EREVAN – Il premier armeno Nikol Pashinyan ha rivendicato la vittoria alle elezioni parlamentari in una conferenza stampa nella notte tra domenica e lunedì. Al momento dell’annuncio, con i risultati provenienti da un decimo delle sezioni elettorali, Contratto civile era in testa con il 54,5% dei voti. “Formeremo un governo da soli”, ha dichiarato ai giornalisti riuniti nel quartier generale elettorale del partito, parlando di “vittoria storica”.
Quei dati preliminari collocano al secondo posto, con il 21,9%, Armenia Forte del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan. Seguono Alleanza Armenia dell’ex presidente Robert Kocharyan, con l’8,7%, e Armenia Prospera del magnate Gagik Tsarukyan, con il 5%. Le restanti formazioni non hanno superato la soglia.
Alla domanda di un giornalista locale, che gli ha chiesto se la sua dichiarazione non fosse prematura, visto che mancavano molte sezioni da scrutinare, Pashinyan ha risposto: “Abbiamo i nostri rappresentanti in ogni seggio, siamo in poss…
EREVAN – Il premier armeno Nikol Pashinyan ha rivendicato la vittoria alle elezioni parlamentari in una conferenza stampa nella notte tra domenica e lunedì. Al momento dell’annuncio, con i risultati provenienti da un decimo delle sezioni elettorali, Contratto civile era in testa con il 54,5% dei voti. “Formeremo un governo da soli”, ha dichiarato ai giornalisti riuniti nel quartier generale elettorale del partito, parlando di “vittoria storica”.
Quei dati preliminari collocano al secondo posto, con il 21,9%, Armenia Forte del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan. Seguono Alleanza Armenia dell’ex presidente Robert Kocharyan, con l’8,7%, e Armenia Prospera del magnate Gagik Tsarukyan, con il 5%. Le restanti formazioni non hanno superato la soglia.
Alla domanda di un giornalista locale, che gli ha chiesto se la sua dichiarazione non fosse prematura, visto che mancavano molte sezioni da scrutinare, Pashinyan ha risposto: “Abbiamo i nostri rappresentanti in ogni seggio, siamo in possesso dei verbali e abbiamo fatto i nostri conteggi”. Pashinyan ha dichiarato che il popolo armeno ha votato per la pace e la prosperità regionale, esprimendo la speranza che il risultato venga accolto favorevolmente sia dalla Turchia che dall'Azerbaigian. Ha poi aggiunto che l'Armenia spera di stabilire nel tempo relazioni diplomatiche e di aprire completamente i confini con la Turchia, mentre la priorità immediata con l'Azerbaigian è la firma dell'accordo di pace e l'avvio il prima possibile del progetto TRIPP, che ha descritto come una svolta epocale in grado di trasformare la regione da un vicolo cieco a un crocevia.
Al media russo Izvestia, ha detto che l'Armenia continuerà il suo percorso di riavvicinamento con l'Unione Europea, mantenendo al contempo la propria partecipazione e adesione all'Unione Economica Eurasiatica (Uee) e sviluppando ulteriormente le relazioni con la Russia e gli altri membri del blocco. Uno spoglio successivo, con un quinto delle sedi elettorali scrutinate, il vantaggio di Pashinyan si è ridotto al 51%, comunque sufficiente a garantire al suo partito la maggioranza assoluta in parlamento.
Le elezioni di domenica sono state le prime dal settembre 2023, quando con un’offensiva militare lampo l’Azerbaijan ha imposto la propria sovranità sul Nagorno Karabakh, il territorio al centro della disputa con Erevan, determinando l’esodo dell’intera popolazione di etnia armena. L’affluenza, quasi al 60%, è tra le più alte nella storia del Paese.
Il successo di Nikol Pashinyan, se confermato dai risultati definitivi, consoliderebbe il percorso di avvicinamento a Bruxelles e Washington e di riduzione della dipendenza economica ed energetica dalla Russia, oltre alla prosecuzione dei processi di normalizzazione avviati con Azerbaijan e Turchia. Al contrario, una vittoria dell’opposizione segnerebbe un deciso riavvicinamento a Mosca, obiettivo dichiarato delle tre principali forze, con il rischio assai concreto di compromettere la fragile dinamica di riconciliazione, in una regione segnata da trent’anni di conflitti. Sebbene la giornata sia trascorsa senza incidenti rilevanti, il voto si è consumato in un clima di estrema polarizzazione. Le autorità hanno aperto 59 procedimenti penali e arrestato diversi esponenti politici con l'accusa di voto di scambio e tentato doppio voto.
Le settimane precedenti il voto sono state segnate da pressioni economiche e campagne di disinformazione da parte di Mosca, che è arrivata fino a evocare il precedente dell’Ucraina come monito se l’Armenia continuasse il suo avvicinamento all’Europa. A dimostrazione di una transizione che resta complessa e prudente, Pashinyan ha annunciato che, in caso di vittoria, la sua prima visita ufficiale sarà a Mosca per incontrare Vladimir Putin.