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Il Regno Unito ritira temporaneamente il personale dell'ambasciata dall'Iran
Il governo britannico ha annunciato di aver temporaneamente ritirato il personale della propria ambasciata dall'Iran "a causa della situazione di sicurezza" e di nuove informazioni sulle tensioni regionali. Lo riporta Sky News. Il sito web del governo ha affermato inoltre che l'ambasciata iraniana continuerà a operare da remoto. La decisione arriva mentre gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro l'Iran per 11 notti consecutive e dopo che Donald Trump ha minacciato di distruggere centrali elettriche o ponti nella capitale iraniana.
Centcom smentisce Teheran, non controlla Stretto Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che la rivendicazione iraniana di controllo dello strategico Stretto di Hormuz è falsa. "L'Iran non controlla lo Stretto di Hormuz. La via navigabile internazionale rimane aperta al transito, indipendentemente dalle minacce e dagli attacchi delle Guardie Rivoluzionarie", si legge in un post sui social media. Il Centcom ha aggiunto di aver facilitato il passaggio di oltre 900 navi commerciali attraverso lo stretto dall'inizio di maggio.
Media, Usa preparano attacchi con bombardieri pesanti
Gli Usa hanno informato Israele che nei prossimi giorni intendono intensificare gli attacchi aerei all'Iran con l'utilizzo, per la prima volta dall'inizio del conflitto, di bombardieri pesanti. Lo riferisce Kan News.
Trump: “Non abbiamo bisogno di Hormuz ma siamo lì perché l'Iran non abbia nucleare”
"Non abbiamo bisogno dello Stretto di Hormuz ma dobbiamo farlo perché non possiamo permettere all'Iran di avere il nucleare". Lo ha detto Donald Trump in Georgia, sottolineando che gli Stati Uniti stanno vincendo in Iran. Trump ha raccontato ai presenti di essere stato alla base di Dover per ricevere i caduti e di aver fatto volare una delle famiglie delle vittime sull'Air Force One. "Stavano venendo in Georgia", ha detto. La famiglia è presente all'evento che Trump sta tenendo a Marietta e il presidente le ha dedicato un forte e lungo applauso.
Iran: “Europa sia forza trainante della diplomazia, non semplice seguace aggressore”
"Le guerre non hanno portato alcun vantaggio strategico agli Stati Uniti, ma hanno messo in pericolo la pace e la sicurezza regionale e internazionale". Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, durante un incontro a Teheran con 25 ambasciatori e incaricati d'affari europei. Lo riporta Al-Jazeera. Gharibabadi ha affermato che alcuni Stati europei, tra cui la Spagna, hanno "adottato posizioni di principio" durante il conflitto. Tuttavia, ha descritto i Paesi europei che hanno permesso agli Stati Uniti di lanciare attacchi contro l'Iran dal loro territorio come anch'essi "aggressori" aggiungendo di aspettarsi che l'Europa "sia la forza trainante della diplomazia, non un semplice seguace del potere aggressore". In un post su X ha poi aggiunto: "Ho ricordato loro che nella guerra dei 40 giorni abbiamo inflitto una pesante sconfitta agli aggressori. Anche in questa nuova ondata di aggressione militare, difenderemo con fermezza la nostra patria e i nostri interessi nazionali".
Araghchi: “Nostra dottrina è chiara: occhio per occhio”
La dottrina di difesa iraniana "è chiara: occhio per occhio". E' il monito affidato a X dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. "Qualsiasi aggressione contro l'Iran, comprese le nostre infrastrutture, comporterà una risposta forte e decisa", ha avvertito Araghchi su X, "coloro che contribuiscono a tale aggressione, a prescindere dal tipo di supporto fornito, saranno considerati a loro volta obiettivi legittimi".
Centcom, 9 navi dirottate da ripristino blocco navale
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato di aver dirottato nove navi mercantili e di averne disabilitata dal ripristino, la scorsa settimana, del blocco navale contro l'Iran. Lo si legge in un comunicati su X. Trump ha reintrodotto il blocco, dopo la rottura del cessate il fuoco, nel tentativo di fare pressione su Teherab affinché torni ai negoziati alle sue condizioni. Si stima che il precedente embargo, in vigore da metà aprile a metà giugno, sia costato all'Iran miliardi di dollari in entrate petrolifere. Lo stesso presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, aveva ammesso in un'intervista che Teheran non era stata in grado di esportare un solo barile di petrolio durante il precedente blocco, nel corso del quale gli Usa affermando di aver dirottato oltre 140 navi e di averne disabilitate nove.
Axios: “Nuovo capo del Mossad è stato negli Usa per incontrare il direttore della Cia”
Il nuovo direttore del Mossad, Roman Gofman, si è recato a Washington due settimane fa per colloqui sulla guerra in Iran e sul programma nucleare iraniano. Lo scrive Axios citando due fonti ben informate, secondo le quali Gofman ha incontrato il direttore della Cia John Ratcliffe e funzionari della Casa Bianca. Gofman è uno dei più stretti consiglieri del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e questa è stata la prima visita di Gofman a Washington da quando ha assunto l'incarico a giugno. La visita del capo del Mossad è avvenuta poco prima che le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz si intensificassero e riprendessero i combattimenti. Uno degli scopi della visita di Gofman era quello di coordinarsi con la Casa Bianca sui negoziati con l'Iran per un accordo sul nucleare, ha affermato una fonte israeliana. All'interno della cerchia ristretta di Trump, Ratcliffe era una delle voci più scettiche riguardo al memorandum d'intesa con l'Iran. Prima della firma del memorandum d'intesa, aveva avvertito che l'Iran avrebbe interpretato l'accordo in modo diverso dagli Stati Uniti, comprese le disposizioni relative allo stretto.
Ghalibaf: “O guerra finisce o avvolgerà intera regione”
Il capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che, se la guerra tra Teheran e Washington non finirà, l'intera regione ne sarà avvolta. "In una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà. Se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro, e la sicurezza dello Stretto dipende dall'assenza di forze americane", ha dichiarato Ghalibaf su X.
Lo Stretto di Hormuz "non tornerà alle condizioni prebelliche", ha aggiunto il capo negoziatore iraniano. Ghalibaf ha sottolineato di recente che questa via d'acqua strategica è diventata la principale leva e il principale deterrente di Teheran nei negoziati con Washington. Prima dell'inizio della guerra, il 28 febbraio, circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale transitava attraverso lo Stretto.
Trump rende omaggio ai 4 militari Usa morti
Il presidente americano Donald Trump ha partecipato a una cerimonia presso la base aerea di Dover, nel Delaware, per rendere omaggio ai quattro militari Usa uccisi nei raid condotti dall'Iran e rientrati oggi negli Stati Uniti in bare avvolte nella bandiera. Trump, con indosso un abito blu e una cravatta rossa, si è messo sull'attenti vicino alla pista di volo e ha salutato mentre sette militari hanno trasportato solennemente ciascuna bara dall'aereo durante la cerimonia, nota come "trasferimento dignitoso".
Houthi intercettati mentre inviano avvertimenti a navi
I ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, sono stati intercettati mentre inviavano avvisi via radio alle navi dopo aver annunciato un blocco navale dell'Arabia Saudita. Lo ha riferito ad Afp la Camera di Commercio Internazionale (Cci). "Possiamo confermare che gli Houthi sono stati intercettati mentre trasmettevano un messaggio di avvertimento alle navi nella regione", ha dichiarato la Cci.
Iran: “Qualsiasi azzardo di Trump si concluderà con la sua disgrazia”
L'Iran colpirebbe le infrastrutture regionali, inclusi ponti e impianti energetici in cui gli Stati Uniti hanno interessi, se Washington dovesse colpire ponti o centrali elettriche iraniane. Lo riporta Al-Jazeera citando l'agenzia di stampa delle Guardie Rivoluzionarie Tasnim. "L'Iran ha una ferrea volontà di esercitare la sovranità sullo Stretto di Hormuz e non permetterà in alcun caso che torni a essere una minaccia per il nostro Paese", ha dichiarato una fonte militare. La fonte ha anche affermato che gli Stati Uniti "avrebbero dovuto convincersi pienamente" negli ultimi 10 giorni che "l'Iran colpisce dove vuole", aggiungendo che "qualsiasi potenziale azzardo da parte di Trump si concluderà ancora una volta con la sua disgrazia". Le dichiarazioni giungono in risposta alla minaccia del presidente statunitense Donald Trump di colpire un ponte o una centrale elettrica iraniana per ogni nave attaccata nello Stretto di Hormuz.
Trump: “Accogliere i corpi dei caduti è il compito più difficile”
Accogliere i corpi dei militari americani caduti "è uno dei compiti più difficili" del suo incarico. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mentre si recava alla base aerea di Dover per il trasferimento solenne delle salme dei soldati caduti nella guerra con l'Iran. "Onoriamo i nostri eroi, e sono davvero grandi eroi. In realtà, hanno detto, e tutti loro lo hanno detto con molta fermezza, che non possiamo permettere all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare", ha dichiarato ai giornalisti presso la base congiunta di Andrews. Lo riporta la Cnn.
Trump: “L’Iran pagherà a caro prezzo l’uccisione di soldati americani”
L'Iran "pagherà a caro prezzo" l'uccisione di soldati americani. Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trump, prima di salire a bordo dell'Air Force One per volare alla base aerea di Dover, nel Delaware, per accogliere le salme dei militari americani morti negli attacchi iraniani della scorsa settimana in Giordania e Iraq. Gli americani - ha aggiunto - non sono contrari alla guerra in sè, ma piuttosto all'impatto che essa ha sulle loro tasche per l'aumento dei prezzi del carburante.
Axios, verso incontro Trump-Netanyahu prossima settimana
La Casa Bianca e l'ufficio del primo ministro israeliano stanno tenendo discussioni su un potenziale incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington la prossima settimana. Lo ha riferito il giornalista Barak Ravid di Axios, citando due fonti, secondo le quali non è ancora stata fissata una data.
Tre pasdaran sono rimasti uccisi negli attacchi Usa
Un membro dei Basij (milizia affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) è stato ucciso sull'isola di Qeshm durante gli attacchi statunitensi di questa mattina. Nel frattempo, riferisce l'agenzia Fars, due membri delle forze terrestri delle Guardie della Rivoluzione sono rimasti uccisi oggi a Isfahan nel corso di un'operazione volta a individuare e distruggere munizioni ed esplosivi rimasti sul terreno dopo gli attacchi statunitensi. Gli Stati Uniti hanno colpito questa mattina diversi obiettivi in Iran, tra cui Abdanan e Chavar, nella provincia occidentale di Ilam.
Trump a Dover per ricevere le salme dei caduti in Iran: “Onoriamo i nostri eroi”
"Sono diretto alla base dell'aereonautica di Dover per onorare i nostri eroi". Lo ha scritto il presidente statunitense, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. Trump parteciperà al trasferimento solenne delle salme di quattro militari statunitensi uccisi in Medioriente. Le salme dei soldati saranno restituite alle loro famiglie presso la base aerea di Dover, nel Delaware. Sarà la terza cerimonia a cui Trump parteciperà dall'inizio del conflitto a febbraio.
Trump: “Per ogni attacco a Hormuz colpiremo un ponte o una centrale”
Gli Stati Uniti bombarderanno "un ponte o una centrale elettrica" in Iran per ogni nuovo attacco della Repubblica islamica contro una nave nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump in un messaggio pubblicato su Truth Social. "Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica islamica dell'Iran sparerà contro una nave nello Stretto di Hormuz, che sia con un missile, un razzo, un drone o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, comprese quelle situate vicino o all'interno della capitale Teheran", ha scritto Trump.
Giordania, intercettati 4 missili e 4 droni
L'esercito giordano ha fatto sapere di aver intercettato quattro missili lanciati dall'Iran, mentre altri due sono caduti in un'area aperta, senza causare vittime o danni materiali. Successivamente, le forze armate hanno aggiunto di aver abbattuto anche quattro droni iraniani.
Attacco Usa sull'isola di Larak nello Stretto di Hormuz
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito di un attacco statunitense contro l'isola di Larak, situata nello Stretto di Hormuz - epicentro delle tensioni tra Teheran e Washington, il cui scontro si è riacceso due settimane fa. "L'isola di Larak (nel sud) è stata colpita da un missile statunitense. Secondo i residenti locali, è stata udita una forte esplosione nei pressi dell'isola", ha riportato Tasnim, aggiungendo che le autorità stavano cercando di determinare "la portata dell'attacco" e "l'entità dei potenziali danni".
Iran: “Nessuna attività nucleare a Pickaxe Mountain”
Nessuna attività nucleare è in corso a Pickaxe Mountain, al centro delle minacce di Donald Trump, che anche ieri ha parlato di un possibile bombardamento del sito iraniano. Lo ha sottolineato in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, accusando Washington di utilizzare il sito di Kolang Kouh (il nome iraniano del Pickaxe Mountain) come "un pretesto per aggressione, distruzione e sabotaggio".
Secondo il portavoce, Washington avrebbe un'"ostilità radicata" nei confronti dello sviluppo tecnologico iraniano. "Le attività nucleari dell'Iran sono state totalmente dichiarate all'Aiea in conformità con gli obblighi di salvaguardia", ha aggiunto, accusando gli Stati Uniti di una "focalizzazione ossessiva" su Kolang Kouh.
Rubio: “L'Iran è il piantagrane nel Golfo”
Il Segretario di Stato ha dichiarato che gli Stati Uniti sono in contatto con funzionari sauditi in merito alla minaccia della milizia Houthi yemenita di attaccare navi mercantili nel cruciale canale di Bab al-Mandeb, nel Mar Rosso.
"Ci siamo confrontati con i sauditi diverse volte nell'ultima settimana riguardo a questa minaccia. Non si tratta di una minaccia nuova, ma si è già manifestata in passato" riporta Al Jazeera. "Il punto cruciale della questione è che l'Iran è coinvolto. Quando si parla di piantagrane nella regione, si parla dell'Iran", ha affermato Rubio. "È solo un altro esempio: gli Houthi, Hezbollah, le milizie in Iraq, Hamas... ecco su cosa l'Iran spende i suoi soldi, non per il suo popolo, per sostenere organizzazioni terroristiche e attori destabilizzanti nella regione".
Teheran: “Attacco ai nostri siti nucleari espanderà la guerra nella regione”
L'Iran attaccherà gli interessi degli Stati Uniti e Paesi alleati se Washington lancerà attacchi contro i suoi impianti nucleari. L'annuncia il Comando Centrale Khatam al-Anbiya e lo riporta Mehr.
Teheran considererebbe l'azione "un'estensione del conflitto". In caso di un simile attacco, tutti gli interessi statunitensi e dei sostenitori diventerebbero bersaglio di "una potente risposta da parte delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran. L'avvertimento giunge dopo che il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di attaccare infrastrutture nucleari come quella di Pickaxe Mountain
Rubio: “Trump preferisce accordo diplomatico con l’Iran, ma non rimarremo fermi di fronte ad attacchi”
"Il presidente preferisce sempre negoziare e raggiungere un accordo su queste cose, siamo preparati e disposti a farlo e noi lo abbiamo cercato di farlo ora da un anno e mezzo, ma non rimarremo fermi lasciando che facciano esplodere le navi o che gli americani siano attaccati". E' quanto ha detto Marco Rubio, rispondendo ai giornalisti a Manila, ribadendo quindi che Trump vorrebbe "raggiungere un accordo diplomatico" con l'Iran.
“Ci piacerebbe aver un accordo in cui dicono che non saranno più sponsor del terrorismo e non cercheranno più di ottenere l'arma nucleare o le cose di cui hai bisogno per l'arma nucleare", ha aggiunto il segretario di Stato americano, avvisando comunque che bisogna verificare "se questo sia possibile" e che c'è "scarsa fiducia" nel fatto che le richieste di Washington possano essere accettate da Teheran che ha violato, ha accusato Rubio, gli impegni presi con il memorandum di intesa che aveva portato al cessate il fuoco.
Rubio: “La capacità di colpire di Teheran? Prova che investono lì da 20 anni”
"Tutto quello che posso dire è che, si sa, ogni volta che ci si trova in una zona di combattimento c'è un pericolo intrinseco" Con queste parole , il segretario di Stato americano Marco Rubio ha risposto a una domande sul crescente numero di vittime americane nella guerra con l'Iran intervenendo al vertice Asean nelle Filippine. Interrogato sulla capacità di Teheran di colpire, Rubio ha aggiunto: "In fin dei conti, questo dimostra che è proprio in questo che l'Iran ha investito i suoi soldi negli ultimi 20 anni".
Missili iraniani su Aqaba (Giordania), quattro intercettati
L'esercito giordano ha intercettato quattro missili iraniani diretti verso il regno, mentre altri due missili sono caduti in zone remote e disabitate. Non ci sono state vittime né danni materiali a seguito dell'attacco. Lo scrive Al Jazeera che cita l'agenzia di stampa Petra. Diversi media avevano riportato che esplosioni erano state udite a Eilat, la città più meridionale di Israele, in seguito all'attacco missilistico balistico iraniano contro la vicina città giordana. Il Times of Israel mostra le immagini di colonne di fumo che si levano dalle montagne tra Eilat e Aqaba.
L'allarme, i missili e la corsa al rifugio: soldato Usa filma attacco iraniano a base in Giordania
In Iran i funerali delle vittime del raid sulla scuola di Minab
L'Iran ha celebrato oggi i funerali di alcune delle vittime recentemente identificate dell'attacco contro una scuola elementare nella città meridionale di Minab, nel quale morirono 168 persone – in maggioranza bambine – il primo giorno della guerra avviata da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Centinaia di persone hanno accompagnato il corteo funebre per le strade della città portando i ritratti delle vittime, secondo le immagini trasmesse dalla televisione di Stato iraniana. La cerimonia si è svolta dopo che le autorità sono riuscite a identificare, attraverso test del Dna, alcuni resti rimasti senza nome a causa delle condizioni in cui erano stati ritrovati i corpi dopo il bombardamento, avvenuto quasi cinque mesi fa.
Teheran ha più volte indicato l'attacco alla scuola come uno dei principali esempi di "crimine di guerra" attribuito a Stati Uniti e Israele. Secondo le conclusioni preliminari dell'inchiesta iraniana, la responsabilità del bombardamento sarebbe degli Stati Uniti. La Casa Bianca ha però confermato a metà luglio che il Pentagono sta ancora indagando sull'accaduto, dopo che il presidente Donald Trump aveva negato qualsiasi coinvolgimento americano nell'attacco.
Iran: impiccato manifestante accusato di collaborare con Israele e Usa
L'Iran ha eseguito la condanna a morte di Mehdi Khanaki, un manifestante che aveva partecipato alla rivolta di gennaio, accusandolo di attività armate a sostegno di Israele e degli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia di stampa giudiziaria Mizan, secondo cui Khanaki si era unito a un gruppo armato di opposizione non specificato nel 2023. Secondo Mizan, armi da fuoco, munizioni e ordigni esplosivi sono stati rinvenuti nella sua abitazione al momento del suo arresto a Karaj, avvenuto a febbraio.
EPA/ABIR SULTAN
Tajani: “Nuovo round di colloqui a Roma il 4 agosto tra Libano e Israele”
“Il 4 agosto ospiteremo una nuova sessione di dialogo" a Roma tra Libano e Israele. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all'8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. "Un importante risultato, frutto di una paziente azione di politica estera che costruisce ponti e non erige mai muri", ha aggiunto Tajani, "l'obiettivo finale è arrivare alla pace e al pieno controllo del territorio da parte delle Istituzioni libanesi". "La prima tornata di colloqui ha permesso di fare importanti passi in avanti nella definizione delle prime zone pilota, da cui partirà il ritiro delle Forze Armate israeliane e l'avvicendamento con le Forze Armate libanesi", ha sottolineato Tajani.
Tajani: “A novembre a Roma prima riunione del Gruppo amici del Golfo”
“A novembre intendo ospitare a Roma la prima riunione del 'Gruppo degli Amici del Golfo' con i Ministri del Commercio della regione. Una grande iniziativa che ho voluto lanciare proprio per rafforzare l'export delle nostre imprese, le relazioni commerciali e gli investimenti con quei Paesi". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all'8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. "Vogliamo promuovere relazioni commerciali sempre più ambiziose e accelerare i negoziati sugli accordi di partenariato strategico e di libero scambio, a partire da quello con gli Emirati Arabi Uniti”, ha aggiunto Tajani.
Il presidente libanese Aoun: “Il disarmo Hezbollah solo con ritiro Israele”
Il Libano può disarmare Hezbollah, ma l'esercito israeliano deve ritirarsi dal sud del Paese. Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun ai membri del Congresso statunitense e ai funzionari dell'amministrazione Trump intervenendo a una cena in suo onore durante la sua visita a Washington. Aoun ha affermato che il Libano non potrà essere sicuro o unito finchè non sarà "un unico Stato con un unico esercito che protegga tutti i libanesi".
"Le armi di Hezbollah possono essere disarmate se siamo onesti su ciò che è veramente necessario", continua, "vale a dire la rimozione dell'occupazione e il pieno controllo da parte dell'esercito", ha aggiunto.
Libano, l'esercito prende posizione nel sud dopo il ritiro delle truppe israeliane
Aoun, il primo presidente libanese invitato a Washington dal 2009, ha chiesto al presidente statunitense Donald Trump sostegno politico e continuativo per l'esercito libanese, che ha iniziato a dispiegarsi nelle aree meridionali, comprese le zone da cui le forze israeliane si stanno ritirando, in base a un accordo quadro con Israele sostenuto dagli Usa.
Rubio: “Controllo Teheran su Hormuz crea precedente molto pericoloso”
"Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato nazionale può decidere di controllare una via navigabile internazionale, imporre un pedaggio e, se non lo si paga, far saltare in aria le navi, avremo creato un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, riferendosi al controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran. Rubio ha parlato all'inizio di un incontro annuale nella capitale filippina, Manila, con i suoi omologhi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN). "Siamo al 100% dalla parte dell'Asean", ha aggiunto il segretario di Stato Usa che ha inoltre incontrato gli altri ministri del partenariato Quad, composto da quattro nazioni (Stati Uniti, Australia, India e Giappone) con i quali ha discusso delle priorità comuni in materia di tecnologia, assistenza umanitaria, risposta alle emergenze, nonché sicurezza marittima e transnazionale. Rubio ha aggiunto in un post sul social X che "il Quad rimane una priorità e ci riuniremo nuovamente nel corso di quest'anno".
Usa: media, ok Trump ad accordo con possibilità per Arabia di arricchire uranio
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato un accordo con l'Arabia Saudita che potrebbe potenzialmente fornire al regno la capacità di arricchire l'uranio per il proprio programma nucleare civile. Lo hanno riferito due persone informate sulla questione, secondo cui l'accordo dovrebbe essere reso pubblico già oggi. L'intesa dovrebbe avere una durata di 30 anni e dovrebbe coinvolgere anche aziende statunitensi nello sviluppo del programma. L'accordo potrebbe consentire la costruzione di un impianto di arricchimento dell'uranio in Arabia Saudita a seguito di uno studio congiunto tra Stati Uniti e Arabia Saudita. Tuttavia, secondo una delle fonti, non dovrebbe includere il Protocollo aggiuntivo dell'Aiea, che consentirebbe un maggiore monitoraggio, ispezioni e verifiche.
Rubio, “Ci hanno contattato. Usa pronti a diplomazia”
L'Iran ha contattato gli Stati Uniti che restano pronti a una soluzione diplomatica del conflitto, ma fin qui Teheran non ha mantenuto gli impegni. A sostenerlo è stato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel suo intervento alla riunione dell'Asean.
"L'Iran ha contattato gli Stati Uniti, sia direttamente sia indirettamente, per impegnarsi in colloqui sulla risoluzione delle differenze per quanto riguarda ciò che sta accadendo in quella parte del mondo", ha detto.
"Purtroppo, finora, anche se abbiamo raggiunto accordi, non hanno mantenuto gli impegni", ha proseguito, ma "gli Stati Uniti sono sempre impegnati nella diplomazia" e "se sono seri, siamo seri anche noi".
Iran: udite esplosioni a Busheher, sede centrale nucleare
Due esplosioni sono state udite a Buhsher, nel sud dell'Iran, sede di una centrale nucleare. Lo ha riferito l'agenzia Isna, citando il governatore locale.
Gli Stati Uniti hanno bombardato per oltre un'ora questa notte l'Iran, nell'undicesima ondata di attacchi
Usa, terminata l'ondata di attacchi, 'Hormuz resta aperto'
Gli Stati Uniti hanno terminato l'ultima ondata di attacchi contro l'Iran, durante la quale sono stati presi di mira depositi per i droni e infrastrutture logistiche militari. Lo afferma il Us Centcom. "Nonostante l'aggressione iraniana, lo Stretto di Hormuz resta aperto per il transito di imbarcazioni comemrciali. Dagli inizi di maggio, le forze americane hanno aiutato a facilitare il transito di circa 900 navi commerciali e 450 milioni di barili di petrolio", mette in evidenza il Centro di Comando
Iran: Centcom, colpiti siti marittimi e depositi droni
Nell'undicesima notte di attacchi sull'Iran, gli Stati Uniti hanno colpito obbiettivi militari per impedire a Teheran di intralciare la navigazione da Hormuz. Lo ha riferito il Comando centrale americano (Centcom) su X. "Le forze del Centcom hanno colpito centri operativi militari iraniani, capacita' marittime, hangar per aeromobili, depositi di droni e infrastrutture logistiche militari, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente la capacita' dell'Iran di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz", si legge nel post
Iran: Teheran, basi Usa in Bahrein e Kuwait ormai fuori uso
Le basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait sono state messe ormai fuori uso. Ad assicurarlo e' stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, in un post su X. Le basi "sono state completamente rimosse dal ciclo operativo. La partita e' ancora in corso", ha scritto
Iran: media, diverse esplosioni a Chabahar
Diverse esplosioni sono state udite nella citta' di Chabahar, nella provincia iraniana sudorientale del Sistan e Belucistan, sulla costa del Golfo di Oman. Lo ha riferito l'emittente iranian Press Tv.
Chabahar e' il principale porto dell'Iran con accesso diretto al Mar arabico e dunque all'oceano Indiano
Usa, lanciati nuovi attacchi contro target militari in Iran
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran per l'undicesima notte consecutiva. Lo annuncia il Us Central Command sottolineando che i raid puntano a "degradare le capacità dell'Iran di minacciare le imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz"
Hegseth: “È urgente approvare i fondi al Pentagono per 67 miliardi”
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha rimarcato "l'urgenza" della necessità di fornire al Pentagono un pacchetto di finanziamenti supplementari da 67 miliardi di dollari, nel mezzo di una guerra all'Iran dai contorni ancora incerti. Hegseth, in un'audizione al Congresso Usa, ha richiesto 1,5 miliardi per far fronte alle carenze di carburante critiche per le missioni e 2 miliardi per sostituire equipaggiamenti perduti o danneggiati in combattimento.
Trump: “L’Iran vuole disperatamente un incontro ma non sono pronti. Colpiremo qualunque sito nucleare”
"L'Iran vuole disperatamente un incontro. Ma finché non saranno pronti a incontrarsi in modo significativo, noi non ne abbiamo alcun interesse". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca con il presidente del Libano. "Non possono avere un'arma nucleare. Ci vorrebbero anni per produrla, e noi attaccheremmo senza dubbio. Qualsiasi sito in cui stiano anche solo pensando al nucleare, lo colpiremo con estrema forza" ha aggiunto. "Nessuno sa, tranne gli iraniani, il danno che abbiamo inflitto loro. Abbiamo inflitto danni da cui impiegheranno 20, 25 anni a riprendersi. Quindi, se ce ne andassimo domani, avremmo ottenuto un grande successo, ma non ce ne andremo domani".
Houthi: “Fatto invertire la rotta a sei navi nel Mar Rosso”
I ribelli Houthi dello Yemen hanno affermato di avere costretto alcune navi a invertire la rotta nel Mar Rosso. A riportarlo è l'agenzia di stampa Saba, gestita dai ribelli. Lunedì hanno avvertito le compagnie di spedizioni internazionali di evitare il transito nello Stretto di Bab el-Mandeb, la porta d'accesso al Mar Rosso all'estremità meridionale della Penisola Arabica. Lo hanno riferito ad Associated Press tre funzionari Houthi.