "a un certo punto", se ne impadroniranno. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, in un'intervista diffusa domenica dal programma di news 'Full Measure' prima che fosse ufficializzata la risposta di Teheran alla proposta di pace Usa.
Malgrado abbia sostenuto che l'intervento militare fosse finalizzato a garantire che l'Iran non potesse mai dotarsi di un'arma nucleare, vantandosi peraltro di aver bombardato i siti nucleari del Paese la scorsa estate, il tycoon ha liquidato l'ipotesi secondo cui Teheran detenga ancora una quantità significativa di uranio, quasi idoneo a fabbricare ordigni bellici, materiale che, a detta degli ispettori internazionali, sarebbe verosimilmente sepolto proprio in quei siti.
Ad aprile Trump ha affermato di "non curarsi affatto" dell'uranio arricchito, in quanto situato a una profondità eccessiva nel sottosuolo. Nell'intervista diffusa domenica ha ribadito che gli Stati Uniti stanno monitorando il sito, avvertendo che "se qualcuno dovesse avvicinarsi a quel luogo, ne verremmo a conoscenza e lo faremmo saltare in aria".
Media Iran, Teheran respinge il piano statunitense 'richieste eccessive'
L'Iran ha respinto il piano statunitense, secondo quanto riportato dai media iraniani citati da Sky News.
Il piano "avrebbe significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Trump", riferisce la televisione di stato Press TV. "Il piano iraniano sottolinea la necessità che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e riafferma la sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz. - continua - L'Iran ha ribadito la necessità della fine delle sanzioni e del rilascio dei beni e delle proprietà sequestrate al Paese."
Fonti pasdaran, reazione di Trump non ha alcuna importanza
La reazione del presidente americano, Donald Trump, alla risposta iraniana sulla proposta di accordo "non ha alcuna importanza". Lo riporta Tasnim, l'agenzia stampa iraniana legata ai pasdaran. "Nessuno in Iran redige piani per compiacere Trump. Se non gli piacciono è ancora meglio", afferma ancora la fonte.
Trump: “Risposta totalmente inaccettabile”
Donald Trump boccia la risposta dell'Iran alla proposta Usa di chiudere la guerra. "Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'Rappresentanti' dell'Iran'. Non mi piace: totalmente inaccetabile! Vi ringrazio per l'attenzione dedicata a questa questione. Presidente Donald J. Trump", ha scritto su Truth.
Trump: “Iran ci ha presi in giro per 47 anni, ora smetterà”
Il presidente americano, Donald Trump, accusa l'Iran di "aver fatto giochetti e preso in giro gli Stati Uniti e il resto del mondo per 47 anni" ma che ora "smetteranno di ridere". Lo scrive in un lungo post su Truth.
"Per 47 anni gli iraniani ci hanno 'presi in giro', ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, hanno distrutto le proteste e recentemente hanno sterminato 42 mila manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, ora di nuovo grande. Non rideranno più!", afferma il capo della Casa Bianca. "L'Iran ha giocato con gli Stati Uniti e con il resto del mondo per 47 anni (posticipare, posticipare, posticipare!), e poi finalmente ha fatto centro quando Barack Hussein Obama è diventato Presidente. Non solo è stato buono con loro, è stato fantastico, schierandosi dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri alleati, e dando all'Iran una nuova, importantissima opportunità", denuncia Trump. "Centinaia di miliardi di dollari, e 1,7 miliardi di dollari in contanti, trasportati a Teheran, sono stati serviti su un piatto d'argento. Ogni banca di Washington, Virginia e Maryland è stata svuotata: c'erano così tanti soldi che, quando sono arrivati, i criminali iraniani non sapevano cosa farne. Non avevano mai visto soldi del genere e non li vedranno mai più. Sono stati scaricati dall'aereo in valigie e borse, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Hanno finalmente trovato il più grande imbecille di tutti, nella persona di un debole e stupido presidente americano. E' stato un disastro come nostro "leader", ma non così male come il sonnolento Joe Biden!", aggiunge.