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Regno Unito, un altro duro colpo per il premier Starmer: si dimette il ministro della Difesa Healey

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La decisione per i tagli alla Difesa. L’accusa al leader: “Così si mette a rischio la sicurezza del Paese”. Un’altra vittima del dilemma tra fondi per le armi e quelli dello stato sociale
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LONDRA – Si è dimesso il ministro della difesa britannico John Healey, un fedelissimo del primo ministro Sir Keir Starmer. È una mazzata per quest’ultimo e il suo governo già in forte bilico, anche perché Healey accusa il leader e la sua ministra delle Finanze Rachel Reeves di mettere a repentaglio la Difesa e la sicurezza nazionale. A Westminster si temeva da qualche giorno che sarebbe successo. Perché da settimane è in corso una lotta intestina al governo sui fondi per la Difesa, che ha riaperto l’annoso dilemma, non solo oltremanica, tra welfare e warfare. Ossia, come sovvenzionare maggiormente la Difesa e la sicurezza in un mondo sempre più pericoloso, senza però martoriare lo stato sociale.

Healey, 66 anni dallo Yorkshire, era una colonna del governo Starmer. Ma negli ultimi tempi la sua autorità e soprattutto la sua pazienza sono andate scemando progressivamente. Ciò perché questa settimana il governo doveva pubblicare il suo Piano per Investimenti per la Difesa (Dip) ma è stato…

LONDRA – Si è dimesso il ministro della difesa britannico John Healey, un fedelissimo del primo ministro Sir Keir Starmer. È una mazzata per quest’ultimo e il suo governo già in forte bilico, anche perché Healey accusa il leader e la sua ministra delle Finanze Rachel Reeves di mettere a repentaglio la Difesa e la sicurezza nazionale. A Westminster si temeva da qualche giorno che sarebbe successo. Perché da settimane è in corso una lotta intestina al governo sui fondi per la Difesa, che ha riaperto l’annoso dilemma, non solo oltremanica, tra welfare e warfare. Ossia, come sovvenzionare maggiormente la Difesa e la sicurezza in un mondo sempre più pericoloso, senza però martoriare lo stato sociale.

Healey, 66 anni dallo Yorkshire, era una colonna del governo Starmer. Ma negli ultimi tempi la sua autorità e soprattutto la sua pazienza sono andate scemando progressivamente. Ciò perché questa settimana il governo doveva pubblicare il suo Piano per Investimenti per la Difesa (Dip) ma è stato costantemente rinviato a causa dei veti della ministra delle Finanze britannica, Rachel Reeves, che vuole destinare alla Difesa meno fondi rispetto a quanto ne chiedesse Healey, ossia 18 miliardi nei prossimi 4 anni, mentre il Tesoro negli ultimi giorni era sceso addirittura a poco più di 13.

“Caro Keir, questa è una lettera che non avrei mai pensato di scrivere e lo faccio ora con grande rammarico e riluttanza”, scrive Healey nella sua corrispondenza con il primo ministro, “sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato in meno di due anni come governo laburista. Abbiamo assunto un ruolo di guida sulla scena internazionale a sostegno dell'Ucraina con la coalizione dei Volenterosi; abbiamo affermato la Gran Bretagna come una delle principali voci dell'Europa all'interno della Nato; abbiamo portato gli investimenti nella difesa al 2,5% del Pil con tre anni di anticipo rispetto a quanto chiunque si aspettasse. Siamo arrivati al governo consapevoli che la Gran Bretagna si trovava di fronte a una nuova era di minacce, che richiedeva una nuova era anche per la difesa”.

Tuttavia, nota Healey, “lei primo ministro non è stato in grado, e il Tesoro non ha mostrato la volontà, di destinare le risorse di cui il Paese ha bisogno per difendersi in questa fase di minacce crescenti. Da allora, inoltre, le esigenze della Difesa sono ulteriormente aumentate, così come gli impegni che giustamente lei ha assunto nei confronti degli alleati. Il conflitto in Medio Oriente, con il Regno Unito ora alla guida della missione militare multinazionale nello Stretto di Hormuz; la sicurezza nel Nord, con il Regno Unito che guida ora la missione della Nato ‘Arctic Sentry’; l'aumento delle attività russe nei confronti del Regno Unito e dei Paesi della Nato; l'intensificarsi degli attacchi in Ucraina, il nuovo impegno assunto in sede Nato, da lei concordato, di destinare alla difesa il 3,5% del PIL entro il 2035 attraverso il prossimo ciclo di revisione della spesa pubblica”.

“Come abbiamo discusso più volte, sono convinto che il Regno Unito debba fissare come obiettivo il raggiungimento del 3% del Pil destinato alla difesa entro il 2030”, prosegue Healey, “altri alleati europei si stanno muovendo in questa direzione. Tuttavia, l'accordo finanziario sulle spese per la Difesa da lei proposto – che mi è stato illustrato integralmente soltanto nel pomeriggio di lunedì di questa settimana – è di gran lunga inferiore a quanto necessario per la difesa e per il Paese in questo momento così pericoloso. Il sostegno aggiuntivo è rinviato agli anni successivi, mentre la pressione delle operazioni e la necessità imperativa di accelerare la preparazione al combattimento si concentrano nei primi due anni; inoltre, esso porterebbe la spesa per la difesa ad appena il 2,68% del Pil nel 2030, quando raggiungeremo già il 2,6% il prossimo anno grazie agli investimenti che stiamo già effettuando”.

Per questo, conclude Healey a Starmer, “senza un Piano per gli Investimenti nella Difesa all'altezza di questa fase storica, mi troverei costretto ad assumere decisioni che ridurrebbero il livello di prontezza delle nostre Forze Armate, aumenterebbero i rischi per il personale impegnato nelle operazioni e potrebbero rendere il Paese meno sicuro. Dopo averle spiegato che non avrei potuto accettare un accordo sul Dip che non garantisse alle nostre Forze Armate le risorse di cui hanno bisogno, non mi rimane ora altra scelta se non quella di rassegnare le dimissioni dall'incarico di Segretario di Stato per la Difesa. Le auguro ogni forza e determinazione nell'affrontare le eccezionali sfide che la attendono come Primo Ministro”.

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