Gli Usa sono tornati ad attaccare a mezzogiorno di oggi (ora italiana), dopo la quarta notte consecutiva di attacchi Usa nell’area di Hormuz. Si segnalano diverse esplosioni a Bampur e Chabahar, nel sud dell’Iran, ed è stata colpita anche la città di Bandar Abbas. Sono state attivate le difese aeree attorno alla centrale nucleare di Bushehr. A Teheran spunta un nuovo murales che ritrae Trump all’interno di una bara. Il tycoon minaccia: “Continueremo finché non dirò basta. Senza accordo raid su centrali e ponti”. Il Kuwait inoltre denuncia che Teheran avrebbe colpito una nave militare, ferendo quattro membri dell’equipaggio.
Gli Usa impongono nuove sanzioni contro l'Iran
Gli Stati Uniti imposto sanzioni a quattro individui e tre entità che sostengono l'acquisizione di armi per conto del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran. Lo annuncia il dipartimento di Stato in una nota.
"Nonostante gli sforzi in buona fede degli Stati Uniti per attuare il memorandum d'intesa l'Iran ha continuato a minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, anche attraverso attacchi a navi commerciali. Queste sanzioni ostacoleranno le attività di approvvigionamento all'estero e le reti finanziarie che sostengono le capacità belliche dei pasdaran", si legge nella nota.
Trump: “Stiamo costruendo il Golden Dome”
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha celebrato la costruzione dello scudo missilistico nazionale. "Stiamo costruendo un Golden Dome sopra il nostro Paese, e sarà un sistema estremamente efficace. Poche settimane fa i nostri adorabili amici dell'Iran hanno lanciato 111 missili. Erano diretti contro l'Us Abraham Lincoln, che tra l'altro è una splendida portaerei. Tutti e 111 sono stati abbattuti e fatti cadere in mare con facilità. Pensate un pò", ha detto il Presidente, tra gli applausi della platea che partecipa al summit sull'industria militare in Pennsylvania. A marzo Trump aveva dichiarato che l'Iran non aveva più missili.
Trump: “Iran sarà sconfitto molto presto”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un avvertimento a Teheran. "Sconfiggeremo presto l'Iran, sarà sconfitto molto presto", ha detto durante il suo intervento a un summit sull'industria bellica in Pennsylvania.
Iran: esplosioni a Bandar Abbas
Secondo l'agenzia di stampa iraniana Mehr, si sono verificate delle esplosioni a Bandar Abbas, con missili statunitensi che avrebbero colpito una località vicino alla città.
Usa, lanciata una nuova ondata di attacchi contro l'Iran
Il Centcom ha annunciato una nuova di attacchi contro l'Iran alle 15 ora americana, le 21 in Italia. I raid "hanno preso di mira le capacità militari iraniane utilizzate per minacciare le imbarcazioni che transitano liberamente attraverso lo Stretto di Hormuz, una via navigabile internazionale vitale per il commercio globale", si legge in un post del Comando centrale su X.
Iran: colpita la città di Chabahar
Secondo l'agenzia di stampa iraniana Mehr, a Chabahar si sono verificate tre esplosioni. I media iraniani avevano precedentemente riferito che missili statunitensi avevano colpito una torre di avvistamento navale nella città iraniana di Chabahar.
Trump: “Non mi piace dare scadenze ma l'Iran sa che deve comportarsi bene”
Donald Trump ha detto di non avere una "deadline", una scadenza, per l'Iran. "Non mi piace darle, ma loro lo sanno. Sanno che devono comportarsi bene", ha detto il presidente al suo arrivo in Pennsylvania.
Ghalibaf: “Senza benefici inutile aderire a memorandum”
"Se l'Iran non ottiene benefici dal memorandum d'intesa, non abbiamo alcun motivo per aderirvi". Lo afferma il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf.
Ghalibaf: “Mai voluto guerra ma pronti fino alla morte”
"Non abbiamo mai accolto la guerra e non lo faremo mai, ma dobbiamo essere pronti per la battaglia e resistere fino alla morte". Lo afferma il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf.
Ghalibaf: “Con Usa affrontiamo una guerra esistenziale”
"Stiamo affrontando una guerra esistenziale con l'America che mira a rovesciare il nostro regime e dividere il nostro paese". Lo afferma il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf.
Usa smentiscono di aver colpito un magazzino di grano in Iran
Gli Stati Uniti negano di aver colpito un magazzino di grano in Iran. Il Us Central Command afferma che gli attacchi del 14 luglio hanno mirato a target militari a Bandar Abbas, Khormuj, Ahvaz, Qeshm, Tunb, Bushehr, Kuh-e Stak per "degradare le capcità dell'Iran di attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz". "I media iraniani affermano che le forze americana hanno colpito un magazzino di grano a Hoveyzeh il 14 luglio. E' falso", afferma il Us Central Command.
Pasdaran, distrutti in Giordania hangar per caccia Usa
I Pasdaran hanno reso noto che le forze aeree iraniane hanno distrutto nella base aerea statunitense di Al Azraq, in Giordania, gli hangar che ospitavano i caccia Usa F-15, F-16 e F-35. Distrutti anche diversi droni.
Media, dopo attacchi Usa l'Iran rinvia l'esame di maturità in sei province
Il ministero dell'Istruzione iraniano ha rinviato gli esami per gli studenti di sei province a seguito dei rinnovati attacchi statunitensi. Il ministero ha dichiarato che gli esami finali per tutti gli indirizzi di studio dell'ultimo anno dell'istruzione superiore sono stati posticipati. Gli esami erano previsti per domani e sabato. Lo scrive Al Jazeera. In precedenza, il ministero aveva annunciato di aver trasferito i centri d'esame situati vicino a siti sensibili o militari in luoghi più sicuri.
Trump: “Al-Sharaa si occuperà di Hezbollah, lo farà in modo più preciso”
"Al-Sharaa entrerà in Libano e si occuperà di Hezbollah. Lo farà in modo diverso, non abbatterà edifici, detesto vedere edifici distrutti". "Sarebbe più preciso" degli israeliani e "sto pensando" di dargli il via libera. Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista a Fox News, facendo riferimento al leader siriano Ahmad Al-Sharaa.
Media, gli Usa colpiscono isola nello stretto di Hormuz
Udite due esplosioni al centro dell'isola iraniana di Hengam, situata nello Stretto di Hormuz vicino alla più grande isola di Qeshm. Secondo l'agenzia Mehr, si tratterebbe di "proiettili americani". Le autorità affermano che, al termine della valutazione preliminare, verrà pubblicato un rapporto integrativo.
Teheran: “Nessun negoziato al momento, siamo concentrati sulla difesa”
L'Iran non ha al momento alcun piano per riprendere i negoziati con gli Usa e resta concentrato sulla propria difesa. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo quanto riportato dai media di Teheran, sottolineando che le forze armate della Repubblica islamica hanno dimostrato che "qualsiasi aggressione contro il territorio iraniano sarà sicuramente seguita da una risposta reciproca". "Non abbiamo piani per negoziati al momento e siamo concentrati sulla difesa", ha affermato il portavoce, aggiungendo che il memorandum d'intesa raggiunto con gli Stati Uniti è "un insieme di obblighi reciproci". "Se l'altra parte viola i suoi obblighi, anche noi ci asteniamo dal rispettare i nostri. Questo è un principio e la stessa linea sarà seguita in futuro", ha aggiunto.
Trump: “Sulla strage della scuola Minab non avremo mai certezze, potrebbe essere IA”
Il presidente americano Donald Trump ha affermato che "nessuno potrà mai sapere con certezza" cosa sia accaduto alla scuola elementare femminile Shajareh Tayyiba di Minab, dove, secondo Teheran e diversi media statunitensi, un raid americano avrebbe provocato la morte di 168 bambine. Intervistato da Fox News e incalzato sul ritrovamento di frammenti di missili da crociera Tomahawk statunitensi sul luogo dell'attacco, Trump non ha escluso del tutto un errore dell'intelligence, ma ha anche messo in dubbio l'autenticità delle prove finora emerse. "È possibile ci sia stato un errore, ma è anche possibile che quelle immagini siano state generate dall'intelligenza artificiale. Non credo che si arriverà mai a un rapporto conclusivo", ha dichiarato il presidente.
Trump: “Hormuz è aperto per chi vuole attraversarlo, ma non per l’Iran”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato gli oleodotti in Texas e Alaska come possibile alternativa allo Stretto di Hormuz, sostenendo che il corridoio marittimo è "aperto per chi vuole attraversarlo", pur ribadendo che resta chiuso all'Iran. In un'intervista a Fox News, Trump è stato interrogato sul forte calo del traffico navale nello stretto. Secondo dati sul monitoraggio delle navi, lunedì sono transitati soltanto dieci mercantili, meno del 10% del volume abituale, dopo l'escalation militare tra Stati Uniti e Iran. "È aperto se la gente vuole attraversarlo. Non lo stiamo aprendo per l'Iran. È chiuso per l'Iran sia in entrata sia in uscita. Ma adesso è aperto", ha dichiarato il presidente. Trump ha quindi sostenuto che i nuovi investimenti nelle infrastrutture energetiche statunitensi potrebbero ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz. "Negli ultimi mesi sono successe molte cose. Si stanno costruendo oleodotti. Stiamo sviluppando ottime alternative, anche in Texas e in Alaska", ha affermato.
Centcom, da ritorno embargo deviate 2 navi commerciali
"Da quando è stato riavviato il blocco navale contro i porti iraniani 17 ore fa, le forze statunitensi hanno deviato 2 navi commerciali che tentavano di forzare il blocco", lo scrive Centcom su X precisando "l'esercito statunitense rimane vigile e pronto a garantire la piena conformità".
Ministero della Salute Iran: “Oltre 260 feriti nell'ultima ondata di attacchi Usa”
Il capo del Centro per le pubbliche relazioni e l'informazione del Ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha dichiarato su X che oltre 260 persone sono rimaste ferite nell'ultima ondata di attacchi americani contro il Paese: "Nella nuova ondata di incitamento alla guerra contro il nostro Paese, l'Iran, finora sono rimaste ferite più di 260 persone, tra cui 3 donne e 6 minori di 18 anni. Purtroppo, 2 delle vittime sono donne, 222 dei feriti sono stati curati e dimessi"
Media, Araghchi in viaggio verso Doha, porta condoglianze per la morte dell'emiro
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è partito questo pomeriggio per Doha "per incontrare funzionari qatarioti ed esprimere le proprie condoglianze per la scomparsa dell'ex emiro del Paese", secondo quanto riferito in una nota pubblicata sul suo canale Telegram. Lo riporta Al Jazeera.
Media Israele, incontro Trump-Netanyahu lunedì
Dovrebbe tenersi lunedì prossimo l'incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ed il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo hanno indicato fonti israeliane citate da Ynet. Netanyahu, secondo quanto riferito dal Jerusalem Post, volerà sabato negli Stati Uniti per partecipare anche ai funerali del senatore Lindsey Graham e resterà a Washington fino a martedì.
Trump in una bara, svelato un nuovo murale a Teheran
Un nuovo murale raffigurante Donald Trump in una bara è stato inaugurato a Teheran, in Piazza Enghelab, secondo le immagini pubblicate dai media iraniani. Lo riporta Iran International. Il murale ritrae il tycoon all'interno di una feretro avvolto nella bandiera americana, con la scritta "Uccideremo Trump". L'opera si inserisce in una serie di appelli alla vendetta da parte dei più intransigenti dopo l'uccisione dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei e si colloca nel contesto dell'escalation del confronto militare tra Iran e Stati Uniti.
Centcom, completato nuovo round di attacchi
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver "completato una serie di attacchi mattutini contro l'Iran alle 7:30 (le 13.30 in Italia, ndr) del 15 luglio". "Durante l'ondata di attacchi durata 90 minuti", le forze americane hanno "lanciato munizioni di precisione contro i sistemi di difesa costiera e i siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull'isola di Grande Tunb", si legge su X. "Gli attacchi hanno ulteriormente indebolito la capacità dell'Iran di attaccare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto il Comando Usa.
Iran: “Hormuz ancora chiuso, due navi fermate da colpi di avvertimento”
Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e, nelle ultime 24 ore, almeno due navi sono state fermate in seguito a colpi di avvertimento sparati dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Lo scrive Tasnim.
Teheran, nuovi attacchi Usa rafforzano la nostra volontà di ottenere giustizia
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei ha dichiarato che i nuovi attacchi statunitensi hanno ulteriormente rafforzato la determinazione dell'Iran a ottenere giustizia e a chiamare i responsabili a risponderne. Lo riporta Fars nel suo account in inglese su X.
In un post su X, Baghaei ha dichiarato che ieri gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro diverse aree dell'Iran, inclusa la provincia di Hormozgan, aggiungendo che la "lista di crimini di Washington contro l'Iran si allunga di giorno in giorno".
Usa, iniziata nuova ondata di raid in Iran
"Alle 6 del mattino (12 ora italiana) di oggi, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato a lanciare un'ondata di attacchi contro l'Iran. Gli attacchi sono progettati per degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz". Lo annuncia lo stesso comando centrale su X. I raid "sono progettati per degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz", spiega il Pentagono.
Pasdaran minacciano stop all’export energia di tutta la regione
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha minacciato di interrompere tutte le esportazioni di energia dal Medio Oriente a seguito della reintroduzione del blocco navale da parte degli Stati Uniti sui suoi porti." L'esportazione di petrolio e gas dalla regione sarà per tutti o per nessuno", si legge in una dichiarazione dei pasdaran riportata da Al Jazeera.
Egitto: “Attacchi nel Golfo e in Giordania sono una pericolosa escalation”
L'Egitto condanna gli attacchi perpetrati contro Kuwait, Bahrein e Giordania e ribadisce la sua piena solidarietà con questi Paesi, osservando che "questi costituiscono una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale di questi tre Paesi e una pericolosa escalation che non farà altro che acuire le tensioni nella regione e minacciarne la sicurezza e la stabilità". In una nota del ministero degli Esteri, Il Cairo afferma "il suo incrollabile sostegno a tutte le misure da essi adottate per preservare la propria sicurezza e stabilità e proteggere la propria sovranità e integrità territoriale." e ribadisce "il suo categorico rifiuto di qualsiasi azione che possa intensificare il conflitto o destabilizzare la sicurezza e la stabilità della regione" invitando "al rispetto del diritto internazionale e della sovranità degli Stati, condizioni essenziali per il mantenimento della pace e della sicurezza regionale".
Ayatollah Arafi: "Basta negoziati. È tempo di jihad"
Il memorandum di intesa con gli Stati Uniti non esiste più ed è tempo di passare alla 'guerra santa' e alla resistenza. A chiederlo è l'ayatollah Alireza Arafi, ultraconservatore e potente responsabile dei seminari religiosi sciiti. "Il presidente della Repubblica, gli altri membri del Consiglio Supremo, i comandanti e i responsabili della diplomazia del Paese devono considerare l'accordo definitivamente chiuso e intraprendere la via del jihad e della resistenza", ha dichiarato a quanto riporta la televisione Irib. "I dirigenti non devono continuare il percorso dei negoziati e di un accordo con i 'miscredenti' che 'non rispettano alcun patto', invocando come giustificazione i problemi economici, il timore dei costi della guerra o dei danni alle infrastrutture", ha insistito.
Bahrein, intercettati missili e droni di Teheran
Le difese aeree del Bahrein hanno intercettato e distrutto diversi missili e droni lanciati dall'Iran contro il Paese nelle prime ore di oggi. Lo ha reso noto la Forza di Difesa del Bahrein, precisando che i sistemi di difesa aerea hanno neutralizzato con successo tutte le minacce in arrivo. Le autorità militari hanno condannato in una nota gli attacchi iraniani contro i civili, assicurando che le forze armate restano al massimo livello di allerta. La popolazione è stata invitata a non avvicinarsi a eventuali oggetti o detriti sospetti riconducibili agli attacchi e a segnalarli immediatamente alle autorità. Le squadre del genio militare, ha aggiunto il comunicato, sono pronte a intervenire per mettere in sicurezza e rimuovere i resti degli ordigni
Le Guardie Rivoluzionarie esortano il popolo del Kuwait a espellere le forze Usa
Le Guardie Rivoluzionarie hanno esortato, in una dichiarazione, il popolo del Kuwait a espellere le forze statunitensi dal Paese.
"Ci aspettiamo che non perdiate alcuna occasione per distruggere le aggressive istituzioni degli Stati Uniti e liberare le terre islamiche dalle basi degli occupanti americani", si legge nella dichiarazione, secondo quanto riportato da Fars. "Non siete nostri nemici... e le nostre operazioni sono una risposta ai criminali americani, che hanno preso di mira il sud dell'Iran, tra cui un magazzino di grano nella città di Hoveizeh, nel Khuzestan, e una fabbrica di acqua minerale a Dehloran, nell'Ilam", prosegue la dichiarazione, aggiungendo: "In risposta, l'Iran ha attaccato e distrutto il centro di comunicazioni satellitari statunitense, il radar missilistico e di difesa aerea, il complesso di difesa aerea Patriot, la base militare statunitense in Kuwait e le rampe di lancio dei missili Himars".
Axios, Trump riunisce il Consiglio per la sicurezza nazionale nella Situation Room per attacchi devastanti all’Iran
Il presidente Usa Donald Trump ha riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale nella Situation Room della Casa Bianca per discutere una nuova offensiva su larga scala contro l'Iran, destinata ad andare oltre gli attuali attacchi nell'area dello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono ad Axios tre fonti informate sulla riunione, secondo cui l'obiettivo è infliggere danni tali da spingere Teheran a riaprire lo Stretto e ad accettare le richieste americane sul programma nucleare. Le stesse fonti riferiscono che all'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il presidente dei Capi di Stato Maggiore riuniti Dan Caine, il direttore della Cia John Ratcliffe e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. La riunione si sarebbe concentrata sui piani per "attacchi devastanti" contro obiettivi strategici in Iran, oltre alle operazioni già in corso contro sistemi di difesa aerea, radar, postazioni missilistiche antinave e siti di lancio di droni nell'area dello Stretto di Hormuz.
Teheran: “Oltre 30 civili morti in 4 giorni di attacchi Usa”
Gli attacchi statunitensi contro l'Iran, ripresi domenica scorsa, hanno provocato finora la morte di oltre 30 civili. Lo riferisce il portavoce del governo di Teheran, Fatemeh Mohajerani.
Media iraniani, nessuna vittima nei nuovi attacchi Usa su Bushehr
La città portuale sud-occidentale di Bushehr, sede dell'unica centrale nucleare iraniana, è stata colpita oggi da nuovi raid aerei Usa. Lo riporta l'agenzia di stampa statale Irna, precisando che non ci sono state vittime. "Il nemico americano ha attaccato oggi tre località a Bushehr", ha dichiarato all'agenzia il governatore della città, Mohammad Mozafari
Media Iran: “Oltre 30 civili uccisi nei recenti raid Usa nel sud del Paese”
Un portavoce del governo iraniano ha dichiarato oggi, in un post su X, che oltre 30 civili sono morti nei recenti attacchi Usa nel sud dell'Iran. "Più di 30 cittadini civili hanno perso la vita negli attacchi che hanno colpito le regioni meridionali del Paese negli ultimi giorni", ha affermato Fatemeh Mohajerani. Lo riporta Iran International
Media Iran: “Sette militari uccisi nei raid Usa su Bampur”
Sette militari sono stati uccisi nell'Iran sud-orientale in seguito agli attacchi statunitensi su Bampur. Lo riportano i media iraniani
Almeno due morti e oltre 260 feriti in ultimi attacchi Usa
Almeno due persone sono morte e oltre 260 sono rimaste ferite negli ultimi attacchi statunitensi contro l'Iran. Lo afferma, riporta Al Jazeera, Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano. Sono stati già dimessi 222 feriti, ha aggiunto il funzionario.
Ripreso blocco navale Usa
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato che le forze statunitensi hanno ripreso il blocco navale contro le navi in âÇïâÇïtransito da e verso i porti e le zone costiere iraniane martedì alle 16:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), le 22 in Italia. In un post su X, il Centcom ha affermato che oltre 20 navi da guerra della Marina statunitense e centinaia di aerei militari sono attualmente operativi in âÇïâÇïMedio Oriente. "Le forze americane restano vigili, letali e pronte", ha aggiunto il comando.
Ripreso blocco navale Usa
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato che le forze statunitensi hanno ripreso il blocco navale contro le navi in âÇïâÇïtransito da e verso i porti e le zone costiere iraniane martedì alle 16:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), le 22 in Italia. In un post su X, il Centcom ha affermato che oltre 20 navi da guerra della Marina statunitense e centinaia di aerei militari sono attualmente operativi in âÇïâÇïMedio Oriente. "Le forze americane restano vigili, letali e pronte", ha aggiunto il comando.
Giordania ha abbattuto 3 missili lanciati da Teheran
Le forze armate della Giordania hanno reso noto di aver abbattuto nella notte tre missili lanciati dall'Iran in risposta ai raid Usa. "Le difese aeree hanno intercettato e abbattuto tre missili balistici che erano entrati nel territorio giordano dall'Iran", ha riferito ua nota in cui si precisa che non ci sono stati danni, nè feriti.
“Preoccupazione di Israele per l’espansione turca in Siria”
L'emittente radiotelevisiva israeliana ha riferito che "all'interno delle forze di sicurezza israeliane serpeggia una crescente preoccupazione per quello che viene definito il consolidamento della presenza turca in Siria". La Kan ha citato una fonte della sicurezza secondo cui "l'incursione della Turchia in profondità nel territorio siriano è solo questione di tempo", e che la presenza turca in Siria rappresenta uno "sviluppo complesso" per Israele, sottolineando che "la Turchia ha molteplici interessi", e che "quando si tratta di un Paese che possiede armi strategiche e si trova ai nostri confini, questo è uno sviluppo che richiede monitoraggio e preparazione". Secondo quanto riportato da Kan, "l'apparato di difesa israeliano sta monitorando attentamente i cambiamenti in corso in Siria e, stando alle valutazioni di sicurezza, l'attenzione principale non è rivolta tanto agli eventi attuali, quanto piuttosto alla direzione che sta prendendo il nuovo Stato siriano". Kan cita fonti di sicurezza secondo le quali il presidente siriano Ahmed al-Sharaa comprende che "lanciare ulteriori attacchi contro le minoranze potrebbe provocare una forte reazione internazionale" e, pertanto, sta agendo "con maggiore cautela". Il rapporto cita anche una fonte della sicurezza secondo la quale al-Sharaa "sta ancora lavorando prima alla costruzione dell'esercito e poi dello Stato", aggiungendo che la grande domanda che si pongono all'interno dell'apparato di sicurezza israeliano è: "Che tipo di Stato verrà instaurato qui, al confine settentrionale di Israele?". Secondo il rapporto, Israele è preoccupato dalla possibilità che la Siria diventi "uno Stato islamico con un grande esercito e significative capacità militari", il che, secondo le valutazioni israeliane, "potrebbe rappresentare una minaccia per Israele in futuro". Il rapporto cita fonti interne ai servizi di sicurezza secondo le quali "la comunità internazionale è attualmente concentrata sulla questione dell'unificazione e della ricostruzione della Siria", ma "non presta sufficiente attenzione alla natura del regime e al suo atteggiamento nei confronti delle minoranze druse, cristiane, alawite e curde". Le fonti aggiungono che "la narrazione che viene proposta al mondo parla di un nuovo Stato unificato per tutti i suoi cittadini, ma la realtà è più complessa", secondo quanto riportato nel documento.
Tribunale turco chiede arresto Netanyahu per genocidio
Un tribunale turco ha emesso un mandato di arresto internazionale per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in relazione al sequestro della flottiglia umanitaria Sumud. Lo riporta Rbc-Ucraina, citando media turchi. Il tribunale penale di Istanbul ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e altri soggetti coinvolti nel caso. Tra le accuse figurano: crimini contro l'umanità, genocidio, privazione illegale della libertà, abuso, inflizione intenzionale di lesioni personali, rapina e dirottamento di veicoli.
Us Central Command: ripreso blocco navale, 20 imbarcazioni coinvolte
Dopo meno di un mese, è ripreso da ieri il blocco delle navi, delle coste e dei porti iraniani da parte delle forze Usa. Lo Us Central Command ha sottolineato che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano nella regione e "le forze americane restano vigili, letali e pronte". Il blocco navale annunciato lunedì ha di fatto messo fine al cessate il fuoco di 60 giorni che era stato negoziato da Teheran e Washington. Gli Usa avevano rimosso il blocco navale il 18 giugno, dopo quasi due mesi, in attuazione del memorandum d'intesa tra i due Paesi. Durante il precedente blocco navale gli Usa bloccarono nove navi che non avevano rispettato l'interdizione e aprirono il fuoco sulla MT Settebello, uccidendo tre marinai indiani. Le navi che attraversano il Golfo dell'Oman e si avvicinano allo Stretto di Hormuz devono contattare le navi Usa e le imbarcazioni sospettate di violare il blocco saranno fermate e ispezionate. "Il blocco non impedirà i transiti di navi neutrali attraverso lo Stretto da o per destinazioni non iraniane", ha assicurato il comando Usa.
Teheran: “Hormuz chiuso fino a termine raid Usa”
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché non cesseranno "gli atti di aggressione americani". In un comunicato letto alla tv iraniana, i Pasdaran hanno anche minacciato di bloccare altre rotte strategiche per le esportazioni di petrolio e gas che "servono gli Usa e i loro alleati". "Le esportazioni di petrolio e gas o saranno accessibili a tutti o non lo saranno per nessuno", ha concluso il comunicato alludendo al blocco navale imposto nuovamente dagli Usa.
Iran: "Attaccati obiettivi Usa in Bahrein, Kuwait e Giordania”
Le forze armate iraniane hanno rivendicato di aver sferrato nella notte attacchi contro obiettivi Usa in Bahrein, Giordania e Kuwait. In particolare, ha reso noto un comunicato trasmesso dalla tv di Stato, in Bahrein è finita nel mirino la Quinta Flotta Usa, in Giordania gli hangar usati dalle forze Usa e un'area in cui erano sistemati diversi F-18 nella base di Al-Azraq e in Kuwait un centro logistico usato dagli americani a Mina Abdullah.
Kuwait: le nostre difese aeree affrontano i droni iraniani
Il Kuwait annuncia che le difese aeree sono impegnate nel fronteggiare un attacco iraniano con droni.
Teheran contrattacca in Giordania, nel mirino obiettivi Usa
Per la quarta notte consecutiva gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi sull'Iran, poche ore dopo l'annuncio della reintroduzione di un blocco navale sui porti iraniani dopo quello tra aprile e giugno. I media locali hanno riferito di diverse esplosioni nella città portuale di Bandar Abbas e in alcune zone vicino a Sirik. Secondo l'agenzia Mehr c'è stato uno scambio di colpi nello Stretto di Hormuz, come ha fatto sapere il governatorato di Hormozgan. L'agenzia Irna ha riferito che il regime ha risposto attaccando asset e forze Usa nella base aerea di Al-Azraq, in Giordania, con i droni che avrebbero colpito l'area in cui erano stazionati caccia F-18, gli alloggi militari e un grande hangar.
Trump: “Senza accordo colpiremo centrali e ponti”
Il presidente americano, Donald Trump, ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se non sarà raggiunto un accordo in settimana con Teheran. “La prossima settimana si mette proprio male per loro perchè la prossima settimana tocca alle centrali elettriche", ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox News, "la prossima settimana tocca ai ponti. Abbatteremo tutte le loro centrali. Abbatteremo tutti i loro ponti, a meno che non si siedano a un tavolo a negoziare”.
Trump: “Funzionari Usa hanno parlato con Iran, non ha altra scelta che un accordo”
“I funzionari americani hanno parlato con l'Iran oggi: hanno detto a Teheran che farebbe meglio a raggiungere un accordo”. Lo afferma Trump nell'intervista a Fox, sottolineando che Teheran non ha altra scelta se non fare un accordo.
Trump insiste: “Lo Stretto è aperto, ma non per l'Iran”
Lo Stretto di Hormuz è aperto ma non per l'Iran. Lo ribadisce Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che lo Stretto è aperto se lo si vuole attraversare.
Trump: “Attacchi all'Iran continueranno finché non dirò basta”
Gli attacchi contro l'Iran "continueranno finché non dirò basta". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che "prima o poi" gli Stati Uniti colpiranno gli obiettivi del settore energetico. "L'energia la lascerò per ultima. La prossima settimana colpiremo le centrali elettriche e i ponti", ha messo in evidenza Trump.
Attaccata nave militare del Kuwait, quattro feriti
Le forze armate del Kuwait affermano che una delle loro navi è stata presa di mira da quelli che hanno definito attacchi iraniani, ferendo quattro militari. Il personale ferito ha ricevuto cure mediche e si trova in condizioni stabili, hanno dichiarato le Forze armate del Kuwait in un comunicato. Le Forze armate del Kuwait hanno a loro volta intercettato un missile balistico, cinque missili da crociera e 33 droni negli attacchi odierni, che hanno preso di mira diverse infrastrutture civili, provocando danni materiali a causa dei detriti.
Attivate difese aeree attorno alla centrale nucleare di Bushehr
L'agenzia di stampa iraniana Mehr afferma che le difese aeree intorno alla centrale nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran, sono state attivate.
Media, esplosioni a Bampur e Chabahar. Colpita anche Bandar Abbas
L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce di diverse esplosioni a Bampur e Chabahar, nel sud dell'Iran, scrive al Jazeera, affermando che l'esatta ubicazione delle esplosioni non è stata immediatamente accertata.
Mentre l'agenzia di stampa Mehr, afferma sempre al Jazeera, cita funzionari del governatorato di Hormozgan, secondo i quali non si sono registrate vittime civili né danni a edifici residenziali e commerciali a seguito dei recenti attacchi statunitensi, che hanno colpito anche la città di Bandar Abbas.