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Incendio di Hong Kong, 7 persone e 2 società incriminate per omicidio colposo e corruzione

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Lo scorso novembre 168 persone sono morte nel complesso residenziale nel quartiere Tai Po. Tra gli incriminati figurano dirigenti e ispettori di una società di consulenza coinvolta nella ristrutturazione dell'edificio e l'appaltatore principale del progetto
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PECHINO – Venticinque capi d’accusa tra i quali omicidio colposo, associazione a delinquere finalizzata alla frode, riciclaggio di denaro, tentato intralcio alla giustizia, evasione fiscale. Sette persone e due società incaricate dei lavori di ristrutturazione a Wang Fuk Court, il complesso residenziale nel quartiere Tai Po di Hong Kong teatro del devastante incendio che lo scorso novembre uccise 168 persone, sono state formalmente incriminate.

“Le aziende e le persone responsabili del progetto di ristrutturazione hanno commesso gravi negligenze nella supervisione dei materiali da costruzione e delle norme tecniche”, ha dichiarato ieri il sovrintendente capo Basil Tang. “L'indagine della polizia ha rilevato gravi violazioni della sicurezza, tra cui l'uso di reti per ponteggi non ignifughe e pannelli infiammabili, nonché la rimozione delle finestre tagliafuoco lungo la scala di emergenza”, ha continuato. “Si sospetta che queste soluzioni costruttive abbiano compromesso gravemente la si…

PECHINO – Venticinque capi d’accusa tra i quali omicidio colposo, associazione a delinquere finalizzata alla frode, riciclaggio di denaro, tentato intralcio alla giustizia, evasione fiscale. Sette persone e due società incaricate dei lavori di ristrutturazione a Wang Fuk Court, il complesso residenziale nel quartiere Tai Po di Hong Kong teatro del devastante incendio che lo scorso novembre uccise 168 persone, sono state formalmente incriminate.

“Le aziende e le persone responsabili del progetto di ristrutturazione hanno commesso gravi negligenze nella supervisione dei materiali da costruzione e delle norme tecniche”, ha dichiarato ieri il sovrintendente capo Basil Tang. “L'indagine della polizia ha rilevato gravi violazioni della sicurezza, tra cui l'uso di reti per ponteggi non ignifughe e pannelli infiammabili, nonché la rimozione delle finestre tagliafuoco lungo la scala di emergenza”, ha continuato. “Si sospetta che queste soluzioni costruttive abbiano compromesso gravemente la sicurezza antincendio dell'edificio, causando la rapida propagazione dell'incendio e ostruendo le vie di fuga, con conseguente elevato numero di vittime”. A tre delle sette persone incriminate è stata negata la libertà provvisoria, il caso è stato rinviato al 2 settembre per la prossima udienza.

Le due società sotto accusa sono la Prestige Construction & Engineering, appaltatore principale del progetto di ristrutturazione, e la Will Power Architects, la società di consulenza incaricata di supervisionare i lavori commissionati dal governo. Tra le sette persone incriminate figurano Wong Hap-yin, amministratore della Will Power; e Ho Kin-yip, amministratore della Prestige Construction. Secondo la Commissione indipendente contro la corruzione, i due “hanno agito in collusione per manipolare la procedura di gara e favorire la Prestige, omettendo dai documenti di gara i precedenti penali dell’appaltatore”.

Le torri del Wang Fuk Court sono un complesso di otto edifici che comprende 1.984 appartamenti e ospita circa 4.000 residenti. I condomini vennero costruiti nei primi anni Ottanta e, quando scoppiò l’incendio, erano in corso lavori di ristrutturazione. Dopo l’incendio dello scorso 26 novembre – che devastò sette delle otto torri- - migliaia di residenti hanno perso la loro casa e sono stati ricollocati in alloggi temporanei. “Già molto prima della tragedia si erano manifestati segnali preoccupanti”, scriveva qualche mese fa il South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong. “Numerosi residenti avevano presentato reclami riguardo alle procedure di appalto discutibili, alla qualità dei materiali utilizzati per la manutenzione e al fatto che gli operai fumassero in cantiere, ma erano stati ripetutamente ignorati”.

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