Il presidente Usa: “L’Iran accetterà ispezioni sul nucleare”. Ma Teheran smentisce: “Nessun nuovo impegno”. Vance lascia la Svizzera dopo il primo round dei colloqui di pace: “Gettate le basi per un buon accordo”. Gli Stati Uniti sospendono le sanzioni sul petrolio iraniano fino al 21 agosto. Nella serata di lunedì il nuovo attacco di Trump all’Italia: “Si è comportata molto male”.
Grossi (Aiea): “Prima si procede con le ispezioni in Iran, meglio è”
Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha affermato che la massima priorità dell'agenzia nelle rinnovate ispezioni degli impianti nucleari iraniani sarà confermare l'ubicazione dell'uranio altamente arricchito, aggiungendo che Teheran deve comunicare agli ispettori dove è custodito il materiale. Grossi ha dichiarato all'emittente giapponese Nnk, ripresa da Iran International, che le ispezioni si svolgeranno nell'ambito dell'intesa tra Iran e Stati Uniti. "Riteniamo che prima si procede, meglio è, soprattutto perché questo accordo ha una durata di 60 giorni, quindi dovremo agire senza perdere troppo tempo", ha affermato. Grossi ha affermato che l'Aiea ha un'idea di dove potrebbe trovarsi l'uranio, ma alcuni siti di stoccaggio sono stati attaccati e parzialmente distrutti, il che obbliga l'agenzia a valutare come accedere al materiale.
L'Aiea discuterà presto con l'Iran le date e i dettagli delle ispezioni, sottolineando l'indipendenza dell'agenzia, ha aggiunto.
Senato contro Trump, approvata risoluzione per lo stop alla guerra in Iran
Il Senato a maggioranza repubblicana vota contro Donald Trump. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici, e un solo democratico, John Fetterman, si è opposto a limitare i poteri di Trump.
Pentagono chiede al Congresso 80 miliardi extra per coprire costi della guerra
Il Pentagono ha comunicato al Senato la richiesta di un budget addizionale di circa 80 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra contro l'Iran. Al riguardo, il segretario alla Difesa Pete Hegseth sta incontrando i membri del Congresso a Capitol Hill in vista della presentazione di una richiesta formale.
Trump: “Ieri 19 milioni di barili di petrolio passati nello stretto di Hormuz”
Donald Trump ha detto che ieri sono passati "19 milioni di barili di petrolio" per lo stretto di Hormuz. "La quantità più alta della storia", ha sostenuto il presidente americano ad un evento in Pennsylvania.
Trump agli elettori: "Non può avere il nucleare"
Donald Trump ha ribadito ai suoi sostenitori che 'l'Iran non può avere il nucleare". Il presidente degli Stati Uniti lo ha detto in apertura del suo comizio in Pennsylvania incentrato sulla sostenibilità del costo della vita, un tema tornato drammaticamente d'attualità dopo l'aumento dei prezzi legato alla guerra tra Usa, Israele e Iran.
Macron sente Aoun: “Sostegno alla sovranità del Libano”
"Ho parlato con il Presidente libanese Joseph Aoun, il Primo Ministro Nawaf Salam e il Presidente del Parlamento Nabih Berri. A ciascuno ho ribadito l'impegno della Francia a favore della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano": lo scrive in un messaggio pubblicato su X il presidente francese, Emmanuel Macron. "L'instaurazione di un cessate il fuoco solido, che deve essere rispettato da tutti, deve consentire un processo simultaneo di ritiro israeliano dal territorio libanese e di ridispiegamento delle forze armate libanesi, al fine di garantire il monopolio statale sulle armi", prosegue Macron, aggiungendo: "la Francia è pronta a fornire un sostegno concreto a questo processo e a mobilitare la comunità internazionale nelle prossime settimane, insieme al governo libanese, per sostenere le forze armate libanesi e rispondere ai bisogni delle popolazioni sfollate".
Usa allentano restrizioni sicurezza per squadra Iran
Le autorità statunitensi hanno concesso una deroga speciale alla nazionale iraniana di calcio in vista della decisiva partita dei Mondiali contro l'Egitto, in programma il 26 giugno a Seattle. Un portavoce del dipartimento per la Sicurezza interna ha confermato che la squadra iraniana potrà entrare negli Stati Uniti con due giorni di anticipo rispetto alla gara, allentando la rigida regola che normalmente consente l'ingresso alle squadre soltanto il giorno precedente alla partita. La misura offrirà a Team Melli una giornata supplementare per preparare l'incontro e riprendersi dal viaggio. La nazionale continuerà comunque a operare dal proprio ritiro di base a Tijuana, in Messico, e sarà tenuta a lasciare immediatamente il territorio statunitense una volta conclusa la partita. Secondo le autorità americane, la decisione punta a garantire condizioni sportive eque sul terreno di gioco senza rinunciare ai rigidi protocolli di sicurezza previsti per la partecipazione dell'Iran al torneo.
Trump: “Spari di Israele nel sud del Libano? Andrà tutto bene”
"Si sono combattuti per tanti, tanti anni, decenni. Ma andrà tutto bene". Così Donald Trump ha risposto ad una domanda dei giornalisti sul cessate il fuoco in Libano dopo che Israele ha sparato contro un corteo funebre nel sud del Paese.
Trump: “Iran ha torto su ispettori; senza annullerei colloqui”
Gli "iraniani hanno torto e sanno di avere torto" sulla presenza degli ispettori dell'Aiea. "Ce l'hanno detto tra noi, e c'è il via libera per al 100% sulle ispezioni". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump. "E se avessero ragione loro, annullerei subito le riunioni", ha spiegato. "Gli ispettori ci saranno al momento opportuno, non c'è fretta, ma saranno sul posto al momento opportuno", ha aggiunto.
Trump ribadisce: “L'Iran ha accettato al 100% gli ispettori dell'Aiea”
"L'Iran ha accettato al 100% di far tornare gli ispettori" dell'Aiea. Lo ha ribadito Donald Trump parlando con i giornalisti all'arrivo in Pennsylvania.
Pezeshkian: “Non negozieremo mai nostre capacità di difesa”
"L'Iran non negozierà mai le sue capacità di difesa". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in punto stampa dal Pakistan.
Pezeshkian: “Non ci fidiamo degli Usa ma pronti a pace”
"Non ci fidiamo dell'America perché ci ha attaccato due volte durante i negoziati, ma siamo ancora pronti per il dialogo e la pace". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in punto stampa dal Pakistan.
Sharif: “C’è chi vuole sabotare accordo di pace"
"Ci sono elementi di disturbo in tutto il mondo che cercano di far fallire questo accordo di pace. Non si possono applicare due pesi e due misure". Lo ha dichiarato il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, riferendosi all'intesa tra Iran e Stati Uniti nel corso di una conferenza stampa congiunta a Islamabad con il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "Questo memorandum d'intesa non menziona i missili balistici. La questione non è mai stata sul tavolo delle trattative", ha poi evidenziato Sharif, che rivolgendosi a Pezeshkian ha scandito: "Dalle avversità si esce più forti e si diventa amici e fratelli per sempre. L'Iran e il Pakistan oggi sono fratelli e amici per sempre".
Il capo di Hezbollah vuole calendario per il ritiro di Israele dal Libano
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha chiesto il ritiro completo e programmato delle truppe israeliane dal Libano per consentire il dispiegamento dell'esercito libanese nel sud del Paese, in seguito all'accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente.
"Ora abbiamo un cessate il fuoco. Il ritiro deve avvenire secondo una tempistica prestabilita. Israele non ha altra scelta che ritirarsi completamente da tutto il territorio libanese, senza conservare un solo centimetro", ha detto Qassem in un discorso televisivo. "Israele si ritira e l'esercito libanese si dispiega esclusivamente a sud del fiume Litani".
Rubio: “Teheran non potrà mai imporre pedaggi Hormuz”
"L'Iran non sarà autorizzato a percepire pedaggi nello Stretto di Hormuz, qualunque sia l'accordo finale raggiunto con gli Stati Uniti". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, arrivato poco fa negli Emirati Arabi Uniti per un tour nel Golfo. "Nessuna nazione può imporre dei pedaggi in acque internazionali", ha evidenziato.
Al via l’evacuazione di 11 mila marinai bloccati a Hormuz
L'Imo, l'Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite ha annunciato che avvierà l'evacuazione di oltre 11 mila marittimi rimasti bloccati nel Golfo a causa della guerra in Medio Oriente. "L'operazione su larga scala sarà condotta in stretta cooperazione con l'Iran, l'Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l'industria marittima", ha dichiarato in una nota il segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez.
"Abbiamo ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza e verificato accuratamente le condizioni per una navigazione sicura a supporto di queste operazioni", ha aggiunto Dominguez.
Il presidente libanese Aoun sente Vance e Rubio: “Sostegno Usa a sovranità”
Il presidente libanese Joseph Aoun, ha ricevuto una telefonata dal vice presidente Usa JD Vance e dal segretario di Stato americano Marco Rubio, nel corso della quale sono state discusse le ultime evoluzioni legate alla situazione in Libano e alla fase successiva ai colloqui in Svizzera.
Come ha riferito su X la presidenza del Paese dei Cedri, Vance e Rubio hanno ribadito il sostegno degli Stati Uniti alle posizioni di Aoun e del governo libanese nelle loro direttive volte a estendere l'autorità dello Stato legittimo e a rafforzare la sua sovranità nazionale su tutto il territorio attraverso il solo esercito e le forze di sicurezza.
Gli Stati Uniti, hanno aggiunto, seguiranno l'attuazione di quanto concordato negli incontri di Svizzera. Aoun ha ringraziato Vance e Rubio per "l'attenzione che Washington dimostra nei confronti del Libano, al fine di porre fine alla guerra, rafforzare l'autorità dello Stato libanese e la sua indipendenza, considerandolo l'unico responsabile della salvaguardia della sovranità nazionale, della dignità e della sicurezza dei libanesi"
Media Libano, rientro sfollati nel sud è bloccato dalla situazione sul terreno
Il ritorno degli sfollati nel sud del Libano è ancora bloccato di fatto dalle proibitive condizioni di sicurezza sul terreno, viste la presenza dell'esercito di occupazione israeliano e la continua azione di sorveglianza dei droni che lanciano ordigni assordanti e che, in alcuni casi, sparano sui civili considerando movimenti sospetti di "terroristi". Lo riferiscono i nedia di Beirut che citano fonti della sicurezza libanese nel sud del paese. Molti abitanti rientrano solo per controllare case e proprietà, in attesa di capire se la tregua terrà.
Libano, spari di Israele su un corteo funebre nel sud del paese
L'esercito israeliano ha sparato contro un corteo funebre nel sud del Libano mentre la folla era diretta al cimitero di Haddatha, località nel distretto di Bint Jbeil, per seppellire due persone.
Secondo il sindaco di Haddatha, la cerimonia era stata coordinata con la Croce Rossa libanese e autorizzata, attraverso l'esercito libanese, dal Meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco di cui fa parte anche l'esercito israeliano assieme a Francia e Stati Uniti. I due corpi sono stati poi trasferiti e sepolti provvisoriamente nella vicina località di Tebnin.
Nella stessa area è stata segnalata la presenza di tre carri Merkava e un bulldozer israeliani all'ingresso del cimitero. Droni israeliani hanno inoltre lanciato granate assordanti alla periferia di Baraashit e Ayta al Jabal, mentre nella notte erano stati registrati altri lanci su Nabatiye, Kfar Tebnit, Haddatha e Kfar Remmane, oltre a colpi di artiglieria nell'area di Mansuri e raffiche di mitragliatrice a Khiam
Trump in calo ancora nel sondaggi, solo il 30% degli americani lo approva
Donald Trump ancora in calo nei sondaggi. Secondo l'American Research Group, il tasso di gradimento del presidente è sceso al 30%, con un 66% degli americani che non approva il suo operato. Il mese scorso lo stesso sondaggio aveva rivelato che il 31% degli americani approvava Trump e il 64% invece lo bocciava.
Trump: “Ieri sono passati 19 milioni di barili attraverso Hormuz, un record”
“Ieri sono usciti dallo Stretto di Hormuz 19 milioni di barili di petrolio, un RECORD assoluto. I prezzi del petrolio stanno crollando e il mondo è un posto molto più sicuro!!!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Trump: “Hormuz aperto ma navi Usa restano là”
Gli Stati Uniti manterranno una presenza navale intorno a Hormuz anche se la navigazione nello stretto è ripresa. Ad annunciarlo è stato il presidente americano, Donald Trump. "Ho accettato di consentire allo Stretto di Hormuz di rimanere aperto, senza ulteriori blocchi navali. Tuttavia, tutte le navi restano in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che al momento sembra altamente improbabile", ha scritto su Truth.
Trump: “I fondi sbloccati dagli Usa saranno utilizzati per fronteggiare crisi umanitaria”
"Il denaro e/o le sanzioni che il Tesoro degli Stati Uniti sta sbloccando vengono depositati in un conto di garanzia, controllato dagli Stati Uniti, e saranno utilizzati (dall'Iran, ndr) per l'acquisto di generi alimentari e forniture mediche, esclusivamente dagli Stati Uniti, tra cui mais, grano e soia provenienti dai nostri grandi agricoltori americani". Lo ha indicato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth.
"Si tratta di beni di cui l'Iran ha un disperato bisogno. Questa è una crisi umanitaria, e ritengo sia necessario aiutare, ora, prima che sia troppo tardi. I colloqui stanno procedendo bene!", ha aggiunto Trump.
Trump: “Teheran ha accettato ispezioni nucleari a massimo livello”
"Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l'Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all'infinito!!!). Ciò garantirà l' 'onestà nucleare' ". Lo scrive in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, reagendo alle ultime dichiarazioni arrivate da Teheran sulle ispezioni ai propri siti nucleari.
"Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall'Iran, ho acconsentito a lasciare aperto lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali", ha proseguito Trump, sottolineando che "tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile".
Ghalibaf: “Comitato congiunto Iran-Oman per stretto Hormuz”
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Iran e Oman hanno istituito un comitato congiunto per discutere gli accordi nello Stretto di Hormuz, e che ulteriori dettagli saranno forniti in una dichiarazione congiunta che verrà rilasciata in seguito.
Hezbollah: “Palese violazione cessate fuoco in Libano”
Hezbollah ha denunciato quella che ha definito una "palese violazione" del cessate il fuoco in Libano, dopo che i media statali hanno riferito che due persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco israeliani nel sud del Paese. "La Resistenza islamica avverte che quanto commesso dal nemico costituisce una palese violazione del cessate il fuoco, al quale la Resistenza ha aderito fino a questo momento", ha affermato il gruppo in una nota.
Pezeshkian e Araghchi in Pakistan
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Islamabad, in Pakistan, dove, insieme al Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, terrà una visita ufficiale. Lo riporta l'emittente iraniana IRIB. Araghchi, dopo una visita a Muscat, in Oman, è stato accolto a Islamabad dal suo omologo pakistano, Ishaq Dar, e da altri funzionari pakistani, ha riferito l'IRIB.
Media: “L’Idf spara, due morti e un ferito in Libano meridionale”
Due gioavani sono stati uccisi e un altro è rimasto ferito quando soldati nemici hanno aperto il fuoco con mitragliatrici contro di loro mentre si trovavano vicino a un bulldozer che stava sgomberando una strada nel quartiere di Deir a Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. Lo scrive l'agenzia libanese Nna. I feriti sono stati trasferiti all'Ospedale Popolare di Soccorso Libanese di Nabatieh. Sempre la Nna riferisce che l'Idf avrebbe aperto il fuoco contro alcuni residenti alla periferia della città di Hadatha mentre si recavano a completare una sepoltura nel cimitero cittadino, scortati dall'esercito libanese. Nei pressi del cimitero della città di Haddatha sono stati avvistati anche tre carri armati Merkava e un bulldozer
Netanyahu: “Grazie agli Usa ma voglio autonomia armamenti. Con Iran non è finita”
"Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Voglio l'autonomia negli armamenti. Ora ci troviamo di fronte all'Iran e ai suoi alleati. Li abbiamo colpiti. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza. Dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza. Per questo ciò che stiamo facendo ora è costruire una forza ancora maggiore". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro giovedì scorso con un corso per ufficiali della riserva presso il kibbutz Migdal Oz, a Gush Etzion
Diplomatico Iran: “Le minacce di Trump hanno messo a repentaglio i colloqui”
L'ambasciatore iraniano presso l'Onu a Ginevra Ali Bahreini ha affermato che le minacce di Trump hanno messo seriamente a repentaglio gli ultimi colloqui in Svizzera. Lo riportano alcune dichiarazioni riportate da Reuters e riprese da Al-Jazeera. Bahreini ha affermato che l'Iran continuerà a negoziare con gli Stati Uniti finché Washington dimostrerà di essere pronta a impegnarsi in modo costruttivo. Ha aggiunto che le parti negoziali stanno cercando di raggiungere una soluzione su tutte le clausole del memorandum d'intesa prima di procedere alla questione nucleare
Ambasciatore Teheran: “Hormuz è completamente aperto”
Lo Stretto di Hormuz è "completamente aperto alle navi commerciali", in conformità con l'accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti. Ad assicurarlo è stato l'ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahrain. Le imbarcazioni, ha assicurato, non devono pagare per utilizzare questa rotta marittima, almeno per sessanta giorni. Quello che accadrà dopo dipenderà dall'esito dei negoziati, ha chiarito
Baghaei: “Durante la guerra Europa irresponsabile emarginata”
L'Europa si è comportata in modo irresponsabile durante le guerre tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, condannando la posizione delle potenze europee durante i recenti attacchi di Stati Uniti e Israele contro il suo Paese. Durante una conferenza stampa a Teheran, Baghaei ha affermato che "gli europei sono stati emarginati" a causa delle politiche che hanno seguito negli ultimi anni. "Durante le due guerre imposte alla Repubblica Islamica dell'Iran, hanno adottato posizioni inappropriate e il mondo ha assistito a questo comportamento", ha sottolineato. "Questo comportamento irresponsabile non aumenterà certamente la credibilità e il prestigio delle parti europee", ha sentenziato Baghaei
Baghaei: “Su Israele-Libano accordi definitivi a breve”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che tra Israele e Libano "si raggiungeranno gli accordi definitivi nei prossimi giorni". In conferenza stampa a Teheran, Baghaei ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno l'obbligo di costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano meridionale. "Abbiamo tutti assistito ai continui attacchi dell'entità sionista contro il Libano", ha sottolineato il portavoce iraniano. "L'obbligo di porre fine alla guerra in Libano è parte integrante degli accordi precedenti e attuali. L'impegno degli Stati Uniti è chiaro e non vi è alcuna giustificazione per il proseguimento degli attacchi sionisti contro il Libano", ha assicurato Baghaei. Infine ha definito la guerra tra Israele e Hezbollah una "questione molto complessa", prospettando che "si raggiungeranno gli accordi definitivi nei prossimi giorni"
Iran: “Non permetteremo agli ispettori Aiea di visitare i siti nucleari”
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che "Teheran non ha intenzione di consentire agli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di visitare i siti nucleari bombardati durante la guerra". La dichiarazione di Baghaei contraddice le affermazioni del vicepresidente statunitense JD Vance, il quale aveva affermato che i negoziati in Svizzera avevano portato a un accordo per consentire all'Aiea di visitare i siti iraniani
Baghaei: “Risposta con dignità alla guerra Usa-Israele”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che la risposta del Paese alla guerra con Stati Uniti e Israele "è una storia di fermezza umana nella difesa, nella dignità e nell'orgoglio". Lo ha affermato durante una conferenza stampa in corso a Teheran
Iran: “Le interazioni con l’Aiea sono soggette alle leggi vigenti”
L'Iran ha affermato che qualsiasi interazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) è soggetta alle "normative vigenti". Una precisione giunta da Teheran anche se finora non c'è stata alcuna dichiarazione diretta da parte dei vertici iraniani in merito alla possibilità che agli ispettori dell'Aiea venga consentito di rientrare nel Paese. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che l'Iran non ha preso alcun impegno riguardo al suo programma nucleare durante i colloqui in Svizzera. Ha sottolineato che qualsiasi interazione con l'Aiea avverrebbe nel rispetto delle normative vigenti, stabilite dal Parlamento iraniano e dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Sulla base di queste affermazioni, risulta che l'Iran non nega la possibilità di future ispezioni, che prima o poi si verificheranno. Tuttavia, commentano i media locali, alcune delle questioni da affrontare riguarderanno la regolamentazione di tali ispezioni, l'approvazione da parte del Parlamento o del Consiglio e le modalità di accesso ad alcuni dei siti bombardati. Per lo svolgimento delle ispezioni dell'Aiea ci saranno quindi molte sfide, non solo dal punto di vista legale, ma anche logistico e operativo
Pezeshkian: “Israele non abbia più il diritto di bombardare Libano e Palestina”
"Dobbiamo tutti impegnarci affinché il Libano sia incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non abbia più il diritto di bombardare il Libano e la Palestina". Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera. Secondo l'agenzia iraniana Irna, Erdogan, da parte sua, ha elogiato il saggio approccio dell'Iran nei confronti degli attacchi israeliani in Libano durante i colloqui Iran-Usa e ha espresso la speranza che l'Iran continui su questa strada "contro coloro che si oppongono ai colloqui". "L'inclusione del Libano in questo accordo ha avuto un risultato molto positivo", ha aggiunto
Media: “Accordo Iran-Usa, sbloccati 12 miliardi di fondi congelati”
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. La notizia è riportata da Al-Jazeera e da altri media della regione. I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi
Ghalibaf: “I colloqui in Svizzera hanno evitato altro sangue musulmano in Libano”
"In una delle buone trasmissioni della Tv di Stato ho visto che dicevano: 'Magari chiudessero l'aeroporto di Mehrabad così la delegazione negoziante non andrebbe in Svizzerà. A quei cari signori dico: se non fossimo andati in Svizzera, ogni momento più sangue sarebbe stato versato dai musulmani e sciiti del Libano". Così il capo negoziatore iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf su X.
Usa-Iran, Ghalibaf: "Buoni risultati in Svizzera. Senza diplomazia, sforzo militare infruttuoso"
Gharibabadi conferma: “Dagli Usa sblocco immediato di 12 miliardi”
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare "immediatamente" 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, a seguito della conclusione dei negoziati tecnici tenutisi in Svizzera. "E' stato concordato che gli accordi firmati relativi allo sblocco dei 12 miliardi di dollari di fondi congelati entreranno in vigore immediatamente", ha dichiarato Gharibabadi, che ha guidato la squadra negoziale tecnica iraniana, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. Il viceministro degli Esteri lo ha annunciato dopo aver affermato che i negoziati tecnici sono conclusi. Gharibabadi ha riferito, inoltre, che la fase successiva coinvolgerà un comitato di alto livello, senza specificare una data, oltre alla costituzione di quattro Commissioni tematiche di natura tecnica. Queste dichiarazioni contrastano con quanto affermato ieri dal vicepresidente statunitense J.D. Vance, il quale ha dichiarato che i fondi congelati all'Iran non saranno sbloccati a meno che non si registrino progressi nei negoziati in corso in Svizzera tra i due Paesi per porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. "I fondi non saranno sbloccati a meno che non si continuino a registrare progressi, che saranno senza dubbio un aspetto chiave dei negoziati nei prossimi giorni", aveva spiegato il vicepresidente alla stampa prima di imbarcarsi sul volo di ritorno a Washington dalla Svizzera, dopo i colloqui quadrilaterali di domenica. Nel frattempo, il governatore della Banca Centrale dell'Iran, Abdolnaser Hemmati, ha dichiarato all'agenzia di stampa Tasnim che la prima tranche di 6 miliardi di dollari sarà utilizzata in parte per l'acquisto di "beni essenziali e medicinali". "Se il prezzo e la qualità dei prodotti statunitensi sono più adatti di quelli di altri Paesi, non abbiamo alcun impedimento ad acquistarli", ha sottolineato Hemmati, chiarendo che non vi è alcun obbligo di acquistare input agricoli dagli Stati Uniti. Il secondo stanziamento, pari ad altri 6 miliardi di dollari, non è limitato all'acquisto di beni essenziali, ha sottolineato il governatore
Iran, istituiti gruppi di lavoro su nucleare e su sanzioni
L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Inoltre ha comunicato la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera.
Ghalibaf: “Lo Stretto di Hormuz sarà gestito dall'Iran”
"Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto - secondo quanto riportano i media statali iraniani - il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf.
Libano: Onu, primo giorno senza scontri tra Israele e Hezbollah
Nel Libano meridionale per la prima volta dalla ripresa delle ostilità (2 marzo) i caschi blu dell'Onu non hanno rilevato scontri tra Israele e Hezbollah. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, incontrando i giornalisti. "Accogliamo con favore questa riduzione delle ostilità e auspichiamo vivamente che questa tendenza continui, nell'interesse delle popolazioni coinvolte", ha aggiunto.
Libano: Onu, accogliamo il monitoraggio Usa sul cessate il fuoco
L'Onu ha detto di essere "pronta a sostenere qualsiasi iniziativa che possa garantire calma al popolo del Libano e di Israele e consentire loro di tornare alla normalità delle loro vite". Lo ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, commentando l'annuncio di Libano e Usa sulla creazione di un nuovo meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco nella zona sud libanese.
Trump attacca ancora l’Italia: “Si è comportata molto male”
Donald Trump ha ribadito le accuse all'Italia e agli altri alleati della Nato. "L'Italia si è comportata molto male", ha detto il presidente nello Studio Ovale. E poi rivolto agli alleati ha detto: "Non ci sono stati per noi e noi abbiamo speso miliardi di dollari per loro". Trump ha poi menzionato altri due Paesi della Nato che "si sono comportati male" rispetto alla guerra contro l'Iran: Germania e Gran Bretagna. "Anche la Germania si è comportata molto male. E Starmer", ha aggiunto.
Trump: “Finchè l'Iran ci rispetterà non ci saranno problemi”
"Finché ci rispetteranno non ci saranno problemi, abbiamo il pieno controllo sullo Stretto" di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump.
Ghalibaf: “A Lucerna accordo per sbloccare 12 miliardi di fondi”
Il capo negoziatore iraniano, Mohamed Bagher Ghalibaf, ha affermato che "ieri in Svizzera è stato raggiunto l'accordo per sbloccare 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati". Lo ha dichiarato intervenendo a Muscat.
Trump: “Situazione Stretto Hormuz sta andando molto bene”
"Stiamo andando molto bene per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz. Ieri abbiamo ricevuto più petrolio di quanto ne sia mai passato attraverso lo Stretto". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca. "Lo Stretto è completamente aperto, lo sapete, e stiamo negoziando, vedremo come andrà a finire, ma abbiamo due cose: abbiamo uno Stretto aperto e abbiamo un Paese che non avrà mai un'arma nucleare", ha aggiunto.