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Pizzaballa torna tra le macerie di Gaza: “Vi riprenderete

Patriarcato Latino di Gerusalemme 
Terza visita del Patriarca di Gerusalemme nella zona dal 7 ottobre. Con lui il patriarca greco ortodosso. Inaugurata una clinica
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Non è mancato un momento di svago, quando insieme al parroco, l’argentino Gabriel Romanelli, hanno guardato in televisione la partita dei mondiali tra Argentina e Austria. Ma il cardinale Pierbattista Pizzaballa ieri è tornato tra le macerie di Gaza per confortare i palestinesi della Striscia provati da mesi e mesi di stenti e bombardamenti che continuano nonostante la tregua formale. «Non sarete mai abbandonati, non vi abbandoneremo», ha garantito il Patriarca di Gerusalemme dei latini accolto dagli applausi dei fedeli e dalle grida di giubilo dei bambini nel cortile della parrocchia della Sacra Famiglia. Le persone, ha riferito il patriarcato, «continuano a sopportare gravi sofferenze umanitarie, paura, perdite e incertezza». Pizzaballa, ha scritto l’Osservatore Romano, ha espresso la gioia di poter guardare negli occhi non solo i parrocchiani ma tutti gli abitanti di quella città sofferente.

È la terza volta che Pizzaballa entra a Gaza dall’inizio della guerra avviata da Israele do…

Non è mancato un momento di svago, quando insieme al parroco, l’argentino Gabriel Romanelli, hanno guardato in televisione la partita dei mondiali tra Argentina e Austria. Ma il cardinale Pierbattista Pizzaballa ieri è tornato tra le macerie di Gaza per confortare i palestinesi della Striscia provati da mesi e mesi di stenti e bombardamenti che continuano nonostante la tregua formale. «Non sarete mai abbandonati, non vi abbandoneremo», ha garantito il Patriarca di Gerusalemme dei latini accolto dagli applausi dei fedeli e dalle grida di giubilo dei bambini nel cortile della parrocchia della Sacra Famiglia. Le persone, ha riferito il patriarcato, «continuano a sopportare gravi sofferenze umanitarie, paura, perdite e incertezza». Pizzaballa, ha scritto l’Osservatore Romano, ha espresso la gioia di poter guardare negli occhi non solo i parrocchiani ma tutti gli abitanti di quella città sofferente.

È la terza volta che Pizzaballa entra a Gaza dall’inizio della guerra avviata da Israele dopo l’eccidio del 7 ottobre: la prima volta fu alla vigilia di Natale del 2025, la seconda l’anno scorso all’indomani del raid israeliano che il 17 luglio colpì proprio la parrocchia causando 3 morti e 11 feriti. Anche ieri, come allora, il patriarca latino era accompagnato dal patriarca greco ortodosso Teofilo III: «La nostra presenza qui è importante per voi, ma anche per il mondo», ha detto Pizzaballa: «Non abbiate paura. La situazione è difficile, ma Gaza si riprenderà». Nel corso della giornata il patriarca latino ha inaugurato un asilo nido nel complesso della parrocchia, dove dall’inizio delle ostilità trovano riparo numerose famiglie non solo cristiane, ed ha benedetto una clinica dell’Ordine di Malta a Gaza City dove uno staff di circa 30 persone tra medici, infermieri e farmacisti fornirà assistenza sanitaria di base fino a cento pazienti al giorno.

«Il 60% delle strutture sanitarie è stato completamente distrutto e molte altre sono gravemente danneggiate», commenta Ali Ibrahim Al-Musaddar, direttore sanitario della struttura. Le condizioni igienico-sanitarie sono estremamente precarie, si stanno diffondendo malattie della pelle. Josef Blotz, Grande Ospedaliere dell’ordine di Malta, ha ricordato che le persone verranno curate «indipendentemente dalla loro religione o provenienza».

Pizzaballa ha poi partecipato a una sessione di dialogo interreligioso all’università al-Azhar, che fu fondata nel 1991 da Yasser Arafat.

Il patriarca di Gerusalemme, ha riportato la France Presse, ha ringraziato gli studenti per la loro partecipazione «nonostante gli esami, le bombe e le distruzioni», ed ha piantato un ulivo nel cortile, «segno di pace e simbolo di speranza». La visita vuole essere il primo passo per «organizzare qualcosa tutti insieme», ha detto Pizzaballa, «per il futuro di questo posto bellissimo nonostante tutto».

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