“Non abbiamo bisogno dell'aiuto degli europei. Abbiamo dato loro la possibilità di aiutarci, ma hanno scelto di non farlo". Lo ha ribadito Donald Trump parlando alla Casa Bianca riferendosi ad un possibile aiuto degli alleati nella guerra con l'Iran. "Abbiamo l'esercito più potente del mondo", ha affermato il presidente che ha anche detto: “Se uccidono soldati Usa riparte la guerra”.
Trump: “In Iran dovevamo spegnere un incendio e abbiamo finito”
“Abbiamo dovuto spegnere un incendio". Così Donald Trump, parlando ad un gruppo di agricoltori a Chippewa Falls, in Wisconsin, ha spiegato le ragioni della guerra contro l'Iran. "Abbiamo dovuto spegnere un Paese molto capace che stava per avere un'arma nucleare" e "abbiamo ampiamente finito", ha detto il presidente. "In un modo o nell'altro è finita, o con un pezzo di carta o nel modo più difficile, anche se si può dire che è il più facile", ha aggiunto il tycoon.
Idf: “Profondo dolore per neonato ucciso, aperta inchiesta”
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno espresso in una nota "profondo dolore" per l'uccisione di un bambino palestinese di 7 mesi che viaggiava in auto con i suoi genitori, rimasti leggermente feriti vicino alla città di Hebron, in Cisgiordania. Secondo quanto riferito dai militari israeliani, durante un'operazione a Hebron le truppe "hanno percepito un veicolo che accelerava verso di loro". I soldati hanno quindi sparato "colpi contro il veicolo". Secondo "un'indagine preliminare è stabilito che i feriti erano civili non coinvolti", afferma l'Idf, aggiungendo che l'incidente è oggetto di inchiesta e che i risultati saranno "sottoposti all'esame delle autorità competenti". Nella nota si legge che "le Forze di Difesa Israeliane esprimono profondo rammarico per qualsiasi danno arrecato a persone non coinvolte" nel conflitto. L'agenzia di stampa Wafa ha precisato che il padre del bambino ucciso è stato colpito alla mano da una pallottola, mentre la madre è stata raggiunta dal proiettile che ha poi trafitto la mascella di Sam. La famiglia, che vive a Betlemme, si stava recando a far visita alla nonna di Sam quando la loro auto è stata raggiunta dal fuoco israeliano.
Beirut: “Cinque morti in raid Idf”
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha causato la morte di cinque persone, tra cui una donna e un operatore dei servizi di emergenza. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese condannando "l'attacco contro i paramedici impegnati nelle operazioni di soccorso". "L'attacco nemico israeliano alla città di Zebdine, nel distretto di Nabatieh, ha causato la morte di cinque persone, tra cui una donna e un paramedico dell'associazione Risala, e il ferimento di altre due persone, tra cui un paramedico", si legge in un comunicato del ministero, riferendosi ai soccorritori affiliati al movimento Amal, alleato di Hezbollah.
Neonato ucciso da fuoco israeliano in Cisgiordania
Un neonato palestinese è stato ucciso dal fuoco dell'esercito israeliano e i suoi genitori sono rimasti feriti nella parte meridionale della Cisgiordania occupata, secondo quanto riportato dal ministero della Salute palestinese. Il piccolo Sam Fahd Abu Haikal, di sette mesi, è stato ucciso e i suoi genitori sono rimasti leggermente feriti "dopo che le forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco contro di loro stasera nella zona di Tel Rumeida, a sud di Hebron", ha dichiarato il ministero in un breve comunicato.
Trump: “Con Iran sembra andare molto bene”
"La situazione con l'Iran sembra procedere abbastanza bene". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump parlando brevemente con i giornalisti.
Media, sirene in azione nel nord di Israele
Le sirene suonano nell'Alta Galilea in seguito a un apparente attacco missilistico di Hezbollah proveniente dal Libano. Lo scrive il Times of Israel. Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che i dettagli sono al vaglio. È la prima volta che le sirene suonano in Israele da oltre un giorno.
Media, delegazione di Hamas al Cairo, focus sul cessate il fuoco a Gaza
Una delegazione di Hamas è arrivata in Egitto per discutere del "cessate il fuoco" a Gaza. Lo scrive al Jazeera. Hamas ha reso noto che alcuni dei suoi funzionari sono arrivati al Cairo prima degli incontri programmati con funzionari e mediatori egiziani per "finalizzare l'attuazione" della prima fase dell'accordo di "cessate il fuoco" mediato dagli Stati Uniti a Gaza. In una dichiarazione diffusa su Telegram, il gruppo palestinese ha affermato che avrebbe anche discusso su come "porre fine ai ripetuti attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza e stabilire meccanismi adeguati per l'accesso alla seconda fase dell'accordo". La delegazione di Hamas al Cairo è guidata da Khalil al-Hayya, ha dichiarato il gruppo.
Inviati di Trump incontrano esperti di nucleare per accordo con l'Iran
Gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si sono recati presso il laboratorio nazionale di Oak Ridge, in Tennessee, per consultazioni con un gruppo di esperti tecnici che potrebbero svolgere un ruolo nei negoziati sul nucleare con l'Iran. Lo rivela Axios. "Questo incontro a Oak Ridge non significa che si arriverà a un accordo, ma è un segnale che i negoziati sono in una fase molto seria e che ci sono buone possibilità di concluderlo e vogliamo essere preparati", ha spiegato un funzionario.
Gli Usa hanno concesso i visti alla nazionale dell'Iran
I calciatori della nazionale iraniana impegnati ai Mondiali hanno ottenuto i visti per entrare negli Stati Uniti. Lo ha riferito un funzionario della Casa Bianca alla Reuters. L'ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh, aveva dichiarato ieri sera che la squadra non aveva ancora ricevuto i visti Usa, a soli dieci giorni dalla loro prima partita a Los Angeles.
Ministri degli esteri occidentali: “Forte preoccupazione per l'escalation in Libano”
I ministri degli Esteri di Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia e Svezia, nonché l'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, hanno accolto con favore i continui sforzi per attuare l'accordo di cessate il fuoco. In una dichiarazione congiunta, riporta Al Jazeera, i dirigenti hanno affermato di sostenere gli sforzi del Libano per estendere la propria autorità. Hanno inoltre chiesto a Hezbollah di cessare gli attacchi e a Israele di "rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e di fermare l'escalation militare". "Esortiamo tutte le parti a esercitare la massima moderazione, ad aderire pienamente al cessate il fuoco, ad astenersi da azioni che potrebbero portare a un'ulteriore escalation e a garantire la protezione dei civili", conclude la dichiarazione.
Putin: “Non abbiamo fornito armi all’Iran”
La Russia non ha fornito armi all'Iran e Teheran non le ha richieste, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. "L'Iran non ci ha chiesto nulla al riguardo e noi non abbiamo fornito armi all'Iran", ha dichiarato Putin intervistato durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Il leader russo ha poi ribadito la posizione di Mosca circa la guerra: l'Iran non ha commesso alcuna provocazione che poteva giustificare un attacco. "Non vedo alcuna provocazione da parte dell'Iran. Mi sembra che a un certo punto avessimo raggiunto e adottato un accordo sul programma nucleare iraniano, e tutto era sotto il controllo dell'Aiea. Ma, sfortunatamente, la situazione si è evoluta secondo uno scenario diverso, con un approccio diverso. Tutto ciò, francamente, ha portato alla tragedia di oggi", ha affermato Putin.
Consigliere Khamenei: “Accordo con Usa se scongela 24 miliardi”
Un potenziale accordo di pace tra gli Stati Uniti e l'Iran dipenderà dalla disponibilità dall'amministrazione Trump di scongelare 24 miliardi di dollari di beni di Teheran congelati. A chiarirlo è stato Mohsen Rezaei, ascoltato consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, in un'intervista alla Cnn. "I negoziati sono in uno stallo e (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump deve romperlo", ha detto Rezaei,"la palla è nel campo di Trump". Dunque, se Trump "vuole raggiungere un accordo con l'Iran, questo dei 24 miliardi è un test di fiducia che l'America deve superare e la strada sarà aperta", ha spiegato, "si tratta di soldi nostri, non dell'America".
Se invece, gli Stati Unito dovessero scegliere di riprendere in mano le armi, l'Iran ha ribadito la minaccia di "allargare la guerra" oltre il Golfo Persico, dallo Stretto di Hormuz all'Oceano Indiano, da Bab al-Mandab nel Mar Rosso al Mediterraneo. "Daremo un'altra dimensione alla guerra e attaccheremo altre basi americane", ha assicurato. Quanto all'aspirazione di Trump a incontrare Khamenei, Razaei l'ha stroncata: "Non accadrà, siamo nella prima fase dei negoziati e Trump ha portato i negoziati a un punto morto", ha chiarito.
Gli Usa impongono nuove sanzioni contro l'Iran e i suoi alleati
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro l'Iran e i suoi alleati. In particolare le misure colpiscono "una rete sofisticata che ha trasferito illegalmente verso i mercati dell'Asia meridionale e orientale ingenti quantitativi di gas di petrolio liquefatto iraniano, per un valore di centinaia di milioni di dollari", si lege in una nota del dipartimento di Stato che spiega come la rete si sia avvalsa di società di facciata negli Emirati Arabi Uniti e in Cina, nonché della "flotta ombra" di navi iraniane, per occultare la provenienza del carburante e aggirare le sanzioni Usa. Nuove sanzioni anche contro una società di cambio valuta iraniana e i suoi operatori.
Usa abbordano petroliera soggetta a sanzioni nell’Oceano Indiano
L'esercito statunitense ha annunciato di aver abbordato nell'Oceano Indiano una petroliera soggetta a sanzioni da parte di Washington per il trasporto di petrolio greggio iraniano. "Durante la notte, le forze statunitensi hanno condotto un'intercettazione e un'ispezione marittima con diritto di abbordaggio a bordo della nave sanzionata MT DAVINA, situata nell'Oceano Indiano", ha dichiarato il Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti (Indopacom) in un messaggio su X. "Continueremo a condurre operazioni di controllo marittimo a livello globale per smantellare le reti illecite e intercettare le navi che forniscono supporto materiale all'Iran, ovunque operino", ha aggiunto l'esercito. La Davina è stata sottoposta a sanzioni nel 2024 dal Dipartimento del Tesoro statunitense, che l'ha accusata di aver trasportato petrolio iraniano in Cina.
Aoun: “L’Iran non usi il Libano come merce di scambio con gli Usa”
L'Iran utilizza il Libano come "merce di scambio" nei suoi negoziati con gli Stati Uniti. È l'accusa lanciata dal presidente libanese, Joseph Aoun, in un'intervista alla Cnn, nella quale ha denunciato le interferenze di Teheran sulla sovranità del Paese. Aoun ha ribadito la necessità che le decisioni su sicurezza e stabilità restino esclusivamente nelle mani delle istituzioni libanesi. Ha richiamato indirettamente anche il ruolo di Hezbollah, principale alleato di Teheran in Libano, come strumento attraverso cui l'Iran esercita la propria influenza nella regione. Questa situazione, ha lasciato intendere Aoun, ha contribuito ad allontanare alcuni partner tradizionali di Beirut, in particolare i Paesi del Golfo, storicamente tra i principali sostenitori dell'economia libanese, ma sempre più preoccupati dal crescente peso della Repubblica islamica.
Pasdaran contro Aoun e Salam: “Fantocci Usa. Mentono”
I Padaran hanno respinto le accuse del presidente Joseph Aoun e del primo ministro Nawaf Salam di usare il Libano come "merce di scambio" nelle trattative con gli Stati Uniti. Aoun e Salam, "imposti al popolo libanese dall'asse arabo-sionista-americano, hanno avanzato affermazioni e accuse infondate contro la Repubblica Islamica dell'Iran", si legge in un lancio dell'agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della rivoluzione. I due leader, spiega la nota, "accusano l'Iran di giustificare le brutali invasioni e le atrocità dei sionisti contro la popolazione indifesa del Libano meridionale e, più in generale, contro una parte significativa della popolazione del Paese: gli sciiti". Invece, "mentre la Repubblica Islamica dell'Iran, a sostegno del popolo oppresso del sud e di Dahiyeh, ha chiarito che qualsiasi accordo di cessate il fuoco deve includere il Libano e che la guerra deve finire su tutti i fronti, compreso il Libano, il presidente Joseph Aoun e il primo ministro libanese filo-occidentale e dipendente, Nawaf Salam, hanno fatto ricorso a menzogne e accuse contro l'Iran, sostenendo che l'Iran si oppone a un cessate il fuoco in Libano e alla fine della guerra", sostiene ancora Tasnim.
Irlanda vieta ingresso a Ben-Gvir e Smotrich
L'Irlanda ha vietato l'ingresso nel Paese al ministro della Sicurezza Nazionale israeliano di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, e al ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich. "Il loro comportamento, non solo nel contesto della Flottilla, ma anche le loro continue dichiarazioni sui palestinesi, si sono sostanzialmente tradotte nel desiderio di vedere i palestinesi eliminati dalla Palestina", ha dichiarato il Taoiseach Micheal Martin ai giornalisti, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico 'The Independent'. Martin si riferiva alle recenti provocazioni di Ben-Gvir nei confronti degli attivisti della Flotilla umanitaria di Gaza che erano stati arrestati dalle forze israeliane. Sia Ben-Gvir sia Smotrich hanno ricevuto il divieto di ingresso in altri Paesi e sono accusati di aver pronunciato dichiarazioni genocidarie.
Baku smentisce: “No truppe israeliane in Azerbaigian”
L'Azerbaigian ha respinto un servizio della CNN secondo cui Israele avrebbe segretamente schierato personale militare e dei servizi segreti sul suo territorio per operazioni contro l'Iran, definendo le accuse "completamente infondate". Il Ministero degli Esteri ha dichiarato in un comunicato che l'Azerbaigian ha ripetutamente smentito tali affermazioni e che la sua posizione ufficiale è stata comunicata alla CNN prima della pubblicazione dell'articolo. Ha accusato l'emittente di essersi basata su fonti anonime e di aver ignorato la risposta ufficiale di Baku, affermando che ciò contraddice "i principi di obiettività, imparzialità ed etica professionale del giornalismo". "Non abbiamo mai permesso e non permetteremo mai tali attività", si legge nella dichiarazione, che aggiunge che l'Azerbaigian è impegnato a promuovere la pace, la stabilità e le buone relazioni di vicinato nella regione. Il ministero ha chiesto alla CNN di ritirare l'articolo. Secondo un servizio della CNN, Israele avrebbe schierato diverse decine di soldati d'élite e personale del Mossad in località dell'Azerbaigian meridionale, vicino al confine con l'Iran, durante la recente guerra con quest'ultimo. Il servizio avrebbe inoltre affermato che queste forze avrebbero condotto operazioni di raccolta informazioni e con droni, e che una di queste operazioni, lanciata dal territorio azero, avrebbe portato all'uccisione, il 4 marzo, di un alto comandante dell'intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Hamas: “Non deporremo le armi”
Il disarmo non è un'opzione, per Hamas. Lo ha dichiarato un esponente politico del gruppo, Husam Badran, in un'intervista esclusiva ad al-Jazeera. Il gruppo armato, ha detto, non consegnerà le proprie armi nell'immediato, opponendosi alle continue richieste di disarmo e affermando che il destino del suo arsenale militare sarà deciso in seguito. In ogni caso, Badran ha precisato che "solo la polizia palestinese ufficiale" avrà le armi nella Striscia di Gaza. La posizione di Hamas arriva dopo che una fonte informata ha riferito ad al Jazeera che il gruppo si sta preparando a inviare una propria delegazione al Cairo per riprendere i colloqui, che dovrebbero iniziare domenica.
Inviati Iran, Cina e Russia incontrano il capo dell’Aiea
Oggi a Ginevra, gli ambasciatori di Iran, Cina e Russia presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) hanno tenuto un incontro congiunto con il direttore generale Rafael Grossi, per discutere l'ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio dei Governatori dell'agenzia. Secondo l'agenzia di stampa statale iraniana Mehr, i rappresentanti Reza Najafi (Iran), Li Song (Cina) e Mikhail Ulyanov (Russia) hanno esaminato le questioni che si prevede saranno sollevate durante la sessione del consiglio.
Centcom Usa smentisce Teheran: “Non hanno sparato a navi americane”
Il Comando centrale americano ha negato che la Marina iraniana abbia aver sparato colpi di avvertimento contro navi da guerra statunitensi nel Golfo di Oman e le abbia costrette a fuggire. "E' falso", si legge in un post del Centcom su X.
"Le forze iraniane non hanno attaccato nè sparato contro le navi da guerra della Marina statunitense. Un'azione del genere rappresenterebbe una grave violazione del cessate il fuoco. Le forze statunitensi continuano a operare liberamente nelle acque regionali e applicano il blocco contro l'Iran", assicura il Pentagono.
Irlanda vieta l’ingresso ai ministri Smotrich e Ben Gvir
L'Irlanda ha vietato l'ingresso sul suo territorio al ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, e al titolare delle Finanze, Bezalel Smotrich. La decisione di deve al "ruolo strumentale" dei due esponenti di estrema destra "nell'escalation della catastrofe in corso a Gaza", si legge in una nota del ministero della Giustizia irlandese
Berlino sconsiglia viaggi in Kuwait e Bahrein: rischio escalation
Il ministero degli Esteri tedesco ha emesso un avviso di viaggio per il Kuwait e sconsiglia vivamente i viaggi in Bahrein. "La situazione della sicurezza nella regione rimane estremamente instabile; non si può escludere un'ulteriore escalation della situazione della sicurezza, comprese significative restrizioni al traffico aereo", ha dichiarato il ministero citando gli attacchi aerei iraniani del 3 giugno, che hanno colpito una base militare statunitense in Bahrein e danneggiato l'aeroporto internazionale del Kuwait
Il premier libanese: “L’Iran smetta di usarci come merce di scambio”
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha esortato venerdì l'Iran a smettere di trattare il suo paese come merce di scambio nei negoziati con gli Stati Uniti. "Se posso rivolgermi una parola all'Iran, è questa: abbiate pietà del nostro sud, smettete di trattare lui e il suo popolo come mera merce di scambio per migliorare i termini dei vostri negoziati", ha detto Salam in una conferenza stampa
Media: “Reporter Usa detenuto a Evin chiede aiuto a Trump”
Un giornalista iraniano-americano condannato a 10 anni di carcere e detenuto a Teheran implora Washington di intervenire per garantire cure mediche a lui e ad altri detenuti, secondo quanto riportato da CBS News. Reza Valizadeh, che possiede la doppia cittadinanza iraniana e americana e lavorava per Radio Farda, un'emittente in lingua persiana finanziata dagli Stati Uniti, è stato condannato nel dicembre 2024 con l'accusa di collaborare con un governo ostile, secondo quanto affermato dal suo avvocato. Il messaggio vocale del giornalista, diffuso da Cbs News, giunge nel mezzo di una fragile tregua mentre Teheran e Washington negoziano la fine della guerra iniziata dal presidente Donald Trump alla fine di febbraio. Nella registrazione di due minuti, Valizadeh afferma che lui e altri tre americani detenuti nel carcere di Evin a Teheran sono malati e che viene loro negata l'assistenza medica. "Mentre noi quattro soffriamo di varie malattie e siamo privati di vere cure mediche, il governo degli Stati Uniti avrebbe potuto almeno pretendere cure mediche adeguate per noi in cambio del rilascio dei marinai iraniani", afferma il giornalista. "Anche se curare le nostre malattie è una richiesta eccessiva, potrebbe almeno chiedere alle autorità iraniane di ridurre, almeno in parte, la pressione fisica e le torture psicologiche a cui siamo sottoposti durante la prigionia"
Grossi: “Iran e Usa vicini a un accordo quadro sul nucleare”
L'Iran e gli Stati Uniti sono vicini a raggiungere un accordo quadro sul programma nucleare della Repubblica Islamica. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi. "Abbiamo l'impressione che siano molto vicini a un accordo, più precisamente per quanto riguarda il nucleare, poiché le altre questioni non rientrano nelle mie competenze", ha detto Grossi, "una sorta di quadro, una struttura organizzativa, direi, che dia loro il tempo di esaminare i diversi problemi. Quindi direi che è una possibilità concreta che si arrivi almeno a questo". Il diplomatico argentino, che ha incontrato la stampa dopo una riunione d'emergenza del Consiglio dei Governatori dell'Aiea, non ha commentato le indiscrezioni secondo le quali i Paesi occidentali starebbero lavorando a una nuova risoluzione anti-iraniana e ha auspicato una soluzione diplomatica della questione. "Preferisco astenermi dal commentare su questo punto. E' una questione che riguarda gli Stati membri, se vogliono giungere a una soluzione o meno", ha sottolineato Grossi, "per me, l'importante è non perdere di vista le consultazioni in corso, credo che la soluzione sia un negoziato diplomatico"
Iran: “Abbiamo costretto le navi Usa a lasciare il golfo dell’Oman”
La Marina iraniana ha annunciato avere lanciato colpi di avvertimento su navi americane che tentavano di bloccare il passaggio dallo Stretto di Hormuz e averle costrette ad allontanarsi dal Golfo dell'Oman. "Proseguono le operazioni volte a contrastare le provocazioni e le vessazioni in mare della Marina dell'esercito terroristico statunitense, nonché il dirottamento di navi mercantili e petroliere", si legge in una nota delle forze iraniane pubblicata da diversi media di Teheran. "In seguito ai colpi di avvertimento sparati dai nuovi droni d'attacco Shahid Danaa e dai missili Qadir della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran, i cacciatorpediniere aggressori Ddg 103 (Truxtun) e Ddg 87 (Mason) hanno lasciato il Golfo dell'Oman per dirigersi verso l'Oceano Indiano", assicura Teheran. Non solo. "Anche la portaelicotteri d'assalto anfibio 'Tripoli' è stata costretta a lasciare il Golfo", riferisce ancora il comunicato
Berri: “Hezbollah si ritira se lo fa Idf e c'è tregua”
Hezbollah è pronto a ritirarsi dal sud del Libano se anche le truppe di Israele lasceranno la zona e vi sarà un cessate-il-fuoco generale. Lo ha riferito il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri
Al Arabiya: “L'Iran pronto a trasferire parte del suo uranio in un paese terzo”
L'Iran ha informato il Pakistan di essere pronto a trasferire parte delle sue scorte di uranio a un paese terzo. Lo riporta Al Arabiya. Secondo il rapporto citato dal media arabo, uno dei principali punti di contesa fra Washington e Teheran rimane lo sblocco dei beni iraniani congelati, richiesta che gli Stati Uniti continuano a respingere
Teheran: “Irrealistica l’ipotesi dell’incontro Khamenei-Trump”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha escluso di fatto qualsiasi possibilità di un incontro fra la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei e Donald Trump, auspicato proprio dal presidente americano. "Ho visto un articolo in cui Trump lasciava intendere che sarebbe pronto per un incontro o che vorrebbe organizzarlo", ha detto Araghchi in un'intervista sul canale libanese Al-Mayadeen. "Ma penso che dobbiamo essere realistici", ha chiarito
Ue: “Israele e Hezbollah cessino le azioni militari”
"Sia Israele che Hezbollah devono cessare immediatamente ogni azione militare e l'Ue esorta Hezbollah a rispettare pienamente i termini dell'accordo affinché Israele e Libano possano proseguire i negoziati diretti in uno spirito costruttivo". Lo ha detto un portavoce della Commissione durante il briefing con la stampa ribadendo la posizione della Ue rispetto all'escalation in Medio Oriente
Tzitzikostas: “Non ci sono segnali di carenze di jet fuel in Europa”
Non vi sono segnali di una carenza di carburante per aerei in Europa nei prossimi mesi, nonostante lo shock energetico causato dalla guerra con l'Iran. Lo ha dichiarato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in un'intervista a Reuters. Tuttavia, i prezzi elevati stanno spingendo le compagnie aeree a cancellare le rotte meno redditizie, ha dichiarato il commissario. "Attualmente non vi è alcuna carenza di carburante per aerei in Europa. Non abbiamo segnali che indicano una carenza nel prossimo periodo", ha affermato, aggiungendo che gli aeroporti regionali sono quelli maggiormente a rischio per aumenti dei prezzi. Secondo la International Air Transport Association, il carburante per aerei rappresenta tra il 25% e il 30% dei costi operativi delle compagnie aeree. "Per questo vediamo alcune compagnie scegliere di cancellare rotte che non avevano più senso dal punto di vista economico", ha affermato Tzitzikostas. Secondo il commissario, la situazione varia notevolmente da compagnia a compagnia. Guardando alla fine dell'anno, Tzitzikostas ha affermato che la situazione diventerebbe "molto difficile" se le forniture dal Medio Oriente continuassero a essere interrotte. "E' fondamentale che la guerra finisca e che lo Stretto di Hormuz venga riaperto, e questo deve avvenire il prima possibile. Dobbiamo comunque ricordare che l'Europa è preparata. Disponiamo di scorte di emergenza negli Stati membri", ha dichiarato, aggiungendo che la Commissione coordinerebbe eventuali rilasci delle riserve e che, per il momento, non è necessario discutere una loro redistribuzione. "Per il momento esiste un certo grado di stabilità", ha affermato. "Non è soltanto una questione di carburante per aerei o di combustibili. Potremmo persino trovarci di fronte a una recessione globale", ha concluso Tzitzikostas
Libia, il console chiede la liberazione degli attivisti della Flotilla
Il console generale d'Italia a Bengasi, Filippo Colombo, in occasione della Festa della Repubblica, ha lanciato un appello per il rientro dei partecipanti al convoglio Global Sumud Flotilla per Gaza in stato di detenzione nell'est della Libia, tra cui i cittadini italiani Leonarda Alberizia e Domenico Centrone. Il console ha chiesto di poter effettuare una nuova visita consolare ai connazionali, che dopo le richieste delle autorità italiane hanno ottenuto un miglioramento delle loro condizioni di detenzione ma lamentano la sofferenza di una detenzione ormai prolungata. Ieri i due italiani hanno potuto parlare con le loro famiglie. Il console italiano ha ribadito il rispetto dell'Italia per la sovranità libica e le sue leggi, ricordando al tempo stesso la natura solidale dell'iniziativa della Flotilla e il carattere totalmente pacifico. L'appello del console Colombo ha incluso riferimenti allo spirito di amicizia e al profondo legame che unisce Italia e Libia, un legame che può creare le condizioni per un confronto costruttivo per la soluzione della vicenda, e per un rapido ritorno dei detenuti alle loro famiglie. La Farnesina, l'ambasciata d'Italia a Tripoli e il consolato generale a Bengasi continuano a seguire il caso, in raccordo con le autorità locali. Martedì 9 giugno è prevista la nuova udienza dei due connazionali davanti al procuratore libico
Idf: “Ucciso la scorsa settimana un comandante di Hezbollah”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso Abed Harb, comandante dell'unità di ingegneria di Hezbollah, in un attacco la scorsa settimana. Secondo le Idf, l'unità di Harb è responsabile dell'"assemblaggio e dell'impiego di esplosivi destinati a colpire i soldati israeliani nel Libano meridionale". Inoltre, l'esercito ha aggiunto che ieri sera ha colpito e distrutto un lanciarazzi di Hezbollah.
Sale a 12 uccisi il bilancio dei raid di Israele in Libano
Sale a 12 uccisi in poche ore il bilancio delle persone uccise in Libano in raid israeliani secondo il ministero della sanità di Beirut. L'agenzia governativa di notizie Nna riferisce che ai 7 uccisi nella notte nella città costiera di Tiro si aggiungono 5 uccisi, tre dei quali a Jwaya (distretto di Tiro), uno a Kfardunin (Tiro) e uno a Burj Qalawiye (Nabatiye).
L’attacco di Israele nel sud del Libano causa 4 morti
Secondo l'agenzia di stampa statale Nna, quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano nel sud del Libano, avvenuto oggi. Gli attacchi, portati nelle città di Nabatiyeh e Bint Jbeil, si sono verificati nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti e concordato mercoledì dai governi israeliano e libanese. Il cessate il fuoco è subordinato alla "cessazione completa degli spari di Hezbollah e all'evacuazione di tutti i suoi membri" da un'area del Libano a sud del fiume Litani, secondo un documento del Dipartimento di Stato americano che delinea le condizioni dell'accordo tra Israele e Libano. Ma il Segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto la tregua, chiedendo un cessate il fuoco completo e il ritiro totale di Israele dal Libano.
Mentre gli attacchi israeliani e i lanci di razzi da parte di Hezbollah continuano, l'esercito israeliano ha avvertito gli abitanti di diversi villaggi a nord del fiume Litani, nonchè delle città costiere di Sarafand e Saksakiyeh, di evacuare.
"Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e allontanarvi dai villaggi e dalle città di almeno 1.000 metri, raggiungendo aree aperte", ha dichiarato il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane, Avichay Adraee. L'agenzia di stampa libanese NNA ha riportato uno "spostamento di massa" di persone in seguito all'emissione del decreto.
Video della Cnn: l’incendio sulla Gerald Ford a marzo più grave di quanto reso noto
I danni provocati da un incendio scoppiato a marzo a bordo della portaerei Uss Gerald R. Ford, mentre era impiegata in operazioni contro l'Iran, sono stati ben superiori a quanto reso noto pubblicamente: lo afferma la Cnn, che ha pubblicato un video in cui si notano interni della nave completamente distrutti, corrispondenti alle aree delle cuccette dei marinai.
"Ho davvero pensato che avremmo perso la nave", ha raccontato all'emittente uno di loro, aggiungendo di essersi sentito in una situazione di emergenza del tipo "lottare o morire". Sia questo marinaio, sia un alto funzionario statunitense a conoscenza dell'accaduto hanno riferito che il sistema antincendio della Gerald Ford non ha funzionato e l'equipaggio ha dovuto spegnere il rogo manualmente.
Secondo il funzionario, rimasto anonimo, il comunicato sull'incidente della Marina statunitense ha "minimizzato" l'impatto dello stesso. Nella nota, si indicava che le fiamme erano state "contenute", che due marinai avevano subito ferite "non pericolose per la vita" e che la portaerei era rimasta "pienamente operativa".
Interrogato sull'entità dell'incendio, partito nella lavanderia della nave, e sul mancato funzionamento del sistema antincendio, un portavoce della Marina ha dichiarato alla Cnn che l'indagine sul caso "è ancora in corso". Dopo l'incidente, la Ford era stata portata in Grecia per riparazioni.
Cisgiordania, Idf uccide 18enne palestinese vicino a Ramallah
Le forze israeliane hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco un palestinese di 18 anni nella Cisgiordania occupata. Lo ha riferito il ministero della Sanità palestinese, mentre i militari israeliani hanno affermato di aver ucciso qualcuno che lanciava bombe incendiarie contro i loro veicoli. Il ministero della Sanità ha dichiarato di essere stato informato oggi del "martirio del giovane Haitham Ezzedine Omar Hmeida, 18 anni, da colpi di arma da fuoco dell'occupazione nel villaggio di Beitin", a nord-est di Ramallah. La stessa fonte ha aggiunto che il corpo dell'uomo è stato trattenuto.
In un comunicato, l'esercito israeliano ha affermato che le sue forze hanno "identificato diversi terroristi che lanciavano bombe molotov contro veicoli israeliani che viaggiavano su una strada principale" vicino al villaggio di Beitin. "I soldati hanno aperto il fuoco contro i terroristi e ne hanno eliminato uno", hanno detto i militari, aggiungendo che le loro forze "stanno attualmente inseguendo i restanti sospetti".
Da quando è scoppiata la guerra a Gaza nell'ottobre 2023 con l'attacco di Hamas a Israele, la violenza quasi quotidiana ha scosso la Cisgiordania, che Israele occupa dal 1967. Da allora, soldati o coloni israeliani hanno ucciso almeno 1.078
palestinesi, tra cui molti militanti, secondo un conteggio basato sui dati del ministero della Sanità palestinese. I dati ufficiali israeliani mostrano che almeno 46 israeliani sono stati uccisi in attacchi palestinesi o durante operazioni militari israeliane nello stesso periodo.
Cnn: “Israele ha schierato truppe in Azerbaigian nella guerra con l'Iran”
Durante la guerra con l'Iran, Israele ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d'élite in Azerbaigian, nell'ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medio Oriente, per facilitare le operazioni contro l'Iran, secondo quanto riferito da quattro fonti a conoscenza dei fatti. Lo afferma la Cnn in un'esclusiva. Le forze operavano da diverse località nell'Azerbaigian meridionale, adiacenti al confine settentrionale con l'Iran e, nel punto più vicino, a soli 96 chilometri circa dalla città iraniana di Tabriz. Unità speciali di commando hanno condotto missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni
Netanyahu non sottopone il cessate il fuoco a gabinetto: “L’accordo non c’è”
Dopo il rifiuto di Hezbollah, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha sottoposto il cessate il fuoco con il Libano all'approvazione dei suoi ministri. Lo ha riportato il quotidiano Yedioth Ahronoth dopo la riunione del gabinetto di sicurezza tenutasi ieri sera. "Al momento non c'è un accordo; Hezbollah si oppone, e quindi non prendo alcuna decisione", avrebbe dichiarato Netanyahu durante la riunione. Secondo il quotidiano israeliano, diversi ministri si oppongono a una tregua, soprattutto dopo l'annuncio della morte di un altro soldato nel sud del Libano. "Se Hezbollah acconsente, sottoporrò il cessate il fuoco alla vostra approvazione", avrebbe aggiunto il primo ministro israeliano. Tra le posizioni più virulente emerse durante la riunione di gabinetto di ieri sera, ha sottolineato Yedioth Ahronoth, figura quella del ministro di estrema destra Itamar Ben-Gvir, che ha chiesto a Netanyahu di recarsi a Washington per ottenere il via libera al proseguimento delle "manovre militari" in Libano. Il ministro delle missioni nazionali di Israele, Orit Strook, ha affermato invece che "il confine deve essere modificato"
Idf: “Ucciso il comandante dell’unità di ingegneria di Hezbollah”
Il comandante dell'unità di ingegneria di Hezbollah, Abd Harb, è stato ucciso la scorsa settimana dalle Forze di difesa israeliane (Idf. Lo ha annunciato oggi il portavoce dell'esercito israeliano, precisando che il terrorista operava in un'unità incaricata dell'assemblaggio e dell'utilizzo di ordigni esplosivi destinati a colpire le forze israeliane impegnate nel Libano meridionale. Harb era inoltre un veterano e un alto comandante dell'organizzazione terroristica, responsabile di numerosi attacchi terroristici contro i soldati delle Idf, dalla seconda guerra del Libano fino a oggi. L'esercito israeliano ha aggiunto che ieri è stato distrutto un lanciatore da cui i terroristi di Hezbollah sparavano razzi contro le forze israeliane nel sud del Libano
Protezione civile: “In Libano sette morti nei raid di Israele a Tiro”
I raid aerei israeliani avvenuti nella notte sulla città di Tiro, nel sud del Libano, hanno causato la morte di sette persone, secondo quanto riferito all'AFP da una fonte della protezione civile. Un attacco nei pressi dell'ospedale Jabal Amel ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre sette, danneggiando leggermente la struttura. Un altro attacco ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre cinque, tra cui due bambini, secondo la fonte
Wafa: “Raid con droni a Gaza, una ragazza uccisa e 15 feriti”
Una 18enne palestinese è rimasta uccisa in un raid con droni attribuito alle forze israeliane avvenuto a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza: lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Secondo la stessa fonte, nell'attacco altre 15 persone sono rimaste ferite
Media: “Esplosione nel porto dell’Oman, probabilmente causata da un attacco di droni”
Il porto di Al-Fahal, in Oman, ha interrotto le operazioni di carico di petrolio greggio a seguito di un'esplosione avvenuta vicino alle banchine di attracco, probabilmente causata da un attacco di droni. Lo Riporta Ynet News, citando la Reuters
Attacchi Israele-Hezbollah in Libano
Israele e la milizia sciita libanese Hezbollah si sono scambiati attacchi nelle ultime ore. L'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) ha riferito che aerei da guerra israeliani hanno attaccato la zona circostante l'ospedale Jabal Amel, situato a Tiro, nel sud del Libano, con oltre quattro missili. "Contemporaneamente, è stato segnalato un bombardamento di artiglieria contro la città di Deir Amas", anch'essa nel distretto di Tiro, ha aggiunto l'emittente. Hezbollah ha dichiarato in un comunicato stampa di aver attaccato, nelle prime ore del mattino, un concentrato di veicoli e soldati israeliani nei pressi del Castello di Beaufort con un missile di precisione, "in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano e agli attacchi contro i villaggi nel Libano meridionale".
Gaza, almeno 10 persone uccise nei raid in un giorno
Secondo gli ospedali di Gaza city, almeno 10 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani in un solo giorno.