Guerra in Iran, le news del 26 giugno. Raid Usa per la violazione della tregua di Teheran. Firmato accordo Libano-Israele

Guerra in Iran, le news del 26 giugno. Raid Usa per la violazione della tregua di Teheran. Firmato accordo Libano-Israele
(reuters)
Trump: “Nave attaccata a Hormuz è sciocca violazione del cessate il fuoco”. Pasdaran: “Si passa nello Stretto solo sulle nostre rotte”. Media: “Due aerei israeliani colpiscono Nabatiye, in Libano”. Trump agli agricoltori: “Un nuovo mercato è in arrivo, l’Iran”. Aiea: “Dopo la guerra necessaria verifica molto rigorosa sul nucleare”
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a chiarire la posizione italiana nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. In conferenza stampa ad Antibes, accanto al presidente francese Macron, rivendica la scelta del governo di non prendere parte alle operazioni militari. Mentre proseguono i negoziati tra Washington e Teheran, cresce la tensione nello Stretto di Hormuz. Il Wall Street Journal riferisce che i Pasdaran hanno attaccato una nave mercantile battente bandiera di Singapore e che l'Iran valuta l'introduzione di tariffe sul transito delle imbarcazioni. Dopo l'attacco nel Golfo dell'Oman, l'Onu ha sospeso il piano di evacuazione delle navi in attesa di verificare le condizioni di sicurezza. Intanto l’annuncio: i colloqui tra Libano e Israele continueranno anche oggi.

Pasdaran: “Abbiamo respinto attacco Usa a Sirik”

"Gli Stati Uniti hanno attaccato l'isola di Sirik. L'Iran ha respinto l'attacco". Lo affermano le Guardie rivoluzionarie iraniane. I Pasdaran affermano che risponderanno agli Stati Uniti: "L'attacco sarà rapido e decisivo".

Pentagono, risposta non segna ripresa su larga scala

Gli attacchi contro le postazioni iraniane di missili e droni, tuttora in corso, hanno lo scopo di rispondere all'attacco iraniano contro la nave commerciale e non rappresentano una ripresa delle operazioni militari su larga scala. Lo afferma il 'New York Times' che cita il Pentagono.

Tv iraniana: “Attacco ostile contro porto di Sirik”

Il porto di Sirik, nella regione di Hormuz nel sud dell'Iran, è stato oggetto di un "attacco ostile". Lo ha affermato la televisione di Stato iraniana dopo che il Centcom aveva confermato di aver condotto attacchi in risposta alla violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'Iran.

Centcom conferma: “Condotti raid in risposta alla violazione della tregua”

I militari americani hanno condotto attacchi aerei contro il sud dell'Iran "in risposta all'attacco del giorno precedente contro una nave mercantile che stava transitando nello Stretto di Hormuz". Lo conferma il Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, su 'X'. "Aerei statunitensi hanno colpito depositi di missili e droni iraniani e siti radar costieri dopo che l'Iran aveva colpito la M/V Ever Lovely il 25 giugno con un drone d'attacco a senso unico. La nave mercantile battente bandiera di Singapore stava uscendo dallo Stretto di Hormuz, lungo la costa dell'Oman, al momento dell'attacco iraniano", si legge in una nota. "L'aggressione ingiustificata contro il traffico marittimo commerciale da parte delle forze iraniane ha chiaramente violato il cessate il fuoco. Inoltre, il comportamento pericoloso dell'Iran ha compromesso la libertà di navigazione in un momento in cui il commercio transita sempre più frequentemente attraverso questo vitale corridoio commerciale internazionale", ha aggiunto. Le forze del Centcom, prosege il post, continuano a fornire "coordinamento e supporto per il transito sicuro delle navi commerciali che attraversano lo stretto" di Hormuz. "Le forze armate statunitensi restano presenti e vigili per garantire che tutti gli aspetti dell'accordo con l'Iran siano rispettati, osservati e pienamente in vigore", conclude la nota.

Axios, Usa hanno condotto raid nella zona di Hormuz

L'esercito americano ha condotto attacchi aerei nella zona dello stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran. Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense. In precedenza, rispondendo a una domanda dei giornalisti nello Studio Ovale, il presidente americano Donald Trump aveva detto che "scoprirete" se ci saranno conseguenze della violazione del cessate il fuoco da parte dell'Iran.

Trump: “Con accordo di Obama Israele non esisterebbe più”

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di aver salvato Israele dall'eliminazione, facendo riferimento all'accordo sul nucleare firmato nel 2015. "Ho annullato l'accordo di Barack Hussein Obama. Se non l'avessi fatto, l'Iran avrebbe avuto armi nucleari. Se non l'avessimo fatto, oggi Israele non esisterebbe più. Israele sarebbe scomparso. E probabilmente sarebbe scomparso anche il Medio Oriente, e anche noi. Avrebbero potuto colpirci. Noi li avremmo annientati molto rapidamente, ma anche loro avrebbero potuto infliggerci danni pesanti", ha detto parlando a una conferenza di cristiano conservatori.

Trump: “Conseguenze per Teheran per attacco a nave? Lo scoprirete”

"Lo scoprirete". Così Donald Trump, parlando nello Studio Ovale, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se "ci saranno conseguenze" per l'Iran dopo l'attacco contro una nave commerciale nello Stretto di Hormuz. "Non dovrebbero farlo", ha aggiunto il presidente.

Media: “Accordo quadro include riconoscimento reciproco Israele-Libano”

Secondo il sito di notizie israeliano Ynet, "l'accordo quadro firmato a Washington da Libano e Israele include il riconoscimento reciproco della sovranità dei due Stati". La notizia non ha trovato finora conferme ufficiali, ma se così fosse, sarebbe un passo epocale tra i due Paesi.

Trump: “Iran ha ancora capacità militari, ma non molte”

L'Iran ha ancora "qualche capacità" militari, "non molte". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump. Gli iraniani "non stanno vincendo o altro, ma hanno qualche capacità. Possono ancora sparare", ha detto Trump aggiungendo che "ieri hanno abbattuto un drone contro una grande nave che entrava nello Stretto di Hormuz. Ne hanno abbattuti quattro. Noi ne abbiamo abbattuti tre. Uno, credo, non l'abbiamo mancato. Nessuno l'ha visto arrivare. E ha colpito una nave e ha causato dei danni", ha aggiunto.

Aoun ringrazia Trump: “Accordo primo passo per sovranità”

Il presidente libanese Joseph Aoun ha ringraziato il presidente americano Donald Trump e la sua Amministrazione per aver ospitato i negoziati diretti con Israele e per aver mediato l'accordo firmato oggi. Lo ha dichiarato la presidenza libanese in un post su X. Aoun ha anche ringraziato il popolo libanese per i sacrifici e la perseveranza dimostrati nonostante i raid aerei israeliani e lo sfollamento, affermando che "l'accordo quadro firmato oggi rappresenta il primo passo verso la realizzazione dei loro sacrifici", affinché possano tornare nella loro terra "liberi, dignitosi e a testa alta, sotto la sovranità di uno Stato libanese".

Aoun: “Popolo tornerà a casa sotto la sovranità del Libano”

"L'accordo quadro firmato oggi rappresenta il primo passo per dare valore ai sacrifici del popolo libanese, affinché possa tornare nella sua terra completamente liberata e nelle case ricostruite, vivendo con dignità, libertà e orgoglio sotto la sovranità di uno Stato libanese che non condivida con nessun altro la propria autorità sul territorio e sul suo popolo". Lo ha dichiarato il presidente del Libano Joseph Aoun dopo la firma dell'accordo quadro con Israele, come si legge sull'account X della presidenza.

Onu: “Lo Stretto di Hormuz prima della guerra funzionava”

Il portavoce del Segretario generale dell'Onu ha detto di sperare che la situazione nello Stretto di Hormuz torni a quella registrata prima della guerra, con la libera circolazione marittima. "Lo Stretto di Hormuz, prima dell'inizio di questo conflitto, funzionava, giusto? Quindi sappiamo che è possibile, e dovremmo tornare a quel punto", ha detto rispondendo ai giornalisti, che chiedevano se la riapertura normale del canale sia considerata ancora possibile dal Segretario generale Antonio Guterres.

Hezbollah condanna l'accordo-quadro: “Causa divisioni interne”

Il parlamentare libanese di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha rilasciato una dichiarazione sulla firma dell'accordo quadro a Washington, scrivendo: "Riaffermiamo la posizione di Hezbollah che respinge i negoziati diretti con il nemico israeliano. Mettiamo in guardia contro la deriva politica e di sicurezza dei negoziati, che mina la sovranità del Libano e causa pericolose divisioni interne".

Trump: “Non vedono l'ora di chiudere accordo ci stanno concedendo tanto”


Gli iraniani "non vedono l'ora di concludete un accordo" e "ci stanno concedendo tanto". Lo ha assicurato Donald Trump, parlando a Washington alla conferenza della Faith and Freedom Coalition.

Netanyahu: “Accordo un grande successo. Israele resta in zona sicurezza nel Sud”

Le Forze di difesa israeliane (Idf) resteranno nel sud del Libano fino a quando Hezbollah non verrà completamente disarmato e quindi non ci sarà più alcuna minaccia per le comunità del nord di Israele. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu poco dopo la firma a Washington dell'accordo tra Israele e Libano, mediato dagli Stati Uniti, al termine di cinque round di negoziati diretti. Un accordo che Netanyahu ha definito "un grande successo" e "un duro colpo per l'Iran". Netanyahu ha aggiunto che sono state individuare due zone pilota nel sud del Libano, dove si trovano le Idf e dove l'esercito libanese inizerà a prendere il controllo del territorio. Israele, ha proseguito, manterrà la sua zona di sicurezza originaria al di fuori della portata dei missili anticarro, ribadendo che "la nostra sicurezza viene prima di tutto".

Firmato accordo Israele-Libano a Washington

Il Libano, Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington al termine di un quinto round di negoziati diretti. "E' solo l'inizio dell'inizio", ha detto il Segretario di Stato americano Marco Rubio durante la cerimonia della firma. "C'è ancora molto lavoro da fare. Oggi è il primo passo. Il primo passo a volte è il più difficile", ha aggiunto.

Media Israele, a breve annuncio accordo quadro con Beirut

Secondo Ynet - che cita alti funzionari israeliani - l'annuncio dell'accordo quadro fra Israele e Libano, raggiunto dopo quattro giorni di negoziati a Washington, arriverà "a breve" mentre non è ancora stato definito un calendario preciso per la sua entrata in vigore. A quanto riporta il Times of Israel le forze israeliane si ritireranno da due aree situate all'interno della zona cuscinetto di circa 10 chilometri istituita dall'Idf nel Libano meridionale. Le truppe israeliane - secondo quanto riferito dalla fonte - saranno sostituite da membri delle forze libanesi.

Iran: “Canale diretto con Hormuz? Una menzogna”

I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno smentito le affermazioni di alcuni funzionari statunitensi secondo cui sarebbe stato istituito un canale diretto tra Teheran e Washington sul tema dello Stretto di Hormuz. "Si tratta di una menzogna completa e lo smentiamo con forza. Non è mai accaduto e non accadrà - ha dichiarato il portavoce Hossein Mohebbi - lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti".

Axios: “Oggi previsto l'annuncio di un accordo tra Israele e Libano”

"Funzionari israeliani e libanesi mi riferiscono che per oggi è previsto l'annuncio di un accordo tra i due governi". Lo scrive su X il corrispondente di Axios da Washington, dove sono in corso i colloqui tra Israele e Libano, Barak Ravid.

Trump: “Il cargo colpito a Hormuz è una sciocca violazione del cessate il fuoco”

Il presidente americano Donald Trump ha accusato l'Iran di aver "lanciato almeno quattro droni d'attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz". "Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande costosissima nave cargo - ha scritto su Truth Social - Ci sono stati danni, ma l'imbarcazione ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto gli altri tre droni. Si tratta, ovviamente, di una violazione sconsiderata del nostro accordo sul cessate il fuoco"

Sono saliti a 115 i cargo transitati dallo Stretto di Hormuz con 2500 marinai

E' salito a 115 navi mercantili, con a bordo 2500 marittimi circa, il totale delle petroliere e dei cargo evacuati attraverso lo stretto di Hormuz da martedì, sullo sfondo dell'allentamento delle tensioni fra Usa e Iran. Lo rende noto oggi l'agenzia internazionale Onu della navigazione, con sede a Londra

Media: “Filmati di proteste anti-Hamas a Gaza”

Filmati diffusi sui social e rilanciati dai media israeliani mostrano manifestanti che protestano contro Hamas a Gaza. Un gruppo su Facebook aveva lanciato appelli a scendere in piazza il 26 giugno. Non è chiara l'ampiezza delle manifestazioni, né dove si stiano svolgendo, sottolinea Times of Israel. I filmati non sono stati trasmessi dai principali media di Gaza affiliati ad Hamas e ci sarebbero state minacce ai giornalisti da parte del gruppo militante per non dare copertura agli eventi. Si tratta della prima protesta anti-Hamas nella Striscia dall'ondata di manifestazioni della scorsa primavera-estate

Emirati, autorità invitano a ignorare allarme missilistico: possibile errore

Momenti di apprensione a Dubai, dove le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno inviato un'allerta per un presunto missile in arrivo, salvo poi invitare la popolazione a "ignorare il precedente avviso". Il messaggio, diffuso poco dopo le 17.15 ora locale, sarebbe stato attivato per errore, anche se le autorità non hanno fornito spiegazioni sulle cause dell'incidente

Al Jazeera: “La tregua di ottobre su Gaza violata da Israele 3.338 volte”

Dalla dichiarazione di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, avvenuta il 10 ottobre 2025, Israele ha violato l'accordo ben 3.338 volte al 20 giugno, con attacchi quasi quotidiani, uccidendo centinaia di persone, secondo dati dell'Ufficio stampa del governo di Gaza riportati da Al Jazeera. Dal 10 ottobre 2025 al 14 aprile 2026, l'ufficio ha affermato che Israele ha sparato contro i civili 921 volte, ha effettuato raid in aree residenziali oltre la "linea gialla" 97 volte, ha bombardato e colpito Gaza 1.109 volte e ha demolito proprietà private in 273 occasioni

Media Iran: “Stabilita una linea di comunicazione diretta tra Usa e Iran a Hormuz”

Il canale televisivo in lingua inglese della Repubblica islamica, Press Tv, ha dichiarato che è stata stabilita una linea di comunicazione tra gli Stati Uniti e l'Iran nello Stretto di Hormuz con l'obiettivo di prevenire incidenti e ridurre le tensioni nello Stretto

Libano, volantini Idf su Mansouri: "Pericolo, state lontani"

Un drone israeliano ha lanciato volantini sulla città di Mansouri, nel sud del Libano, vicino a Tiro. "Zona pericolosa! State alla larga! Qualsiasi avvicinamento alle forze armate israeliane vi mette in pericolo", vi si legge secondo quanto riportato dai media del Paese dei Cedri

Pasdaran: “Si passa da Hormuz solo sulle nostre rotte”

La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane è tornata a ribadire che non vi sono scorciatoie per l'attraversamento di Hormuz. "Il passaggio nello stretto è consentito solo lungo le rotte dichiarate dall'Iran", riporta l'agenzia Isna. L'Oman ha predisposto due giorni fa un corridoio lungo le sue coste, in accordo con l'Organizzazione marittima internazionale (Imo), per far passare da Hormuz le imbarcazioni da settimane in attesa

Evergreen: “Nostra la nave colpita nello Stretto di Hormuz”

Si tratta della portacontainer Ever Lovely della compagnia taiwanese Evergreen Marine la nave mercantile colpita ieri nello Stretto di Hormuz mentre transitava lungo la rotta raccomandata dalla United Kingdom maritime trade operations (Ukmto). Lo riferiscono i media di Taiwan come Meihua News, citando il comunicato diffuso dalla compagnia dopo che le autorità marittime di Singapore hanno identificato l'unità come quella coinvolta nell'incidente di cui si era parlato già nelle scorse ore.
Secondo Evergreen, la nave, registrata a Singapore e gestita dalla controllata locale del gruppo, è stata colpita al largo dell'Oman da un "oggetto non identificato". La compagnia ha precisato che i 21 membri dell'equipaggio, il carico e la navigabilità della nave non hanno subito conseguenze e che l'unità ha proseguito il viaggio in sicurezza. Secondo Associated press, che cita un funzionario statunitense, la nave sarebbe stata colpita da un drone iraniano. Evergreen, tuttavia, nel proprio comunicato non attribuisce l'attacco e continua a parlare esclusivamente di un "oggetto non identificato". I media taiwanesi riferiscono inoltre che altre due navi della compagnia, la Ever Unicorn e la Ever Lotus, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz senza incidenti

Media: “Gli Usa valutano di spostare alcune basi dal Golfo, anche in Israele”

Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di spostare alcune basi militari dai Paesi del Golfo verso ovest, incluso in Israele, per ridurre la loro esposizione ai missili e ai droni iraniani. Lo riferisce il Wall Street Journal spiegando che la decisione arriva dopo gli ingenti danni causati da Teheran alla base navale in Bahrain, che il quotidiano ha rilevato attraverso immagini satellitari e provenienti dai social media. Gran parte di questi danni non è stata riconosciuta dal Pentagono. Gli Stati Uniti, sempre secondo il Wall Street Journal, potrebbero anche ridurre la propria presenza in Kuwait e Arabia Saudita

Media: “Due aerei israeliani colpiscono Nabatiye”

Due raid aerei israeliani hanno colpito questa mattina i dintorni di Nabatiye, principale cittadina nell'entroterra del sud del Libano, segnando le prime incursioni condotte da caccia israeliani dall'entrata in vigore del cessate il fuoco sabato scorso.
Secondo fonti locali citati dall'agenzia nazionale libanse (Nna), gli attacchi sono avvenuti mentre nella città erano in corso processioni per le commemorazioni dell'Ashura, principale ricorrenza nel calendario religioso sciita. Nella notte, poco dopo la mezzanotte, altri due raid di caccia israeliani avevano preso di mira Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil

L'Iran contesta la dichiarazione congiunta Usa-Paesi del Golfo: “Provocazioni”

Il ministero degli Esteri iraniano ha criticato, definendola "invadente, irresponsabile e provocatoria", una dichiarazione congiunta da parte degli Stati Uniti e del Consiglio per la cooperazione del Golfo dove vengono menzionate "minacce dell'Iran" tra cui "missili balistici", "droni" e il sostegno di Teheran ai sui "proxies nella regione". Secondo quanto riferisce Mehr, il ministero degli Esteri iraniano ha respinto l'affermazione di Washington riguardo a un "impegno costante per la sicurezza degli Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo", definendola "nient'altro che retorica e distorsione della realtà", sostenendo che la presenza militare statunitense in Medio Oriente è diventata invece "un peso per le popolazioni della regione e una fonte di insicurezza e divisione". Nel comunicato, il ministero degli Esteri ha anche invitato i Paesi membri del Consiglio per la cooperazione del Golfo a riconsiderare il proprio approccio riguardo alla sicurezza alla luce del recente conflitto, ribandendo che "la sicurezza collettiva può essere raggiunta solo attraverso la cooperazione tra gli Stati della regione e senza interferenze straniere"

Aoun loda l’iniziativa post-Unifil di Italia e Francia

Il presidente libanese Joseph Aoun ha accolto con favore gli sforzi di Francia e Italia per la creazione di una coalizione multinazionale che succeda alle forze Unifil, una volta terminato il mandato a fine anno. L'iniziativa, annunciata ieri dal presidente francese Emmanuel Macron e dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è "una sincera espressione dell'impegno internazionale a sostegno della sovranità e della stabilità del Libano", ha commentato il capo dello Stato

Ue: “Riprendono i flussi di petrolio ma ci vorrà tempo”

Il Gruppo di coordinamento sul petrolio della Commissione europea, riunitosi ieri, ha preso atto delle segnalazioni secondo cui i flussi commerciali stanno lentamente iniziando a riprendersi in seguito al memorandum d'intesa firmato la scorsa settimana tra gli Stati Uniti e l'Iran. Tuttavia, il gruppo ha anche osservato che ci vorrà del tempo prima che le forniture provenienti dalla regione raggiungano l'Europa. Il gruppo ha riunito ieri l'esecutivo europeo con i Paesi Ue per discutere la situazione della sicurezza dell'approvvigionamento petrolifero nell'Ue alla luce delle recenti notizie sui negoziati in corso in Medio Oriente. "Nel complesso, il mercato dei prodotti petroliferi ha dimostrato profondità e resilienza, con l'azione collettiva dell'Iea che ha contribuito a fornire un'ulteriore fonte di approvvigionamento per l'Ue", si legge in una nota. "Il mercato del carburante per aviazione è riuscito a limitare l'impatto della chiusura dello Stretto di Hormuz sostituendo in parte i volumi mancanti dal Medio Oriente con importazioni provenienti da altre fonti e con un aumento della produzione di carburante per aviazione nell'Ue". Per quanto riguarda il petrolio greggio, il gruppo ha rilevato che la situazione è al momento stabile, in gran parte grazie all'utilizzo delle scorte globali negli ultimi mesi

L’Iraq valuta l’uscita dall’Opec

Le autorità irachene stanno valutando la possibilità che il Paese si ritiri dall'Opec qualora il gruppo respingesse la proposta di Bagdad di aumentare la propria quota di produzione petrolifera. Lo riporta dall'agenzia Shafaq News, che cita fonti interne al governo iracheno. La notizia è stata ripresa anche dall'agenzia di stampa Tass. L'idea di ritirarsi dall'Opec rientra in un piano più ampio dell'Iraq volto a incrementare le esportazioni di petrolio e a compensare le perdite subite a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto riferito dalle fonti. Il governo iracheno sta valutando le potenziali conseguenze del superamento del limite di produzione petrolifera fissato dall'Opec, hanno osservato le fonti. "Qualsiasi decisione di aumentare la produzione petrolifera o di ritirarsi dall'Opec" sarà, con ogni probabilità, presa dopo la visita prevista del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi a Washington a metà luglio, secondo le fonti. L'Iraq è il secondo produttore di petrolio dell'Opec. Le vendite di petrolio rappresentano circa il 90% delle entrate dello Stato. Baghdad esporta la maggior parte di questa risorsa energetica via mare, con circa il 95% che transita attraverso lo Stretto di Hormuz, che è stato chiuso durante la guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran.

Trump: “Lo Stretto di Hormuz rimane aperto”

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimane aperto e ha poi sostenuto che Washington sta negoziando con l'Iran da una posizione di forza. "Li abbiamo messi fuori combattimento e ora stiamo negoziando da una posizione di pura forza", ha detto il tycoon durante un incontro con gli agricoltori nel Rose Garden della Casa Bianca, secondo quanto riporta Fox News. Teheran "vuole davvero fare un accordo con noi", ha proseguito insistendo sul fatto che all'Iran non sarà permesso di avere un'arma nucleare.

Aiea: “Dopo la guerra necessaria verifica molto rigorosa su nucleare”

Il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) Rafael Grossi ha dichiarato durante una conferenza stampa in Giappone che dopo la guerra in Iran sarà necessario un sistema di verifica "estremamente rigoroso" per garantire che il paese non sviluppi armi nucleari. "Credo che l'obiettivo dell'accordo tra Usa ed Iran sia quello di garantire che in Iran non ci sarà alcun sviluppo di armi nucleari - ha aggiunto -. Il governo iraniano ha affermato che questa non è la sua intenzione, ma ovviamente le intenzioni non bastano".

Libano: colloqui con Israele a Washington continuano anche oggi

I colloqui tra Israele e Libano, mediati dagli Stati Uniti e che avrebbero dovuto concludersi giovedì, proseguiranno per un altro giorno. Lo ha dichiarato il Dipartimento di Stato americano, precisando che questo quinto ciclo di discussioni, iniziato questa settimana, riprenderà venerdì mattina. "I colloqui tra Israele e Libano proseguono mentre noi continuiamo a fungere da mediatori", ha affermato il Dipartimento in un comunicato. Questi colloqui si svolgono nel contesto di una fragile tregua tra Israele e Hezbollah, una conseguenza della guerra in Medio Oriente che Stati Uniti e Iran stanno cercando di portare a una conclusione definitiva attraverso i negoziati.

Trump agli agricoltori Usa: “Un nuovo mercato è in arrivo, l'Iran”

"Abbiamo un nuovo mercato in arrivo: l'Iran!". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervenendo a un cena per gli agricoltori Usa nel Giardino delle rose della Casa Bianca. Il riferimento di Trump è al fatto che i fondi che saranno scongelati per Teheran potranno essere usati solo per acquistare prodotti americani: in particolare per l'acquisto di mais, grano, soia e altri prodotti.

Onu: “Sospeso il piano di evacuazione di Hormuz dopo l’attacco nel golfo di Oman”

Il piano per l'evacuazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è stato temporaneamente sospeso dopo l'attacco avvenuto oggi nel Golfo dell'Oman contro un'imbarcazione che aveva appena attraversato il corridoio marittimo. Lo ha annunciato l'Organizzazione marittima internazionale (Omi). In una nota, il segretario generale dell'agenzia Onu, Arsenio Dominguez, ha spiegato di aver deciso di interrompere temporaneamente l'attuazione del piano "per verificare che siano ancora garantite le necessarie condizioni di sicurezza, sia per le navi inserite nel programma di evacuazione sia per tutte le imbarcazioni che operano nella regione"

Wsj: “Teheran punta a generare miliardi di dollari dalle tariffe di Hormuz”

L'Iran sta valutando un sistema per generare miliardi di dollari imponendo tariffe alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti iraniane, secondo cui il piano prevede la riscossione di pagamenti per servizi di sicurezza, protezione e tutela ambientale lungo uno dei principali check-point energetici mondiali, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio globale. Teheran stima che il meccanismo potrebbe produrre fino a 40 miliardi di dollari l'anno e punta a coinvolgere anche i Paesi del Golfo nella gestione e nella distribuzione dei proventi. La proposta, tuttavia, incontrerebbe la ferma opposizione di Stati Uniti, Oman e altri Paesi della regione, che ribadiscono come le rotte marittime internazionali debbano restare libere da pedaggi o tasse di transito.

Meloni: “Non abbiamo partecipato alla guerra in Iran, abbiamo rispettato gli impegni”

In merito all'Iran "vale quello che ha già detto il ministro Crosetto. Noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran. Del resto, se avessimo partecipato non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso". Così la premier, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron, ad Antibes, in Francia. "Noi abbiamo rispettato i nostri impegni, chiaramente, cedendo le basi per attività che non erano cinetiche, ma che erano di natura logistica e tecnica - ha spiegato - quando si sono prospettate delle richieste che esulavano da quel perimetro, noi non abbiamo concesso l'utilizzo, l'autorizzazione, Quindi il Governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento"

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