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Guerra in Iran. Media: “Usa verso riduzione delle forze a disposizione della Nato durante crisi”

G7: “Imperativo riaprire Hormuz e risolvere il conflitto”. Trump: “Sviluppi positivi. Teheran metta per iscritto i termini sul nucleare”. Il presidente Usa ha annunciato di aver sospeso un attacco all'Iran che era programmato per oggi su richiesta degli alleati del Golfo. Autobomba esplode a Damasco: almeno un morto
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Trump: "Su richiesta dei Paesi del Golfo ho sospeso l'attacco all'Iran". Era previsto per oggi. “Abbiamo fatto molti progressi”, ha aggiunto, sottolineando che Teheran deve mettere per iscritto i termini sul nucleare. Israele informato. Gli Stati Uniti concedono una nuova deroga di 30 giorni al petrolio russo.

Media, Usa verso riduzione delle forze a disposizione della Nato durante crisi

L'amministrazione Trump comunicherà agli alleati della Nato che ridurrà le forze americane disponibili per l'Alleanza durante le crisi. Lo riporta Reuters sul suo sito citando alcune fonti, secondo le quali il Pentagono vuole ridimensionare significativamente il suo impegno. Nell'ambito del 'Nato Force Model', i paesi dell'Alleanza individuano insieme le forze disponibili che potrebbero essere usate durante un conflitto o una grave crisi, come un attacco a membro Nato. L'annuncio è atteso venerdì.

Beirut: “Dieci morti in attacco israeliano, anche 3 bambini”

Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso almeno 10 persone, tra cui tre donne e tre bambini, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute di Beirut, nonostante il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah. "Un attacco aereo israeliano sulla città di Deir Qanun al-Nahr, nel distretto di Tiro, ha provocato un bilancio iniziale di 10 morti, tra cui tre bambini e tre donne, oltre a tre feriti, tra cui un bambino", ha dichiarato il ministero in un comunicato, definendolo un "massacro".

Wsj: “Usa hanno sequestrato petroliera ieri nell’Oceano Indiano”

Gli Stati Uniti hanno sequestrato la notte scorsa nell'Oceano Indiano la petroliera Skywave, oggetto di sanzioni americane a marzo per il suo ruolo nel trasporto di petrolio iraniano. I dati di tracciamento delle navi hanno mostrato che oggi navigava appena a ovest della Malesia dopo aver attraversato lo Stretto di Malacca. A riferirne sono stati tre funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal. E' almeno la terza volta che gli Stati Uniti sequestrano una petroliera nell'ambito della loro lotta alle navi della flotta ombra legate all'Iran. Queste azioni sono separate dal blocco statunitense dei porti iraniani, nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico. Gli Stati Uniti hanno sequestrato altre petroliere legate all'Iran, la Majestic X e la Tifani, nell'Oceano Indiano ad aprile.

Wsj, Usa e Israele pronti a nuovo attacco in pochi giorni

Gli Stati Uniti e Israele sono pronti a sferrare nuovi attacchi contro l'Iran "entro pochi giorni". Lo riferiscono al Wall Street Journal fonti ben informate, alcune delle quali indicano che le operazioni belliche potrebbero riprendere già la prossima settimana.

Telefonata Erdogan-Von der Leyen, "riaprire subito Hormuz"

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto una conversazione telefonica con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante la quale ha ribadito l'impegno di Ankara "per il mantenimento del cessate il fuoco e per l'instaurazione della pace nei conflitti regionali" e ha affermato che "lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere riaperto immediatamente". Lo riferisce una nota della presidenza turca.
Von der Leyen, da parte sua, ha parlato su X di una telefonata "molto positiva" con Erdogan e ha sottolineato che "la Turchia è un partner chiave in una regione in subbuglio". "I nostri interessi convergono: mantenere aperte le rotte commerciali, garantire il flusso di energia e stabilizzare le catene di approvvigionamento", ha aggiunto Von der Leyen, "continueremo a lavorare a stretto contatto su queste priorità".

Media, ieri riunione Trump con team sicurezza nazionale

Ieri sera il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha convocato una riunione sull'Iran con il suo team di sicurezza nazionale durante la quale sono state discusse anche le opzioni militari. Lo hanno riferito ad Axios due funzionari statunitensi. "La riunione", scrive Axios, "si è svolta poche ore dopo che Trump aveva annunciato la sospensione degli attacchi che, a suo dire, erano previsti per martedì". Trump continua ad affermare che l'Iran ha solo pochi giorni per raggiungere una svolta diplomatica. Ieri il presidente americano ha dichiarato che la scadenza era di "due o tre giorni, forse venerdì o sabato, all'inizio della prossima settimana". "Sebbene Trump abbia ripetutamente minacciato un'azione militare durante il cessate il fuoco senza mai dare seguito alle minacce, il fatto che lunedì sia stato informato sui piani militari suggerisce che stia seriamente prendendo in considerazione la ripresa del conflitto", osserva Axios.

Vance: “Non sarà una guerra senza fine”

La guerra in Iran "non è una guerra senza fine". A dichiararlo è stato il vicepresidente americano JD Vance, facendo riferimento - durante il briefing alla Casa Bianca - alla promessa spesso fatta da Donald Trump di tenere gli Stati Uniti fuori da guerre come quelle in Iraq e Afghanistan. "È importante che il popolo americano sappia" che qualsiasi fine della guerra "sarà per la loro sicurezza e prosperità". "E anche che questa non sarà una di quelle cose che durano per sempre". "Questa non è una guerra senza fine. Svolgeremo il nostro compito e torneremo a casa. Questo è ciò che il presidente ha promesso e ciò che manterremo".

Vance: “Non è chiaro cosa l'Iran voglia ottenere con i negoziati”

"Non è chiaro cosa" l'Iran voglia "ottenere con i negoziati", la sua posizione negoziale non è ancora chiara. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance.

Vance: “Noi pronti ad accordo se Teheran rinuncia a nucleare”

Gli Stati Uniti sono "disposti a raggiungere un accordo a condizione che gli iraniani siano disposti a venirci incontro sulla questione fondamentale di non dotarsi mai di armi nucleari". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti stanno negoziando in "buona fede", ha detto Vance, ma l'opzione B è quella di riavviare la campagna militare "per continuare a cercare di raggiungere gli obiettivi americani". "Non è ciò che vuole il presidente e non credo che sia ciò che vogliono nemmeno gli iraniani", ha aggiunto Vance.

Teheran: “Linguaggio del potere è l’unico che Trump capisce”

Il "potere è l'unico linguaggio" che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "capisce". Lo ha affermato su X il presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi.
"L'esitazione di Trump è radicata in una realtà: sa che qualsiasi mossa contro l'Iran significherebbe affrontare una risposta militare decisa e una nazione unita", ha dichiarato Azizi, "ovviamente non gli interessa la mediazione dei capi di Stato del Golfo Persico".

Tajani vede presidente del Kurdistan iracheno: “Piena solidarietà per gli attacchi subiti”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato al Presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani, la "piena solidarietà dell'Italia per gli attacchi subiti negli ultimi mesi e il nostro impegno per la stabilità, la sicurezza e la de-escalation in Medio Oriente, anche a tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". "Ho sottolineato - si legge in un post su X di Tajani - il ruolo decisivo delle autorità curde per la stabilità politica e istituzionale dell'Iraq, ringraziandoli per l'importante azione del Governo di Erbil a tutela della comunità cristiana. Nel colloquio ho confermato il sostegno italiano al percorso di stabilizzazione del Paese e del Kurdistan iracheno, anche attraverso un rafforzamento del partenariato economico bilaterale che permetta alle nostre imprese di esportare sempre di più anche in Iraq".

Emirati, intercettati 6 droni in ultime 48 ore

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che la loro difesa aerea ha intercettato e neutralizzato sei droni nelle ultime 48 ore, accusandoli di aver tentato di colpire aree civili e strategiche in tutto il Paese. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha precisato che le intercettazioni non hanno causato vittime e non hanno avuto alcun impatto sulla sicurezza delle infrastrutture vitali. Lo riporta Iran International.

Teheran: “Pronti ad affrontare qualsiasi aggressione militare”


"L'Iran, unito e risoluto, è pronto ad affrontare qualsiasi aggressione militare. Per noi la resa non ha alcun significato: o trionfiamo o diventiamo martiri". È quanto scrive in un post sul social X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi.

No comment della Cpi sul mandato d'arresto per Smotrich, 'indagini riservate'

No comment della Corte penale internazionale sulle dichiarazioni del ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, secondo cui L'Aja avrebbe spiccato un mandato d'arresto nei suoi confronti. "La riservatezza è un aspetto cruciale delle attività dell'ufficio del procuratore", sottolinea lo stesso ufficio, declinando qualsiasi commento sulle parole di Smotrich - che ha definito l'azione della Cpi nei confronti di Israele "una dichiarazione di guerra" - così come su indagini in corso o eventuali accuse specifiche. "Ciò è essenziale non solo per proteggere l'integrità delle indagini, ma anche per garantire la sicurezza e l'incolumità di vittime, testimoni e di tutte le persone con cui l'Ufficio interagisce", evidenzia ancora l'ufficio del procuratore.

Comandante Usa, inaccurate notizie dei media su capacità missilistiche di Teheran

L'ammiraglio Brad Cooper, il comandante del Centcom e il più alto comandante militare statunitense in Medio Oriente, è stato ascoltato dalla Commissione per le Forze Armate della Camera dei Rappresentanti riguardo alle notizie sulle capacità missilistiche dell'Iran. Il New York Times e altre testate giornalistiche avevano riportato che, secondo le valutazioni dell'intelligence statunitense, l'Iran avrebbe riacquistato l'accesso a molti dei suoi siti missilistici e alle sue strutture sotterranee in seguito agli attacchi militari statunitensi e israeliani. Cooper ha affermato che tali notizie erano inaccurate, senza fornire ulteriori dettagli.

Media: “Nato valuta missione Hormuz se la via marittima non sarà riaperta a luglio”

La Nato sta discutendo la possibilità di aiutare le navi a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, se la via marittima non sarà riaperta entro l'inizio di luglio. Lo afferma Bloomberg, citando un alto funzionario dell'Alleanza atlantica. L'idea ha il sostegno di diversi membri della Nato, ma non ancora l'unanimità necessaria, ha dichiarato un diplomatico di un Paese membro. "L'indirizzo politico viene prima, e poi la pianificazione formale avviene dopo" ha detto il Comandante supremo alleato in Europa della Nato, Alexus Grynkewich, in conferenza stampa. "Ci sto pensando? Assolutamente", ha aggiunto. Finora, gli alleati hanno insistito sul fatto che sarebbero intervenuti nello stretto solo dopo la fine dei combattimenti e attraverso la formazione di una vasta coalizione che includa anche Paesi non Nato. Un portavoce della Nato non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

Trump: “Xi mi ha promesso che non invierà armi a Teheran, gli credo sulla parola”

"Se dovessimo lasciare ora, all'Iran servirebbero 25 anni per ricostruire. Ma non lasciamo: vogliamo fare le cose per bene". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che i missili di Teheran "sono esauriti all'82%. Stimiamo che la loro capacità produttiva sia molto ridotta, poiché li abbiamo colpiti. La loro marina è stata annientata. Il presidente Xi mi ha promesso che non invierà armi all'Iran. Gli credo sulla parola", ha messo in evidenza Donald Trump.

Emirati: “Droni contro la centrale nucleare provenivano dall’Iraq”

I droni che domenica scorsa hanno preso di mira la centrale nucleare di Barakah, nella regione emiratina di Al Dhafra, provenivano dall'Iraq. E' quanto sostiene il ministero della Difesa di Abu Dhabi in una nota. "Nell'ambito dell'indagine in corso sull'attacco flagrante contro la centrale nucleare di Barakah del 17 maggio 2026, il monitoraggio e la sorveglianza tecnica hanno confermato che i tre droni (...) provenivano tutti dal territorio iracheno", ha sottolineato il ministero della Difesa.
In Iraq operano gruppi sostenuti dall'Iran che hanno condotto attacchi contro la regione del Golfo dall'inizio della guerra in Medio Oriente.
Una fonte militare iraniana, citata dall'agenzia di stampa Tasnim, ha invece dichiarato che il recente attacco con droni contro gli Emirati è "partito da Israele" e rientrerebbe in un tentativo del "regime sionista" di destabilizzare ulteriormente gli equilibri regionali.

Trump: “Teheran ha pochi giorni per tornare al tavolo negoziale”

Gli Stati Uniti hanno concesso all'Iran "due-tre giorni, forse fino a venerdì o sabato o domenica, o inizio prossima settimana" per tornare al tavolo negoziale e trovare un accordo. Lo ha reso noto il presidente americano Donald Trump, parlando di "un periodo di tempo limitato".

Trump: “Spero non ci sia guerra con l'Iran ma potremmo dover infliggere un colpo”

"Dobbiamo assicurarci che l'Iran non abbia l'arma nucleare". Lo ha detto Donald Trump. "Spero non dovremo fare la guerra, ma potremmo dover infliggere loro un altro duro colpo", ha aggiunto il presidente che ieri ha annunciato di aver sospeso un attacco contro l'Iran su richiesta di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Attivisti italiani della Flotilla riferiscono dell’uso della forza, Tajani chiede verifica urgente a Israele

Sono 27 gli italiani della Flotilla per Gaza che al momento risultano fermati. Le imbarcazioni su cui viaggiano dovrebbero giungere al porto di Ashdod. Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto "di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottiglia".

Media iraniani: “L’attacco con droni contro gli Emirati è opera di Israele”

Una fonte militare iraniana ha accusato Israele di essere dietro il recente attacco con droni contro gli Emirati Arabi Uniti, sostenendo che l'obiettivo sarebbe quello di spingere Abu Dhabi ad assumere "un ruolo più negativo nella regione" contro la Repubblica islamica ed altri Paesi. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
Secondo la fonte, il recente attacco con droni contro gli Emirati è "partito da Israele" e rientrerebbe in un tentativo del "regime sionista" di destabilizzare ulteriormente gli equilibri regionali. Le dichiarazioni arrivano dopo che il 17 maggio il ministero della Difesa emiratino aveva annunciato di aver intercettato tre droni entrati nello spazio aereo del Paese dai confini occidentali. In una nota ufficiale, Abu Dhabi aveva spiegato che due droni erano stati distrutti dai sistemi di difesa aerea, mentre un terzo aveva colpito un generatore elettrico esterno alla centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, senza provocare vittime o danni all'impianto principale.
La fonte militare iraniana citata da Tasnim ha sostenuto che alcuni degli attacchi contro gli Emirati degli ultimi mesi sarebbero stati condotti direttamente da Israele e ha invitato Abu Dhabi a "rivedere la propria politica" nei confronti di Tel Aviv. Secondo la stessa fonte, la cooperazione con Israele "non porterà sicurezza né benefici economici", ma rischia invece di compromettere stabilità, economia e reputazione internazionale degli Emirati.

Il segretario al Tesoro Usa Bessent: “Gli alleati del G7 si schierino con noi contro le reti finanziarie di Teheran”

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha chiesto agli alleati degli Stati Uniti di intensificare le azioni contro le reti finanziarie dell'Iran, esortandoli a un maggiore coordinamento internazionale. "Chiediamo ai nostri partner di schierarsi con noi in modo pieno - ha detto in un discorso preparato per una conferenza sul contrasto al finanziamento del terrorismo a margine dei lavori del G7 a Parigi - Questo richiederà, ad esempio, che i nostri partner europei si uniscano agli Stati Uniti nell'agire contro l'Iran, designando i suoi finanziatori, smascherando le società di comodo e di facciata, chiudendo le sue filiali bancarie e smantellando le sue reti di proxy".
Bessent ha inoltre esortato anche i Paesi del Medio Oriente e dell'Asia a intervenire contro i cosiddetti "network bancari ombra" iraniani. "Richiederà che coloro che si trovano in Medio Oriente e in Asia smantellino le reti bancarie ombra dell'Iran", ha dichiarato. Il segretario al Tesoro ha infine sottolineato la necessità di aggiornare l'architettura delle sanzioni statunitensi, affermando: "Per rafforzare i risultati in termini di sicurezza nazionale, il Tesoro sta adattando il proprio programma di sanzioni al XXI secolo". Bessent ha concluso aggiungendo che le misure devono essere "aggressive e mirate" e che "le sanzioni sono concepite per cambiare i comportamenti, non per punire le popolazioni".

(afp)

I pasdaran addestrano i civili a "sparare all'invasore"

Smontare, rimontare, caricare, imparare quali munizioni usare. E poi puntare, mirare e fare fuoco cercando di non mancare il bersaglio che, nelle intenzioni degli istruttori, è un invasore americano.
I Guardiani della rivoluzione hanno radunato gruppi di abitanti di Teheran per insegnare loro a usare un fucile d'assalto AK-47, nel caso in cui toccasse a loro difendere il Paese.
Un corso rapido, circa mezz'ora, con l'aiuto di pannelli illustrati in postazioni di addestramento allestite in tutta la capitale.
Le sessioni, iniziate oltre due settimane fa, preparano civili di ogni estrazione sociale a una ripresa dei combattimenti.
"L'obiettivo è promuovere la cultura del martirio e della vendetta per il sangue del leader", dice un istruttore, riferendosi alla Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso negli attacchi a sorpresa israelo-americani che diedero inizio alla guerra il 28 febbraio.
Finora, l'addestramento si limita all'uso di fucili d'assalto, ma nei prossimi giorni verranno introdotte anche altre armi.
Tra chi guarda i pasdaran al lavoro sui kalashnikov ci sono uomini con poca esperienza militare e donne con il chador, alcune con fasce sulla testa e ai polsi con la bandiera iraniana. Ma anche bambini e adolescenti, ansiosi di farsi fotografare in posa imbracciando fucili.

G7: “Imperativo riaprire Hormuz e risolvere la guerra in Iran”

"L'incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l'inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi". Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.

Autobomba esplode a Damasco: almeno un morto

E' di almeno un morto il bilancio provvisorio dell'esplosione di un'autobomba nel centro di Damasco nei pressi del quartiere a maggioranza cristiano di Bab Sharqi. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria e media locali secondo cui l'esplosione è avvenuta di fronte a un edificio appartenente al ministero della Difesa siriano e di fronte alle antiche mura della città.

Flotilla, attivisti: “Navi israeliane stanno abbordando le nostre barche”

"L'intercettazione continua. Navi militari israeliane stanno abbordando illegalmente la nostra flotta. Siamo in stato di massima allerta mentre proseguiamo verso Gaza. Ci rifiutiamo di farci intimidire". E' quanto si legge sui profili social della Global Sumud Flotilla.

Smotrich ordina l’evacuazione di un villaggio della Cisgiordania in risposta al mandato di arresto dell’Aia

In risposta alle notizie riguardanti una richiesta riservata di emissione di un mandato di arresto internazionale della Corte penale internazionale, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che firmerà immediatamente un ordine di evacuazione per il villaggio beduino di Khan al-Ahmar, in Cisgiordania. "L'emissione di mandati di arresto nei confronti del primo ministro, del ministro della difesa e del ministro delle finanze sono una dichiarazione di guerra, e di fronte a una dichiarazione di guerra, risponderemo con la stessa moneta", ha dichiarato durante una conferenza stampa Smotrich, minacciando di colpire l'Autorità Palestinese, che ha accusato di essere dietro l'iniziativa legale internazionale. "Firmerò un decreto per l'evacuazione di Khan al-Ahmar nell'ambito dei miei poteri. Prometto a tutti i nostri nemici che questo è solo l'inizio", ha aggiunto.
"Le mani sono le mani dell'Aia, ma la voce è la voce dell'Autorità palestinese. Questa organizzazione ha scatenato una guerra e si troverà ad affrontare una guerra. Io non sono un ebreo sottomesso." Il villaggio beduino in questione ospita alcune decine di famiglie della tribù Jahalin, espulsa dalla propria terra d'origine nel Negev e costretta a trasferirsi in Cisgiordania negli anni '50. Khan al-Ahmar è diventato un simbolo internazionale della battaglia israelo-palestinese per il controllo dell'Area C, la parte della Cisgiordania assegnata al pieno controllo israeliano dagli Accordi di Oslo. Nel piccolo villaggio vivono circa 250 persone.

(reuters)

Media: esplosione udita sull'isola di Qeshm

Oggi è stato udito il suono di un'esplosione sull'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran, secondo quanto riportato dai media statali. Nessun ente ufficiale ha commentato l'incidente, ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News, aggiungendo che sono in corso indagini per accertare l'accaduto.

Global Sumud Flotilla, ancora 10 imbarcazioni in navigazione

Dieci imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono ancora in navigazione, apparentemente dirette verso Gaza. Almeno stando a quanto riportato dal sito dell'iniziativa che afferma di pubblicare in tempo reale i dati di navigazione delle barche. Sempre stando a questi dati, 60 natanti sarebbero stati intercettati. La nave più avanzata è la Akkra, che alle 11.30 era a circa 82 miglia nautiche da Gaza.

Iran: “Se gli Usa attaccano apriremo nuovi fronti”

L'esercito iraniano ha avvertito che aprirà "nuovi fronti" se gli Stati Uniti riprenderanno gli attacchi sospesi dopo il cessate il fuoco dell'8 aprile. "Se il nemico sarà così sciocco da cadere di nuovo nella trappola dei sionisti e lanciare un'altra aggressione contro il nostro amato Iran, apriremo nuovi fronti contro di esso", ha affermato il portavoce militare Mohammad Akramiya, citato dall'agenzia di stampa iraniana Isna.

In Libano Israele ordina l’evacuazione per 12 villaggi, alcuni anche a nord del fiume Litani

Le forze armate israeliane hanno emesso avvisi di evacuazione per i residenti di 12 villaggi nel sud del Libano, annunciando imminenti attacchi contro obiettivi di Hezbollah. Nel mirino ci sono Tura, Nabatieh al-Tahta, Habboush, Al-Bazuriya, Tayr Debba, Kafr Huna, Ain Qana, Lubaya, Jibshit, Al-Shahabiya (Tayr Zabna), Burj Al-Shamali (Sidone) e Humin al-Fawqa. Alcuni di questi, sottolinea Haaretz, sono a nord del fiume Litani.

Financial Times: Israele ha preso 1000 kmq tra Gaza, Libano e Siria dal 7 ottobre 2023

Israele ha preso il controllo di circa mille km quadrati di territorio tra Gaza, Libano e Siria dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, pari a circa il 5% di quello che era lo Stato ebraico nel 1949. E' quanto afferma il Financial Times, precisando che più della metà dei circa mille km quadrati si trova nel Libano meridionale, dove le forze israeliane sono penetrate per una decina di chilometri per creare una "zona di sicurezza" che impedisca a Hezbollah di lanciare missili contro le comunità di confine israeliane.
Il restante territorio 'conquistato' è diviso tra Gaza, dove l'Idf occupa più della metà dell'enclave palestinese - con la zona delimitata dalla Linea Gialla che è stata ulteriormente allargata - e Siria, dove le forze israeliane hanno approfittato del crollo del regime di Bashar al-Assad per prendere posizione per diversi chilometri all'interno del Paese.

Media: intensi colloqui a Riad per posizione unitaria del Golfo

L'Arabia Saudita sta conducendo "intensi colloqui" con i Paesi della regione, tra cui Qatar e Oman, nel tentativo di formulare una posizione unitaria rispetto ai rapporti con l'Iran. Lo riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, legato ad Hezbollah, citando fonti egiziane e saudite.
Riad è insoddisfatta per la "politica della sorpresa" del presidente Usa Donald Trump e per il disinteresse di Washington per le conseguenze sulla sicurezza e sulla situazione politica nel Golfo. Le fonti hanno aggiunto che l'Arabia Saudita "non ha fiducia" nel processo decisionale dell'amministrazione Usa, che a suo avviso ha avviato e poi interrotto la guerra basandosi esclusivamente su una "visione condivisa" con Israele. Questa mancanza di fiducia sta ritardando i progressi nei colloqui di normalizzazione con Israele.

Dall'Iran sei richieste nell'ultimo piano di pace inviato agli Usa

Il viceministro degli Esteri iraniano ha illustrato i termini dell'ultima proposta di pace presentata dall'Iran agli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia di stampa statale iraniana Irna citata da Sky News. Kazem Gharibabadi ha affermato che la proposta prevede la revoca delle sanzioni contro Teheran; lo sblocco dei fondi congelati; la fine del blocco marittimo imposto al Paese; la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano; il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all'Iran e la copertura delle spese per coprire la distruzione causata dalla guerra.

Media Israele: in corso trattative per trasferire attivisti della Flotilla su navi straniere

Più di 35 imbarcazioni della Sumud Flotilla, con a bordo circa 300 attivisti, sono state abbordate dalla marina militare israeliana. Lo riferisce all'Ansa una fonte a conoscenza dei dettagli.
Il giornale israeliano Walla riporta una fonte di sicurezza secondo cui sarebbero in corso trattative per trasferire gli attivisti fermati da Israele su imbarcazioni straniere perché vengano rilasciati in un Paese della regione, piuttosto che procedere con il loro trasferimento in Israele, come successo con la precedente Flotilla in cui gli attivisti vennero rilasciati in Grecia, tranne Thiago Avila e Saif Abukeshek.

Teheran, arrestati due “infiltrati” che si spacciavano per giornalisti

La polizia di Teheran ha annunciato l'arresto di due "infiltrati" che si spacciavano per giornalisti. Lo riporta Tasnim. Secondo l'agenzia di stampa i sospetti avrebbero tentato di "raccogliere e inviare informazioni classificate relative a centri militari e di intelligence vitali e sensibili a reti ostili all'Iran". Le comunicazioni con l'esterno sarebbero avvenute tramite il sistema Starlink.

Nyt: “Teheran pensa al blocco di Bab al-Mandeb se riparte la guerra”

L'Iran si sta preparando all'eventualità della ripresa degli attacchi americani e ha fatto intendere che non esiterà a imporre un prezzo elevato ai paesi vicini e all'economia mondiale in caso di aggressione. E' quanto si legge sul New York Times. Fra le opzioni che Teheran starebbe valutando ci sarebbe il controllo sullo Stretto di Bab al-Mandeb, lo stretto braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e attraverso il quale transita un decimo del commercio mondiale. Lo stretto si trova in prossimità di territori controllati dagli Houthi, una milizia yemenita sostenuta dallo stesso Iran. Per ciò che concerne i combattimenti in quanto tali invece - viene spiegato - i leader iraniani li prevedono "brevi ma ad alta intensità", inclusi pesanti attacchi coordinati contro le infrastrutture energetiche iraniane. La risposta iraniana sarebbe il lancio di decine o centinaia di missili al giorno per "affrontare efficacemente il nemico e anche cambiare le carte in tavola dall'altra parte. Ciò infatti costringerebbe le nazioni arabe del Golfo a prepararsi a un'intensificazione degli attacchi alle proprie infrastrutture energetiche

Teheran: “Nella proposta di accordo c’è lo stop alle sanzioni e lo sblocco degli asset”

L'ultima proposta d'intesa trasmessa da Teheran a Washington prevede tre elementi principali: la rimozione delle sanzioni internazionali contro Teheran, il rilascio dei beni iraniani congelati all'estero e la fine del "blocco" economico imposto al Paese. Il piano contempla inoltre la conclusione del conflitto su tutti i teatri regionali, incluso il Libano. Lo riporta Sky News Arabia, citando il vice ministro degli Esteri iraniano

New York Times: “Durante la tregua Teheran ha riallestito siti di lancio di missili balistici”

L'Iran avrebbe sfruttato il mese e più di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici. Secondo un articolo del New York Times, che cita un funzionario militare statunitense, da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco l'8 aprile, l'Iran si è adoperato per "riallestire decine di siti di lancio di missili balistici colpiti dai bombardamenti, spostare i lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un'eventuale ripresa degli attacchi". Il funzionario ha spiegato che gli attacchi statunitensi contro le capacità missilistiche iraniane hanno colpito le porte d'accesso ai siti, ma non i lanciatori, poiché questi erano sepolti in profonde grotte sotterranee per proteggerli dai raid

Trump: “Ottime possibilità di accordo senza bombe”

Il presidente americano, Donald Trump, vede “un'ottima possibilità” di raggiungere un accordo con l'Iran “senza dover tornare ai bombardamenti”. “Non permetteremo all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Sono stato contattato da questi tre Paesi, più altri, che stanno trattando direttamente con i nostri e con l'Iran, e sembra esserci un'ottima possibilità di trovare una soluzione. Se riuscissimo a farlo senza bombardarli senza pietà, ne sarei molto felice", ha detto il capo della Casa Bianca parlando con i giornalisti.

Teheran: “Asse della resistenza è più coeso che mai”

Il portavoce del ministero della Difesa iraniano ha respinto le affermazioni del presidente Trump, secondo cui le capacità difensive dell'Iran sarebbero state distrutte, affermando che parte delle capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate e che l'"asse della resistenza" è più coeso che mai. Così Iran International. Il generale di brigata Reza Talaei-Nik ha dichiarato all'emittente televisiva yemenita Al Masirah che Trump "non smette di fare affermazioni false" sulla forza militare dell'Iran. "Il prestigio degli Stati Uniti – ha detto – è crollato per mano delle nostre forze armate".

La Casa Bianca ribadisce: “L’Iran deve rinunciare alle ambizioni nucleari”

L'Iran deve rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly dopo la decisione di Donald Trump di sospendere l'attacco contro Teheran. L'Iran - ha spiegato - non può avere uranio arricchito, e questa rappresenta una linea rossa nelle trattative insieme al completo stop del programma nucleare iraniano.

Araghchi: “Usa contraddittori, le loro richieste eccessive ostacolo a negoziati”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso a Teheran con il ministro dell'Interno pakistano degli sforzi in corso per porre fine alla guerra. Lo fa sapere il ministero di Teheran, riportato da Al-Jazeera. Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha espresso ad Araghchi la speranza che gli sforzi del suo Paese contribuiscano a stabilire la pace nella regione. "Le posizioni contraddittorie e le richieste eccessive degli Stati Uniti rappresentano un ostacolo al processo diplomatico - ha detto Araghchi durante il colloquio - apprezziamo gli sforzi di Islamabad per promuovere la diplomazia e prevenire un'escalation. Il nostro ingresso nel percorso diplomatico è stato determinante, nonostante i nostri dubbi sull'amministrazione americana".

Trump: “Fatti molti progressi con l'Iran. Teheran metta per iscritto i termini sul nucleare”

“Ho rimandato l'attacco all'Iran per un po’. Si spera, forse per sempre". Lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento alla Casa Bianca. "Abbiamo fatto molti progressi, ci sono stati sviluppi positivi”, ha spiegato, sottolineando che Teheran deve mettere per iscritto i termini sul nucleare. "Mi è stato chiesto dall'Arabia Saudita, dal Qatar, dagli Emirati Arabi Uniti e altri – ha raccontato – se potevamo rimandare di due o tre giorni l'attacco all'Iran. Mi hanno chiesto un breve lasso di tempo perché ritengono di essere ormai molto vicini a raggiungere un accordo".

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