Live

Guerra in Iran, news del 16 giugno. Accordo Usa-Iran sarà firmato venerdì in un resort sul lago di Lucerna in Svizzera

Guerra in Iran, news del 16 giugno. Accordo Usa-Iran sarà firmato venerdì in un resort sul lago di Lucerna in Svizzera
Il presidente Usa: “Lo sottoporrò al Congresso”. Papa: “Speriamo che la guerra sia davvero finita”. Due morti e un ferito in raid israeliano in Libano. Washington ha respinto la richiesta d'Israele di visionare il testo dell’intesa
1 minuti di lettura

C’è un luogo per la firma in presenza dell’accordo tra Stati Uniti e Iran: la cerimonia si terrà al resort di Burgenstock sul lago di Lucerna in Svizzera. Ci saranno JD Vance e Ghalibaf, forse anche Trump. Intanto, il presidente Usa dal G7 di Evian annuncia che sarà lui a leggere punto per punto i termini dell’intesa in un incontro formale. Ed è dal vertice tra i leader mondiali in corso in Francia che arrivano anche le prime precisazioni sui dettagli del memorandum con Teheran. In primo luogo che “lo stretto di Hormuz sarà aperto da venerdì senza alcun pedaggio” e poi la smentita della rivelazione del Financial Times secondo il quale Washington stava valutando un fondo da 300 miliardi per l’Iran.

Al Senato Usa non passa la risoluzione per limitare i poteri di guerra di Trump

Non è passata oggi al Senato degli Stati Uniti la risoluzione tesa a limitare i poteri di guerra di Donald Trump imponendogli di chiedere l'autorizzazione al Congresso per un'ulteriore azione militare contro l'Iran. Sono stati comunque quattro - Rand Paul, Bill Cassidy, Lisa Murkowski e Susan Collins - i senatori repubblicani che hanno votato con i democratici che ha ottenuto 47 sì contro i 48 no, tutti gli altri repubblicani insieme al dem John Fetterman. Questa era la nona volta dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio scorso, che veniva presentata una risoluzione sui poteri di guerra. I democratici sono riusciti ad assicurarsi solo una volta il passaggio in una votazione procedurale, perché diverse repubblicani erano assenti al momento del voto, ricorda la Cnn

Onu: "Non ci aspettiamo di far parte dell’evento per la firma"

Dopo l'incertezza manifestata lunedì, oggi il portavoce del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha detto che l'Onu non è stata invitata all'evento della firma dell'accordo di pace tra Usa e Iran in programma venerdì a Ginevra. "A questo punto non mi aspetto che partecipiamo, ma credo che la sede e il luogo della firma in Svizzera potrebbero cambiare", ha detto Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti

Smotrich: “Resteremo in Libano se Hezbollah resta armato”

"L'esercito israeliano non si ritirerà dal Libano prima di venerdì. Rimarremo nel Libano meridionale finchè Hezbollah non verrà disarmato. Le uniche istruzioni impartite all'esercito israeliano in Libano sono di consolidare i risultati ottenuti". Lo afferma il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich

Bombardamenti di Israele nel sud del Libano

“Al Jazeera” riferisce che l'esercito israeliano sta effettuando bombardamenti di artiglieria sulle alture di Ali al-Taher e nei dintorni della città di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale

Iran: “Se Israele continua ad attaccare il Libano risponderemo”

Il quartier generale di Khatam al-Anbiya, il centro di comando per le emergenze dell'Iran, ha minacciato Israele affermando che, se non cesserà gli attacchi nel Libano meridionale, Teheran risponderà con la forza. In una dichiarazione, il quartier generale ha affermato che "l'esercito israeliano ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale 84 volte negli ultimi due giorni, continua a commettere crimini e a uccidere il popolo libanese oppresso, anche dopo che il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato la fine della guerra. Avvertiamo che se l'esercito israeliano non fermerà le sue azioni malvagie nel Libano meridionale, dovrà aspettarsi una dura risposta da parte delle nostre forze"

Papa: “Speriamo che la guerra sia davvero finita”

Un nuovo appello alla pace, al dialogo e alla diplomazia arriva da Leone XIV, che parlando con i giornalisti mentre lasciava Castel Gandolfo ha ribadito la necessità di privilegiare sempre la via dei negoziati rispetto a quella militare. "Chiedere la pace sempre", ha affermato il Pontefice, indicando nel "dialogo" e nelle "negoziazioni" gli strumenti indispensabili per superare i conflitti e scongiurare nuove escalation. Commentando gli sviluppi diplomatici delle ultime ore, Leone XIV ha accolto con favore il memorandum che dovrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni. "Grazie a Dio c'è almeno questo memorandum", ha osservato, spiegando che il documento "sembra" destinato a essere firmato ufficialmente venerdì, pur restando ancora "diversi punti da stabilire". Per il Papa, tuttavia, il dato più importante è che si continui a percorrere la strada del confronto. "E' sempre meglio procedere con il dialogo, con negoziazioni", ha sottolineato, esprimendo l'auspicio che si possa arrivare "veramente a una soluzione" e che "la guerra davvero sia finita". Il Pontefice ha quindi allargato lo sguardo agli equilibri internazionali, indicando la necessità di affrontare le radici profonde delle tensioni globali. Tra gli obiettivi prioritari ha richiamato il disarmo nucleare, invitando la comunità internazionale a "eliminare le armi nucleari" e a lavorare per "il bene di tutti i popoli". Leone XIV ha infine ricordato che i conflitti non producono soltanto vittime e distruzioni, ma generano anche pesanti conseguenze economiche e sociali che ricadono soprattutto sulle popolazioni più fragili. Per questo, ha concluso, la ricerca della pace deve essere accompagnata da un impegno concreto per la giustizia, lo sviluppo e la solidarietà tra i popoli

Media: “Israele teme che l’Iran usi i 60 giorni di tregua per avanzare sul nucleare”

Israele teme che l'Iran possa sfruttare i 60 giorni di negoziati previsti dal memorandum di intesa con gli Stati Uniti per procedere con il suo programma nucleare e fare progressi verso la costruzione dell'arma nucleare. E' quanto riferisce Channel 12 citando alti funzionari del governo israeliano. Secondo l'emittente, la valutazione di Israele è che il leader supremo Mojtaba Khamenei non ha intenzione di raggiungere un accordo finale sul nucleare ed ha approvato il memorandum di intesa principalmente per aprire lo stretto di Hormuz e alleviare la situazione economica del regime. Ufficiali della Difesa israeliana hanno avvisato che Teheran "trascinerà il processo e i 60 giorni di negoziato si trasformeranno in qualcosa di molto" più lungo, continua Channel 12 citato da Times of Israel. Un'altra fonte ha affermato che sarebbe stupito se Teheran non usasse "tutti i suoi sforzi e trucchi per accorciare i tempi della svolta sul nucleare, usando la copertura dei negoziati"

Media: “Israele e Libano vicini a un accordo di tregua mediato dagli Usa”

"Israele e Libano si starebbero avvicinando a un accordo di cessate il fuoco duraturo mediato dagli Stati Uniti, con progressi significativi registrati durante i recenti colloqui a Washington". Lo riferisce il notiziario di Channel 12 indicando che l'Idf si ritirerebbe solo dopo la firma dell'eventuale accordo. I dettagli dell'accordo sono nelle fasi finali di definizione e le Forze Armate Libanesi hanno già iniziato a dispiegarsi sul terreno nell'ambito dell'intesa in via di formazione, ha detto Channel 12. Il quadro dell'accordo dovrebbe inoltre consentire ai residenti del Libano meridionale che avevano lasciato le proprie abitazioni a causa degli attacchi israeliani contro Hezbollah di fare ritorno nelle loro case

007 Usa: “Teheran può bloccare Hormuz quando vuole”

Le agenzie di intelligence statunitensi hanno recentemente valutato che l'Iran è ora in grado di bloccare efficacemente l'accesso allo Stretto di Hormuz ogni qualvolta lo desideri. Lo ha riportato la CNN, citando tre fonti "coinvolte nelle conclusioni".
Secondo le fonti, ciò significa che il regime degli ayatollah ha acquisito una nuova e potente capacità di danneggiare l'economia globale a seguito della guerra. L'Iran ha sostanzialmente dimostrato di essere in grado di bloccare l'accesso allo stretto durante l'attuale conflitto, e le valutazioni dell'intelligence statunitense indicano che ciò potrebbe accadere di nuovo. Una fonte ha affermato: "Abbiamo ora dato all'Iran il controllo di fatto sullo stretto: un'arma più potente di qualsiasi bomba nucleare".

Merz: “Superiorità militare Usa non dà scelta a Teheran”

"La superiorità militare degli Stati Uniti non dà scelta all'Iran". Lo afferma, a margine dei lavori del G7, il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Sull'accordo Usa-Iran, Merz aggiunge: "Siamo pronti a partecipare. Sono fiducioso che l'accordo funzioni, che l'Iran accetti le condizioni perché deve".

Idf: “Intercettati razzi lanciati da Hezbollah, distrutto il lanciatore”

L'Idf comunica di aver intercettato diversi razzi lanciati da Hezbollah verso l'area in cui operano i soldati nel Libano meridionale. Poco dopo, l'aeronautica militare israeliana ha colpito e distrutto il lanciatore dal quale erano stati sparati alcuni dei razzi. Successivamente, riferisce Tsahal, è stato individuato un veicolo sospetto nell'area in cui operano i soldati nel sud del Libano. È stato esploso un colpo di avvertimento in direzione del veicolo e successivamente è stato effettuato un attacco nell'area per neutralizzare la minaccia.

Wsj: “L’accordo Iran-Usa consente a Teheran di vendere subito petrolio”

Gli Stati Uniti consentiranno all'Iran di iniziare immediatamente a vendere petrolio nell'ambito dell'accordo raggiunto, offrendo un incentivo economico immediato a Teheran per mettere fine alla guerra. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'intesa prevede deroghe alla sanzioni sulle vendite di greggio che entreranno in vigore subito dopo la firma di venerdì.

Droni israeliani su Nabatiyeh in Libano: due morti e un ferito

Un raid di droni condotto dall'Idf in Libano ha colpito la città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatiyeh, uccidendo due persone e ferendone un'altra. Lo riferisce il media libanese L'Orient-Le Jour.
Le vittime dell'attacco israeliano sono due residenti che erano tornati a Mayfadoun per ispezionare le proprie case. Il bilancio in Libano, dopo l'annuncio dell'accordo tra Usa e Iran, è dunque salito a cinque morti.

Il Libano si prepara a un nuovo round di negoziati con Israele

Il governo libanese si sta preparando per un nuovo round di negoziati con Israele. Lo scrive la Bbc. L'ufficio di Joseph Aoun, presidente del Libano, ha annunciato in un comunicato che lui e Nawaf Salam, primo ministro, hanno discusso i preparativi per il quinto round di negoziati con Israele, che dovrebbe iniziare il 22 giugno.

Hezbollah non fa parte dell’accordo Usa-Iran

"Fortunatamente il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha chiarito che Iran e Hezbollah non sono legati da alcun accordo. Israele non ha bisogno del permesso dell'Iran per difendersi. Il legame del terrore deve essere spezzato". E' il messaggio scritto su X dall'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee.

Gli Usa hanno respinto la richiesta di Israele di visionare copia dell’accordo con l’Iran

Gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta israeliana di visionare il testo del memorandum d'intesa con l'Iran, che verrà firmato ufficialmente venerdì in Svizzera. Lo rende noto l'emittente israeliana Channel 12. Trump, impegnato nei colloqui in ambito G7 a Evian, ha annunciato l'intenzione, nei prossimi giorni, di leggere in conferenza stampa "ad alta voce" e "parola per parola" il contenuto dell'accordo.

L’accordo Usa-Iran sarà firmato venerdì vicino Lucerna

L'accordo tra Iran e Stati Uniti verrà firmato venerdì a Burgenstock, vicino Lucerna. Lo ha riferito Berna.

Hezbollah: “Iran non firmerà accordo nucleare senza ritiro dell’Idf dal Libano”

Hezbollah ha ricevuto rassicurazioni dall'Iran sul fatto che chiederà il ritiro delle truppe israeliane dal Libano nella prossima fase dei colloqui con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato a Reuters l'ufficio stampa del gruppo sciita filo-Teheran. "Non ci sarà alcun accordo sul nucleare tra Iran e Stati Uniti a meno che gli israeliani non si ritirino" dal Paese dei Cedri.
“Il ritiro - ha precisato Hezbollah - sarebbe la conseguenza, e non una condizione preliminare, della prosecuzione dei colloqui tra Teheran e Washington dopo la firma del memorandum d'intesa venerdì.”

Trump: “Mi piace l'idea di sottoporre l'accordo con l'Iran al Congresso”

Donald Trump ha detto a margine del G7 che gli piace l'idea di sottoporre l'accordo con l'Iran al Congresso Usa.

Trump: “Terrò conferenza stampa in cui leggerò memorandum”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il testo del memorandum d'intesa raggiunto con l'Iran sarà reso pubblico a un certo punto in una sede ufficiale. "Non solo lo pubblicherò, ma probabilmente terrò una conferenza stampa e lo leggerò... parola per parola, in modo che la stampa lo riporti accuratamente", ha detto Trump durante un'incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti a margine del G7 a Evian, in Francia, "è un documento molto importante".

Smotrich annuncia: “Annullati gli accordi di Hebron”

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, intervenendo oggi alla cerimonia di posa della pietra di un nuovo insediamento a sud di Hebron, ha annunciato di avere annullato alcuni elementi degli 'Accordi di Hebron'. L'intesa fu siglata nel 1997 da Netanyahu e Arafat nell'ambito degli Accordi di Oslo, creando la divisione della città in Area H-1 (circa l'80%) sotto il controllo palestinese, e Area H-2 sotto controllo israeliano, dove si trova anche la Tomba dei Patriarchi. L'annullamento implica che i poteri di pianificazione e costruzione nell'insediamento ebraico di Hebron e nella Tomba dei Patriarchi, non saranno più gestiti dal municipio di Hebron, ma torneranno sotto la piena gestione di Israele. "Per molti anni è rimasta in vigore una delle clausole più assurde degli Accordi di Oslo, in cui i poteri relativi all'insediamento ebraico di Hebron dipendevano dal comune di Hebron, noto per il suo atteggiamento ostile", ha dichiarato Smotrich.

Il figlio dello scià Palhavi: “Accordo riprovevole che fallirà”

Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià di Persia, prevede che l'accordo raggiunto dagli Stati Uniti con l'Iran "fallirà" e ha definito l'intesa "moralmente riprovevole" e "strategicamente fallimentare". "Qualsiasi accordo con questo regime fallirà. Non ci si può fidare", ha detto Palhavi in un'intervista al Times, "continuerà a ricattare il mondo, opprimendo i coraggiosi e innocenti iraniani e seminando terrore e instabilità nella regione e a livello internazionale, persino nelle strade del Regno Unito".
"Raggiungere un accordo con un regime che ha massacrato 40.000 manifestanti in due giorni a gennaio (una cifra che non è stata verificata in modo indipendente, nda) è moralmente sbagliato e strategicamente fallimentare. Sarà controproducente", ha affermato, "ma sia chiaro: con o senza il sostegno internazionale, questo regime cadrà. Il popolo iraniano si libererà dalla tirannia. E' incompatibile con il mondo libero".

Teheran conferma: “Usa hanno avviato revoca blocco navale”

Teheran ha confermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a revocare il blocco navale contro l'Iran. “La revoca del blocco navale contro l'Iran è iniziata e si sta passando alle fasi operative", ha annunciato il vice ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Majid Takht-Ravanchi, citato dalle agenzie iraniane.

Tajani: “Italia pronta a dare contributo per riapertura Hormuz”

"Ieri lo abbiamo confermato subito: l'Italia, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, è pronta a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo al convegno 'Obiettivo Export: imprese e territori del Sud Italia, verso la conferenza nazionale dell'Export 2026'.

"Il mio auspicio - ha aggiunto - è che un quadro internazionale più stabile possa aiutarci. Dopo mesi di tensione e guerra, il Mediterraneo e il Medio Oriente hanno ora davanti a sé la prospettiva della pace. La riapertura dello Stretto di Hormuz è un passaggio cruciale. Per domani mattina alle 9 abbiamo convocato una nuova riunione del Tavolo Hormuz che ho istituito per aggiornare costantemente le nostre imprese sulla crisi. Siete tutti invitati a partecipare. Vi daremo tutti gli ultimi aggiornamenti, anche sugli sviluppi commerciali. La libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali - ha concluso Tajani - è cruciale per la nostra economia.

Bozza Ue sull’Iran: “Rafforzamento Aspides”

Il Consiglio Europeo "ricorda il ruolo dell'operazione di difesa marittima dell'Ue Eunvafor Aspides, ne sottolinea il potenziale contributo alla stabilizzazione della regione e ne chiede il rafforzamento, in linea con il suo mandato". Lo riporta la bozza delle conclusioni del summit che si riunirà dopodomani e venerdì a Bruxelles.

L'area operativa della missione navale Ue comprende lo stretto di Baab al-Mandab e lo stretto di Hormuz, nonché le acque internazionali del Mar Rosso, Golfo di Aden, del Mar Arabico, del Golfo di Oman e del Golfo Persico. Alcuni Paesi Ue, tra cui l'Italia, si sono detti disponibili a contribuire allo sminamento e alla messa in sicurezza dello stretto di Hormuz, una volta che verrà riaperto.

Al via lavori del G7 su Medio Oriente: al tavolo anche Egitto, Emirati e Qatar

Al G7 è iniziata la colazione di lavoro sul Medio Oriente. Partecipano, oltre ai leader del Gruppo, anche il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, e l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani.

Aie: “La cosa più importante è l'apertura totale di Hormuz”

La cosa "più importante" è "un'apertura totale e senza condizioni dello Stretto di Hormuz": è quanto afferma l'Agenzia Internazionale per l'Energia.

Trump: “La Siria si occupi di Hezbollah, lo fa meglio di Israele”

Sia la Siria a occuparsi di Hezbollah in Libano, lo sa fare meglio di Israele. E' quanto ha dichiarato il presidente americano Donald Trump durante una conferenza stampa a Evian, dove si è recato per partecipare al vertice del G7. "Ho suggerito a Israele di lasciare che la Siria si occupi di Hezbollah perché, a essere sincero, penso che lo farebbero meglio", ha affermato Trump.

Trump ha aggiunto che Israele combatte Hezbollah "da troppo tempo e che troppe persone vengono uccise", criticando così la gestione degli interventi israeliani contro il gruppo sciita libanese. "Non è necessario demolire un condominio ogni volta che si cerca qualcuno, perché in quei condomini vive molta gente, e non sono tutti membri di Hezbollah", ha proseguito il presidente americano.

Emiro del Qatar a Trump: “Sempre pronti ad aiutare”

Il Qatar è "sempre pronto ad aiutare" e a fornire il suo contributo per la sicurezza regionale. Lo ha dichiarato l'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, rivolgendosi al presidente americano Donald Trump durante una conferenza stampa a Evian dove si trova per il vertice del G7. Il Qatar ha svolto un ruolo chiave negli sforzi di mediazione da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato l'attacco contro l'Iran il 28 febbraio.

"Ogni volta che gli amici ci chiedono aiuto, noi siamo sempre pronti ad aiutarli", ha detto l'emiro a Trump, affermando che l'accordo raggiunto tra Teheran e Washington è "molto importante" per l'Iran, oltre che per l'intera regione.

Trump: “Non mi sono mai preoccupato di un cambio di regime”

Durante un incontro con l'emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non essersi "mai preoccupato di un cambio di regime" in Iran, sottolineando di "non credere nel cambio di regime, non funziona mai". "Ma supponiamo che ci sia un cambio di regime: il primo gruppo (di leader, ndr) è tutto morto, così come l'ultimo", ha aggiunto, "anche una parte del terzo. Oggi negoziamo con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate".

Trump: “Netanyahu deve essere più responsabile in Libano”

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, "dev'essere più responsabile in Libano". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a Evian dov'è in corso il summit del G7. "Se Israele non è in grado di svolgere il compito contro Hezbollah senza uccidere altri, allora la Siria deve farlo", ha commentato il capo della Casa Bianca.


Trump, pur precisando di avere "un eccellente rapporto" con il premier israeliano, ha ribadito che "l'attacco a Beirut non gli piace". "Una volta il Libano era un grande Paese, con professori, dottori, avvocati; le grande menti erano là - ha sottolineato Trump - sono stati trattati peggio di qualsiasi altro Paese e non possono difendersi. Quindi non sono contento di quello che ha fatto Israele con il Libano e Hezbollah".

Trump vs Netanyahu: "Doveva essere più responsabile in Libano. Senza di me Israele non esisterebbe"

Trump: “Vogliamo ottenere l'uranio arricchito dall’Iran”

“Vogliamo ottenere l'uranio arricchito dall'Iran". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a Evian dove è in corso il summit del G7.

(reuters)

Trump: “Inferno sull’Iran se prova ad avere arma nucleare”

"Tutto l'inferno gli cadrà addosso se l'Iran provasse ad avere un'arma nucleare". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti da Evian nel corso del bilaterale con il premier del Qatar, l'emiro Mohammed bin Abdulrahman al Thani.

Trump: “Non investiremo per ricostruzione in Iran, notizia ridicola”

Il presidente Usa, Donald Trump, ha bollato come una "voce ridicola" l'indiscrezione secondo la quale gli Stati Uniti intenderebbero investire in Iran per la ricostruzione. "Non stiamo investendo alcun denaro in Iran", ha dichiarato Trump al G7 di Evian.

Trump: “Fase due dell’accordo sarà più semplice”

La seconda fase dei negoziati tra Usa e Iran "sarà più semplice" della precedente. Lo ha dichiarato al G7 di Evian il presidente americano Donald Trump.

Libano, colpi di artiglieria nel sud

Nonostante l'avvertimento dell'Iran secondo cui la continuazione degli attacchi israeliani contro il Libano violerebbe l'accordo con gli Usa, l'agenzia di stampa statale libanese Nna riferisce questa mattina di un bombardamento di artiglieria israeliana contro la periferia di al-Rayhan, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale. Lo rilancia il Guardian, secondo cui la Nna ha anche riportato che un drone ha colpito un furgone nel distretto di Bint Jbeil, sempre nel Libano meridionale. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime in entrambi i casi.
Ieri sera, Hezbollah ha rivendicato di aver respinto un attacco contro soldati israeliani che avanzavano verso Kfar Tebnit, una città a circa sei chilometri a nord del fiume Litani e vicino alla città di Nabatieh, nel sud del Paese.

Vance: “Trump potrebbe rendere pubblico l'accordo prima di venerdì”

"Il presidente ha detto che l'accordo uscirà venerdì, ma potrebbe decidere di rendere pubblico l'accordo prima di quella data". Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance in un'intervista a Fox.

Araghchi: “Nucleare e sanzioni nella seconda fase colloqui, prima parleremo di Hormuz”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i prossimi negoziati tra Stati Uniti e Iran saranno suddivisi in due fasi. La prima fase riguarderà questioni come lo status dello Stretto di Hormuz, il blocco navale statunitense e la ricostruzione dopo i bombardamenti israelo-americani delle infrastrutture iraniane, ha affermato, citato da Al Jazeera. Una fase successiva dei negoziati tratterà la questione del nucleare e l'allentamento delle sanzioni, che saranno risolte in un accordo finale, ha aggiunto.

Idf: “Caccia erano pronti a vasta missione in Iran, stop un’ora prima del decollo”

"L'intera Aeronautica militare era pronta a decollare per una vasta missione di attacco in Iran, ma è stata fermata un'ora prima della partenza". Lo ha scritto il comandante dell'Aeronautica israeliana Omer Tischler in una lettera al personale, affermando che l'operazione pianificata è stata interrotta poco prima del decollo. Nella lettera indirizzata ai membri dell'aeronautica, ha aggiunto: "È ancora troppo presto per valutare come gli sviluppi globali influenzeranno la realtà della sicurezza, ma la nostra missione era e rimane quella di difendere la sicurezza di Israele".

Araghchi: “Occupazione israeliana del Libano viola il memorandum”

Una prosecuzione dell'occupazione israeliana del territorio libanese sarà considerata una violazione del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. Lo ha sottolineato, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. Nuovi attacchi israeliani contro il Libano "non saranno accettati", ha aggiunto Araghchi, che ha sottolineato come la soluzione dei due conflitti sia strettamente interconnessa.

Vance: “Ispettori nucleari troneranno in Iran per controlli”

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato alla Nbc News che gli ispettori nucleari torneranno "sicuramente" in Iran, in base ai termini dell'accordo definito per porre fine alla guerra. Vance ha affermato che l'accordo renderà Israele più sicuro e si è detto fiducioso che Israele alla fine lo sosterrà. "Siamo abbastanza fiduciosi che gli israeliani accetteranno questo accordo una volta che saremo un po’ più avanti nel processo", ha dichiarato. Vance ha inoltre riconosciuto che Washington e Tel Aviv non saranno sempre d'accordo, affermando: "Abbiamo interessi comuni, ma a volte ci troveremo in disaccordo su alcune questioni".

Araghchi: “Dopo firma del memorandum al via la fase 2 dei negoziati”

Dopo la firma dell'accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti, prevista venerdì, inizierà la seconda fase dei negoziati per giungere a un accordo finale sul programma nucleare e la revoca delle sanzioni. Lo ha dichiarato, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi.

Procuratore generale tedesco: “Hamas pianificava un attentato in Europa”

In relazione al presunto approvvigionamento di armi per l'organizzazione terroristica Hamas, gli investigatori tedeschi ritengono che il gruppo stesse pianificando un attentato concreto in Europa. "Da uno degli imputati è stato sequestrato un video di rivendicazione già pronto", ha dichiarato il procuratore generale federale Jens Rommel durante la conferenza stampa annuale del suo ufficio a Karlsruhe. Dall'autunno dello scorso anno, la Procura federale ha fatto arrestare nove presunti sostenitori di Hamas. L'autorità li accusa di essere stati coinvolti, almeno dall'estate del 2025, nel trasporto e nello stoccaggio di armi e munizioni per l'organizzazione. Nel video di rivendicazione sarebbe stato annunciato un attentato in occasione del secondo anniversario dell'attacco di Hamas a Israele, ovvero intorno al 7 ottobre 2025, ha aggiunto Rommel ieri sera. I primi tre sospetti nel complesso erano stati arrestati dalla sua autorità il 1° ottobre 2025, ovvero pochi giorni prima dell'anniversario. La Procura federale, in qualità di massima autorità tedesca di perseguimento penale, è competente soprattutto per i settori del terrorismo, dello spionaggio e del diritto penale internazionale.

Germania pone condizioni per la partecipazione allo sminamento di Hormuz

La Germania ha avvertito che solo in presenza di un accordo di pace chiaro e stabile parteciperà allo sminamento dello Stretto di Hormuz, per il quale ha già schierato il dragamine 'Fulda' nel Mar Mediterraneo. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha dichiarato alla televisione pubblica Ard che "non è responsabile schierare questa nave e chiedere al Bundestag il mandato necessario prima che siano soddisfatte le condizioni". Wadephul ha sottolineato la necessità che l'operazione sia "concordata, pacifica" e condotta in un contesto "senza combattimenti" e "con l'accordo di tutte le parti". Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che lo Stretto di Hormuz sarebbe stato "completamente aperto" venerdì, giorno della cerimonia di firma dell'accordo quadro raggiunto tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Berlino chiede però chiarimenti sul fronte giuridico e politico prima di impegnarsi in una missione nello Stretto. "Dobbiamo sapere cosa prevede l'accordo. Dobbiamo sapere se esiste un accordo generale per lo svolgimento di queste operazioni di sminamento. In questa fase, tutto ciò rimane poco chiaro", ha affermato Wadephul. La Francia e il Regno unito stanno premendo per un'iniziativa multinazionale per mettere insicurezza la cruciale via navigabile. Per poter istituire la missione internazionale, "è necessario un accordo tra tutte le parti", ha tuttavia sottolineato ieri a France 2 la ministra delegata francese per le Forze Armate, Alice Rufo.

Trump riceverà il premier alla Casa Bianca a metà luglio

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riceverà il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi alla Casa Bianca il prossimo mese. Lo hanno annunciato l'ufficio del premier iracheno e l'ambasciata americana a Baghdad.
"L'inviato speciale presidenziale Barrack ha riferito che il presidente Trump attende con interesse di accogliere il primo ministro Al-Zaidi alla Casa Bianca a metà luglio per discutere il futuro di questa importante relazione", si legge in una dichiarazione congiunta del capo del governo iracheno e dell'inviato speciale americano per l'Iraq, Tom Barrack, diffusa dall'ambasciata statunitense. L'annuncio è arrivato durante una visita di Barrack nella capitale irachena, nel corso della quale l'inviato americano ha discusso con Al-Zaidi del disarmo e dello scioglimento dei gruppi armati che operano in Iraq al di fuori dell'autorità dello Stato.

Ft: “Usa valutano fondo da 300 miliardi per Iran, legato a obiettivi rispettati”

L'amministrazione Trump valuta la creazione di un fondo da 300 miliardi di dollari per l'Iran qualora Teheran accetti un accordo definitivo per mettere fine alla guerra che includa il nucleare. Lo riporta il Financial Times citando un funzionario americano, secondo il quale il fondo sarebbe legato alla performance dell'Iran nel rispettare gli obiettivi fissati. La creazione del fondo sarebbe condizionata all'accordo finale che è parte del memorandum di intesa e seguirebbe l'estensione del cessate il fuoco di 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e ulteriori trattative sul nucleare.

Beirut: “Quasi 3798 morti dal 2 marzo”

Il bilancio complessivo degli attacchi di Israele in Libano a partire dal 2 marzo ha raggiunto quota 3.798 morti e 11.781 feriti. Lo ha reso noto il Centro operativo di emergenza del Ministero della Salute pubblica libanese.

Wsj: “Consiglieri di Trump sorpresi dall’annuncio dell’accordo in fase di discussione”

Diversi consiglieri del presidente statunitense Donald Trump sono rimasti sorpresi dall'annuncio, dato sabato sera, del raggiungimento di un accordo con l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti americane. Secondo il quotidiano, i consiglieri ritenevano che i termini dell'accordo fossero ancora in fase di discussione e non fossero stati definiti quando Trump ha annunciato sul suo social network "Truth" che era stato raggiunto un "grande accordo" che avrebbe portato una "bellissima pace" nella regione.

Vance: “Trump potrebbe decidere di rendere pubblico l'accordo prima di venerdì”

Donald Trump potrebbe decidere di rendere pubblico l'accordo preliminare fra Washington e Teheran per porre fine alla guerra con l'Iran prima di venerdì, ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance, dopo che il presidente americano aveva dichiarato che l'accordo era già stato firmato.

L’Iran “Tre petroliere e due cargo attraverso Hormuz”

Tre petroliere e due navi cargo cariche di merci hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo riportano i media iraniani dopo che Donald Trump aveva dichiarato che le navi stavano nuovamente transitando attraverso lo Stretto e che l'importante rotta petrolifera sarà "completamente aperta" entro venerdì. La riapertura di uno dei punti strategici per il trasporto di energia più importanti al mondo rappresenterebbe un passo fondamentale verso la fine dei mesi di sanguinoso conflitto e di turbolenze economiche innescate dagli attacchi israelo-americani contro l'Iran alla fine di febbraio. "Le navi stanno iniziando a muoversi, molte cariche di petrolio, fuori dallo Stretto di Hormuz", ha affermato Trump, aggiungendo in seguito di non "pensare che avremo bisogno di molto aiuto" per mantenere aperta la via navigabile.

Vance: “Distruggeremo l’uranio arricchito insieme agli iraniani”

"Distruggeremo l'uranio arricchito insieme agli iraniani". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, in un'intervista a Fox. Aggiungendo poi che “Teheran non riceverà mai un centesimo del denaro dei contribuenti statunitensi”, rispondendo alle polemiche che si sono sollevate sul possibile fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran.

Trump: “Falso che daremo 300 milioni all’Iran”

"L'Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari. Inoltre, la storia secondo cui gli Stati Uniti starebbero pagando a Teheran 300 milioni di dollari è una fake news diffusa dai democratici". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump su Truth. Il tycoon ha scritto 'milioni', ma probabilmente si riferisce al fondo da 300 miliardi di dollari per l'Iran di cui ha parlato anche il suo vice JD Vance.

Vance: “Alla fine anche Israele sosterrà l’accordo”

Israele alla fine sosterrà il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, nonostante permangano divergenze tra Washington e Benjamin Netanyahu sul percorso per porre fine al conflitto. "Sappiamo che questo accordo renderà Israele più sicuro", ha dichiarato il vicepresidente JD Vance in un'intervista al programma "Nightly News" della Nbc. "Siamo abbastanza fiduciosi che gli israeliani aderiranno a questo accordo una volta che saremo un po’ più avanti nel processo". Vance ha riconosciuto che Stati Uniti e Israele non sono sempre stati allineati. "Credo che fondamentalmente gli Stati Uniti abbiano i propri interessi", ha affermato Vance. "Abbiamo anche interessi convergenti, ma a volte ci troviamo in disaccordo su alcune questioni, e credo che sia assolutamente ragionevole". Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche sull'accordo il premier israeliano ha affermato che lui e il presidente Donald Trump "non sempre la pensano allo stesso modo".

Vance: “Gli ispettori torneranno in Iran per il nucleare”

Agli ispettori degli impianti nucleari sarà consentito di tornare in Iran nell'ambito dell'accordo con gli Stati Uniti. Lo ha detti il vicepresidente americano JD Vance in un'intervista a Nbc, sottolineando che “uno degli elementi dell'accordo è che l'Aiea e gli Usa aiuteranno l'Iran a distruggere le sue scorte di uranio altamente arricchito".

Axios: “Cia scettica sulle intenzione dell’Iran sul nucleare”

La Cia ha raccolto informazioni di intelligence che sollevano seri dubbi sulla disponibilità dell'Iran a concedere le aperture chieste dagli Stati Uniti in un eventuale accordo definitivo. Lo ha riferito, secondo quanto riportato da Axios, il capo della Cia John Ratcliffe a Donald Trump e altri funzionari dell'amministrazione. Ratcliffe non è comunque l'unico scettico, anche il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth hanno sollevato timori ed espresso preoccupazioni sull'Iran.

Media iraniani: “Iniziata revoca del blocco navale Usa”

Sarebbe iniziata la revoca del blocco navale statunitense nei confronti dei porti iraniani. È quanto sostiene Press Tv, all'indomani della firma del memorandum di intesa tra Teheran e Washington. Secondo l'emittente, "tre petroliere e due navi cariche di beni essenziali per l'Iran hanno superato il blocco navale".

Media iraniani: “Alcune navi hanno attraversato Hormuz”

Secondo quanto riportato da Iranian Press Tv, almeno tre petroliere e due navi mercantili iraniane hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato la revoca del blocco navale, nell'ambito dell'accordo firmato con l'Iran. Anche l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha segnalato movimenti simili, tra cui una superpetroliera diretta verso i porti iraniani. Lo scrive Al Jazeera.

Vance: “Accordo di una pagina e mezzo e senza dettagli”

L'Iran "avrà benefici se rispetterà gli accordi". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, parlando a Cnn. Il documento firmato domenica, ha spiegato, "è di una pagina e mezzo" e "non include i dettagli operativi dell'intesa".

“Udite tre esplosioni a sud dell’isola di Qeshm”

Alcuni media arabi hanno riferito di tre esplosioni udite in direzione dello Stretto di Hormuz, nella zona di Sirik e sull'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Mehr, le esplosioni sarebbero state "condotte per regolare il traffico nello Stretto di Hormuz". Lo riporta Ynet. È stato inoltre riferito che nessuna autorità ufficiale, comprese le Guardie Rivoluzionarie o le autorità locali, ha finora commentato l'accaduto.

I commenti dei lettori