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I mediatori a Usa e Iran: tregua. Ma gli Houthi minacciano Suez

(reuters)

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Pressing per rilanciare il negoziato. Intanto i ribelli yemeniti contro i sauditi: potrebbero bloccare anche il Mar Rosso
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NEW YORK – Escalation militare e diplomazia restano appesi a un filo, in entrambi i casi pronto a spezzarsi, fra Usa e Iran. I ribelli Houthi minacciano di bloccare anche il Canale di Suez, oltre allo Stretto di Hormuz, mentre il Pentagono vendica i tre soldati americani uccisi negli ultimi giorni e rimanda nella regione gli aerei da guerra necessari a scatenare la seconda ondata di attacchi su larga scala. I mediatori però propongono una tregua di 10 giorni per evitare questa deriva verso lo scontro totale, e il segretario di Stato Marco Rubio lascia aperta la porta alla diplomazia, «purché sia reale».

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Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per il nono giorno consecutivo e la reazione potrebbe diventare ancora più dura, dopo l’uccisione del sottotenente James Feehan di 25 anni e la soldat…

NEW YORK – Escalation militare e diplomazia restano appesi a un filo, in entrambi i casi pronto a spezzarsi, fra Usa e Iran. I ribelli Houthi minacciano di bloccare anche il Canale di Suez, oltre allo Stretto di Hormuz, mentre il Pentagono vendica i tre soldati americani uccisi negli ultimi giorni e rimanda nella regione gli aerei da guerra necessari a scatenare la seconda ondata di attacchi su larga scala. I mediatori però propongono una tregua di 10 giorni per evitare questa deriva verso lo scontro totale, e il segretario di Stato Marco Rubio lascia aperta la porta alla diplomazia, «purché sia reale».

Usa, nuova ondata di attacchi contro l'Iran: i video dei raid diffusi dal Centcom

Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per il nono giorno consecutivo e la reazione potrebbe diventare ancora più dura, dopo l’uccisione del sottotenente James Feehan di 25 anni e la soldatessa Isabella Gonzales di 19, negli attacchi lanciati da Teheran in Giordania. «Ogni volta che l’Iran uccide un soldato americano - ha scritto Trump sul proprio social - pagherà per la sua morte molte volte. Ho trasmesso questa direttiva al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al capo degli Stati Maggiori Congiunti, Daniel Caine, e a tutti i leader dell’esercito».

Il Pentagono, secondo il New York Times, ha nascosto il ferimento di dozzine di militari, comunque molti più dei 427 ammessi finora, per evitare le ripercussioni sull’opinione pubblica di un conflitto più sanguinoso di quanto non abbia ammesso finora. Trump però ha tenuto riunioni nella Situation Room per analizzare gli obiettivi della possibile escalation, senza escludere operazioni di terra, mentre secondo la Cnn sta già rafforzando il dispositivo aereo. All’inizio della guerra erano stati schierati 94 aerei per il rifornimento in volo, poi scesi a 40, ma dalla scorsa settimana sono tornati ad aumentare, così come caccia e bombardieri F-16 e F-35, decollati verso il Medio Oriente da Germania e Gran Bretagna. Tra le ipotesi considerate ci sarebbero l’occupazione dell’isola di Kharg, principale centro iraniano per l’esportazione di petrolio, e il bombardamento degli impianti nucleari iraniani nascosti nella Pickaxe Mountain.

Ieri i ribelli Houthi dello Yemen hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, che dovrebbe paralizzare il traffico attraverso lo stretto di Bab al Mandab e quindi l’intero Mar Rosso. La ritorsione, secondo portavoce militare Yahya Sarea, rappresenta «un embargo marittimo contro il criminale nemico saudita, sulla base del principio dell’occhio per occhio». Il motivo scatenante, in una lunga disputa, sarebbe il bombardamento dell’aeroporto di Sana’a della settimana scorsa, ma non manca chi sospetta invece una manovra istigata dall’Iran per minacciare di allargare la guerra con gli Usa attraverso i suoi alleati regionali. Secondo uno studio dell’Atlantic Council, attraverso Suez passa il 9% del commercio globale di petrolio e l’8% del gas liquido, che sommato al 20% di Hormuz potrebbe scatenare una grave crisi energetica, convincendo Trump ad evitare i rischi di una nuova escalation, per gli effetti che avrebbero sulle elezioni midterm di novembre. Non a caso il prezzo del petrolio è tornato subito a salire e Wall Street a scendere, almeno l’indice Dow Jones.

Sullo sfondo però si continua a parlare di diplomazia. Oggi Trump riceve alla Casa Bianca il presidente libanese Joseph Aoun, con cui spera di chiudere un accordo per proteggere Israele e isolare l’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmail Baghaei ha detto che i mediatori hanno inviato una proposta per la de-escalation. Secondo la Reuters si tratterebbe di una tregua di 10 giorni per esplorare come rilanciare il memorandum of understanding firmato da Teheran e Washington. Il segretario di Stato Rubio ha detto che «la porta della diplomazia è sempre aperta, ma deve essere reale. Gli iraniani devono accettare un accordo che sono disposti a rispettare».

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