Guerra in Iran, le news. Trump: “Colloqui molto approfonditi, ma se falliscono azione decisa”

Guerra in Iran, le news. Trump: “Colloqui molto approfonditi, ma se falliscono azione decisa”
Gli Stati Uniti sarebbero a corto di missili Patriot, il presidente nega: "Abbiamo più munizioni di chiunque altro". Domani Netanyahu alla Casa Bianca. Houthi: “Colpite infrastrutture saudite”, in fiamme sito petrolifero
1 minuti di lettura

Nuovi spiragli per le trattative Usa-Iran sul Golfo Persico. Gli Stati Uniti sarebbero a corto di missili Patriot e per questo Trump avrebbe deciso di fermare l'escalation e anche Teheran ha sospeso le rappresaglie. Al Wsj assicura: “Abbiamo più munizioni di chiunque altro”. Domani Netanyahu alla Casa Bianca. In settimana a Londra si riunisce la coalizione dei Volenterosi per sbloccare Hormuz. Sale la tensione in Cisgiordania, i coloni bruciano due moschee.

Trump: “Metteremo fine alla minaccia nucleare dell'Iran”

"Metteremo fine alla minaccia nucleare dell'Iran molto rapidamente". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che la sua amministrazione sta rendendo gli Stati Uniti più sicuri perché "non consentirà a dei pazzi di avere l'arma nucleare".

Israele rilascia 60 detenuti a Gaza: “Non sono terroristi”

Israele ha rilasciato 60 detenuti a Gaza in un'operazione facilitata dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr). I detenuti sono stati rilasciati attraverso il valico di Karem Abu Salem fino a Khan Younis, dove sono stati trasferiti al Complesso Medico Nasser, ha dichiarato il Cicr. Lo scrive Al-Jazeera. L'esercito israeliano ha affermato che i rilasciati non sono considerati "terroristi". La Croce Rossa ha fatto notare di aver facilitato il trasferimento di oltre 2.500 detenuti in questo modo dal 2023. Ha inoltre affermato di non essere in grado di accedere a coloro che sono ancora detenuti nelle strutture israeliane dall'ottobre 2023.

Trump: “Potremmo doverci occupare degli Houthi”

Gli Stati Uniti al momento "non si stanno occupando degli Houthi" ma "se sono un problema, potremmo dovercene occupare". Lo ha dichiarato ai cronisti sull'Air Force One il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Trump: “Abbiamo armi e munizioni, Hegseth sta facendo un ottimo lavoro”

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha fatto un grande lavoro. Lo ha detto Donald Trump a bordo dell'Air Force One, sottolineando che gli Stati Uniti hanno molti munizioni e armi anche se, "a essere onesto, ne vorrei di più".

Trump: “Colloqui proficui con Iran, vedremo”

"Stiamo avendo colloqui proficui con l'Iran; vedremo cosa succederà. Ci sono buone probabilità che ne scaturisca qualcosa di concreto". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.

Trump: “A Bibi dirò che se non ero presidente l'Iran aveva l'arma nucleare”

"A Bibi dirò che se non ero presidente, l'Iran avrebbe avuto l'arma nucleare e Israele sarebbe stato distrutto". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista ad Axios rispondendo a chi gli chiedeva dell'incontro domani alla Casa Bianca.

Trump: “Azione molto decisa se nuovi colloqui falliscono”

Se i nuovi colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti "non avranno successo", Washington tornerà a "un'azione militare molto decisa". Lo ha dichiarato Donald Trump all'emittente israeliana N12. A una domanda su quanto tempo fosse disposto a dedicare agli sforzi diplomatici, Trump ha risposto: "Non molto. O si farà strada in fretta, o non si farà affatto".
Trump ha dichiarato di aver deciso di sospendere gli attacchi all'Iran venerdì scorso perché i Paesi mediatori e i governi dell'area gli hanno chiesto di concedere un'altra possibilità alla diplomazia. "Tutti coloro che sono coinvolti nei negoziati con l'Iran mi hanno chiesto: 'Non sparare'", ha detto Trump, il quale ha spiegato che "non c'è niente da guadagnare e niente da perdere" nel soddisfare questa richiesta.

Trump: “Stiamo avendo colloqui molto approfonditi”

Gli Stati Uniti stanno "avendo colloqui molto approfonditi con l'Iran". Lo ha dichiarato all'emittente israeliana N12 il presidente Usa, Donald Trump.

Ben Gvir: “Trump naif, con loro si parla solo con le armi”

Contro l'Iran "bisogna fare di più". Lo ha affermato il ministro per la Sicurezza Nazionale israeliano e leader di estrema destra Itamar Ben Gvir a un evento organizzato da Yedioth Ahronoth, auspicando che "il presidente Usa Donald Trump verrà convinto a mettere fine alla sua ingenuità". "È un uomo d'affari, ed è molto naif sulla questione iraniana. Non c'è diplomazia con queste persone, non c'è niente da discutere con loro. Con gli iraniani, bisogna parlare attraverso i mirini" delle armi, ha dichiarato il leader di Otzma Yehudit.

Smotrich: “Bugie contro i coloni, è la comunità meno violenta al mondo”

Contro i coloni, accusati di violenze nei confronti dei palestinesi, è in atto "una falsa campagna". Lo ha affermato il ministro delle Finanze israeliano e leader di estrema destra Bezalel Smotrich, sottolineando che si tratta di "una menzogna". "La comunità dei coloni è quella con il minor tasso di violenza nella società israeliana e nel mondo. La violenza si verifica anche a Tel Aviv, Ra’anana e Beersheba", ha sostenuto il leader di Sionismo Religioso, negando quelli che vengono denunciati come episodi di terrorismo ebraico contro i palestinesi. "La violenza esiste in ogni comunità e in ogni società, è un fenomeno marginale e mi aspetto che la polizia israeliana e le forze dell'ordine la gestiscano come gestiscono ogni forma di violenza".

Idf, distrutto tunnel di Hamas lungo centinaia di metri

Un tunnel di Hamas lungo centinaia di metri nella parte settentrionale della Striscia di Gaza è stato recentemente demolito dai genieri militari israeliani. Lo ha reso noto l'Idf citato dai media israeliani. All'inizio di questo mese, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l'esercito aveva demolito l'83% dei tunnel di Hamas nella porzione della Striscia di Gaza controllata dai militari israeliani.

A Hormuz le navi usano la rotta iraniana

Quasi tutte le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz negli ultimi tre giorni hanno utilizzato la rotta indicata dall'Iran mentre nessuna risulta aver utilizzato la rotta più a Sud, vicino alla costa dell'Oman, promossa dagli Stati Uniti. È quanto riferisce la Cnn. Secondo Marisks dal sabato sono state osservate 78 navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz di queste, 20 battevano bandiera iraniana. Tutte le 58 navi non iraniane in transito hanno utilizzato la rotta indicata dall'Iran. Nessuna nave ha scelto la rotta meridionale, promossa dalle forze armate statunitensi come alternativa alle altre rotte marittime.

Teheran ironizza sugli Usa, video con personaggi Lego dopo minacce Trump

Dopo le ripetute minacce del presidente Usa Donald Trump di un attacco alle infrastrutture energetiche iraniane, Teheran ricorre all'Intelligenza artificiale e all'ironia per rispondere. In un video creato appunto con l'Ia e postato su X, si vede un soldato americano in formato Lego strisciare fuori da un elicottero precipitato sull'isola di Kharg, importante hub petrolifero iraniano. Nel mini-filmato della durata di circa 30 secondi, il militare statunitense fa fatica e lotta contro il caldo soffocante, mentre soldato iraniano sempre in formato Lego gli passa accanto sorridendo e bevendo del tè. "Troppo caldo per te, mollaccione. Torna alla tua aria condizionata", recita la scritta a fine video.

Media iraniani: in Arabia Saudita in fiamme il sito petrolifero di Abqaiq

L'agenzia iraniana Fars ha diffuso una foto che testimonierebbero di un incendio nel più importante impianto petrolifero dell'Arabia Saudita, dopo che gli Houthi hanno annunciato di avere colpito siti strategici del regno. "Immagini satellitari mostrano colonne di fumo e fiamme nell'impianto di Abqaiq (Buqayq), in Arabia Saudita, colpito fa da attacchi con droni e missili", si legge nel testo. "L'impianto di Abqaiq, gestito da Saudi Aramco, è un nodo fondamentale della rete petrolifera saudita e consente di convogliare il petrolio verso il terminale di Yanbu, sul Mar Rosso, e ridurre la dipendenza dal passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz", spiega ancora la Fars, ed "è considerato il più grande impianto di stabilizzazione e trattamento del petrolio greggio al mondo, con una quota pari a circa il 5% della produzione petrolifera mondiale", pari a circa 7 milioni di barili al giorno.

Houthi: “Colpite infrastrutture petrolifere saudite”

Gli Houthi hanno rivendicato attacchi alle infrastrutture petrolifere saudite. "Abbiamo colpito le linee di trasferimento del petrolio saudita", ha detto un portavoce citato dalla televisione iraniana. "Diversi punti cruciali lungo il percorso di approvvigionamento e trasporto del petrolio greggio dall'Arabia Saudita orientale verso Yanbu sono stati centrati da droni", ha spiegato. "L'operazione è stata effettuata in risposta alla violazione dello spazio aereo yemenita con droni sauditi", ha precisato.

New York Times: “Trump impantanato in Iran, la guerra sta consumando la presidenza”

“Impantanato in Iran", Donald Trump "sta imparando i limiti del potere" con una guerra che sta "gradualmente consumando la sua presidenza e dalla quale non riesce a trovare una via di uscita". E' l'analisi del New York Times, secondo il quale in cinque mesi di conflitto Trump non è riuscito a centrare gli obiettivi che aveva fissato per la guerra. Quello che doveva essere un conflitto "modello Venezuela" si sta rivelando una guerra lunga, che ha avuto effetti sulle quotazioni del petrolio.

Arabia Saudita: “Distrutti droni provenienti dall’Iraq e diretti a siti di petrolio”

La contraerea saudita ha intercettato diversi droni lanciati sul suo territorio dall'Iraq e diretti su siti petroliferi. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Riad in una nota del portavoce, il generale Turki Al-Malki. "Le difese aeree hanno intercettato e distrutto un certo numero di droni nelle ultime ore, che avevano tentato di colpire impianti petroliferi nelle regioni orientale e di Riad", si legge. Secondo Al-Malki, "questi tentativi terroristici sono partiti dai territori iracheni ed eseguiti da milizie terroristiche affiliate all'Iran". Riad, ha avvertito, ha "il diritto legittimo di difendersi e proteggere le proprie capacità, e si riserva il diritto di rispondere nel tempo e nel luogo appropriati".

Netanyahu: “Con Trump focus su Iran, sicurezza, ampliamento cerchia degli accordi”

"Discuterò con il presidente Trump di tutte le questioni all'ordine del giorno, in primis l'Iran. Il nostro obiettivo è mantenere la nostra sicurezza ed allargare la cerchia della pace intorno a noi". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu prima di imbarcarsi per il volo verso Washington, dove domani incontrerà Donald Trump, l'ottavo incontro tra i due dall'inizio della seconda amministrazione Trump. "Nella mia esperienza come premier, in questi tempi complessi bisogna agire con grande determinazione saggezza. Intraprendo questa missione con un obiettivo chiaro: garantire la sicurezza, la forza e il futuro del nostro prezioso Stato di Israele", ha aggiunto.

L’Idf irrompe in una struttura Onu a Gerusalemme Est e arresta il personale

Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel centro di formazione dell'Unrwa nel campo profughi di Qalandiya, a nord di Gerusalemme Est. Lo riporta al Jazeera, aggiungendo che il personale delle Nazioni Unite presente sul posto è stato arrestato, secondo quanto hanno riferito le autorità locali. In una dichiarazione, il governatorato di Gerusalemme ha affermato che le truppe israeliane hanno fatto irruzione nella struttura nella notte, hanno usato gas lacrimogeni e hanno trattenuto il personale in uno dei suoi padiglioni. Nell'attacco, l'Idf avrebbe utilizzato anche granate stordenti, provocando un incendio. Il raid arriva settimane dopo che il governatorato aveva messo in guardia contro un piano israeliano per demolire il centro di formazione dell'Unrwa a Qalandiya. Secondo la Commissione per la Colonizzazione e la Resistenza al Muro, le autorità israeliane hanno effettuato 341 demolizioni nella prima metà di quest'anno, distruggendo 740 strutture e colpendo 923 palestinesi.

Teheran: “I negoziati con gli Usa non fanno parte del nostro dna”

Teheran non ha chiesto di riprendere i colloqui con Washington. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, aggiungendo che i negoziati con gli Stati Uniti "non fanno parte del nostro Dna". Baghaei ha detto ancora che i mediatori continuano a fare da tramite tra le due parti e ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, aggiungendo che i colloqui con l'Oman sulla gestione della via navigabile sono stati positivi.

Il Pentagono aggiorna il bilancio: sale a 18 americani morti e 624 feriti

Nel corso del fine settimana il Pentagono ha aggiornato il suo database relativo al conflitto in Iran, sullo sfondo di interrogativi e polemiche riguardo alla mancanza di trasparenza, registrando oltre 140 feriti aggiuntivi e ripristinando i quattro soldati uccisi a causa degli attacchi iraniani della scorsa settimana. Lo rende noto la Cnn, sottolineando che i nuovi dati, combinati con i totali aggiornati dell'Operazione Epic Fury, porta il totale a 18 morti e 624 feriti, un netto aumento dai 482 rilevati la settimana scorsa, da quando gli Stati Uniti hanno lanciato la guerra contro l'Iran il 28 febbraio.
Al centro dello sviluppo c'è il Defense Casualty Analysis System, o Sistema di analisi delle vittime della difesa, che ha aggiunto una nuova categoria di monitoraggio, chiamata "Operazioni all'estero", relativa ai morti e i feriti "a partire dal 7 luglio". Il sistema è stato oggetto di forti critiche da parte dei media e dei legislatori la scorsa settimana, quando i numeri dei morti e dei feriti sono diminuiti mentre gli attacchi iraniani continuavano. Giovedì i dodici legislatori democratici del Comitato del Senato per i Servizi armati hanno inviato una lettera al Segretario alla Difesa Pete Hegseth chiedendo risposte su cosa stesse causando i cambiamenti, ma il segretario stampa ad interim del Dipartimento della Difesa Joel Valdez ha insistito via social che le diminuzioni erano dovute a "interruzioni temporanee dei dati sul sito web (Dcas)".

La nuova categoria non include dettagli distintivi, né specifica il conflitto in cui si verificano le vittime, ma in essa appare un elenco dei soldati caduti, che include i tre soldati Usa uccisi in Giordania a causa di un attacco iraniano e il soldato ucciso nel nord dell'Iraq lo scorso fine settimana a causa di un drone iraniano. La data del 7 luglio coincide con il momento in cui il presidente Donald Trump ha dichiarato l'inizio di un nuovo conflitto con l'Iran, in una notifica ai sensi del War Powers Act che l'amministrazione ha inviato al Congresso all'inizio di questo mese. La legislazione richiede al presidente di porre fine alle operazioni militari entro 60 giorni a meno che non sia autorizzato dal Congresso a continuare, ma l'amministrazione Trump ha sostenuto che il cessate il fuoco di aprile con l'Iran abbia "fermato l'orologio", e il segretario di Stato Marco Rubio ha definito la legge "incostituzionale al 100%" perché limita i poteri del presidente di dichiarare guerra.

L’Iran smentisce: “Mai chiesto colloqui con gli Usa a Ginevra o Islamabad”

"Non abbiamo mai chiesto colloqui con gli Stati Uniti a Ginevra o a Islamabad, come sostengono alcune notizie inventate. Non è nella nostra natura. Ciò che per noi è stato importante, nei negoziati con gli Stati Uniti e nei colloqui con i mediatori, sono stati solo gli interessi nazionali e la sicurezza dell'Iran, e decideremo di conseguenza. Non permetteremo agli Stati Uniti di determinare il momento della guerra o della pace": lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, aggiungendo: "Gli Stati Uniti sono impantanati in un pantano di guerra da cinque mesi. Washington sta semplicemente annaspando nella situazione disastrosa che si è creata insieme al regime sionista". I mediatori continuano a trasmettere messaggi tra gli americani e l'Iran, ma non ci sono negoziati in corso, ha aggiunto.

Baghaei: “Gli Usa non coinvolti nei colloqui con l’Oman su Hormuz”

Gli Stati Uniti non sono stati coinvolti nei recenti colloqui tra Iran e Oman sull'amministrazione dello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, sottolineando che "questi colloqui non hanno alcun legame con gli Stati Uniti". "Sono una questione bilaterale tra Iran e Oman e continuano", ha aggiunto, affermando che lo Stretto "rimane chiuso".

Media: Netanyahu si opporrà al ritiro dell’Idf dalle “zone sicurezza” di Gaza, Libano e Siria

Durante la riunione di gabinetto ieri, in vista dell'incontro con Donald Trump domani alla Casa Bianca, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe informato i suoi ministri che gli Usa premono perché Israele ritiri le sue truppe dalle “zone di sicurezza” in Siria, Libano e nella Striscia di Gaza. Lo riporta Channel 13 citando fonti di sicurezza israeliane, e sottolineando che Netanyahu ha affermato che "si opporrà con tutte le sue forze" alla richiesta.
L'incontro tra Trump e Netanyahu è il primo dopo l'inizio dell'attacco congiunto all'Iran il 28 febbraio, quando il vertice precedente alla Casa Bianca si era svolto l'11 febbraio.

Netanyahu in viaggio per Washington, domani l’incontro con Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu partirà per Washington, DC, alle 11 (le 10 italiane), secondo quanto comunicato dal suo ufficio al Times of Israel. Domani è previsto l'incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. Inoltre, il premier prenderà parte ai funerali del senatore Lindsey Graham. Il rientro di Netanyahu è previsto per giovedì.


Nuove incursioni dell'esercito israeliano in Cisgiordania

L'esercito israeliano ha effettuato nuove incursioni nella Cisgiordania occupata. Lo riferisce Al Jazeera. Secondo alcune fonti, l'Idf ha condotto operazioni di demolizione nella città di Nilin, a ovest di Ramallah. Le truppe israeliane hanno anche effettuato un'incursione nella zona di Jabal Salman a Beita, a sud di Nablus.
La scorsa settimana, l'esercito israeliano ha lanciato una dura repressione in Cisgiordania in seguito ai recenti attacchi che hanno causato la morte di quattro palestinesi e due soldati israeliani.


Iran, continua la guerra social agli Usa a colpi di Lego

La pausa dei bombardamenti non ha escluso del tutto la continuazione della guerra fra Stati Uniti e Iran. Lasciato il campo di battaglia, Teheran ha infatti risposto ai post di ieri del presidente statunitense Donald Trump con l'intelligenza artificiale, nei quali si vedono navi dei Pasdaran distrutte dagli americani e un massiccio attacco di aerei a stelle e strisce sull'isola di Kharg. L'agenzia di stampa Mahar ha pubblicato un video creato dall'Ia con protagonisti dei personaggi Lego. Il video mostra un soldato Lego americano che striscia fuori da un elicottero precipitato, soffrendo per il caldo torrido. Appare poi un soldato iraniano che beve del tè, con la didascalia: "Troppo caldo per te, debole. Torna al tuo condizionatore". Mahar ha scritto che "L'isola di Kharg è troppo calda per chi non è dell'isola, tornate alla vostra isola".


Media Iran: fermate sei navi nello Stretto di Hormuz

"Le forze iraniane hanno fermato sei navi che hanno tentato di attraversare la parte meridionale dello Stretto di Hormuz attraverso una rotta illegale e pericolosa". Lo ha dichiarato un ex funzionario iraniano, riferisce l'agenzia Fars. "Le navi, una provocazione degli Stati Uniti, avevano spento i loro sistemi di navigazione e posizionamento mentre cercavano di attraversare il canale questa mattina", ha aggiunto il funzionario. "Una delle navi ha subito un incidente e le altre cinque sono rientrate nel Golfo Persico sotto la ferma gestione dell'Iran".

Il petrolio cede in Asia più del 5% sulle speranze di accordo Usa-Iran

I prezzi del petrolio calano di oltre il 5% tra le rinnovate speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran nelle prime contrattazioni sui mercati asiatici: il Wti, il riferimento americano, cede il 5,42%, a 84,47 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 5,10%, scivolando a quota 87.

Trump a Wsj: "Abbiamo più munizioni di chiunque altro"

"Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, al Wall Street Journal, alla luce delle notizie di stampa secondo le quali ha sospeso l'escalation contro l'Iran per dare spazio alla diplomazia internazionale ma anche per consentire una valutazione dell'impatto della diminuzione delle scorte di armi.

Pentagono “taglia” 4 militari caduti dalla guerra all'Iran, crea nuova categoria per il conteggio

Il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata ‘Operazioni all'estero’. Dal 28 febbraio risultano esserci 18 morti e 624 feriti. Il portavoce Joel Valdez ha sostenuto giovedì che il calo delle cifre delle vittime online, da 18 a 14, non era un tentativo di nascondere il crescente tributo di vite umane della guerra, bensì il risultato di "anomalie" e "interruzioni temporanee dei dati". La vicenda ha dato vita a una disputa: il crollo del cessate il fuoco con l'Iran e la ripresa dei raid aerei quasi quotidiani a partire dal 6 luglio hanno spinto analisti e funzionari a chiedersi se le vittime dei rinnovati combattimenti debbano essere conteggiate in via separata dall'operazione Epic Fury, optando per una mossa senza precedenti. La modifica è legata al War Powers Act del 1973, che impone al presidente di porre fine alle operazioni militari entro 60 giorni, a meno che il Congresso non autorizzi una proroga.

Oltre 400 militari Usa trasferiti per cure mediche da inizio guerra all'Iran

Dall'inizio dell'operazione Epic Fury contro l'Iran, il 28 febbraio scorso, oltre 400 militari americani sono stati trasferiti via aerea dal Medio Oriente per sottoporsi a vari tipi di cure: lo riporta Cbs News, citando un funzionario statunitense, secondo il quale la maggior parte dei casi non è legata ad azioni di combattimento. Il Pentagono ha reso noto in settimana che quasi 100 militari Usa sono rimasti feriti a partire dal 7 luglio, dalla ripresa dei raid aerei contro l'Iran.

Trump posta immagine IA di attacco all’isola di Kharg

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato su Truth Social due immagini generate dall'intelligenza artificiale, contenenti minacce contro l'Iran. Una di esse mostra un aereo che attacca l'isola di Kharg nel Golfo Persico. La seconda immagine ritrae Trump in piedi sul ponte di una nave con la bandiera americana issata, mentre una bandiera iraniana viene gettata sulla nave, con la scritta sopra l'immagine: "Adesso è la nostra petroliera!".

I commenti dei lettori