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Sanzioni Ue contro Israele, colpiti i principali gruppi dei coloni della Cisgiordania

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Tra i personaggi presi di mira da Bruxelles c’è Daniella Weiss, che da due anni e mezzo lavora perché Israele torni ad occupare Gaza, e Yehuda Eliahu, braccio destro del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, capo del Dipartimento colonie nel ministero della Difesa
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GERUSALEMME – Per una volta non è una mossa simbolica: ma uno schiaffo in faccia alle organizzazioni più estremiste che ci siano in Israele. L’Unione europea ha approvato ieri una serie di sanzioni contro i principali gruppi-ombrello dei coloni della Cisgiordania e contro quattro dei loro più importanti rappresentanti: fra loro spiccano i nomi di Daniella Weiss, la leader più riconoscibile, colei che da due anni e mezzo lavora perché Israele torni ad occupare Gaza, e Yehuda Eliahu, braccio destro del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, capo del Dipartimento colonie nel ministero della Difesa e presidente della Israel Land Authority, l’ente che controlla la maggior parte dei terreni pubblici. È la mossa più severa intrapresa dalla Ue contro un movimento che dal 7 ottobre 2023 ha permesso a Israele di mettere le mani su una quantità di terre superiore a quella che i palestinesi avevano perso dagli Accordi di Oslo (1993) in avanti.

Ad essere sanzionati sono i gruppi Amana, HaSh…

GERUSALEMME – Per una volta non è una mossa simbolica: ma uno schiaffo in faccia alle organizzazioni più estremiste che ci siano in Israele. L’Unione europea ha approvato ieri una serie di sanzioni contro i principali gruppi-ombrello dei coloni della Cisgiordania e contro quattro dei loro più importanti rappresentanti: fra loro spiccano i nomi di Daniella Weiss, la leader più riconoscibile, colei che da due anni e mezzo lavora perché Israele torni ad occupare Gaza, e Yehuda Eliahu, braccio destro del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, capo del Dipartimento colonie nel ministero della Difesa e presidente della Israel Land Authority, l’ente che controlla la maggior parte dei terreni pubblici. È la mossa più severa intrapresa dalla Ue contro un movimento che dal 7 ottobre 2023 ha permesso a Israele di mettere le mani su una quantità di terre superiore a quella che i palestinesi avevano perso dagli Accordi di Oslo (1993) in avanti.

Ad essere sanzionati sono i gruppi Amana, HaShomer Yosh, Regavim e Nachala: Amana è l’ente da cui dipendono le fattorie illegali da cui negli ultimi anni sono partite le violenze peggiori. HaShomer Yosh il gruppo a cui fanno capo buona parte dei minorenni usati come testa di ariete contro la comunità palestinesi: perché se a compiere i reati sono minorenni, le pene sono lievi. Regavim è l’associazione più organizzata dal punto di vista giuridico, quella che intenta le cause che culminano in demolizioni di proprietà arabe: ha finanziato Tzav 9, responsabile della distruzione dei camion di aiuti umanitari diretti a Gaza. Infine, Nachala: i coloni che vogliono riprendersi la Striscia.

«La decisione della Ue è una richiesta di aprire gli occhi rivolta alla società israeliana – recita una nota del gruppo israeliano Peace Now –: la violenza dei coloni sta facendo precipitare il Paese in un abisso morale». Opposta, come prevedibile, la reazione di quella parte della politica che appoggia i coloni: il premier Benjamin Netanyahu denuncia la «bancarotta morale dell’Europa», mentre il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha parlato di una Europa antisemita: «Continueremo a costruire, piantare, proteggere e insediarci in tutta la Terra d’Israele».

(afp)

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