L'Iran condanna i nuovi raid aerei statunitensi avvenuti nella notte contro radar e altre infrastrutture di sorveglianza costiera nel Golfo, definendoli una "flagrante violazione del cessate il fuoco" in vigore dall'8 aprile scorso. Mentre ha accusato l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di politicizzare la supervisione del programma nucleare di Teheran, accusando il direttore generale Rafael Mariano Grossi di aver ignorato gli attacchi statunitensi e israeliani contro siti nucleari iraniani. Neonato ucciso da fuoco israeliano in Cisgiordania.
Il New York Times: “Gli Usa sospettano che Israele spii Witkoff”
Gli Stati Uniti sospettano che Israele abbia intensificato gli sforzi per spiare alti funzionari americani, tra cui l'inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, coinvolto nei negoziati con l'Iran. Lo riporta il New York Times, citando rapporti dell'intelligence statunitense, secondo cui Washington è anche preoccupata per il fatto che Israele stia cercando di intercettare le comunicazioni del sottosegretario alla Difesa per le politiche, Elbridge Colby, e di uno dei suoi vice, Michael P. DiMino IV. Un portavoce dell'ambasciata israeliana ha smentito le accuse, dichiarando al Times of Israel che "Israele non spia gli Stati Uniti". In precedenza, la Nbc aveva riferito che nelle scorse settimane il Pentagono aveva innalzato il livello di allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele al massimo livello.
L’Idf: colpite 150 strutture di Hezbollah nel fine settimana
L'Idf rende noto che nel corso del fine settimana ha colpito circa 150 infrastrutture terroristiche di Hezbollah nel Libano meridionale, tra cui "depositi di armi, centri di comando, lanciatori di razzi. Le infrastrutture prese di mira venivano utilizzate da Hezbollah per pianificare ed eseguire attacchi contro i soldati dell'Idf".
Il New York Times pubblica foto e video: “Israele ha usato fosforo bianco in Libano”
L'esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Lo rivela il New York Times pubblicando anche delle foto e dei video che lo dimostrano. Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal Times' mentre le forze israeliane conquistavano il castello di Beaufort, un importante roccaforte della zona. Altri video mostrano l'uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati: Qlayaa, Khiam e Yohmor; nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Il fosforo bianco è un'arma molto pericolosa perché a contatto con l'aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere. Spesso impiegato dalle forze armate per appiccare incendi e creare cortine di fumo durante i combattimenti, non è illegale di per sé, tuttavia il suo utilizzo deliberato contro civili o in aree densamente popolate viola le leggi internazionali di guerra. Interpellato dal Times, l'esercito israeliano ha smentito. "Le procedure dell'Idf stabiliscono che tali proiettili non debbano essere utilizzati in aree densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme ai requisiti del diritto internazionale e va anche oltre quanto da esso prescritto", ha sottolineato in una nota.
Iran, la nazionale di calcio è partita per il Messico
La nazionale iraniana di calcio è partita per il Messico dopo un ritiro di 15 giorni ad Antalya, in Turchia. Lo ha annunciato la televisione di Stato iraniana, a pochi giorni dall'inizio dei Mondiali in Nord America. I giocatori dovrebbero arrivare a Tijuana, che sarà la sede del ritiro per tutta la durata del torneo, dopo aver ottenuto i visti per gli Stati Uniti, dove è previsto che giochino la loro prima partita il 15 giugno, contro la Nuova Zelanda al SoFi Stadium di Inglewood, Los Angeles. Secondo fonti iraniane, le autorità statunitensi non avrebbero concesso il visto di ingresso nel Paese ad alcuni membri dello staff della nazionale.
A maggio 100 navi hanno attraversato Hormuz con l’aiuto degli Usa
Le forze statunitensi, a maggio, hanno contribuito a coordinare il passaggio di oltre 100 navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz, in entrata e in uscita dal Golfo Persico, nonostante la navigazione rimanga rischiosa a causa dello stallo nei negoziati per porre fine alla guerra. Lo scrive il New York Times, citando un funzionario statunitense.
Il ministro degli interni del Pakistan porta messaggio a Khamenei da Munir
Il ministro degli Interni pachistano Mohsin Naqvi porterà a Teheran un messaggio del capo di stato maggiore dell'esercito Asim Munir per la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei. Lo riporta l'emittente Geo tv aggiungendo che Naqvi ha incontrato il primo ministro Shehbaz Sharif a Lahore prima di partire per Teheran, dove vedrà funzionari iraniani e porterà avanti il ruolo di mediazione che Islamabad ha assunto nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Sharif, spiega una nota diffusa dall'ufficio del premier ha indicato a Naqvi la linea da seguire negli incontri a Teheran. Durante l'incontro si è anche discusso della situazione attuale in materia di pace e sicurezza nel Paese, prosegue la nota.
Iran: “Raid Usa è una flagrante violazione del cessate il fuoco”
L'Iran condanna i nuovi raid aerei statunitensi avvenuti nella notte contro radar e altre infrastrutture di sorveglianza costiera nel Golfo, definendoli una "flagrante violazione del cessate il fuoco" in vigore dall'8 aprile scorso. In un comunicato del ministero degli Esteri iraniano si afferma che questi attacchi costituiscono "un'aggressione militare contro la sovranità nazionale e l'integrità territoriale della Repubblica islamica dell'Iran" e viene condannato "il comportamento ostile e provocatorio del regime americano".
Beirut, altri sei morti nei raid israeliani, oggi 9 vittime
Complessivamente i raid aerei israeliani sul Libano meridionale di oggi hanno ucciso nove persone, tra cui tre membri dell'esercito libanese. Lo riporta la Associated Press sul suo sito che cita l'esercito libanese e media statali. Un raid aereo contro un veicolo sulla strada che collega la città di Nabatieh con la cittadina di Marjayoun ha ucciso un generale di brigata, un capitano e un altro soldato, ha dichiarato l'esercito. Un altro raid aereo sul villaggio meridionale di Saksakiyah ha ucciso sei persone e ne ha ferite quattro, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale National News Agency.
Trump: “Iran possiede ancora il 21-22% del suo arsenale missilistico”
In un'intervista a "meet the press" Sella Nbc news, il presidente degli stati uniti Donald Trump ha affermato che l'Iran possiede ancora il 21-22% dei suoi missili. "La maggior parte delle fabbriche di droni - ha detto - è stata distrutta, la maggior parte delle rampe di lancio e la maggior parte delle aree di produzione di missili sono state neutralizzate. Ma hanno ancora capacità produttive. Hanno alcuni missili, hanno alcuni droni. Direi che in termini percentuali, forse il 21-22% dei loro missili. Sono molti missili, ma non sono quanti ne avevano quando abbiamo attaccato per la prima volta". Alla domanda sul perché l'Iran non abbia ancora accettato un accordo, nonostante le sue affermazioni secondo cui lo starebbero "implorando", ha risposto: "È una cosa molto difficile per loro". "Sono forti, sono orgogliosi, ci sono cose che non avrebbero mai pensato di fare e che dovranno fare, non hanno scelta", ha concluso Trump. "Il Vietnam è durato 19 anni, io sono al terzo mese".
Trump: “Iraniani orgogliosi ma firmeranno accordo, non hanno scelta”
Il presidente usa donald trump ha affermato che i leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con gli stati uniti per porre fine alla guerra in corso perché sono "forti" e "orgogliosi", ma in definitiva, ha aggiunto, "non hanno altra scelta" se non quella di raggiungere un'intesa. "Sono forti, sono orgogliosi, ci sono cose che non avrebbero mai pensato di fare e che ora dovranno fare. Non hanno scelta, e ci vuole un po’ di tempo", ha detto il presidente.
Trump ai mediatori 'non più di 60 giorni per i negoziati'
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe informato i mediatori che i colloqui non devono durare più di 60 giorni e che Teheran deve rispondere rapidamente. Lo riferisce Al Arabiya, secondo cui sono stati compiuti progressi sulla questione dei beni congelati, ma permangono divergenze sull'ammontare e sulle tempistiche del loro sblocco.
Bahrein, da Teheran approccio ostile sistematico
Le forze armate del Bahrein hanno accusato l'Iran di "approccio ostile sistematico" dopo aver intercettato tre missili e alcuni droni lanciati dalla Repubblica Islamica contro il suo territorio. Lo riporta Al Jazeera. L'esercito dello Stato del Golfo ha definito "illegali" gli attacchi e ha denunciato la "brutale aggressione iraniana" contro quelli che ha definito obiettivi civili.
Kuwait: “Aeroporto internazionale chiuso per attacchi, 11 voli dirottati”
L'Iran ha nuovamente preso di mira l'aeroporto internazionale nel nuovo attacco della notte. Il traffico aereo è stato sospeso per ore a causa degli attacchi iraniani. Il Kuwait ha dichiarato di aver chiuso il proprio spazio aereo a scopo precauzionale e che 11 voli di Kuwait Airways e Jazeera Airways sono stati dirottati verso aeroporti vicini. L'autorità per l'aviazione civile del Kuwait ha successivamente annunciato la riapertura del proprio spazio aereo. Un precedente attacco iraniano contro il Terminal 1 dell'aeroporto Internazionale del Kuwait, avvenuto nelle prime ore del 3 giugno, aveva provocato una vittima e 63 feriti, oltre ad ingenti danni materiali.
Teheran attacca l'Aiea: “Se vuol essere parte della soluzione si astenga da politica”
"Se l'Agenzia vuole partecipare a una soluzione diplomatica, deve astenersi dal trasformare i rapporti tecnici in strumenti di pressione politica". Lo scrive su Xil viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi che accusa l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di utilizzare le conseguenze degli attacchi statunitensi e israeliani contro siti nucleari iraniani per creare "ambiguità" sul programma nucleare di Teheran.
Gharibabadi stigmatizza le parole del direttore dell'agenzia dell'Onu, Rafael Grossi. "Parla di 'ambiguità', 'mancanza di accesso' e 'perdita di continuità delle conoscenze', ma questa situazione non si è creata dal nulla. Gli Impianti nucleari protetti da salvaguardare sono stati bersaglio di attacchi militari da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano. Il direttore generale dell'Agenzia, che si è dimostrato completamente al servizio degli Stati Uniti e dell'Occidente, purtroppo non ha mai condannato questi attacchi". Gharibabadi ha inoltre respinto l'attenzione dell'agenzia sull'uranio arricchito al 60% dell'Iran e sui possibili scenari legati alla produzione di armi nucleari, affermando che il Trattato di non proliferazione nucleare non fissa un limite numerico ai livelli di arricchimento e che il criterio legale è se il materiale nucleare venga deviato verso scopi militari.
"Non si possono bombardare strutture protette da misure di sicurezza, eliminare l'accesso e la sicurezza necessari per le ispezioni e poi usare le conseguenze di quello stesso attacco come 'ambiguità' nei confronti dell'Iran" conclude.
Media, ministro Interni pakistano atteso oggi a Teheran
Il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Raza Naqvi, è atteso oggi in visita a Teheran. Lo riposta l'agenzia iraniana Tasnim. Islamabad è il principale mediatore fra Iran e Stati Uniti.
Peskov, bisogna essere in due per ballare il tango ma gli Usa non ancora pronti
Le relazioni tra i Paesi dovrebbero svilupparsi secondo il principio che "ci vogliono due per ballare il tango", ma gli Stati Uniti non sono ancora disposti a questo. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un'intervista al China media group (Cmg) a margine dello Spief, il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, aggiungendo che comunque Mosca mantiene la pazienza e risponderà di conseguenza non appena Washington sarà pronta per un autentico ripristino delle relazioni. Lo riporta la Tass. Secondo Peskov la posizione di Washington è la seguente: "Prima viene la risoluzione della crisi in Ucraina, e solo in seguito lo sviluppo delle relazioni in materia di economia, investimenti, cultura e così via". "Riteniamo che questo sia un approccio errato. Ci vogliono due per ballare il tango. Finora gli americani non lo vogliono. Pertanto, siamo pazienti. Non abbiamo fretta. E quando gli americani saranno pronti per un autentico ripristino delle relazioni, risponderemo di conseguenza", ha osservato il portavoce del presidente russo.
Leone XIV: "In Iran non è una guerra giusta, sono preoccupato per il Libano"
A bordo del volo da Roma a Madrid il Papa è tornato a criticare l'intervento militare statunitense e israeliano in Iran, spiegando che non può essere classificato come "guerra giusta", categoria, aveva spiegato nella recente enciclica Magnifica Humanitas, che la Chiesa deve superare. Leone si è detto preoccupato per la situazione in Libani e la prosecuzione della guerra in Ucraina".
Kuwait riapre spazio aereo
Il Kuwait ha ripreso il traffico aereo dopo la sospensione dovuta all'attacco iraniano. Lo ha annunciato l'Autorità per l'aviazione civile del Kuwait spiegando che i voli nel Paese sono ripresi dopo la chiusura dello spazio aereo avvenuta durante la notte a seguito di un attacco proveniente dall'Iran. E' stato inoltre riferito che, a causa della chiusura dello spazio aereo, 11 voli di Kuwait Airways e Jazeera Airways sono stati dirottati verso aeroporti vicini.
Wafa, giovane palestinese ucciso a Khan Yunis, stava per sposarsi
Un palestinese è stato ucciso questa mattina quando le forze israeliane hanno bombardato una tenda a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riposta Wafa, l'agenzia di stampa palestinese che cita fonti mediche. L'uomo, Muhand Othman Farwana, è morto in seguito al bombardamento della sua tenda nel centro di Khan Yunis. Secondo le stesse fonti, Farwana avrebbe dovuto celebrare il suo matrimonio oggi stesso.
Bahrein condanna raid Teheran sul suo territorio e sul Kuwait
Il Bahrein ha condannato il lancio, avvenuto nelle prime ore di sabato, di sette missili balistici da parte dell'Iran verso il suo territorio e quello del Kuwait, definendolo "una flagrante violazione della sovranità e una minaccia alla sicurezza del Golfo". Il Bahrein ha aggiunto che la sua pazienza "non implica debolezza" e che la difesa della sua sovranità rappresenta "una linea rossa", impegnandosi ad adottare tutte le misure legittime per proteggere la sua sicurezza.
Beirut: “Militari libanesi uccisi in raid Idf”
Un numero ancora imprecisato di militari libanesi sono stati uccisi in un raid dell'Idf nel sud del Libano che ha colpito il mezzo sul quale si spostavano, sulla strada che collega Nabatieh a Khardali. Fra le vittime, ci sono un ufficiale dell'esercito libanese con il grado di colonnello e il suo autista, precisano fonti della sicurezza libanesi citate dai media arabi.
Media, livello d'allerta del Pentagono al massimo per spionaggio israeliano contro Usa
Il Pentagono ha innalzato al massimo livello il grado di minaccia di controspionaggio attribuito a Israele, per l'intensificarsi delle attività di spionaggio dello Stato ebraico nei confronti degli Stati Uniti. Lo riferiscono alla Nbc due funzionari statunitensi e un ex funzionario statunitense. La Defense intelligence agency del Pentagono ha pubblicato nelle ultime settimane la nuova valutazione della minaccia di controspionaggio, in un contesto di crescenti tensioni tra Israele e gli Stati Uniti sulla strada da seguire nella guerra con l'Iran, hanno affermato i funzionari spiegando che la Dia ha pubblicato un messaggio interno, visionato da uno degli attuali funzionari, che ha innalzato il livello di minaccia per Israele a "critico". La scelta deriva dalle preoccupazioni all'interno del Pentagono che Israele stia compiendo uno sforzo particolare per sorvegliare gli alti funzionari statunitensi al fine di ottenere informazioni sulle deliberazioni interne dell'amministrazione Trump e sul processo decisionale relativo ai conflitti in Medio Oriente, hanno affermato i funzionari.
Araghchi a presidente Beirut: “Salvi suo Paese dal vero nemico”
"Salvi il Libano dal suo vero nemico, signor Presidente". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, rivolgendosi al presidente di Beirut, Joseph Aoun. "A giudicare dalle dichiarazioni del signor Aoun, si potrebbe pensare che sia l'Iran ad aver occupato un quinto del Libano, a aver costretto all'esodo un quarto della popolazione libanese e a bombardare quotidianamente il suo Paese", ha scritto Araghchi facendo riferimento a Israele. "Se il Libano fosse stato una merce di scambio per l'Iran, avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa", ha concluso facendo riferimento alle trattative in corso con gli Stati Uniti.
Trump, leader Teheran non hanno ancora fatto accordo perché sono orgogliosi
I leader iraniani non hanno ancora chiuso l'accordo con gli Stati Uniti perché sono "forti e orgogliosi". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un'intervista a Nbc News. "Non hanno scelta - ha aggiunto - ci vuole un po' di tempo".
Consigliere di Khamenei, 'fase di stallo perché Usa bloccano beni congelati Iran'
Un potenziale accordo di pace tra gli Stati Uniti e l'Iran dipende dalla disponibilità dell'amministrazione Trump a sbloccare 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. Lo ha dichiarato alla Cnn un alto funzionario iraniano, avvertendo che gli Stati Uniti "entrerebbero in un tunnel buio
qualora riprendessero i combattimenti. "I negoziati sono in una fase di stallo e Trump deve sbloccare questa situazione", ha dichiarato Mohsen Rezaei, consigliere militare del leader supremo Mojtaba Khamenei.
Araghchi al presidente libanese, 'salvi il suo Paese dal vero nemico'
"Salvi il suo Paese dal suo vero nemico". Lo ha scritto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al presidente libanese Joseph Aoun, in un messaggio pubblicato sul suo account X. "Se il Libano fosse stato una merce di scambio per l'Iran (nei colloqui con gli Stati Uniti), avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Fareste meglio a salvare il vostro Paese dal suo vero nemico, signor presidente!".
Le Guardie Rivoluzionarie annunciano attacchi a basi nemiche nel Golfo
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato "basi nemiche" nella regione del Golfo, in seguito ai raid aerei statunitensi contro installazioni radar in Iran. Il Kuwait e il Bahrein, due Paesi che ospitano importanti basi militari statunitensi, avevano precedentemente emesso allarmi per possibili attacchi aerei.
Usa autorizzano vendita sistemi anti-drone al Kuwait per 2 miliardi di dollari
Gli Stati Uniti hanno annunciato di avere autorizzato la vendita al Kuwait, suo alleato, di sistemi anti-drone per un valore di quasi due miliardi di dollari, mentre lo Stato del Golfo subisce attacchi aerei nel contesto del conflitto in corso con l'Iran. La società di difesa americana Anduril, fondata da un sostenitore di Donald Trump, sarà la principale beneficiaria del contratto da 1,98 miliardi di dollari.
Allarme in Bahrain, appello alla popolazione a raggiungere posti sicuri
Dopo l'allarme scattato in Kuwait che sta rispondendo ad un attacco con missili e droni, il ministro dell'Interno del Bahrain, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim, avrebbe chiesto ai residenti di recarsi nel luogo sicuro più vicino. In Bahrain si sono attivate le sirene d'allarme e i voli sono stati sospesi, così come in Kuwait.
Il Kuwait attaccato da missili e droni
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate kuwaitiane ha annunciato che le difese aeree stanno attualmente respingendo attacchi ostili di droni e missili, stando a quanto riporta l'Afp. Le difese aeree del Kuwait sono state colpite da missili e droni - ha aggiunto l'esercito del Paese del Golfo - tre giorni dopo l'attacco al suo aeroporto attribuito all'Iran.
Usa, colpite postazioni radar iraniane a Goruk e sull'isola di Qeshm
Gli Usa hanno colpito postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk e sull'isola di Qeshm, a scopo difensivo contro ulteriori attacchi. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X confermando inoltre di aver abbattuto quattro droni d'attacco iraniani lanciati verso lo Stretto di Hormuz e considerati una minaccia immediata per la navigazione.
Teheran, vogliamo lo sblocco di metà dei beni congelati alla firma del memorandum
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che Teheran desidera che almeno la metà dei suoi beni congelati venga sbloccata al momento della firma di un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. Lo riporta Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa iraniana Mehr.
L'Iran ha miliardi di dollari in beni congelati in conti in tutto il mondo a causa delle sanzioni, alcuni dei quali risalgono alla crisi degli ostaggi in Iran del 1979. Gharibabadi ha aggiunto che l'Iran si aspetta che il denaro venga sbloccato "entro un periodo di tempo limitato, non superiore a uno o due mesi dalla firma dell'accordo".