Il presidente polacco Karol Nawrocki ha revocato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l'Ordine dell'Aquila Bianca, la più alta onorificenza della Polonia, sullo sfondo delle tensioni legate alla memoria storica condivisa tra i due Paesi.
Intanto, mentre sul campo si alza il livello dello scontro, il Consiglio europeo condanna gli attacchi di Mosca contro l’Ucraina. A Bruxelles continua il dibattito a porte chiuse riguardo a un possibile inviato per negoziare con Mosca. Il nome di Costa, visto da molti come “scelta naturale”, non piacerebbe agli E3 – Parigi, Londra e Berlino – secondo indiscrezioni. Intanto il presidente del Consiglio europeo commenta: “Canali con Mosca perché non possiamo dipendere dagli altri”
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Trump: “Ho risolto otto guerre, risolveremo anche quelle fra Russia e Ucraina”
"Ho risolto otto guerre, e pensavo che quelle fra Russia e Ucraina fosse la più facile. la risolveremo". Lo ha detto Donald Trump prima di partire per Camp David
G7, Trump: “E’ stato un errore espellere la Russia, il G8 era migliore”
Donald Trump ritiene che l'esclusione della Russia dal G8 sia stata una scelta sbagliata. "Doveva rimanere il G8. Sarebbe stato molto meglio mantenerlo così", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista ad Axios. Secondo Trump, "probabilmente non ci sarebbe stata la guerra tra Russia e Ucraina" se Vladimir Putin fosse rimasto nel gruppo
Il presidente polacco revoca a Zelensky la più alta onorificenza del Paese
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha revocato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l'Ordine dell'Aquila Bianca, la più alta onorificenza della Polonia, sullo sfondo delle tensioni legate alla memoria storica condivisa tra i due Paesi. La decisione, dal forte valore simbolico, rischia di incrinare ulteriormente i rapporti bilaterali. Varsavia è infatti stata tra i più convinti sostenitori di Kiev, sia sul piano militare sia su quello umanitario, dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022. L'onorificenza era stata conferita a Zelensky nell'aprile 2023 come segno della straordinaria solidarietà tra Polonia e Ucraina. Ma il clima è cambiato dopo che, alla fine di maggio, il presidente ucraino ha deciso di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (Upa), organizzazione nazionalista della Seconda guerra mondiale ritenuta in Polonia responsabile della morte di oltre 100 mila cittadini polacchi. Nawrocki si era detto "indignato" dalla decisione e aveva proposto di privare Zelensky della decorazione. In un messaggio pubblicato su X, il presidente polacco ha spiegato che "per la stragrande maggioranza della società polacca, l'Esercito insurrezionale ucraino rimane prima di tutto una formazione responsabile dei brutali crimini commessi contro i cittadini della Repubblica di Polonia durante la Seconda guerra mondiale". La reazione di Kiev è stata immediata. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha definito la scelta di Varsavia un "errore strategico" e una decisione "sprezzante"
Zelensky: “Credo che i negoziati riprenderanno”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky auspica la ripresa dei colloqui di pace: "Credo che i negoziati riprenderanno. La questione è in quale formato. Gli europei hanno la loro visione" e "sono favorevoli a un percorso congiunto, tra americani ed europei. Credo nei negoziati bilaterali, ma ci devono essere dei partner", ha dichiarato Zelensky in una conferenza stampa congiunta con il presidente honduregno Nasri Asfura, secondo quanto riportato da Interfax Ukraine. Zelensky ha quindi sottolineato che "l'Europa deve essere al tavolo delle trattative in un modo o nell'altro. Senza l'Europa, non ci possono essere negoziati con la Russia"
Zelensky: “Lukashenko ha una settimana per togliere i ripetitori per droni, o lo faremo noi”
Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il leader bielorusso Alexander Lukashenko ha una settimana di tempo per rimuovere i sistemi ripetitori utilizzati per guidare gli attacchi dei droni russi contro le città ucraine, altrimenti l'Ucraina "lo farà" autonomamente. Lo riporta Ukrainska Pravda. "Oggi sulle torri bielorusse ci sono ripetitori russi, ripetitori bielorussi. Che differenza fa per noi? Sul suo territorio, lungo due oblast al confine con l'Ucraina, ci sono apparecchiature che guidano gli attacchi contro i civili ucraini, specificamente contro i civili", ha detto Zelensky. "Lì non c'è più un fronte attivo tra Ucraina e Bielorussia. Stanno uccidendo civili. I ripetitori sono installati sulle torri in questione. Perché" Lukashenko "dice di non voler partecipare alla guerra? Che rimuova queste apparecchiature, che le disattivi. Penso che una settimana gli basterà. Perché dico una settimana? Perché i nostri civili vengono uccisi ogni giorno a causa di questo, i bambini vengono feriti. Se non lo fa lui, lo faremo noi", ha detto Zelensky in una conferenza stampa congiunta con il presidente honduregno Nasry Asfura a Kiev
Tusk contro E3: 'Varsavia non rispetterà gli accordi siglati senza di noi”
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato che la Polonia non rispetterà alcun accordo riguardante un possibile cessate il fuoco o una futura pace tra Ucraina e Russia, qualora vengano concordati senza la sua partecipazione. "Nessun formato può usurpare il diritto di rappresentare l'intera Ue", ha spiegato il premier in conferenza stampa riferendosi al formato E3, formato da Francia, Germania e Regno Unito. "A questo servono le istituzioni e i trattati sono chiari. La Polonia non rispetterà alcun accordo stipulato senza la sua partecipazione. E, inevitabilmente, qualsiasi accordo riguardante un possibile cessate il fuoco e una futura pace tra Ucraina e Russia riguarderà direttamente anche la Polonia", ha sottolineato. Tusk ha poi definito "infondata" la discussione su chi debba rappresentare l'Ue. "Abbiamo gli strumenti e le procedure previste nei trattati", ha spiegato, specificando di averlo fatto presente agli altri leader e che "alcuni ne sono rimasti sorpresi"
Il sindaco di Mosca: “Oggi abbattuti 76 droni in avvicinamento alla capitale”
Le forze di difesa aerea oggi hanno abbattuto 76 droni in avvicinamento a Mosca durante un altro massiccio attacco delle forze armate di Kiev. Lo ha dichiarato il sindaco, Serghei Sobyanin. "Oggi il nemico ha lanciato un altro massiccio attacco su Mosca. Le forze di difesa aerea hanno abbattuto ben 76 droni a distanza ravvicinata. Non ci sono state vittime né danni", ha scritto Sobyanin, sul suo canale sulla piattaforma Max
Mosca: “Se l’Ue vuole contatti diretti usi gli ambasciatori”
"Il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha affermato che l'Ue deve creare un canale diplomatico per i contatti con la Russia. Un tale canale, a suo avviso, permetterebbe di trasmettere messaggi direttamente a Mosca. Allora perchè mantengono i loro ambasciatori in Russia? O è forse hanno intenzione di tornare al sistema dei piccioni viaggiatori?". Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando le dichiarazioni di Costa che ha parlato della "necessità" di aprire un canale diretto con la Russia per sostenere gli sforzi diplomatici volti a mettere fine alla guerra in Ucraina
Belgio: “Impossibile mandato a formato E3 per negoziare su competenze Ue”
"Non credo che ci sarà mai una decisione in cui ad alcuni Stati membri e a uno Stato non membro, il Regno Unito, venga conferito un mandato per negoziare sulle competenze dell'Ue con una terza parte. Ritengo che ciò sia impossibile, impossibile". Lo ha dichiarato il primo ministro belga, Bart De Wever, in conferenza stampa in merito alla possibilità che venga conferito un mandato ai Paesi del formato E3 - Francia, Germania e Regno Unito - per negoziare la fine del conflitto in Ucraina. "Nessuno di questi Paesi sta chiedendo un mandato", ha specificato il premier, ricordando tuttavia che le cinque condizioni delineate con Kiev rientrano in ambiti di competenza degli Stati membri. "Questi Stati sovrani hanno formato un club chiamato 'Coalizione dei Volenterosi' e potrei immaginare che, all'interno di quella coalizione dei volenterosi, questi tre Stati potrebbero chiedere un mandato e ottenerlo", ha spiegato. "L'Ue è un'altra questione: per me è chiarissimo che oggi, e anche domani, nessuno vuole che uno Stato membro o un gruppo di Stati membri abbia il mandato di negoziare le competenze dell'Ue con una terza parte. E anche se qualcuno lo chiedesse, non lo farebbero mai".
Costa: “Solo Ucraina può negoziare a suo nome”
Su chi dovrà sedere un giorno al tavolo dei negoziati con la Russia, il presidente del Consiglio Antonio Costa chiarisce "non vedo alcuna contraddizione né competizione tra i diversi attori e formati. Sono complementari". "Solo l'Ucraina può negoziare a nome dell'Ucraina. Di certo, anche la coalizione dei volenterosi e i suoi leader dovranno avere un ruolo per quanto riguarda le garanzie di sicurezza. - ha chiarito Costa - Ma per quanto riguarda gli interessi dell'Unione europea, questi dovranno essere difesi dalle istituzioni dell'Unione europea in conformità con i trattati. E come tutti sapete, Ursula e io lavoriamo sempre in squadra".
Von der Leyen: “Prima o poi Russia negozierà; uniti con Costa”
"Prima o poi la Russia dovrà sedersi al tavolo dei negoziati, soprattutto attraverso la pressione delle nostre sanzioni, e quando arriverà quel momento, avremo bisogno di un messaggio europeo unitario al Presidente Putin". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo, rispondendo a chi chiedeva del suo appoggio agli sforzi del presidente del Consiglio europeo sull'aprire un canale di comunicazione con Mosca. "Il presidente Costa ed io continueremo a lavorare a stretto contatto con il presidente Zelensky per raggiungere questo obiettivo urgente. Il presidente Costa rappresenta i 27 Stati membri. Gli strumenti, ad esempio in materia di energia, beni immobilizzati, sanzioni, industria della difesa e altri, sono in mano alla Commissione. Posso solo confermare che fin dal primo giorno abbiamo lavorato insieme in modo eccellente, e continueremo a farlo", ha aggiunto.
"L'Ucraina e l'Europa vogliono la pace la pace. L'unica che sceglie costantemente la violenza è la Russia. L'intero continente è a rischio, ed è per questo che l'Europa deve essere uno degli artefici di una pace giusta e duratura.
L'Ucraina è al comando e noi, come Ue, siamo al suo fianco", ha concluso.
Costa: “Stiamo stabilendo canale diplomatico con Mosca perché non possiamo dipendere dagli altri”
"Quello che sto facendo attraverso il mio ufficio è stabilire un canale diplomatico perché non possiamo dipendere solo dagli altri per interpretare i messaggi russi, e dobbiamo essere in grado di trasmettere direttamente alla Russia i nostri messaggi". Lo dichiara il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del Consiglio europeo, durante il quale "c'è stata una discussione molto buona e molto utile per chiarire i malintesi", come spiega.
Costa: “Equivoci sui colloqui con Mosca, l'Ue non sarà mai mediatore”
"Abbiamo avuto una discussione utile per far luce sugli equivoci" sorti in merito ali colloqui con il Cremlino. "Per prima cosa, l'Ue non è né intende essere un mediatore: siamo al fianco dell'Ucraina ". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa al termine del vertice Ue dei leader a Bruxelles e rispondendo a una domanda.
Macron: “Gli europei al tavolo dei negoziati, Costa avrà un ruolo se definito”
"Gli europei non sono mediatori. Ci possono essere state potenze, a volte amiche, che si sono poste come mediatori nel conflitto. Noi non siamo mediatori. Siamo al fianco dell'Ucraina. Le forniamo aiuti e sostegno. Abbiamo sanzionato la Russia. Il giorno in cui si terranno i negoziati, gli europei devono essere al tavolo perché è nell'interesse dell'Europa". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, al termine del vertice Ue. "L'Ue deve essere rappresentata e il presidente Costa, se le sue competenze saranno definite, avrà un ruolo. Tuttavia, anche gli Stati membri avranno il loro ruolo", ha evidenziato.
Macron: “Il 13 luglio summit volenterosi a Parigi”
Gli europei restano pronti a contribuire a solide garanzie di sicurezza, in particolare attraverso la Coalizione dei volenterosi, che avrà un ruolo da svolgere al momento opportuno. A questo proposito, desidero ribadire che abbiamo invitato tutti i Paesi membri della Coalizione dei volenterosi, siano essi membri dell'Unione europea o meno, a un vertice a Parigi il 13 luglio e poi a partecipare alla parata del Giorno della Bastiglia il 14 luglio al fianco delle forze armate ucraine". Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, nella conferenza stampa al termine del vertice Ue a Bruxelles.
Merz: “Formato E3 nato su richiesta di Kiev”
"Per me è importante sottolineare che questo formato E3 è nato su esplicita richiesta dell'Ucraina. E ha anche una certa logica interna che Regno Unito, Germania e Francia lavorino qui a stretto contatto: sono grandi Stati europei e sono anche quelli che contribuiscono in misura significativa al sostegno militare dell'Ucraina". Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo. "E' stata una richiesta esplicita dell'Ucraina che questi tre Paesi abbiano un ruolo anche nel coordinamento", ha ribadito Merz.
Merz: “Chi parla per l'Ue sull'Ucraina non è un tema da decidere ora”
"Chi parlerà a nome dell'Europa non è una questione da decidere adesso. Prima dobbiamo essere uniti sulla sostanza, poi chiariremo i formati". Lo ha detto in merito a eventuali negoziati per l'Ucraina il cancelliere tedesco Friedrich Merz incontrando la stampa al termine del Consiglio Europeo.
Cremlino, per Kiev situazione catastrofica al fronte
L'Ucraina "continua a seguire la sua linea, che non è orientata ai negoziati", "si trova in una posizione molto difficile. La situazione sul fronte diventerà presto del tutto catastrofica per la parte ucraina ed è proprio di questo che si tratta". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlando anche degli attacchi ucraini di ieri su una raffineria a Mosca.
Media: “Merz e Macron contrariati con Costa per i contatti con Mosca”
Nel vertice della scorsa notte a Bruxelles, Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno espresso la loro contrariarietà ai tentativi del presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, di avviare un dialogo diplomatico con la Russia in vista di potenziali negoziati di pace con l'Ucraina. Lo scive Politico, citando cinque fonti della Ue informate sulla conversazione a porte chiuse, che sottolineano che altri leader si sono schierati con Costa. Fonti del governo tedesco, citate dalla Dpa, hanno descritto l'iniziativa come "un affronto", a seguito della discussione della notte scorsa, parlando di una mossa "non coordinata" e "poco professionale". Anche queste fonti riportano che alcuni leader hanno detto che non è il momento opportuno per il dialogo, mentre alcuni hanno accolto con favore l'iniziativa,
Lavrov: “Usa potrebbero aver cambiato approccio”
In merito al conflitto in Ucraina "abbiamo la sensazione che potrebbe esserci un altro cambio di approccio", da parte degli Statu Uniti, "come è successo dopo l'incontro di Anchorage , dove si è raggiunto un accordo". Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Il titolare della diplomazia di Mosca ha osservato che gli Stati Uniti "continuano a sostenere Kiev adottando nuove sanzioni contro la Russia e prorogando quelle esistenti", oltre a "programmi speciali" per assistere "il complesso militare-industriale ucraino".
Media, irritazione di Merz e Macron con Costa sui colloqui con Mosca
Emmanuel Macron e Friedrich Merz nel corso dei lavori di ieri al Consiglio Europeo hanno espresso irritazione sui tentativi del presidente del Consiglio europeo António Costa di avviare un dialogo con il Cremlino. Lo riportano alcuni media internazionali, tra i quali Dpa e Politico. Fonti diplomatiche europee, interpellate dall'ANSA, spiegano che a Macron siano piaciuta in particolare la modalità con la quale Costa ha deciso di avviare i contatti con Mosca. Da quanto si apprende invece da altre fonti europee, nell'ultima parte del summit sono giunte critiche anche da Paesi Baltici, Danimarca e Paesi Bassi.
Media: “Ucraina, avviati negoziati con Usa per tregua in due fasi”
La proposta per un accordo di pace in Ucraina potrebbe includere un piano a fasi, forse simile a quello appena concordato da Donald Trump con l'Iran. I fallimenti militari russi e i successi ucraini negli attacchi con droni contro la Russia, le sue linee di rifornimento e obiettivi all'interno della stessa Russia hanno iniziato a cambiare l'approccio di Trump al conflitto russo-ucraino in corso, come riporta The Economist che riferisce dell'avvio di negoziati informali tra i rappresentanti di Kiev e della squadra di Trump. Una delle idee in discussione è quella di porre fine alla guerra in due fasi. In primo luogo, la cessazione delle ostilità lungo l'attuale linea del fronte, a 50-70 chilometri nell'entroterra su entrambi i lati; solo in seguito, un accordo più ampio. Secondo The Economist, i colloqui informali con Mosca sono ripresi.
Un alto funzionario ucraino, tuttavia, ha dichiarato alla testata che è improbabile che la Russia intraprenda azioni concrete prima di ottobre, quando potrebbe essere disposta a sostenere Trump in vista delle elezioni di medio termine per il Congresso, "e ottenere qualcosa in cambio". Ha aggiunto, però, che il Cremlino probabilmente prenderà tempo fino alla prossima primavera, sperando che un'altra massiccia campagna invernale di missili e droni contro le città e le infrastrutture energetiche ucraine costringa a delle concessioni.
Mosca continua a insistere sul fatto di essere pronta a negoziare solo "nello spirito di Anchorage", riferendosi al fatto che, durante l'incontro in Alaska nell'agosto del 2025, Vladimir Putin avrebbe concordato con Trump di cedere tutto il Donbass alla Russia e di riconoscere, de jure o de facto, il suo controllo sulla Crimea e sui territori occupati delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia.
Ucraina: una bambina morta nei raid di Kiev ieri su Mosca
Nell'attacco di droni ucraini di ieri sulla periferia sud-est di Mosca, a Zhukovsky, è morta una bambina di otto anni, che si trovava in casa con la nonna, rimasta invece illesa. Lo ha riferito il governatore regionale Andrei Vorobyov. Inoltre, il governatore ha aggiunto che nell'attacco di ieri sono stati danneggiati complessivamente 18 edifici residenziali.
Cremlino: “Kiev attacca Mosca a causa della situazione catastrofica al fronte”
L'Ucraina continua ad attaccare con i droni Mosca perché la situazione sul campo di battaglia diventerà presto "catastrofica" per Kiev. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov. "Il regime di Kiev si trova ora in una posizione molto difficile, dal momento che la situazione sul fronte diventerà presto completamente catastrofica per la parte ucraina", ha dichiarato Peskov, citato da Interfax.
Mosca, Europa non pensi di negoziare da posizione forza
L'Europa si sbaglia nel pensare di poter negoziare con la Russia da una posizione di forza; questo non porterà da nessuna parte. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sottolineando tuttavia che i contatti tra Mosca ed Europa sono necessari per risolvere le questioni più complesse all'ordine del giorno. "Il buon senso stesso, ovviamente, impone la necessità di questi contatti per discutere l'enorme numero di questioni complesse all'ordine del giorno che rappresentano una sfida per noi", ha detto Peskov ai giornalisti.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che gli europei si sbagliano nel loro atteggiamento: "Presuppongono che i negoziati con la Russia debbano essere condotti da una posizione di forza e basandosi sulla debolezza della Russia. Questo è l'errore più grande". Secondo il portavoce di Putin, gli europei "farebbero bene a familiarizzare con la reale situazione, anche per quanto riguarda il conflitto in Ucraina". "Se emergessero davvero forze che comprendono la necessità di riprendere il dialogo con la Russia - non per fare moralismi, tanto meno per lanciare ultimatum, ma per avviare un vero dialogo - allora, naturalmente, il presidente Putin e la parte russa sarebbero aperti a questa possibilità", ha osservato il portavoce presidenziale.
Trump: “In Ucraina vogliamo solo la pace”
In Ucraina "vogliamo solo la pace" e come Stati Uniti "non siamo coinvolti" nel processo di adesione all'Unione europea. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donal Trump in un'intervista telefonica esclusiva a L'Aria che tira su La7, il programma di David Parenzo, di cui si sente la traduzione in italiano ma non la voce del presidente Usa.
Lavrov: “Uno scontro tra Nato e Russia avrebbe conseguenze catastrofiche”
"Uno scontro diretto tra la Nato e la Russia potrebbe rapidamente trasformarsi in uno scambio di attacchi nucleari con conseguenze catastrofiche". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. "Sotto lo slogan di 'autonomia strategica', in Europa si sta verificando un serio rafforzamento delle capacità militari, anche nel settore nucleare", ha affermato Lavrov in un'intervista a Politico che poi, sottolinea il ministero degli Esteri, la rivista ha deciso di non pubblicare. Ma il testo è stato diffuso sul sito del ministero. "Le intenzioni di Parigi di fornire un 'ombrello nucleare' a diversi Paesi dell'Unione europea e della Nato - ha aggiunto il capo della diplomazia russa - destano profonda preoccupazione. Questo sicuramente non rafforzerà la sicurezza né della Francia stessa né dei beneficiari della sua 'assistenza'". "Nonostante ciò, i politici e i militari europei attribuiscono alla Russia piani aggressivi che, presumibilmente, non si limitano all'Ucraina", ha proseguito Lavrov, sottolineando che il presidente Vladimir Putin "ha dichiarato più volte che si tratta di assurdità, provocazioni e disinformazione con l'obiettivo di ottenere finanziamenti per la lotta contro la Russia". "E questo - ha affermato ancora il ministro degli Esteri russo - non è il contesto in cui si possono condurre negoziati significativi su qualsiasi cosa".
L’Olanda: “Non ci sono dispute su chi sarà l’inviato”
Dopo il dibattito "costruttivo" di ieri fra i leader europei, "non ci saranno dispute su chi saranno gli uomini o le donne che negozieranno per conto dell'Ue" con la Russia. Lo ha dichiarato il primo ministro dei Paesi Bassi, Rob Jetten, all'arrivo al secondo giorno di vertice europeo, a Bruxelles.
"Dobbiamo spingere la Russia a sedersi al tavolo delle trattative. Ciò significa più sanzioni, più pressione su Putin e, non appena sarà pronto a negoziare, l'Ucraina sarà pronta e, come europei, saremo uniti", ha proseguito. L'Ue, ha precisato Jetten "è pronta a negoziare sulle garanzie di sicurezza di cui tutti abbiamo bisogno e sul futuro rapporto tra l'Ue e la Russia". "Abbiamo avuto una discussione molto costruttiva e aperta. Credo sia molto chiaro che gli ucraini al momento stanno vincendo questa guerra e che dobbiamo sostenerli in ogni modo possibile. Al momento è chiarissimo che Putin non sia disposto a negoziare un accordo di pace equo", ha concluso.
Mosca: “La scorsa notte abbattuti 133 droni ucraini”
Il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che la scorsa notte, "dalle 20 ora di Mosca del 18 giugno alle 7 ora di Mosca del 19 giugno (19-6 italiane), i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e abbattuto 133 droni ucraini" sulla Russia. Lo ha scritto in un post su Telegram. I droni sono stati abbattuti sui territori delle regioni di Belgorod, Bryansk, Kaluga, Kursk, Voronezh, Oryol, Smolensk, Tula, Rostov, Ryazan, sulla regione di Mosca, sulla penisola occupata di Crimea e sul Mar Nero.
Lavrov: “L’Europa si prepara a un conflitto con la Russia entro il 2030”
L'Europa vuole guadagnare tempo con Ogni mezzo necessario per raggiungere la "prontezza al combattimento" per un conflitto con la russia entro il 2030, ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov. "E' risaputo che le elite europee hanno investito il loro 'capitale politico' nello scontro con la russia, spendendo centinaia di miliardi di dollari a sostegno del regime di kiev e aumentando i bilanci militari dei paesi dell'ue e della nato. L'europa intende raggiungere la 'prontezza al combattimento' per un conflitto con la russia entro il 2030. Prima di allora, vuole guadagnare tempo in vari modi", ha osservato nel suo articolo "ucraina, europa e sicurezza globale", pubblicato sulla rivista mezhdunarodnaya zhizn.
Pesante bombardamento russo su Karkiv, almeno sei feriti e decine di edifici distrutti
Le forze russe hanno lanciato nella notte diversi bombe plananti su Kharkiv, che hanno danneggiato decine di abitazioni e ferito almeno sei persone, secondo quanto riportato dalle autorità locali. In un post su Telegram, il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, ha riferito che l'attacco ha preso di mira il distretto di Kholodnohirskyi della città. Non sono al momento chiari né l'entità dei danni causati né la gravità dei feriti.
Chiuso il primo giorno di lavori del Consiglio europeo: il punto sull’Ucraina
Si è conclusa dopo quasi sette ore e mezza la prima giornata di lavori del Consiglio europeo. In questa prima sessione iniziata alle 18:30 i leader Ue hanno ascoltato la relazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e quella del presidente dell'Ucraina Vlodomyr Zelensky. Relativamente a Kiev l'Europa è tornata ad adottare le conclusioni all'unanimità, la prima volta dal 2025. Questo è il primo risultato politico di questo vertice che dopo la sconfitta dell'ex premier ungherese Vicktor Orban è pronta a cambiare passo. Zelensky che lunedì scorso ha visto l'apertura del primo cluster negoziale per l'adesione alla Ue, questa sera è tornato a chiedere un'accelerazione per l'apertura dei nuovi capitoli negoziali, ma nelle conclusioni non ve ne è traccia. I leader hanno però messo nero su bianco la condanna agli attacchi russi ai siti Unesco in Ucraina e hanno rinnovato le sanzioni per i prossimi 12 mesi. Nel testo delle conclusioni inoltre si legge che "fintantochè non vi sarà una pace giusta e duratura in Ucraina, non dovrà esserci alcuna normalizzazione della partecipazione della Russia agli eventi sportivi e culturali internazionali".
Zelensky chiede 300 missili, armi e carburanti per l’inverno
Al Consiglio europeo il premier ucraino Zelensky ha spiegato che “in caso di guerra prolungata anche in inverno, avremo bisogno di 300 missili, armi e carburanti”.
Zelensky al premier bulgaro: “Cooperiamo su energia e droni”
Volodymyr Zelensky ha incontrato il premier bulgaro Rumen Radev a margine del Consiglio europeo. "Grazie per i colloqui sostanziali", ha scritto il presidente ucraino su X, dopo le dichiarazioni con cui Radev ha minacciato di bloccare il ventunesimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia qualora il patriarca russo Kirill restasse inserito nella blacklist europea. "Abbiamo discusso in dettaglio dello sviluppo della cooperazione bilaterale e della sicurezza energetica, anche a livello regionale", ha riferito Zelensky, indicando che al centro del confronto ci sono stati anche i preparativi per future consultazioni tra Kiev e Sofia finalizzate all'avvio di progetti congiunti. Il presidente ucraino ha inoltre invitato la Bulgaria ad aderire a un accordo specifico sui droni. Al termine dell'incontro, i due leader hanno "concordato di incaricare i rispettivi team di dare seguito ai dossier affrontati e di predisporre una serie di documenti bilaterali", ha aggiunto Zelensky.
Per molti leader Costa “naturale rappresentante dell’Ue”
Al Consiglio europeo i leader Ue hanno avuto una discussione sui futuri negoziati di pace e su come organizzarsi a livello europeo per questo. Nella discussione, iniziata con Zelensky presente, e poi è continuata senza di lui, è emerso l'orientamento che il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, veda il suo ruolo come quello di mantenere l'unità, ed è pronto a svolgere questo ruolo, nessuno avrebbe obiettato. Diversi leader hanno detto che era lui "la persona naturale" per rappresentare l'Unione come dicono i trattati, e questo è anche nelle conclusioni del Consiglio. Quanto ai contatti dello staff di Costa con il Cremlino, "non si parla ancora di negoziati", ma semplicemente di voler "aprire un canale di comunicazione attraverso un breve contatto di scarsa sostanza". Costa avrebbe anche avuto contatti con diversi leader Ue ma non servirebbe alcun mandato, in quanto c'è "un mandato chiaro dato dalle conclusioni del Consiglio europeo e dal ruolo istituzionale che il presidente del Consiglio europeo svolge. Non c'è alcun negoziato, anche perché, viene spiegato, non è ancora il momento e il comportamento di Putin non sembra tradursi in una reale volontà di negoziare”.
L’Ue frena sull’adesione dell’Ucraina
"Il Consiglio europeo accoglie con favore lo svolgimento della Conferenza intergovernativa sull'adesione dell'Ucraina all'Unione europea e l'apertura del cluster sui fondamentali avvenuta il 15 giugno 2026 e attende con interesse l'avvio degli altri gruppi tematici, in linea con l'approccio basato sul merito". È quanto si legge nel testo finale delle conclusioni del vertice dei leader Ue. Rispetto alle bozze circolate alla vigilia del summit, tuttavia, i capi di Stato e di governo hanno rimosso il riferimento temporale che impegnava l'Unione ad aprire i successivi cluster negoziali "il prima possibile". Nel testo definitivo, i Ventisette si limitano ad affermare che il Consiglio "auspica l'apertura degli altri cluster, in linea con l'approccio basato sul merito", frenando così sul pressing per un'accelerazione del processo di integrazione europea di Kiev. Il risultato è stato rivendicato dal primo ministro ungherese Péter Magyar. "Su mia iniziativa, all'ultimo momento è stata eliminata dal testo la clausola che faceva riferimento all'accelerazione dell'adesione. Non è stato facile", ha scritto su X.
Il Consiglio europeo condanna l’attacco russo a sito Unesco di Kiev
Il Consiglio europeo "condanna fermamente la recente e grave escalation da parte della Russia, compresi gli attacchi missilistici e con droni su larga scala contro i civili in Ucraina" e i recenti attacchi contro il sito patrimonio Unesco di Pechersk Lavra di Kiev. quanto si legge nel testo di conclusioni sull'Ucraina approvato al Consiglio europeo in corso a Bruxelles. I leader Ue hanno condannato anche il comportamento "sempre più aggressivo, sconsiderato e irresponsabile nei confronti degli Stati membri, tra cui la manipolazione e l'interferenza di informazioni straniere e le minacce contro la presenza diplomatica europea in Ucraina", continua il testo. Il recente incidente che ha coinvolto un drone russo che ha colpito un edificio in Romania, così come incidenti simili in altri Stati membri, si legge ancora nelle conclusioni, "sono una diretta conseguenza della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e minacciano la sicurezza dei cittadini dell'Ue e la stabilità regionale". Il Consiglio europeo condanna infine "le ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali degli Stati membri e sottolinea che la Russia è pienamente responsabile delle conseguenze del suo comportamento di escalation e delle sue continue azioni militari".