Alta tensione Usa-Iran sul Libano. Axios ha riferito i contenuti della telefonata tra il presidente Usa e il premier israeliano di ieri a proposito dell’escalation condotta in Libano dallo Stato ebraico a causa della quale l’Iran ha minacciato di ritirarsi dal negoziato: “Sei un dannato pazzo - è quello che Trump avrebbe detto a Netanyahu - Saresti in prigione se non fosse per me, ti sto salvando". E ancora, in un crescendo, "tutti ti odiano adesso, tutti odiano Israele per questo".
Usa: “Colpita con un missile nave che stava violando il blocco”
Le forze statunitensi hanno lanciato un missile contro una nave che stava tentando di raggiungere un porto iraniano violando il blocco navale americano, rendendola inutilizzabile. Lo ha dichiarato in una nota l’esercito statunitense. La M/T Lexie, una petroliera vuota battente bandiera del Botswana, "ha ignorato ripetuti avvertimenti" per 24 ore e un aereo da guerra americano "ha infine reso inutilizzabile la nave lanciando un missile Hellfire nella sala macchine".
Rubio: “Gaza sia governata da un'entità non legata a Hamas”
Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, durante un'audizione alla Camera, afferma che la dichiarazione di Netanyahu, che vuole conquistare il 70% di Gaza, non fa parte del piano in 20 punti del Presidente statunitense Donald Trump per porre fine al conflitto tra Israele e Hamas. Il piano prevede la fine del dominio di Hamas e la ricostruzione del territorio. "Abbiamo un piano, ma non prevede questo", afferma Rubio. "E in fin dei conti, capiamo che ciò che vogliamo, e credo che ciò che anche gli israeliani vorrebbero, è una Gaza governata da un'entità non legata ad Hamas".
Msc: “Preoccupa Sariska V colpita, compagnia è italiana e neutrale. Non legami con Usa e Israele”
Msc conferma in una nota che ieri una sua nave, la Msc Sariska V, è stata colpita da due proiettili nel porto di Um-Qasr, in Iraq. Il primo ha colpito mentre il pilota era a bordo, durante la partenza della nave dal porto, e un secondo ha colpito l'area dell'equipaggio poco dopo. "Tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi e hanno agito con eccezionale professionalità durante l'incidente per mettere in sicurezza la nave e il suo carico", aggiunge la compagnia. "Secondo quanto riportato dai media locali, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha rivendicato la responsabilità dell'attacco in risposta alle azioni statunitensi contro la nave Lion Star - prosegue la nota di Msc - Questa azione di rappresaglia è del tutto ingiustificata, considerando le accuse mosse dall'Irgc, poiché Msc è una compagnia di navigazione commerciale neutrale, senza alcun legame con gli Stati Uniti o Israele. Fondata dal capitano di nazionalità italiana Gianluigi Aponte, la compagnia ha sede e domicilio in Svizzera ed è interamente di proprietà dei suoi figli, Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani senza altra cittadinanza". Msc, conclude la nota, "è profondamente preoccupata da questi attacchi non provocati e dal rischio che essi creano per i suoi marittimi innocenti e per gli essenziali scambi commerciali marittimi nella regione".
Diversi attacchi di Israele nel Libano meridionale
L'esercito israeliano ha condotto diversi attacchi contro il governatorato di Nabatieh, nel Libano meridionale. Un raid aereo ha colpito la città di Dibbine, nel distretto di Marjayoun, in seguito a un bombardamento nella stessa area, mentre incursioni aeree hanno preso di mira anche le città di Haddatha e Qaqaiyat al-Jisr.
Usa sanziona principale piattaforma di criptovalute di Teheran
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato nuove sanzioni contro il settore degli asset digitali iraniani, colpendo in particolare Nobitex, la principale piattaforma di scambio di criptovalute del Paese, insieme ad altre tre exchange. Le misure, adottate dall'Office of Foreign Assets Control (Ofac), rientrano nella strategia di "massima pressione" sull'Iran e mirano a interrompere presunti flussi finanziari legati al finanziamento del terrorismo, all'elusione delle sanzioni e ai legami con le Guardie rivoluzionarie iraniane. Secondo il Tesoro, Nobitex avrebbe gestito oltre la metà degli afflussi di criptovalute iraniani nel 2025 e facilitato transazioni riconducibili a soggetti legati alle attività militari e informatiche del regime, oltre a operazioni di aggiramento delle restrizioni internazionali. Sanzionate anche le piattaforme Wallex, Bitpin e Ramzinex, insieme a dirigenti e fondatori. Washington ha ribadito che continuerà a colpire i canali finanziari tradizionali e digitali utilizzati da Teheran, avvertendo che anche soggetti stranieri coinvolti in tali operazioni rischiano ulteriori sanzioni.
Rubio, dalla Cina nulla all'Iran che abbia ostacolato le nostre operazioni
"La Cina non ha fornito all'Iran alcuna assistenza che abbia in qualche modo ostacolato le nostre operazioni o la nostra capacità operativa". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'audizione alla Camera. "È evidente che c'è un rapporto pregresso, ma nel breve termine non abbiamo riscontrato alcun segnale che quanto fornito abbia in qualche modo alterato le dinamiche sul campo di battaglia", ha messo in evidenza Rubio.
Iran: colloquio Araghchi-Abdelatty
Il Ministero degli Esteri iraniano ha annunciato che il Ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo egiziano, Badr Abdelatty. Secondo il ministero, i due ministri hanno discusso "dei recenti sviluppi regionali e delle questioni relative agli attuali processi diplomatici volti a ridurre le tensioni e a mantenere la stabilità nella regione dell'Asia occidentale".
Idf, decine di militanti di Hezbollah nascosti in un quartiere di Tito
Decine di militanti di Hezbollah si nasconderebbero in un quartiere cristiano della città costiera di Tiro, nel Libano meridionale. Lo sostiene l'esercito israeliano, secondo cui l'area non era stata inclusa negli avvisi di evacuazione emessi la scorsa settimana dopo quelle che Israele definisce violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo sciita. "Recentemente abbiamo identificato attività di decine di operativi di Hezbollah all'interno del quartiere cristiano", ha dichiarato la portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane, Ella Waweya. "Non è la prima volta che scopriamo attività di Hezbollah in aree cristiane, sulla base della convinzione che questi quartieri offrano un rifugio più sicuro", ha aggiunto Waweya, invitando i residenti a "chiedere la rimozione dalle proprie zone degli operativi dell'organizzazione terroristica". Rivolgendosi direttamente ai membri del gruppo, la portavoce ha avvertito: "Non siete al sicuro lì. Se continuerete a rimanere e a operare in quest'area, le Forze di difesa israeliane emetteranno istruzioni per l'evacuazione del quartiere cristiano e adotteranno contro di voi le misure necessarie".
Libano: almeno 4 morti in attacco Israele a Tiro
Secondo l'agenzia di stampa libanese NNA, almeno quattro persone sono rimaste uccise negli ultimi attacchi israeliani contro il distretto di Tiro, nel sud del Libano. Un attacco al Burj Shamali ha causato due morti e quattordici feriti, mentre due persone sono rimaste uccise in un raid aereo su Shehour.
Trump: “Falso che abbiamo smesso di parlare. E' ora di accordo”
Il presidente americano, Donald Trump, ha negato che si siano interrotti i colloqui con l'Iran. "Le notizie secondo cui la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti hanno smesso di parlare pochi giorni fa sono falsi ed errati", ha scritto su Truth. "Le conversazioni tra di noi sono in corso continuamente, anche quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, un giorno fa e oggi", ha insistito. Quanto al risultato, Trump non si sbilancia. "Dove portano" questi colloqui "non si sa mai. Ma come ho detto all'Iran, "E' ora, in un modo o nell'altro, che facciate un accordo. Fate così da 47 anni e non possiamo permettere che continui più a lungo!", ha avvertito.
Rubio: “Nessuno programma Usa per armare civili in Iran e rovesciare governo”
"Non sono a conoscenza di alcun programma volto ad armare i civili in Iran per rovesciare il governo. Forse altri Paesi, ma certamente non il governo degli Stati Uniti". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'audizione in Senato, di fatto smentendo Donald Trump. Nelle scorse settimane il presidente americano aveva più volte affermato che gli Stati Uniti hanno tentato di far arrivare armi ai manifestanti anti-regime iraniani tramite i curdi che però le avrebbero "trattenute".
Hezbollah: “Non accetteremo cessate il fuoco parziale”
Hezbollah non accetterà un "cessate il fuoco parziale" con Israele. Lo ha dichiarato il dirigente del gruppo filo-iraniano Mahmud Qomati, respingendo l'ipotesi di sospendere gli attacchi contro il nord di Israele in cambio della sola rinuncia israeliana a colpire la periferia sud di Beirut. "Non accetteremo un cessate il fuoco parziale - ha affermato Qomati in una dichiarazione scritta all'Afp, avvertendo che - qualsiasi aggressione contro le periferie potrebbe portare a una risposta più profonda e più forte" da parte del gruppo. La presa di posizione arriva dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di un'intesa che, secondo le autorità libanesi, prevederebbe la rinuncia israeliana a colpire la periferia sud di Beirut in cambio della cessazione degli attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano.
Rubio: “Un accordo accettabile non è garantito”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto di essere ottimista sulla possibilità di una ripresa dei colloqui sul nucleare con l'Iran, nonostante una fragile tregua che appare sempre più messa in dubbio, ma non ha garantito che si possa arrivare a un "accordo accettabile". Ai senatori della commissione Esteri Rubio ha dichiarato che gli iraniani hanno accettato di negoziare su aspetti nucleari che in passato non erano disposti nemmeno a discutere, ma ha rifiutato di fare una valutazione su cosa potrebbero produrre quei colloqui.
"Hanno accettato di negoziare aspetti del loro programma nucleare che solo un mese fa, solo un anno fa, rifiutavano persino di menzionare", ha dichiarato Rubio, aggiungendo però che "non è garantito che alla fine si arrivi a un accordo accettabile".
Rubio: “Segnali di coinvolgimento di Khamenei nei negoziati”
Descrivendo la frammentata leadership iraniana, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che i negoziatori statunitensi hanno notato segnali che indicano che Mojtaba Khamenei, succeduto al padre come nuova guida suprema del Paese, sia stato coinvolto nei negoziati pur non apparendo in pubblico. "Immagino che, visti gli eventi accaduti a diversi leader di quel sistema, esporsi pubblicamente non sia una cosa che venga loro raccomandata internamente", ha detto Rubio in audizione al Congresso, "detto questo, credo ci siano segnali che indicano un suo crescente coinvolgimento a un certo livello, sebbene tutte le sue comunicazioni siano avvenute per iscritto e tramite intermediari"
Farnesina: “Restano in carcere i due italiani in Libia”
Restano in carcere i due italiani della Global Sumud Flotilla arrestati in Libia. Lo ha riferito la Farnesina in una nota. "I due connazionali partecipanti alla Flottilla di terra e trattenuti in Libia sono apparsi oggi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza", si legge nel comunicato. "Il console generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare ai due italiani", ha spiegato il ministero. "La Farnesina, l'ambasciata d'Italia a Tripoli e il consolato Generale a Bengasi continuano a seguire la vicenda in raccordo con le autorità locali al fine di consentire il rientro in Italia dei connazionali il prima possibile. Le famiglie dei connazionali sono informate dello stato della detenzione e dei passi diplomatici effettuati per la tutela dei due familiari", si spiega ancora nel comunicato
Rubio: “Allentamento delle sanzioni all'Iran non è legato alla riapertura di Hormuz”
Il blocco americano è solo contro le navi iraniane e non ci sarebbe se l'Iran avesse aperto lo Stretto di Hormuz come aveva promesso: "devono riaprire lo Stretto. Devono annunciare che non spareranno contro le navi, che non imporranno un pedaggio". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio in audizione al Senato, sottolineando che non è stato discusso e non è stato negoziato alcun aiuto all'Iran, sotto forza di allentamento della sanzioni, in cambio della riapertura dello Stretto
Rubio: “Ridotto il numero missili ma hanno ancora molti droni”
L'attacco statunitense all'Iran è stato un successo, secondo il segretario di Stato Marco Rubio, anche se Teheran ha ancora una dotazione corposa di droni. "L'operazione 'Epic Fury' ha avuto un grande successo nel raggiungere i suoi obbiettivi militari, che erano ridurre drasticamente la difesa iraniana", ha detto parlando al Congresso per la prima volta dall'inizio del conflitto. "La loro capacità di costruire missili si è degradata in modo significativo", ha detto. "Hanno ancora molti droni, lo sappiamo perchè sono facili da produrre", ha poi aggiunto
Rubio: “Siamo l’unica superpotenza mondiale”
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, non ha dubbi: gli Stati Uniti sono l'unica superpotenza. "Restiamo l'unica superpotenza mondiale, il Paese più potente della Terra", ha detto nella sua audizione di oggi alla commissione Esteri del Senato, la prima dall'inizio della guerra in Iran. "Abbiamo l'economia più grande, disponiamo dell'esercito più potente che l'umanità abbia mai conosciuto e il nostro dollaro rimane la valuta di riserva mondiale", ha elencato
Farnesina: “In arrivo in Italia altri 17 studenti palestinesi”
La Farnesina ha seguito l'uscita da Gaza di altri 17 studenti palestinesi attraverso il valico di Kerem Shalom. Dopo il rilascio dei visti e dei lasciapassare, il gruppo ha raggiunto il valico di Allenby, al confine con la Giordania, per poi proseguire verso Amman. Gli studenti hanno trascorso la notte presso l'Ospedale italiano di Amman. Lo comunica il ministero degli Esteri. Il gruppo arriverà oggi pomeriggio a Roma. Gli studenti sono destinatari di percorsi di studio in Italia: 9 frequenteranno istituzioni Afam, mentre 8 proseguiranno il proprio percorso accademico presso Atenei italiani. L'iniziativa si inserisce nel quadro dell'azione promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani a sostegno degli studenti palestinesi e che ha già consentito l'arrivo in Italia di 229 studenti palestinesi dallo scorso autunno. Quella attuale è la seconda fuoriuscita di studenti da Gaza dopo mesi di sospensione dovuti al riacutizzarsi del conflitto in Medio Oriente. Il precedente arrivo è stato quello del 12 maggio, con il ministro Tajani che ha accolto 59 studenti nell'aeroporto di Fiumicino. L'operazione è stata realizzata in coordinamento con le autorità dei Paesi coinvolti nel transito
Rubio: “Con l’Iran trattiamo, l’accordo potrebbe essere oggi, domani o la settimana prossima”
"L'operazione Epic Fury ha avuto successo nel raggiungere gli obiettivi militari. L'Iran ha ancora molti droni perché sono facili da produrre. Siamo in trattative: c'è una prospettiva davanti a noi" di un accordo "che potrebbe essere oggi, domani o la settimana prossima. Siamo fiduciosi". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'audizione in Senato
Rubio: “Il governo non è un’associazione di beneficenza, siamo qui per vincere”
"La nostra politica estera è concentrata esclusivamente sull'interesse nazionale degli Stati Uniti. E questo ci obbliga spesso a prendere delle decisioni pragmatiche. Voglio anche ricordare che il nostro governo non è un'associazione di beneficenza: non siamo qui per fare gli assistenti sociali. Siamo qui per vincere". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel suo intervento davanti alla commissione relazioni estere del Senato
Il nuovo capo del Mossad: “Il lavoro contro il regime iraniano non è finito”
"La svolta strategica che abbiamo inflitto all'asse iraniano e al suo piano per distruggere Israele ha cambiato gli equilibri di potere nell'intera regione. L'asse sciita, che mirava a distruggere il nostro Paese, è stato duramente sconfitto. Ma il lavoro non è finito. Il cuore del Mossad è impegnato in attività sotto copertura sull'obiettivo. Ci opporremo con tutte le nostre forze, continueremo a perfezionare e sviluppare capacità e metodi per sorprendere e essere decisivi". Lo ha detto Roman Gofman, il nuovo capo del Mossad, nel suo discorso di insediamento, come riferito in una nota ufficiale. I media israeliani riportano che ieri, nel discorso alla cerimonia per il suo congedo, David Barnea, il capo del Mossad uscente, ha affermato che Israele si trova "nel mezzo di una campagna storica. Credo tuttora che cambiare la realtà in Iran attraverso il cambio di regime sia un obiettivo possibile e realizzabile, che richiede determinazione, pazienza e perseveranza. Questa missione deve rimanere in cima alle nostre priorità"
Netanyahu: “Il regime iraniano è destinato a scomparire dal mondo”
"Il Mossad continuerà a essere in prima linea nella nostra lotta contro l'aggressione iraniana. Proseguendo con la politica coerente che portiamo avanti da anni, non permetteremo al regime iraniano di riabilitarsi. Non gli permetteremo di ottenere armi nucleari, né di minacciare la nostra esistenza. Questo regime del terrore è destinato a scomparire dal mondo - e noi lo aiuteremo a raggiungere questo obiettivo - e non ci minaccerà più con bombe nucleari e migliaia di missili balistici letali". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di insediamento del nuovo capo del Mossad, Roman Gofman, che completa oggi il suo incarico di segretario militare di Netanyahu
Media iraniani: “Da giorni nessuno scambio di messaggi con gli Usa”
Lo scambio di messaggi tra l'Iran e gli Stati Uniti è interrotto da "diversi giorni", secondo una fonte informata sulla questione citata da Fars, agenzia iraniana ritenuta vicina alle guardie della rivoluzione. "Una fonte informata afferma che lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, finalizzato al raggiungimento di un primo memorandum d'intesa tra Teheran e Washington, è stato interrotto da almeno diversi giorni", riferisce Fars, aggiungendo che "questa fonte informata ha chiarito che l'ultimo messaggio inviato dalla Repubblica Islamica dell'Iran a Washington riguardava esplicitamente il Libano"
Al via a Washington il nuovo round di colloqui fra Israele e Libano
E' iniziato a Washington il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano. I colloqui seguono le tensioni degli ultimi giorni e l'intervento di Donald Trump per fermare l'escalation israeliana in Libano
Alleata di Trump ammette: “La guerra in Iran è un problema se si prolunga”
La guerra in Iran potrebbe diventare un "problema politico" se dovesse protrarsi a lungo. Ad ammetterlo è Ashley Hinson, alleata di Donald Trump e candidata al Senato. In un intervento a porte chiuse, Hinson si è augurata che il conflitto "venga risolto nel prossimo paio di settimane. Se dovesse prolungarsi sarebbe un problema politico per noi", ha detto incontrando gli elettori. Secondo le attese, Hinson dovrebbe vincere alle primarie repubblicane per il Senato in Iowa previste oggi. Se il pronostico sarò confermato, Hinson si scontrerà in novembre con chi fra i democratici vincerà le primarie, o Zach Wahls o Josh Turek, in una battaglia che sarà una delle più accese a livello nazionale visto che ambedue i partiti vogliono conquistare il Senato
Fonti di Israele: “Da Trump nessun insulto a Netanyahu”
La conversazione è stata tesa, ma non c'è stato nessun insulto di Donald Trump all'indirizzo di Benjamin Netanyahu nelle telefonate, due, che vi sono state ieri sera. Ad assicurarlo è stata una fonte vicina al team del primo ministro israeliano citata da N12. Dopo la prima conversazione, Trump ha annunciato il cessate-il-fuoco in Libano sui due fronti, Israele ed Hezbollah. Poi c'è stata una seconda chiamata ed è in quella che i toni si sono alzati, assicura N12. Contrariamente alla fuga di notizie, Trump non avrebbe insultato Netanyahu, nè gli avrebbe rinfacciato di averlo salvato dalla prigione. Vero invece che Trump ha insistito con il premier che difendere la sua posizione nel mondo è diventato difficile e che questo ha scatenato odio verso Israele. La telefonata è stata tesa e si è concentrata sulle reciproche lamentele per i post sui social media dopo la loro precedente conversazione. Per Trump, Netanyahu aveva di fatto detto che la guerra sarebbe continuata a pieno ritmo, mentre per Netanyahu, Trump aveva fatto crede che Israele avesse accettato un cessate il fuoco su tutti i fronti
Tajani: “La pace? Sono gli Usa che devono fermare Israele”
"Il governo italiano non può risolvere la pace del mondo, del resto non ci riescono gli Stati Uniti e la Cina. Il governo italiano non è la panacea dell'universo. Soprattutto sono gli Stati Uniti che devono fermare Israele. Noi stiamo facendo la nostra parte". Cosi il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della parata ai Fori Imperiali, in merito agli sforzi diplomatici per una pace in Medio Oriente
Israele: “Dagli Usa ok al raid su Beirut se Hezbollah attacca il nord”
Il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato che Washington ha dato il suo appoggio a potenziali attacchi israeliani contro Dahiyeh, sobborgo meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah, qualora il gruppo sostenuto dall'Iran attaccasse le comunità del Nord di Israele. "Il primo ministro e io abbiamo guidato un'azione coordinata insieme alle Forze di Difesa israeliane per stabilire una nuova equazione: se le città israeliane continueranno a essere attaccate, evacueremo e colpiremo il quartiere sciita di Dahiyeh a Beirut, la roccaforte di Hezbollah", ha dichiarato Israel Katz in una conferenza, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero della Difesa. "Gli Stati Uniti hanno approvato questo principio e lo hanno comunicato al governo libanese e a tutti gli attori coinvolti; o cessano gli attacchi contro le comunità israeliane oppure, se continuano, colpiremo Dahiyeh. Questa equazione sarà rispettata", ha ammonito Katz
Bozza del summit Ue: “Lavorare sulle sanzioni ai ministri estremisti di Israele”
"Il Consiglio europeo condanna i maltrattamenti inflitti ai detenuti a seguito dell'intercettazione della flotta Global Sumud in acque internazionali. Invita il Consiglio a portare avanti i lavori relativi alle misure restrittive nei confronti dei ministri estremisti che incitano e promuovono tali violazioni dei diritti umani". E' quanto si legge nel punto 22 del capitolo Medio Oriente nella prima bozza delle conclusioni del summit Ue del 18 e 19 giugno. La bozza sarà oggetto dei negoziati dei Rappresentanti Permanenti dei 27 nei prossimi giorni ed è quindi suscettibile di cambiamenti
Netanyahu: “Le fondamenta del regime sono minate, crollerà”
"Le fondamenta del regime del terrore in Iran sono state minate. Non sarà mai più quello di prima, e vi dico che alla fine crollerà". Lo ha dichiarato su X il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un messaggio in cui ringrazia l'uscente capo del Mossad, David Barnea. "Grazie per 30 anni di servizio dedicato al Mossad e un ringraziamento speciale per gli ultimi anni, che hanno portato a notevoli successi e risultati a beneficio della sicurezza di Israele", ha scritto il premier
Nave Msc colpita dai pasdaran in un porto iracheno
Una nave della flotta Msc, la Sariska V, è stata colpita dal fuoco iraniano nel porto iracheno di Um-Qasr. A renderlo noto è l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della rivoluzione, che ha diffuso le immagini del lancio di un missile contro la nave che i pasdaran attribuiscono al "nemico sionista-americano" rivendicando l'attacco come risposta alle azioni statunitensi contro la nave Lion Star. Msc ha confermato che la Sariska V è stata colpita da due proiettili: il primo mentre il pilota era a bordo durante la partenza della nave dal porto; il secondo poco dopo sull'area destinata all'equipaggio. "Tutti i membri dell'equipaggio sono al sicuro, illesi e hanno agito con eccezionale professionalità durante tutto l'incidente per mettere in sicurezza la nave e il suo carico" ha reso noto la compagnia di navigazione. "Questa azione di ritorsione è del tutto ingiustificata sulla base delle accuse formulate dai pasdaran" aggiunge il comunicato "poichè Msc è un vettore commerciale neutrale e non ha alcuna affiliazione con gli Stati Uniti o Israele". Fondata dal cittadino italiano Capitano Gianluigi Aponte, l'azienda ha sede legale e operativa in Svizzera ed è interamente di proprietà dei suoi figli, Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani e privi di altre cittadinanze. Msc "esprime profonda preoccupazione per questi attacchi non provocati e per il rischio che essi comportano per i propri marittimi innocenti e per il commercio marittimo essenziale nella regione"
Il Bahrein vieta ai suoi cittadini di recarsi in Iran e Iraq per ragioni di sicurezza
Il Bahrein ha vietato ai suoi cittadini di recarsi in Iran e Iraq "a causa del perdurare di una situazione tesa causata dalla peccaminosa aggressione iraniana", con il fine di "salvaguardare la sicurezza nazionale e l'incolumità di tutti i cittadini". Lo afferma in una nota il ministero dell'Interno di Manama, citato dall'agenzia di stampa statale Bna. Il ministero ha precisato che la decisione rimarrà in vigore fino "a nuovo avviso" e che le autorità del Bahrein adotteranno le misure necessarie nei confronti dei "trasgressori"
Wafa: “Un morto e 4 feriti in un raid dell'Idf su un veicolo a Gaza”
L'agenzia di stampa Wafa riferisce che secondo l'ospedale dei martiri di Al-Aqsa a Gaza, un palestinese è stato ucciso e altri quattro sono rimasti feriti in seguito a un attacco israeliano contro un veicolo a est della città di Deir al-Balah
Pasdaran: “24 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz”
Le Guardie della rivoluzione islamica iraniana hanno dichiarato che 24 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore dopo avere ottenuto il loro permesso. "Nelle ultime 24 ore, dopo aver ottenuto l'autorizzazione e con il coordinamento e la sicurezza garantiti dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie, 24 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz", si legge in un comunicato dei pasdaran riportato dall'agenzia Fars
Media: “Tra le vittime del raid di Israele in Libano tre sono bambini”
Nel raid aereo su Marwaniyé, nel distretto di Saida, nel Libano meridionale, dove hanno perso la vita sei membri della stessa famiglia, tra le vittime ci sarebbero anche tre bambini. Alcuni soccorritori sono rimasti feriti in un secondo attacco nella stessa area. Lo riporta il quotidiano libanese L'Orient-Le Jour, secondo il quale nel sud, Mountasser Abdallah, il primo raid, effettuato con due missili, ha completamente distrutto l'edificio, che è crollato sulla famiglia Abdallah, uccidendo sei dei suoi membri. Quando le squadre di soccorso sono arrivate sul posto, il sito è stato colpito una seconda volta e diverse persone sono rimaste ferite, tra cui alcuni soccorritori degli Scout della Missione Islamica (al-Rissala, affiliati al movimento Amal)
Libano: “Almeno sei morti in un raid nel sud”
Altri sei morti in Libano in un nuovo raid israeliano. La Difesa civile di Beirut ha annunciato di aver recuperato i corpi di sei persone dalle macerie di una casa colpita ieri sera in un attacco israeliano in un villaggio del sud. In un comunicato, la Difesa civile ha precisato che i soccorritori sono riusciti a "estrarre dalle macerie sei corpi, oltre a tre feriti", nel villaggio di Marwaniyé, vicino a Sidone
Iran: “Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu punisca Israele per il Libano”
L'Iran ha auspicato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adotti "decisioni punitive e vincolanti" contro Israele a causa delle azioni militari dello Stato ebraico in Libano, Siria e nei territori palestinesi. "Il Consiglio di Sicurezza deve andare oltre appelli generici e l'espressione di preoccupazione e adottare decisioni punitive e vincolanti contro il regime sionista. Il diritto internazionale non si difende con condanne superficiali e inefficaci", ha affermato in un messaggio su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi. "L'affermazione del presidente statunitense sull'aver dissuaso (il premier israeliano Benjamin) Netanyahu dal lanciare un attacco su larga scala contro Beirut è, più che un segno della volontà di pace di Washington, una conferma del ruolo diretto dell'America nella gestione delle aggressioni del regime sionista", ha aggiunto Gharibabadi
Sirene al confine nord di Israele per il lancio di droni dal Libano
Le sirene sono scattate in diverse aree nel nord d'Israele a causa di lancio di droni dal Libano. L'Idf comunica che non sono stati riportati danni né feriti
Vertici dell’esercito iraniano: “La ripresa della guerra con Usa è inevitabile"
La ripresa della guerra contro gli Stati Uniti è "inevitabile", ha dichiarato un alto ufficiale militare iraniano, mentre i colloqui tra Teheran e Washington, volti a porre fine in modo duraturo alle ostilità in Medio Oriente, sembrano essersi arenati. "Gli Stati Uniti chiedono la nostra resa totale e la nazione iraniana non si arrenderà mai", ha affermato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando congiunto Khatam al-Anbiya. "Senza resa, la guerra è inevitabile. Quindi stiamo aspettando e la guerra non ci spaventa", ha aggiunto Assadi, secondo quanto riportato da alcune fonti
Media Libano: “Un morto e vari raid israeliani nel sud”
Una persona è rimasta uccisa in un attacco di droni contro un'auto ad Ansar nel sud del Libano. Lo scrive L'Orient Le jour segnalando altri attacchi israeliani con due raid aerei su Hanniyé e un attacco con droni su Srifa nel distretto di Tiro mentre un aereo da caccia ha bombardato la periferia di Kfarremmane a Nabatiye. Ieri sera Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah ma il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che nel sud "le operazioni continuano". Secondo il quotidiano libanese, il fuoco dell'artiglieria ha preso di mira Haris, Tebnine e A'ta el-Jabal, nel distretto di Bint Jbeil
La situazione in Libano, Meloni: “Ci stiamo lavorando”
"Ci stiamo lavorando". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto ai cronisti che le chiedevano della situazione in Libano, a margine delle celebrazioni per il 2 giugno all'Altare della patria.
La tv di Stato iraniana: un responsabile militare definisce inevitabile la ripresa della guerra con gli Usa
La tv di Stato iraniana ha riportato il commento di un responsabile militare del regime che ha definito “inevitabile” la ripresa del conflitto con gli Usa.
Media: “L’Iran non ha ancora risposto sulla proposta di accordo per sfiducia negli Usa”
L'Iran non ha ancora risposto alla proposta di accordo finale con gli Stati Uniti, volta a porre fine al conflitto tra i due Paesi, e le discussioni sul testo definitivo sono ancora in corso a Teheran, secondo quanto riferito a Mehr News da una fonte vicina al team negoziale iraniano. La fonte ha dichiarato che l'Iran sta esaminando la proposta con cautela a causa di quella che considera una storia di inadempienze da parte degli Stati Uniti e di una radicata sfiducia nei loro confronti. "Sulla base delle esperienze precedenti, l'Iran è alla ricerca di benefici tangibili e concreti", ha affermato la fonte.
Trump: se anche l’Iran capitolasse i media scriverebbero che ha vinto
Anche se l'Iran fosse sconfitto in modo evidente, la stampa ostile la presenterebbe comunque come una vittoria: è quanto sostiene il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post su Truth. "Se l'Iran si arrende, ammette che la sua Marina è andata perduta e giace sul fondo del mare, e che la sua Aeronautica non è più con noi - scrive il tycoon - e se tutto il suo Esercito esce da Teheran, armi a terra e mani alzate, ognuno gridando 'Mi arrendo, mi arrendo' mentre sventola selvaggiamente la bandiera bianca, e se tutta la sua restante leadership firma tutti i necessari “Documenti di Resa”, e ammette la sua sconfitta di fronte alla grande potenza e forza dei magnifici Stati Uniti d'America, il fallimentare New York Times, il China Street Journal (Wsj), la corrotta e ormai irrilevante Cnn, e tutti gli altri membri dei media delle fake news, titoleranno che l'Iran ha ottenuto una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, ma non c'è stata storia. I Dumacrat e i media hanno perso completamente la testa. Sono impazziti del tutto".
Axios, Trump contro Netanyahu: “Sei pazzo, senza di me saresti in prigione”
Durante una telefonata piena di insulti, il presidente americano Donald Trump si sarebbe scagliato contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per l'escalation israeliana in Libano. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi e una terza fonte a conoscenza della conversazione. Ieri, l'Iran ha minacciato di abbandonare i negoziati con gli Stati Uniti a causa delle azioni di Israele in Libano. E, come riporta Axios, durante la telefonata, Trump ha definito Netanyahu "pazzo" e lo ha accusato di ingratitudine. Il sito, cita un funzionario statunitense che riassume il messaggio di Trump a Netanyahu: "Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il c***. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo".
Libano: esercito israeliano intercetta proiettili
L'esercito israeliano ha annunciato l'intercettazione di due proiettili lanciati dal Libano. "A seguito del suono delle sirene in diverse zone del nord di Israele, l'aeronautica israeliana ha intercettato due proiettili entrati in territorio israeliano dal Libano", ha scritto l'esercito su Telegram. Nello stesso messaggio, l'esercito ha anche annunciato che un "bersaglio aereo sospetto" è stato identificato poco dopo ed è atterrato sul lato israeliano del confine con il Libano, senza causare feriti.
Libano: Hezbollah rivendica attacchi a Israele, che risponde
Hezbollah ha rivendicato gli attacchi contro obiettivi israeliani nel Libano meridionale, mentre l'agenzia di stampa ufficiale libanese ANI ha riportato raid aerei israeliani nella stessa area. L'Agenzia ha riferito che gli attacchi israeliani hanno colpito i villaggi di Marwaniyeh, Sidiqine, Yater e Mansouri nel Libano meridionale, e che una "fortissima esplosione" è stata udita a Debbine.
Trump: “C’è stato un piccolo intoppo ma sembra andare tutto bene”
“Sembra andare tutto bene", ha detto Trump all’ABC News, durante una conversazione telefonica. "Oggi c'è stato un piccolo intoppo, ma l'ho risolto molto rapidamente", ha aggiunto. Trump ha affermato che un accordo di pace con l'Iran potrebbe essere "persino meglio di una vittoria militare" ma "non è una cosa semplice", ha detto. "Stiamo parlando di un Paese davvero grande", quindi "non è una cosa facile per loro. In realtà non è facile nemmeno dal nostro punto di vista. Ma stiamo ottenendo ciò che dobbiamo ottenere".
Trump: “L'accordo con Iran potrebbe essere la prossima settimana
L'accordo con l'Iran per l'estensione della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della "prossima settimana". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista ad Abc sottolineando che un accordo di pace potrebbe essere migliore di una vittoria militare. "Sembra mettersi bene", ha aggiunto.